Venite e vedrete

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.  Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

 

 

 

Anche a te  Gesù  dice,    vieni  e vedi.

E tu  che fai,   lo segui ?

 

Non lo segui.

Non ci stai,   ad andare dietro a lui.     Prima vieni tu, poi viene lui.   È lui che deve seguire te.   È lui che deve venire dietro a  te.                                                                                       Tu davanti,  e lui dietro.   Tu prima,  e lui dopo.    Tu guidi,  tu decidi,  tu vuoi.  Tu comandi,  lui.      E lo  perdi.   E ti perdi.

 

Lo segui.

Vai.    Non stai lì,  fermo.    Bloccato, incastrato,  incollato,  inchiodato.     Ti muovi.             Non stai lì,    a guardare,  a pesare, a calcolare.      Ti lanci.                                                  E  lo segui.       Prima lui,  e poi tu.      Lui davanti,  e tu dietro.     E  ti lasci portare.               Ti lasci  fare.    Ti lasci andare,  alla sua volontà.

E  stai  con lui.    E rimani con lui.         Solo  se stai con lui,  puoi capire.    Solo  se stai con lui,   puoi sentire.      Solo  se stai con lui,   puoi  vedere.      Che  è lui,  il tuo Signore.   Che è lui,    la tua dimora.

 

Che è lui,    che cercavi.

 

 

 

 

 

 

 

E lo seguirono.

Michel Corneille the Younger - Copia - Copia

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

 

 

 

 

Anche a te  chiama,   Gesù.         E tu,  che fai?

È la tua occasione,   è il tuo momento,   è il tuo appuntamento.

 

Te lo lasci  scappare.

Non lo ascolti.    Non lo senti.  Non lo vedi. Non lo vuoi.  Lo lasci andare. Lo lasci passare. Non ti riguarda.  Non ti conviene.  Non ti trattiene.

 

Lo segui.

Lasci,  quello che fai.     Non conta,  più di lui.    Non vale,  più di lui.    Non ti interessa più, senza lui.

Ti alzi,   e  vai.       A fare quello che non pensavi.   A fare quello che non sapevi.   A fare la volontà del Padre,   che conosce solo lui.

Vai,  dietro a lui.    Ti lasci portare da lui.   Dal suo cuore. Dal suo sguardo. Dalla sua voce.

A riparare i cuori,   a riparare le anime.      A salvare i cuori,   a salvare le anime.   Con lui. In lui.

 

Come lui.

 

 

 

 

 

 

 

I soldi

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Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.  Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

 

 

 

I soldi.   Ti portano via. Ti trascinano via. Ti fanno scivolare via.   Sei in loro balia.

Se ci sono i soldi, le cose cambiano.   Solo con i soldi, le cose si muovono.  Non conti più tu.  Non conta altro.    Non ci  sei più tu,  non c’è altro.

Gesù te lo dice.  Lasciali andare.  Lasciali stare.  Non ti ci attaccare.   Perché  ti si attacca anche il cuore.  Si macera anche il cuore.  Ti finisce il cuore.   Non ti rimane più il cuore.

 

Come il giovane ricco.    Non ce la fai a seguire Gesù.  Ti pesa troppo, l’oro.  Ti bloccano, ti fermano, ti inchiodano,  i tuoi gioielli.  Gli anelli di cui ti sei adornato.  Di cui ti sei vantato.   Con cui ti sei identificato.

E non ci stai.  E te ne vai.  Torni indietro. Scuro. Nel buio.    Triste. Da solo.  Senza Dio. Hai perso Dio.  Hai perso te stesso.

 

Come i discepoli.   Hai lasciato tutto. Subito.   Perché è Gesù,  il Figlio di Dio,  il tuo tesoro.  Il suo sguardo di amore vale più dell’oro.   Il suo sguardo  è più splendido delle tue gemme preziose.  Che non brillano più.  Che non contano più.

Lasci andare tutto.   Perché non conta più, senza di lui.   Perché conta solo lui.

E quello che hai lasciato, lo ritrovi in lui.   Moltiplicato, santificato, glorificato,  da Dio.

E ritrovi te stesso.   Riempito,  della gioia di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Il giovane ricco

giovane-ricco1 - Copia (2)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».  Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.  Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

 

 

 

 

Avere, comprare, possedere.   Pagare,  con le buone intenzioni, con le convenzioni, con le regole.    Comprare anche Gesù.

Cosa ti manca?     Tutto.  Ti manca Dio.   Gesù ti guarda, ti ama, e ti chiama.

Ma prima devi uscire dal tuo guscio.   Dal castello in cui ti sei trincerato. Dal tuo castello fatato. Dal tuo castello dorato.   Dove hai chiuso tutto quello che hai e quello che sei.

Deve uscire quello che hai.   Per diventare quello che sei.    E diventare dono per l’altro,  per i poveri.   Come Gesù.

 

Come il giovane ricco.  Non ci stai.    Non lo molli il tuo tesoro.  Non ti stacchi dal tuo tesoro.    Ci sei attaccato, incollato, incatenato.   Esiste solo quello per te.  Non esiste un altro.  Non esiste Dio.

Così diventi cupo,  scuro, oscuro.   Triste.    E te ne vai.  Te ne vai da Dio.  Hai perso Dio.  E diventi povero.    Sei  il vero povero.

 

Come i discepoli.    Hai lasciato tutto e ha seguito Gesù.  Perché lui è il tuo Dio. Lui è il tuo Signore.  Lui è il tuo tesoro.   L’unico, il vero, il più grande tesoro.    E diventi ricco.    Sei il vero ricco.

Tutto quello che hai lasciato, lo ritrovi.   Raddoppiato, moltiplicato, santificato, da Dio.

Riempito, della gioia di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Ordine sacro

Ordine sacro.

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L’Ordine  sacro  è     il sacramento del ministero apostolico.    E’ il sacramento  che  ordina un uomo,  ministro di Dio,   per  continuare  la missione di Gesù,   affidata agli apostoli.

 

 

 Elezione.

Gesù-Sacerdote (2)

 

 Dio ti ha scelto.   Dio ti ha eletto, prediletto,  da prima del mondo. Ti ha chiamato, santificato, da prima del mondo.

È Gesù  che ti viene a cercare.    Come gli apostoli.  Ti incontra,   mette i suoi occhi nei tuoi,   il suo cuore nel tuo.    E ti chiama per nome.   E dice anche a  te:   Seguimi !

Ora  il Vescovo,   ti chiede  la risposta.    E la tua risposta risuona nella terra e nei cieli.    Si, vengo Signore,  a fare la tua volontà.   Si, ad annunciare la tua salvezza.    Si, ad amministrare i tuoi sacramenti.    Si, a pregare il Padre.   Con te, in te, per te.   E come te.

 

 

Imposizione delle mani.

Ordinazioni sacerdotali con Gesù - Copia

Come nella Pentecoste.     È Gesù  che ha dato lo Spirito Santo,   agli apostoli.   Dopo che è risorto,      ha alitato su di loro il suo Spirito. Lo ha effuso su di loro.      E lo Spirito Santo è venuto a posarsi sul loro capo.   E come loro lo hanno ricevuto,  così solo loro,   lo possono passare a te.

Il vescovo e i sacerdoti,    i successori degli apostoli,    ti impongono le loro mani  sul tuo capo.   Ti passano lo Spirito Santo,  che è sceso sul loro capo.   E anche  sul tuo,  discende la fiamma di fuoco della Pentecoste.

In quella fiamma,    ci sono le mani del Padre e del Figlio.   Le mani di Dio,  sul tuo capo.       E dicono:  “Tu mi appartieni”.   Tu stai sotto la protezione delle mie mani.   Tu stai sotto la protezione del mio cuore.   Tu sei custodito nel cavo delle mie mani.  Rimani nello spazio delle mie mani,   e dammi le tue.”

 

 

Preghiera di consacrazione.

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Il Vescovo invoca lo Spirito Santo su di te.   E lo Spirito Santo viene,   e ti consacra.   Ti fa sacro.  Dedicato a Dio.  Riservato a Dio. Di Dio.    Ordinato di Dio.  Incardinato in Dio.

 

 

Vestizione.

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Le vesti   segnano, indicano,  annunciano quello che è avvenuto dentro di te.   Lo rendono visibile.  Tu sei un presbitero.  Ministro di Dio. Sacerdote di Dio.

 

 

Unzione crismale

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Ora il Vescovo unge con l’olio crismale le tue mani.  Dio Padre unge te,   con lo Spirito Santo,  e ti fa diventare conforme a Gesù.  Lo Spirito Santo  tocca il palmo delle tue mani,   e imprime, sigilla, incide,  le mani di Gesù.   Diventano le palme delle mani di Gesù risorto, con le ferite.    Diventano il cavo dove risiede il cuore di Gesù,  trafitto.   Diventano il posto dove Gesù rinnova il suo corpo e il suo sangue,  risorto.   Diventano le mani di Gesù, che te lo donano.

 

 

Consegna del’ostia e  del vino con il  calice e la patena.

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Il Vescovo ti consegna il pane e il vino. Ora sei pronto al sacrificio eucaristico.   Ma anche  la tua vita deve diventare un sacrificio eucaristico.   

E anche tu devi diventare come Gesù.

 

Come Gesù.

Sacerdote.

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Gesù   è il primo, l’unico,   grande sacerdote.    È il ponte    tra Dio e il suo popolo.    Quello che lo unisce al suo Dio. Quello che lo aiuta a lodarlo e ad amarlo.  E tu lo sei,  in lui.

 

 

Ministro.

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Gesù è   l’unico è il vero ministro del culto.     È lui che nell’eucarestia,    cambia il pane e il vino.     È lui che        nella confessione,   rimette i peccati.    È lui che celebra          i sacramenti.    È lui che ti salva.    Tu lo rappresenti.           Tu gli dai le tue mani,   il tuo volto,  il tuo cuore.    Che devono far trasparire,   il suo.

Maestro.

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Gesù è l’unico, il solo, il vero Maestro.  Non ce ne sono altri.   Anche tu lo sei, solo se sei in lui,  con lui, e come lui.  Se è il tuo maestro.  Se metti in pratica quello che dice.  Diventi esempio vivo. Gesù vivo.   E ti seguono.   Perché seguono lui,  in te.

 

Pastore.

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Gesù è  l’unico e il solo pastore.   Non ce ne sono altri.         Se lo  ami,   solo se lo ami,    puoi pascere le sue pecore.  Insieme a lui, puoi prenderti cura dei suoi agnelli.   Ti fai aiutare da lui,    a non perderli.    Insieme a lui li vai a ritrovare.   E a salvare.

 

Padre.

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Uno solo   è il Padre che è nei cieli,   Dio Padre.      Solo il Figlio lo conosce.     Solo in Gesù,     puoi diventare anche tu    padre di tanti figli.      Di tutti i figli che Dio,    ti ha dato da custodire.     Con i suoi occhi li guardi.  Con le sue braccia li consoli.    Con il suo cuore, li ami.

 

Guida.

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Gesù è l’unica, vera guida.   Non andare dietro a falsi profeti.   Non far contare altri,  più di Gesù.   Non li mettere davanti a Gesù.   Al posto di Gesù.  Prima di Gesù.      Se hai Gesù come unica guida,     diventi guida  anche per gli altri.           Lo sentono che quello che li guida,   è Gesù, dentro di te.  Più forte di te.  Più importante di te.   E ti seguono. Perché seguono lui.

Servo.

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Gesù era Dio.   Ma si è fatto servo di tutti.  Per portare Dio a tutti.   Per insegnare dove sta Dio. Lo rappresenti,  se scendi dal tuo piedistallo.  Se scendi dal tuo trono.   Se diventi piccolo,   tra i piccoli. Povero, tra i poveri. Semplice, tra i semplici.   Stare con loro, tra di loro. Andare da loro. Non lasciarli soli.  Condividere con loro la fatica, i timori, il cuore.   Per servire Dio,   che si trova in loro.  E ti aspetta in loro

In preghiera

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Gesù ha insegnato a pregare.   In solitudine pregava il Padre.   Parlava con il Padre.  Gli apriva  il cuore.  Lo amava.     Insieme a lui lo puoi fare,   con lui lo puoi vivere.    Da lui ti fai aiutare.    Se lo incontri  il Padre,   il tuo volto si rispecchia  nel suo.  E il suo,   si rispecchia nel tuo.    E ti rimane impresso,   anche quando hai finito di pregare.      E chi ti incontra,   guardando   il tuo volto,    potrà dire:  Ho incontrato Dio.

 

Apostolo

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È Gesù,  che ti manda a continuare la missione che gli ha dato il Padre.  Salvare il mondo.  Salvare i suoi figli  dal male, dal peccato e dalla morte.   E tu, come gli apostoli,  vai.

A portargli il Salvatore.   Il Figlio di Dio  che li libera dal male,    e gli rimette tutti i peccati.      A portargli Gesù risorto,  che gli da la vita eterna. E li riporta al Padre.

E  sei  apostolo.   Sei testimone.  Sei annuncio vivo.

 

Solo se tu sei con  Gesù,   in lui e come lui,    e lo Spirito Santo è con te,    gli altri ti ascoltano.   Ti capiscono.  Ti sentono.      E i loro cuori si aprono.  E ti seguono.

 

 

 

 

 Sacramento Ordine sacro. Pdf.   ( Clicca sulla riga)   

 

 

 

 

 

Operai nella messe

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».  I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

Quanto tempo, per cose inutili. Quante energie spese, per cose vane. Quanto fiato sprecato, per cose vuote. Ti usi e ti consumi, per qualcosa che finisce. Ti usi e ti consumi, per qualcosa che svanisce. Giri a vuoto.

Puoi far diventare la tua vita un’opera d’arte. Straordinaria, intensa, piena, degna, eterna. Puoi far diventare la tua vita un’opera d’arte di Dio. Puoi diventare un operaio di Dio. Il Padre ti ha scelto, chiamato, mandato a realizzare la sua opera. Gesù ti indica la strada e ti dice come fare.

Operaio nella sua messe. Devi andare in mezzo al suo popolo, a mietere quello che il Padre ha seminato nei cuori e nelle anime. A prenderti cura di loro, a raccoglierle, a riunirle insieme, a farle diventare covoni, grano, farina, pane, eucaristia.

A due a due. Non ti manda da solo. A due, nella relazione nella condivisione. Per vivere l’amore, la fraternità, l’unità, in Dio. Per essere comunità, popolo di Dio, dove Dio si rivela.

Come agnello in mezzo ai lupi. Non lupo. Non diventare come loro. Non puntare sul terrore, sull’inganno, sulla prepotenza, sulla ferocia, sulla violenza. La tua forza sia la mitezza, l’umiltà, la semplicità, la trasparenza, la verità. Così vinci il lupo che è in te, e che è in loro.

Non portare  borsa. Non contare sul denaro. Non è con il denaro che annunci Dio. Non posare, appoggiare il tuo cuore sul denaro. Conta sulla provvidenza di Dio. È lui il tuo tesoro.

Né sacca. Liberati di quello che ti pesa sulle spalle. Delle tue preoccupazioni, delle tue cose. Non permettere a niente di rallentare la tua marcia. Non portare dietro i tuoi idoli segreti, mascherati, nascosti, anche a te stesso.

Né sandali. Non ti appoggiare su qualcosa di tuo. Non avere come base qualcosa di tuo. Non ti appoggiare sugli altri. I tuoi piedi abbiano come base Dio. Solo allora possono andare sicuri sulla strada di Dio.

Non fermarti a salutare nessuno. Non ti far fermare, bloccare, incastrare, dalle convenienze, dalle opportunità, dalle apparenze. Non ti far deviare, rallentare,  imprigionare, da nessuno. Vai diritto alla tua meta. È troppo importante e troppo urgente quello che vai a fare, che non c’è tempo per i saluti, e per tergiversare.

Entrate nelle case. Entra nella casa, nella situazione concreta della persona. Nel posto dove vive, nel momento che vive. Dite “pace”. In quella storia, porta la pace, l’unione, l’amore, il perdono. Diventa un operaio che ricuce i pezzi dei cuori, riempie le fratture, ricompone le persone. Riporta identità, integrità, dignità, al cuore e all’anima.

Restate in quella casa. Non passare per caso. Non passare per finta. Non passare al volo. In quella storia, in quel cuore, rimani. In quella situazione concreta porta Dio, in modo stabile. Perché Dio non diventi un’occasione fortuita, un incontro occasionale, un ricordo evanescente, una memoria virtuale. Rimani, perché Dio condivida con loro tutte le cose, in quella casa, sempre.

Guarite i malati. Prenditi cura delle ferite, del corpo, del cuore e dell’anima. Concretamente. Non passare oltre. Porta dentro a quelle ferite, lo Spirito Santo.  E potrai guarirle e annunciare il Regno di Dio.

Se non vi accolgono. Se non  vogliono Dio e lo allontanano e lo escludono dalla loro casa e dai loro cuori, non rimanere li. Non ti alleare con chi rifiuta Dio. Non diventare complice del suo rifiuto. Scrolla da te tutto quello che ti ha attaccato, tutto quello che hai preso, tutto quello che te lo ricorda, tutto quello che ti riporta da lui.

Operaio di Dio.  Con te,  Dio vince il male.  Dio trionfa e il male sprofonda.

E la tua opera e il tuo nome non  sono scritti nel libro del mondo, ma sono scritti nel libro dei cieli, nel libro della  vita,  per l’eternità.