Il giudice e la vedova.

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

 

 

Una vedova.

  • Ti hanno  fatto 
  • vedova.
  • Ti hanno   staccato.
  • Ti hanno   stracciato.
  • Ti hanno   strappato.
  • Ti hanno   gettato via.
  • Ti hanno   fatto torto.
  • Ti hanno   torto.
  • Ti hanno   contorto.
  • Ti hanno   distorto.
  • E sei  vedovo
  • pure di te.

 

Dio ai suoi eletti che gridano.

  • Ci    vuole Dio.
  • Lo   può fare Dio.
  • Lo   può fare solo Dio.
  • E tu   glielo chiedi.
  • E tu   glielo richiedi.
  • E tu   lo implori.
  • E tu   ti getti
  • ai suoi  piedi.

Notte e giorno.

  • Ci  hanno provato.
  • A  farti stare  zitto.
  • Ma tu   lo gridi
  • di più  a Dio.
  • Ci  hanno provato.
  • A  farti stare  fermo.
  • Ma tu   ci vai
  • di più  da Dio.
  • Ci  hanno provato
  • a  tirarti  via.
  • Ma tu   ti attacchi
  • di più  a Dio.
  • Ci  hanno provato
  • a  mandarti  via.
  • Ma tu   ci torni
  • di più  da Dio.

 

Farà loro giustizia prontamente.

  • E Dio  viene
  • a fare  giustizia.
  • E la fa   sicuro.
  • E la fa   subito.
  • E la fa   tutta.
  • E la fa   fino al fondo.

 

Troverà la fede.

  • È la fede    fino in fondo.
  • È la fede    che va in fondo.
  • È la fede    senza fine.
  • È la fede    che non ha fine.
  • È la fede    sempre.
  • È la fede    per sempre.
  • È   la fede. 

 

 

 

 

 

 

 

I dieci lebbrosi.

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

«Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

 

 

Sono stati purificati dieci.

  • Ma tu,
  • che avresti
  • fatto?
  • Se di colpo
  • i tuoi monconi
  • sono finiti.
  • Se di colpo
  • i tuoi bubboni
  • sono spariti.
  • Se di colpo
  • i tuoi buchi
  • sono riempiti.
  • Ti domandi
  • chi è.
  • Vuoi sapere
  • chi è.
  • Che lo ha fatto.

 

E gli altri nove dove sono.

  • Gli altri
  • non ci sono.
  • Gli altri
  • se ne sono
  • andati.
  • Gli altri
  • sono
  • andati.
  • Gli altri
  • non ci sono
  • mai stati.
  • Gli altri
  • manco
  • ci pensano
  • a Dio.
  • Gli altri
  • manco
  • lo pensano
  • Dio.
  • Gli altri
  • manco
  • ci sta
  • Dio.
  • E continuano
  • su quella
  • strada.
  • E non tornano
  • indietro.
  • Il corpo
  • è guarito.
  • Ma l’anima
  • no.

Nessuno che tornasse indietro.

  • Ma tu,
  • hai capito.
  • Che una cosa così.
  • La fa
  • solo Dio.
  • Che la può
  • fare
  • solo Dio.
  • Che hai
  • incontrato
  • Dio.
  • E torni
  • indietro.
  • Torni
  • da Dio.

Tornò indietro lodando Dio.

  • E ti grida
  • il cuore
  • la gioia.
  • Che hai
  • incontrato
  • Dio.
  • Che ci sta
  • Dio.
  • Che è venuto
  • Dio.
  • Che Gesù
  • è Dio.

E si prostrò.

  • E il corpo
  • guarito
  • lo metti
  • ai suoi piedi.
  • E ci metti
  • anche la tua
  • anima.
  • Ai suoi piedi.
  • Per far guarire. 
  • Anche la tua anima.
  • Ai suoi piedi.

 

La tua fede ti ha salvato !

  • E Gesù
  • lo fa.
  • Ti guarisce
  • pure l’anima.
  • E la tua anima.
  • Sta con Dio.
  • E non lo lascia
  • più.

 

  • Ecco  la fede.

 

 

 

 

 

 

Il granello di senape.

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

«Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.

 

 

Se aveste fede.

  • La fede.
  • Non è
  • un pensiero.
  • Il pensiero.
  • Non lo sradica
  • il gelso.
  • La fede.
  • Non è
  • uno sforzo.
  • Lo sforzo.
  • Non lo sradica
  • il gelso.

Il granello di senape.

  • La fede.
  • È Dio.
  • È un granello
  • di Dio.
  • Dio sì.
  • Che lo sradica
  • il gelso.
  • Allora sì.
  • Che si sradica
  • il gelso.
  • Allora sì.
  • Che lo sradichi
  • il gelso.

 

Il gelso.

  • Non è solo
  • un albero.
  • Il gelso.
  • È un male.
  • Che ha
  • le radici.
  • È un male.
  • Che ha messo
  • radici.
  • È un male.
  • Con tante
  • radici.

Sradicati.

  • E Dio
  • lo stacca
  • dalle radici.
  • E Dio
  • lo distacca
  • dalle radici. 
  • Ed Dio
  • lo strappa
  • con le radici.

E gettati in mare.

  • Lo prende
  • e lo piazza
  • in mare.
  • Lo prende
  • e lo butta
  • in mare.
  • Lo prende
  • e lo butta
  • a mare.
  • Lo prende.
  • E lo affoga
  • in mare.
  • E il gelso
  • lo fa.
  • Ci sta.
  • E ci resta.
  • Nel mare.

 

  • Se  ci sta Dio.
  • Un granello  di Dio.
  • Ecco  che fa   la fede.

 

 

 

 

 

 

Ma voi, chi dite che io sia.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

 

 

La gente.

  • Loro.    Non  lo pensano   il Figlio di Dio.
  • Loro.    Non  lo vogliono   il Figlio di Dio.
  • Loro.    Non  ci sta   il Figlio di Dio.  
  • Loro.    Non  si sa    il Figlio di Dio.
  • Loro.    Non  è   il Figlio di Dio.

 

Ma voi.

  • Ma tu.    Non  pensi come loro.
  • Ma tu.    Non  fai come loro.
  • Ma tu.    Non  sei come loro.
  • Ma tu.    Non sei  loro.

 

Tu sei il Figlio del Dio vivente.

  • Ma tu.    Gesù.    Tu sei  il Figlio di Dio.
  • Ma tu.    Tu sei   il Figlio di Dio  davvero.
  • Ma tu.    Tu sei   il Figlio di Dio  vero.
  • Ma tu.    Tu sei   il Figlio di Dio  vivo.
  • Ma tu.    Lo dici  con il cuore.
  • Ma tu.    Lo dice  il cuore.
  • Ma tu.    Lo grida  il cuore.
  • Che è   il Figlio di Dio.
  • Ma tu.    Lo  dicono gli occhi.
  • Ma tu.    Si  vede negli occhi.
  • Ma tu.    Ce  l’hai negli occhi.
  • Il  Figlio di Dio.
  • Ma tu.    Lo  dice  la tua voce.
  • Ma tu.    Si  sente  nella voce. 
  • Ma tu.    Sta  nella tua voce.
  • Il  Figlio di Dio.
  • Ma tu.    Lo  dice il tono  della voce.
  • Ma tu.    Si  sente nel tono  della voce.
  • Ma tu.    Il  tono della voce è.
  • Ma tu.    La  voce dell’anima. 
  • Ma tu.    Ce  l’hai  nell’anima.
  • Il   Figlio di Dio.

Il Padre mio.

  • Ma tu.    Lo dice  il Padre  in te.
  • Ma tu.    Lo dice  il Padre  che sta in te.
  • Ma tu.    Lo dice  il Padre  che hai in te.
  • Ma tu.    Perché è  il Padre che sta in te. 
  • Il Padre  del Figlio di Dio.

 

E sei   pietra.

 

 

 

 

 

Signore, da chi andremo?

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

“Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Figlio di Dio.”

 

 

Signore da chi andremo?

  • Da chi vai ?
  • Da chi la vita.    Non ce l’ha.
  • Da chi la vita.    Non la dà.
  • Da chi la vita.    Non ci sta.
  • Da chi la vita.    Te la prende.
  • Da chi la vita.    Se la prende.
  • Da chi la vita.    Non te la ridà.
  • Da chi la vita.    Se la porta via.
  • Da chi la vita.    Te la porta via.
  • Da chi la vita.    E non ci sta più.

 

 

Tu hai parole di vita eterna.

  • Senza Gesù.    Rimani qui.
  • Senza Gesù.    Ti fermi qui.
  • Senza Gesù.    Stai qui.
  • Senza Gesù.    A  terra.
  • Con Gesù.    Si apre il cielo.
  • Con Gesù.    Si spalanca il cielo.
  • Con Gesù.    Te lo da lui il cielo.
  • Con Gesù.    È lui  il cielo.
  • È Gesù.    Che ti prende per mano.
  • È Gesù.    Che ti dà la mano.
  • È Gesù.    Che ti porta per mano.
  • È Gesù.    Che ti porta in Dio.
  • È Gesù.    Che ti da  Dio.
  • È Gesù.    Che ti da la vita eterna.
  • È Gesù.     È  lui.   La vita eterna.  

 

Tu sei il Figlio di Dio.

  • Perché Gesù.    È il Figlio di Dio.
  • Perché Gesù.    È Dio.
  • Perché Gesù.    È il Figlio del Dio vivente.
  • Perché Gesù.    È risorto.
  • Perché Gesù.    È risorto  con il suo corpo.  
  • Perché Gesù.    È risorto  con il suo corpo.   Per sempre.
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto.   È salito al cielo. 
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto.   È asceso al cielo.  
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto.   È tornato al cielo.
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto.    È tornato al Padre.   
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto     Sta con il Padre.   
  • Perché Gesù.    Con il suo corpo risorto.    Siede alla destra del Padre.  

 

  • Perché Gesù.    Fa risorgere.    Pure il tuo corpo.
  • Perché Gesù.    Con il tuo corpo risorto.    Ci porta pure te in cielo. 
  • Perché Gesù.    Con il tuo corpo risorto.    Ci porta pure te dal Padre. 
  • Con il tuo corpo risorto.     Stai con lui e con il Padre.
  • Per l’ eternità.

 

  • Ecco cosa è   la vita eterna.

 

 

 

 

 

 

Il giudice e la vedova

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:   «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.   Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».  E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

 

 

Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: “In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.                 E tu,   come preghi ?

 

Manco ci pensi.

È a te,  che devono pregare.    E a te. che devono guardare.  È a te, che devono implorare. È a te,  che devono invocare.     Figurati se preghi.

E se non lo fanno.    Ce li metti tu,  in ginocchio.   Ce li tieni tu,  in ginocchio.   Li butti tu, per terra.   Li tieni tu, a terra.  Ai tuoi piedi.       Figurati se preghi.

E a Dio,   non lo fai giudice.   Non lo vuoi giudice.    Non ci deve stare, come giudice.  Ti sei fatto tu, giudice.  Giudice di Dio.    Figurati se preghi.    Ma ti sei giudicato da solo.   Ti sei condannato da solo.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Con insistenza.

Ecco come si fa a pregare.     Ecco come devi fare.    Lo fai,  perché ci credi.  Lo rifai, perché ci credi.   Continui a farlo, perché ci credi.    Che Dio Padre  ci sta.   Che lo sa  e che lo fa.

 

C’era una vedova.      La vedova sei tu.     Sei rimasto senza chi ti aiuta.  Sei rimasto solo. E non ce la fai.  E non puoi.     Nessuno lo fa per te.  Nessuno ci va per te.

Andava da lui.      Dagli altri ci vai.  Con gli altri lo fai.   Dagli altri ci rivai.  Con gli altri lo rifai.  Ma da Dio non ci vai.     E non preghi.

Fammi giustizia contro il mio avversario.        A lui chiede aiuto.    A un altro  implori aiuto. A chi manco ti vede.  A chi manco ti vuole. A chi manco ti pensa.    Ma non lo chiedi a Dio. E non preghi.

Anche se non temo Dio.   Proprio a lui.   Che manco lo vede Dio. Che manco lo vuole Dio. Che manco lo pensa a Dio.    Figurati a te.      Ma da Dio  non ci vai.

Le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi.    Si è infastidito.  Si è scocciato.  Si è seccato.  Si è stufato.     Te lo fa per non vederti più.  Te lo fa  per non sentirti più.     Te lo fa  per non averti più attorno.  Te lo fa per levarti di torno.     E tu,  stai attorno a lui.    Non a Dio.     E non preghi.

 

Dio   farà giustizia ai suoi eletti.        Non sei vedova.   Sei l’eletto di Dio.  Ti ha scelto Dio. Ti ha voluto Dio. Ti ha pensato Dio. Da sempre.    E ci pensa a te. Sempre.   E sta con te. Sempre.    E tu stai con lui.     Ecco la preghiera.

Dio  farà giustizia.         Ecco a chi chiedere.     Ecco da chi andare.   Ecco che fare. Quando ti fanno del male.  Quanto ti schiaccia il male.  Quando non respiri per il male. Ecco la preghiera.

Che gridano giorno e notte.      E non lo fai piano.   Lo fai forte.   Chiedi forte.   Gridi forte.   Con tutta la voce del cuore.   Fai gridare il cuore.  Lasci gridare il cuore.     Dio aspetta il cuore.    Ecco la preghiera.

Che gridano giorno e notte.    E non lo fai una volta.    E non lo fai quando ti va.  Se ti va. Perché ti va.    Lo fai sempre.   Ogni momento vai da Dio.  Ogni momento chiedi a Dio. Ogni momento implori Dio.   Ogni momento stai in ginocchio  davanti a Dio.

Che gridano giorno e notte verso di lui.    E  tendi le mani verso di lui.  Tendi le mani verso il cielo.   E le tieni in alto verso il cielo.    E ci tieni il cuore rivolto al cielo.    E le braccia del cuore,  verso il cielo.   Verso di lui.     E Dio ci sta.

 

Farà loro giustizia prontamente.     Dio  è Dio.   Lui può fare tutto.   Solo Dio può fare tutto.  Lui ci arriva. Solo lui ci arriva.  Da chi ti fa del male.    Lui lo sa.   Solo lui lo sa. Chi ti fa del male.    Lui ti libera.   Solo lui ti libera.  Da chi ti fa del male.    E dal male.  Da tutto il male.

Farà loro giustizia prontamente.     E lo fa davvero.   Perché Dio è vero.  Non lo fa per finta. Non lo fa  forse.  Non lo fa domani.     Lo fa subito.  Lo fa ora.  Lo fa adesso.

 

Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?     Ci provano, a portarti via.  Ci provano a cambiarti.  Ci provano a strapparti, da lui.    Ma tu ti tieni stretto a lui.  Più forte. Ti stringi a lui. Più forte.   Ti aggrappi a lui.     E non ti fai portare via.  E non ti portano via.

Ecco,  la preghiera.   È  la fede.

 

 

 

 

 

 

 

Il granello di senape

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».  Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.   Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?  Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

 

“Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.”                                                                                   E per te,   lo può fare ?

 

Non può.

Ti dicono che la fede,   la devi avere in te.    Che deve stare in te. Solo in te.  Non in Gesù. Che è tua. Solo tua.   Non di Gesù.    Che la fai tu.  Che sei tu.   Non Gesù.    Ma non si sposta niente.

Ti dicono che la fede,   la devi avere negli altri.    Che deve stare negli altri.   Che la fanno gli altri.    Che sono gli altri.   Non Gesù.       Ma non si sposta niente.

E a Gesù,    gli hanno levato il gelso.    Non lo può fare.  Non si può fare.    Perché non lo fanno loro.  Perché non possono loro.      Così si fanno Dio.  Al posto di Dio.    Ma Gesù è Dio.  E Dio può fare tutto.     Sono loro che non possono fare niente.  Che non sono niente. Perché hanno perso Dio.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Lo può fare.

La fede  è quando ci metti Gesù.  Non tu.   È quando lo fai fare a Gesù.  Non tu.   È quando lo fa Gesù.  Non tu.     E si sposta tutto.

 

Accresci in noi la fede.     Come fai a farla crescere,  se manco ci sta.   Perché se ci sta, la vedi.    Lo vedi,  quello che fa.

Se aveste fede.    La fede vera. È la fede in Gesù.   È stare in Gesù.  È lasciarsi fare da Gesù.   È far fare a Gesù.     È Gesù. Non sei tu.

Quanto un granello di senape.     E non conta  quanto è grande.   E non conta quanta ce ne sta.   Se di più o di meno.     Se ci sta, ci sta.    Perché ci sta Gesù.

 

Potreste dire a questo gelso.     Se ci sta. Ci sta Gesù.    E lasci che sia Gesù a dire. E lasci che sia Gesù a parlare  con il gelso.

Potreste dire a questo gelso.    È Gesù che ha fatto quel gelso.  E quel gelso lo riconosce.  Lo sa chi è.  Lo sente chi è.     Lo ha fatto lui.   Dentro ci sta lui.

Sradicati.      Io Gesù, che ti ho fatto.     Io Gesù, che ti ha fatto così.   Io Gesù,  il Figlio di Dio.   Ti dico cambia.    Salta fuori. Vieni fuori. Esci fuori.    Dalla terra dove ti sei piantato.

E vai a piantarti nel mare.    E vai a piantarti in acqua.  In un altro terreno.  Io Dio, ti cambio il terreno.   Io Dio, ti do un altro terreno.   Io Dio, ti faccio nuovo.   Io Dio, ti faccio di nuovo.

Ed esso vi obbedirebbe.    Obbedisce a Dio.   Si piega a Dio. Si inchina a Dio.   Non a te. Risponde a Dio.    Fa quello che gli chiede Dio.  Fa quello che vuole Dio.   Non tu.

 

Sradicati.      Lo dice anche a te,  Gesù.     Lo dice ora, a te.     Io Gesù,  ti dico cambia.  Salta fuori.  Vieni fuori.  Esci fuori.      Dalla terra dove ti sei piantato.

Sradicati.     Esci dalla terra.    Non sei terra.  Non vieni dalla terra.  Non ti ha fatto la terra. Non appartieni alla terra.

E vai a piantarti nel mare.     E vai a piantarti in Dio.  Metti le tue radici in Dio.  Immergi le tue radici in Dio.   Affonda le tue radici, in Dio.

E vai a piantarti nel mare.      Ti ha fatto Dio.   E le ha fatte Dio, le tue radici.  E stanno bene solo in Dio.    Solo in Dio si ritrovano.  Solo in Dio si posano.  Solo in Dio si tengono.  Solo in Dio si fondano.

E vai a piantarti nel mare.      È Dio  la prima radice.    È Dio  la radice della radice.   È Dio la terra della radice.      È Dio,   la tua radice.

 

Se vieni da Dio.  Se ti radichi  in Dio.  Se ti fondi in Dio.    Allora stai anche  nel Figlio suo.  E lui sta in te.     E lo lasci fare.  E ti fai fare.  E lo fai fare.

E si spostano   pure le montagne.

 

 

 

 

 

 

Il cieco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».   Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».   Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.   Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

 

“Bartimèo,  che era cieco,  sedeva lungo la strada a mendicare.     Sentendo che era Gesù Nazareno,   cominciò a gridare e a dire:  “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”           E tu,   sei cieco ?

 

Cieco.

Ti fanno  cieco.         Ti hanno fatto  cieco.   Ti vogliono cieco.      Così non puoi vedere.    Così non devi vedere.     Quello che fanno.  E che sono.   Contro Dio.

Hanno fatto,   tutti ciechi.       E li hanno messi tutti in fila.    E si portano l’un l’altro.   E non sanno dove vanno.    Li portano loro. Li trascinano loro.  Tutti in fila.      Lontano da Dio.

Hanno levato,   pure Gesù.        Perché Gesù è la Luce.   E hanno messo tutti al buio.  Tutto nel buio.  Come loro.  Per loro.     Ma Gesù è Dio.   E Dio li vede uguale.  E  Dio non glielo fa fare.    Sono diventati  loro,  i ciechi.    I veri ciechi.   I più ciechi dei ciechi.   Perché hanno scelto le tenebre.   Perché hanno scelto il buio.      E hanno rifiutano la luce.    E hanno rifiutano Dio.       Ancora.  Ora.  Per sempre.

 

 

Ci vedi.

Eri cieco.     Ma cerchi Gesù.     Solo lui ti può salvare.   Solo lui ti può capire . Solo lui ti può levare.  Tutto il buio.    Che ti fa cieco.

 

Sedeva lungo la strada.        Il buio ti ha ridotto così.   Seduto per terra.   Caduto. A terra.   A mendicare lo sguardo , degli altri.    A mendicare il cuore,  degli altri.

Gesù, abbi pietà di me!         Gesù,  fermati!      Non te ne andare via così.  Non mi lasciare qui.    Solo tu,  lo senti.  Solo tu lo provi.  Solo tu, lo sai.     Quello che il buio,     mi fa.

Gesù, abbi pietà di me!        Gesù,  guardami!    Guarda come mi sono ridotto.   Guarda come mi hanno ridotto.   Guarda, cosa mi hanno fatto.     Guarda  cosa ci hanno fatto.   Solo tu,  lo vedi,  o Dio.

Gesù, abbi pietà di me!        Gesù,  prendimi!      Sollevami.  Tirami su.  Tirami fuori.  Da tutto il buio.  Da tutto il male.   Non ce la faccio più.  Non ne posso più.  Non resisto più.  Non esisto più.   Solo tu,  mi puoi salvare, o Dio.

Coraggio alzati, ti chiama.      Gesù ha fissato il suo sguardo su di te.   È lo sguardo di Dio, su di te.    E ti chiama. Ti chiama Dio.    Ti vuole Dio. Vicino a se.

 

Cosa vuoi che io faccia per te?        Ecco la tua scelta.  Devi fare una scelta.  Devi uscire fuori, con una scelta.     Devi dire,  che vuoi.     Devi dire,  chi vuoi.

Rabbunì, che io veda di nuovo.          Ecco Gesù, che scelgo.      Non scelgo più  il buio. Non lo voglio più il buio.    Non voglio più stare nel buio.     Scelgo te.  Voglio stare con te.  Voglio stare in te.  Che sei la luce.      Voglio stare nella luce.    Scelgo  la Luce.

Va’, la tua fede ti ha salvato.         La tua scelta ci vuole.    La tua scelta ci deve stare.   La tua scelta ti può salvare.      Sei tu che fai entrare Gesù.  Sei tu che hai fatto entrare Gesù.   E Gesù è la Luce.

 

E di nuovo vedeva.      E il buio se ne va.  E il buio scappa.  E il buio non ci sta più.   E il buio sparisce.  E il buio scompare.  E il buio svanisce.     Per sempre.

E di nuovo vedeva.     Entra Gesù.    Entra la luce,  nei tuoi occhi,  e vedono.   Entra nel tuo cuore,  e sente.    Entra nella tua anima,  e si illumina  di Dio.

E lo seguiva.     E non la lasci più la luce.   Gli vai dietro.    E ti fai guidare dalla lei.

 

Ti sei acceso.                                                                                                                        E ora sei,  una piccola luce.

 

 

 

 

 

 

Il granello di senape

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».  Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

 

E tu   la fai,    la volontà  di Dio ?

 

Manco per niente.

Non la fai  proprio.   Non ci pensi proprio.  Non se ne parla proprio.    Per te, Dio non ci sta. Figurati,  fare la sua volontà.

Dio,  lo hai messo  in un angolo.    Lo hai messo  all’angolo.   Lo hai messo da una parte.  Lo hai messo  in disparte.    Così non ti disturba.  E puoi fare quello che ti pare.     Figurati fare,  la sua volontà.

A Dio,   gli hai messo la volontà tua.    Gli hai dato la volontà tua.   Gli hai imposto la volontà tua.      È lui  che deve seguire la tua.   È lui  che deve fare la tua.  È lui che deve servire te. Ma non sei tu,  il padrone.

 

Un granello di senape.

Ci sta,    piccola  la  fede,   come un granello di senape.            

Ci sta,    quando per te,   Dio ci sta.     E tu,  stai con lui.                                                      Ci sta,    quando Dio,   lo metti al centro.    E tu,  da una parte.                                             Ci sta,    quando ti appoggi  a lui.    Ti fai portare  da lui.  Dove vuole lui.    E non sai tu.

Ci sta,     quando metti tutto,   in lui.      E scopri  a che serve.    E scopri  quando serve.      E scopri,  che fa.   La sua volontà.                                                                                          Ci sta,     quando metti,   avanti lui.    Fai andare avanti  lui.   Lasci andare avanti,  lui.         E si sposta tutto.

Ci sta,     quando è lui,  che fa.    È lui  che agisce.  È lui che parla.    E tutto,  risponde.

Perché la sente,   la sua voce.                                                                                                 La riconosce,     la sua voce.                                                                                                 La canta,    la sua voce.                                                                                                          Insieme  a te.

 

 

 

 

 

 

 

Sii guarita.

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

 

E tu,   come ci vai,  da Gesù ?

 

Ci vai,  con le tue ferite.    Gli porti,  le tue ferite.      Lo cerchi  per le tue ferite.                       Quelle che gli altri,  non hanno capito.   Quelle che gli altri,  non hanno veduto.                  Quelle che gli altri,  non hanno guarito.

Sei sfinito.  Ti hanno finito.   Ti hanno preso tutto. Ti hanno levato tutto.  Hai perso tutto.  Non hai più la forza.                                                                                                              Ora è Gesù,  la tua forza. La forza di Dio.  Quella che può tutto.

 

Ma devi toccare  il suo mantello.                                                                                              La tua mano  deve toccare,  entrare in un contatto  reale, concreto, vero,  con lui.               Ci devi  mettere le mani.     Ci devi  mettere il cuore.    Davvero.

 

Ed ecco passa,  la forza di Dio.   Lo Spirito di Dio.  L’Amore di Dio.  Passa.                          Da lui,  a te.

Ma non puoi  stare nascosto.    Devi uscire allo scoperto .  Devi dirlo chiaro.                         Davanti a tutti.

 

E ti guarisce.  E ti salva.

Ecco la fede.