Il pane che io darò, è la mia carne.

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

 

 

 

Il pane  che io darò,    è  la mia carne.                                                                               E per te,   è possibile?

 

Non può essere.

Lo dici tu.     Lo pensi tu.  Lo vuoi tu.     Lo decidi tu,   quello che può essere.
Non può esistere.     Se non puoi tu.  Se non lo fai tu.  Se non sei tu.    Esisti solo tu.       Più di Gesù.

 

È   la sua carne.

Lo dice Gesù.  Non lo dici tu.     Lo dice Gesù, proprio lui.  Chiaro, chiaro. Preciso, preciso. È  la mia carne.      Non dice,  facciamo finta che.    Non dice,   è come se.    Non dice, assomiglia a.     Dice è.      È  la mia carne,   è  il mio sangue.

 

È il suo Amore,    che si fa carne.                                                                                         È il suo cuore,    di carne.                                                                                                                                                                                                                                               Che batte  per te,  e in te.                                                                                                  E il tuo,   batte per lui,  e in lui.

 

E rimani,    in Gesù.                                                                                                            E  diventi anche tu  cuore,   per gli altri.

 

 

 

Miracoli eucaristici e scienza.         ( Clicca sulla riga,  e si apre il pdf)

 

 

 

 

 

Vogliamo vedere Gesù

In quel tempo, tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».  Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».  Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

 

 

 

E tu,   lo vuoi vedere  Gesù?

 

Non  vuoi  vedere.

Non ci stai.    Passi.  Lasci stare, lasci andare.    Ti tieni fuori.  Rimani fuori.   Lontano. Distaccato. Indisturbato. Estraniato.    Non ti riguarda.     Non ti tocca,  quello che sta         per succedere.        E  lo fai fuori,  Gesù.    E fai fuori,  anche te.

 

Lo vuoi vedere.

Ci metti la faccia.    Lo vuoi vedere in faccia,  Gesù.     Vuoi stare dentro.  Vuoi entrare dentro al suo sguardo.  Al suo mistero.    A quello che sta per accadere.     E  lo segui.      E la sua Pasqua,  la fai tua.    Diventa anche la tua.

E ci entri dentro.     E la senti,  la voce del Padre.     E  scende su di lui,   e su di te,               la gloria del Padre.

 

Nella  Pasqua.

Lo vedi,   Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

Nicodemo

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:  «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.  E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 

 

E tu,    con chi stai ?

 

Stai con le parole.

Contano le parole.   Ti nutri di parole.  Ti fermi alle parole.     E non vai oltre.                        Ti crogioli nelle tue parole.   Ti vanti delle tue parole.   E affondi nelle tue parole.                   E non cerchi di più.  E non vuoi di più.  Neppure Gesù.      E non lo senti più.

 

Stai con Gesù.

Non ti bastano le parole.   Scegli di stare con Gesù.   Lo vuoi incontrare di persona.        Lui conta più delle parole.    Lo senti allora il suo cuore,  che parla al tuo.   E si apre,            e comprende.

Gesù non è una parola.    È un fatto.   E fa i fatti.                                                                      Il Padre non ti ama a parole.  Ma a fatti.     Ha mandato il Figlio per salvarti.                     Gesù non muore a parole. Ma a fatti.      E risorge per farti risorgere.   Veramente. Concretamente. Totalmente.    Per sempre.

 

E anche tu,  stai con lui.

Non a parole.

Ma a fatti.

E in verità.

 

 

 

 

 

 

 

Venite e vedrete

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.  Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

 

 

 

Anche a te  Gesù  dice,    vieni  e vedi.

E tu  che fai,   lo segui ?

 

Non lo segui.

Non ci stai,   ad andare dietro a lui.     Prima vieni tu, poi viene lui.   È lui che deve seguire te.   È lui che deve venire dietro a  te.                                                                                       Tu davanti,  e lui dietro.   Tu prima,  e lui dopo.    Tu guidi,  tu decidi,  tu vuoi.  Tu comandi,  lui.      E lo  perdi.   E ti perdi.

 

Lo segui.

Vai.    Non stai lì,  fermo.    Bloccato, incastrato,  incollato,  inchiodato.     Ti muovi.             Non stai lì,    a guardare,  a pesare, a calcolare.      Ti lanci.                                                  E  lo segui.       Prima lui,  e poi tu.      Lui davanti,  e tu dietro.     E  ti lasci portare.               Ti lasci  fare.    Ti lasci andare,  alla sua volontà.

E  stai  con lui.    E rimani con lui.         Solo  se stai con lui,  puoi capire.    Solo  se stai con lui,   puoi sentire.      Solo  se stai con lui,   puoi  vedere.      Che  è lui,  il tuo Signore.   Che è lui,    la tua dimora.

 

Che è lui,    che cercavi.

 

 

 

 

 

 

 

Alla destra di Gesù

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In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».   Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».  Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

 

 

 

A fianco di Gesù.     Per farti vedere. Per farti ammirare.    Per farti venerare.

A destra di Gesù.     Per  poterlo avere. Per poterlo possedere.   Per poterlo usare. Per te.

Alla pari di Gesù.      Per sentirti come lui.  Per essere come lui.     Per essere, lui.

Al posto di Gesù.      Tu, al posto di lui.   Tu, invece di lui.    Tu,  senza lui.

Grande.     Grande,  per lui.     Grande, più di lui.     Grande,  senza lui.

 

Se vuoi stare con Gesù,  devi stare in lui.      Stare,  come lui.

Come lui.   Non al primo posto.     Come lui,  al tuo posto,   piccolo, umile, semplice. Nascosto.

Con la mano nella mano,  di chi è vicino a te.    Umile, piccolo, povero.   Nascosto.

Con gli occhi rivolti al Padre.     Per servire il Padre.   E i suoi figli.

A qualunque costo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pace a voi

Jesus-disciples-risen - Copia

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.  Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 

 

Per te,   Cristo risorto,   è vero  o è un fantasma?

Un fantasma  non ha carne e ossa.   Non ha corpo, non si tocca, non mangia.  Gesù si può toccare,  mangia.  Lo prova, lo mostra, lo dimostra,  agli apostoli.  Davanti a loro.

Ma come è possibile?

Lui è Dio.  È il Vivente. È più vivo di te.  Lui è la realtà.  La realtà è stata creata per mezzo di lui,  ed esiste in lui.   Senza di lui,  non c’è.   Neppure tu ci sei.

Ma io non lo vedo.

Non lo vedi con gli occhi.  Ma il tuo cuore, la tua anima, lo possono vedere, lo possono sentire.

Come i discepoli di Emmaus,  Cristo risorto lo puoi riconoscere,  nell’eucaristia.   Cristo risorto lo puoi toccare,  nell’eucarestia.   Può  risplendere il suo volto, in te,  nell’eucarestia.

Puoi passarlo  al tuo fratello.   Puoi portare a lui,  la sua  Pace.

Lo Spirito Santo.

 

 

 

 

 

 

 

Emmaus

deutscher_meister-gemaelde-das_mahl_in_emmaus - Copia (2) - Copia - Copia

 In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

 

 

 

 

Cristo risorto,  è con te.  Cammina con te.  Sulla tua strada.  Al tuo fianco.  Ti ascolta.       Ti chiede che cosa ti preoccupa.  E aspetta che tu glielo dici.  Glielo dai.  Lo metti in lui.

Ti senti solo. Ti senti abbandonato. Sei deluso, disperato, amareggiato. Non vai più avanti, torni indietro.  Perché Gesù non è come  lo pensi,  non fa quello che vuoi .  Morto e risorto, non ci stai.

Devi entrare in quel mistero. Allora entri anche nel tuo.  Gesù te lo spiega,  te lo fa capire. Con la sua parola.  E con quella di Dio, rivelata ai profeti.  Ti nutre prima con la sua parola e poi con il suo corpo,  come nella messa.

Ma  è  il tuo cuore,   che  deve essere pronto.     Si fa sera.  Si fa buio.  Ti trema il cuore.  La paura ti fa tremare il cuore.  La paura di stare da solo,  di non farcela.   Allora  è il tuo cuore  che grida,  che invoca,  che prega.  Signore,  non mi lasciare.   Non te ne andare.  Stai con me.   Rimani con me.  Vicino a me.

E Gesù rimane.  Con te, per sempre.  Nell’eucarestia.

Ecco  la risurrezione.

È   voler stare,  con Cristo risorto.

È  riconoscere,  Cristo risorto,  nell’eucarestia.

È trovarlo, lì.

È incontrarlo, lì.

È toccare il suo corpo risorto.

Nell’eucarestia.

 

 

 

 

 

 

 

Seguimi!

 

 

“Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni!  Seguimi!»

 

Non è un invito per la vita religiosa, non è  solo per i preti e le suore. È  per ognuno di noi.  È per te. Vendi tutto. Vendi, lascia tutto quello che ti lega, che ti chiude, che ti imprigiona, che ti domina.  Liberati, sciogli quelle catene. Non permettere che ti rubino il cuore, che ti mangino l’anima.

Seguimi. Vieni.  Si, Signore, vengo. Tu sei il Figlio di Dio. Tu sei l’Amore di Dio che si rivolge a me e mi guarda in profondità. E mi sceglie e mi chiama. E aspetta la mia risposta. Un amore totale che aspetta una risposta totale. Si, Signore, lascio tutto e vengo da te, vengo con te, resto con te.

Esco dai  miei rifugi, dai miei nascondigli, dai miei sotterfugi. Esco dei miei gusci, che mi proteggevano, esco dalle false sicurezze che mi nutrivano. Vengo Signore,  per stare con te, per camminare con te. Per andare con te, dove tu vorrai. Per fare come te.

Domani sarò ancora con te, vicino a te, mentre lavoro, mentre cammino, mentre parlo, mentre mangio. Con te, al mio fianco, dove tu mi porti, dove tu mi vuoi,  con il tuo sguardo pieno di amore per me, nei miei occhi.  Per sempre,  per l’eternità.