Gesù cammina sulle acque

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».  Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».  Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».

 

 

E per te,    Gesù  che cammina sul mare,  cosa è ?

 

Un fantasma.

È un’impressione     Una suggestione.    Senza corpo. Gli levi il corpo.     Se non lo fai,  tu.

È un’apparenza.     Una forma.   Senza sostanza. Gli levi la sostanza.    E non è più Gesù.

E lo svuoti Gesù.     Lo smonti. Lo spacchi.   Gli stacchi la parte di Dio.   E non è più Gesù. E non è più Dio.    E non ti salva più.

 

È  il Figlio di Dio.

Non era un fantasma.       Le tue onde erano agitate.  E ti facevano cadere.    Ma a lui,  no. Non era un fantasma.       Il tuo vento era contrario.  E ti faceva cadere.      Ma a lui,  no.

Coraggio sono io.          Te lo dice lui,  chi è.    È Gesù. Non sei tu.     È Gesù. È di più.         Non abbiate paura.        È finita la paura.    Se ci sta lui,  non ci sta  la paura.    È Dio.

 

Signore,  se sei tu.         Non ti basta ancora.   Non ci credi ancora.                                       Comandami di venire verso di te.       Dammi la prova.   Devi darmi la prova, che sei tu.       E andò verso Gesù.      Ti  da la prova.    E ce la fai,  perché  hai messo lo sguardo fisso, in lui.

Si impaurì.          Basta un po’ di vento e lo levi lo sguardo.     Te lo porta via,  il vento.           E cominciò ad affondare.          E cominci a cadere.    Ad affondare,  nella tua paura.   Signore salvami.              Signore, tirami su.  Tirami fuori.      Solo tu lo puoi fare.

Gli tese la mano.          Ecco  la mano di Gesù.      Ecco  ti prende.   Ecco  ti tiene.          Uomo di poca fede.           Ecco perché hai paura.     Perchè non ci credi.                    Perché hai dubitato?         Che ci sta Dio.    Che Dio è tutto.   Che Dio può tutto.

E  il vento cessò.          Il  mare   si è inginocchiato.   Davanti a Dio                                      E il vento cessò.           E il  vento si è placato.   E si è inginocchiato.  Davanti a Dio

 

Davvero tu sei il Figlio di Dio.        Ecco chi è  Gesù.    È  il Figlio di Dio.    È Dio.                 E ti inginocchi  anche tu.

E  vero.     Più vero, di te.     È Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Trinità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:  «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.  Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.  Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

 

 

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio,  unigenito,   perché chiunque crede in lui   non vada perduto.               E per te,    Dio  è Trinità ?       Padre,  Figlio  e Spirito Santo.  Tre Persone,   un solo Dio.

 

Non ci sta.

3 Persone  1 solo Dio.      Per te,   il 3  in 1,  non ci sta.    Non ci entra.  Non ce la fa.         Ma Dio  ce la fa.    E in Dio,  ci sta.

Nessuno l’ha pensata.     Il Figlio di Dio  l’ha rivelata.    Solo Dio lo sa.  Che è Trinità.

Nessun altro Dio ce l’ha,  la Trinità.   Nessuno  è Trinità.       Solo Dio è,   Trinità.

 

È  Trinità.

Lo Spirito Santo  è sceso.     E ti ha portato  Gesù risorto.        Ora tocca a te,  salire.    Ora sei tu  che sali.      In Dio.  Nella Trinità.

Il Padre   ti ha dato il Figlio.

Se sta in lui.               Non vai  perduto.                                                                                     Se sta in lui.              Ti salva.                                                                                                Se sta in lui.              Ti trasforma.                                                                                          Se stai in lui.             Ti fa  come lui.                                                                                         Se stai in lui.             Ti fa  divino.                                                                                              Se sta in lui.              Ti fa  di Dio.                                                                                          Se sta in lui.              Sali  con lui,  al Padre.

Se sta con lui.           Entri con lui,   nel Padre.                                                                         Se stai con lui.          Entri con lui,  nella Trinità.                                                                        Se stai con lui.          La senti  la Trinità.                                                                                 Se stai con lui.          La vivi  la Trinità.                                                                                      Se stai con lui.          Lo sai  che è una.

Se stai con lui.          Sei unito   alla Trinità.                                                                               Se stai con lui.          Sei in comunione   con la Trinità.

 

Se stai  con lui.                                                                                                                         Sei   in Paradiso.

 

 

 

 

 

Io sono la porta

In quel tempo, Gesù disse:  «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.  Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».  Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.  Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

 

 

Gesù disse:  Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.   Io sono la porta:   se uno entra attraverso di me,  sarà salvato.   E tu,    da quale porta  entri ?

 

Da un’altra parte.

Per te  la porta,  è un altro.      Da lui devi passare.  A lui ti devi inchinare.   Lui devi seguire. Non Gesù.

Per te.  la porta,  sei tu.     Da te,  devono passare.    A te, si devono inchinare.  Te, devono seguire.  Non Gesù.

E la chiudi,   la porta principale.    E la sbarri.  E la muri.     Così  non ci possono passare. Così devono entrare,  da un’altra parte.     Che hai scelto tu.    Non Gesù.

 

Da Gesù.

Tu  Gesù,   sei  la porta.     La mia porta.

Io sono la porta.         Tu mi apri  la tua porta.    Le tue braccia.  Il tuo cuore.                          Io sono la porta.         E mi chiami.   Mi chiami per nome.   Tu lo conosci.  Tu mi conosci. Tu sai chi sono.    Nel profondo.  Fino infondo.

Io sono la porta.         E mi conduci fuori.   E mi tiri fuori.    Da tutte le mie prigioni.                Io sono la porta.         E cammini davanti a me.   Tu sai dove andare.  Tu mi puoi portare.  Io sono la porta.         E ti seguo. E vengo dietro a te.    E mi faccio portare da te.

Io sono la porta.         La conosco la tua voce. La riconosco la tua voce.   È la voce di Dio. Stampata nel mio cuore.

Io sono la porta.           Solo tu sei la porta.    Solo se passo  da te.    Mi posso salvare.        Io sono la porta.           Solo se passo da te.   Posso entrare  nel Regno di Dio.                   Io sono la porta.           Solo se passo da te.   Trovo ristoro,  nel Regno di Dio.

 

Io sono la porta.     Solo se passo da te.    Gli altri,   ti riconoscono.

Tu sei la nostra porta.    Solo se passiamo da te.   La viviamo.                                             La tua voce.                          

 

 

 

 

 

 

La resurrezione di Lazzaro

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

 

Gesù…trovò Lazzaro  che già da quattro giorni  era nel sepolcro.   Marta disse a Gesù: “Signore se tu fossi stato qui,  mio fratello non sarebbe morto!    Ma anche ora so  che qualunque cosa tu chiederai a Dio,  Dio te la concederà.”   Gesù le disse:  “Tuo fratello risorgerà”.        E tu,  sei vivo ?

 

Non sei vivo.

Ti hanno relegato. Ti hanno segregato. Ti hanno tappato. Dentro a un sepolcro imbiancato. E ti ci hanno lasciato.     E non sei vivo.

Ti hanno bendato.  Gli occhi, la bocca, le mani, i piedi.    E non puoi vedere.  E non puoi parlare. E non puoi fare.  E non puoi andare.     E non sei vivo.

Si sono presi, Dio.  Lo hanno requisito. Lo hanno rapito.  Lo hanno confinato, lontano da te. Separato da te.    Come se fosse loro. E non loro, di Dio.      E non sono vivi.

 

Sei vivo.

Ma  la mia anima,   non sta al chiuso.   E ti viene incontro,  Gesù.

Sì,  o Signore io credo.       E si precipita  da te,   con Marta e Maria.                                      Sì,  o Signore io credo.       Si inginocchia  davanti a te,   con Marta e Maria.                          Sì,  o Signore io credo.       E ti implora,  con Marta e Maria.   Fai qualcosa Gesù.  Tu,        la puoi fare.

Tuo fratello risorgerà.       Non pensavo tanto. Non speravo tanto. Non osavo sperare tanto. Io sono la resurrezione e la vita.     Ecco Signore,  cosa sei.    Ecco,  cosa mi vuoi dire. Ecco,  cosa mi fai capire.     Ecco,  cosa mi vuoi dare.

Chi crede in me, vivrà.     Si,  credo in te,  anche se muoio, vivrò.   Non morirò per sempre. Non morirò in eterno.   Solo Dio,  lo può fare.                                                                     Credi questo?                   Sì,  o Signore,  io credo che tu sei il Cristo,  il Figlio di Dio.

Dove lo avete posto?    Ecco chi è,  che viene davanti alla grotta.  Viene il Figlio di Dio. Togliete la pietra.     Levi la pietra.  Sposti la pietra. Rotola la pietra.   E si apre il sepolcro.

Padre, ti rendo grazie.    E il sepolcro,  non è più un sepolcro.  E la tomba,  non è più una tomba.                                                                                                                           Lazzaro, vieni fuori.     Hai messo il tuo Spirito, dentro di me.    E il mio corpo riprende vita.  Torna in vita.  Torna vivo.      Si Gesù, ora so chi sei.    Tu sei,  la resurrezione e la vita.

Liberatelo e lasciatelo andare.      E mi liberi anche  dalle mie bende.   Dai miei nodi.      Dalle mie catene.   Tu sei Dio, che mi libera.     Dio che mi salva.  Anche dalla morte.

 

Sì, o Signore,   ora vedo.                                                                                                          La gloria  di Dio.

 

 

 

 

 

 

La Presentazione al Tempio

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.  Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

 

Mosso dallo Spirito,  Simeone  si recò al Tempio,  mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù,  e lo accolse tra le braccia.        E tu,  che fai ?

 

Non ci vai.

Non ci pensi proprio.     Non lo aspetti proprio. Non lo vedi proprio.   Non ci stai proprio.

E vai  da un’altra parte.    E ti giri  da un’altra parte.   E corri  da un’altra parte.  Ti lanci  da un’altra parte.    Dove non ci sta Gesù.

E prendi in braccio, te.  E benedici, te.    La vuoi fare tu,  la consolazione.   La vuoi fare tu, la salvezza.   La vuoi fare tu,  la luce.   Non Gesù.

 

Come Simeone.

Lo aspettavi.     Lo aspettavi , da tanto.   Lo aspettavi,  da sempre.

È il Signore.        Ti porta lo Spirito Santo.   Ti muove  lo Spirito Santo.                                   È il Signore.        Lo vedi.     E ti si spalancano gli occhi.   E si spalanca  il cuore.                È il Signore.        Ti si spalancano  le braccia.    E lo prendi tra le braccia.                            È il Signore.         Il tuo volto nel suo.    Il suo, nel tuo.

È il Signore.         E alzi gli occhi al cielo.    Benedici il Padre. Per il Figlio suo.                     È il Signore.         Ecco chi è,  Gesù.     È lui,  la consolazione di Dio.  La tua consolazione. È il Signore.         È lui,  la salvezza di Dio.    La tua salvezza.                                               È il Signore.         È lui,  la luce di Dio.    La tua luce.                                                              È il Signore.         È lui,  la gloria di Dio.   La tua gloria.

 

Ecco,   è venuto.                                                                                                                       Ora,  lo hai veduto.

E non hai  più paura.

 

 

 

 

 

 

 

Ecco l’Agnello di Dio

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».  Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

 

 

Giovanni,   vedendo Gesù venire verso di lui,  disse:   “Ecco l’agnello di Dio,  colui che toglie il peccato del mondo”.         E,   dove indica   la tua mano ?

 

Altrove.

Hai la mano rivolta,   altrove.       Da un’altra parte.   In un altro posto.     All’opposto.

Porti anche  gli sguardi degli altri,    altrove.      Li sposti,  altrove.  Li volti, altrove.  Li giri,  altrove.    Così non lo vedono,   il Figlio di Dio.

Lo vuoi fare tu,   lo Spirito Santo.    Ti metti tu,  al posto dello Spirito Santo.   Discendi tu,  sopra al Figlio di Dio.   Lo decidi tu, se è Figlio di Dio.    E lo svuoti di Dio.  E lo fai come te. Ma non sei,  tu.

 

Gesù.

Ecco,  chi aspettavi.    Ecco,  chi è venuto.

È Gesù.         Colui sul quale   è sceso lo Spirito Santo.                                                         È Gesù.         Colui sul quale    rimane lo Spirito Santo.                                                          È Gesù.         Colui che ti indica,   lo Spirito Santo.                                                                  È Gesù.         Colui che ti segnala,   lo Spirito Santo.                                                              È Gesù.         Colui che ti testimonia,   lo Spirito Santo.

È Gesù.         Che ha   lo Spirito Santo.  Solo lui.                                                                    È Gesù.         Che ti battezza  nello Spirito Santo.   Solo lui.                                                    È Gesù.         Che ha  lo Spirito del Padre.   Solo lui.                                                               È Gesù.          Il Figlio di Dio Padre.   Il Figlio di Dio.   Solo lui.

È Gesù.          Colui che ha mandato   Dio Padre.                                                                 È Gesù.          Il Figlio di Dio.   Che toglie il peccato del mondo.                                            È Gesù.          Che aspettano.

 

E tu,   fai da segnale.                                                                                                              E tu,   sei un segnale.                                                                                                             Un segnale  di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

È nato il Salvatore

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.  Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.  Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».  E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

 

L’angelo disse loro:     “Non temete,   ecco vi annuncio  una grande gioia.    Oggi è nato,   per voi un Salvatore,  che è Cristo Signore.    Questo per voi il segno:    troverete un bambino avvolto in fasce,    adagiato in una mangiatoia.”            E tu,  che fai ?

 

Non ci vai.

Non ti sposti proprio.     Non ti muovi proprio. Non ci pensi proprio.  Non ti scomodi proprio.

Vai  in altre capanne.   Con altre luci. Con altre voci. Con altri pastori.    Ad adorare altri dei. A venerare altri idoli.    Che non sono  Cristo Signore.   Che non sono Dio.

E ti fai   la tua capanna.      E ti fai  il tuo Dio.     Te lo fai tu,  Dio.    Gli fai tu,  la faccia.           Gli fai tu,  il volto.   Gli dai tu,  il nome.      E ti fai  i tuoi pastori.  E ci metti i tuoi pastori.     Ma gli angeli in cielo,   non cantano.

 

Ci vai.

Sei nato Gesù,    e vengo da te.   E corro da te.  Senza aspettare.

Sei nato Gesù.     Sei tu,   il Cristo Signore.   Il mio Signore.  L’unico Signore.                      Sei nato Gesù.     Sei tu,   il Cristo.  Il Salvatore.   Il mio Salvatore.                                          Sei nato Gesù,      e non sono più abbandonato.                                                                     Sei nato Gesù,      e non sono più devastato.                                                                         Sei nato Gesù,      e non sono più dimenticato.

Sei nato Gesù.      E io nasco  anche io, con te.   Per te.  In te.                                             Sei nato Gesù,      E sto qui,  in ginocchio da te.   Ai tuoi piedi.                                                Sei nato Gesù,      E  mi riempio  gli occhi.   Di te.

 

E  si aprono i cieli.                                                                                                                     E cantano gli angeli.                                                                                                                E danzano gli angeli.                                                                                                               La lode  di Dio.                                                                                                                         La gloria  di Dio.

Perchè  è nato.                                                                                                                          Il Figlio  di Dio.

 

 

 

 

 

 

Verranno giorni

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».  Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.  Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.  Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.  Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

 

 

Verranno giorni,    nei quali di quello che vedete,   non sarà lasciata  pietra su pietra,       che non sarà distrutta.        E tu,   che fine fai ?

 

Cadi.

Come le pietre,  vieni giù.      Cadi giù.  Crolli giù.    Fin da ora.      Ti stacchi,  ti smonti.      Ti rompi.  Fin da ora.     Ti sei distrutto. Ti sei rovinato    Ti sei svenduto. Ti sei perduto.    Fin da ora.   Da solo.

E fai cadere  anche gli altri.      Ti porti dietro  anche gli altri.     Ti trascini  anche gli altri.   Fai precipitare  anche gli altri.     Con te. Come te.    Per non stare da solo.

E quelli che non cadono,   li colpisci  tu.     Li smonti  tu.  Li spezzi  tu.  Li rovini tu.                Li fai fuori  tu.     Non ci devono stare.  Diversi da te.

 

Non  cadi.

Stai con Gesù.    Ti tieni stretto  a Gesù.    Sei con Gesù.

Ti accusano.      Ti insultano.  Ti denigrano .  Ti trascinano  davanti ai loro tribunali.  Quando sei con Gesù.     Ma non cedi.  Ma non cadi.

Ti colpiscono.     Ti feriscono.   Ti condannano.  Ti chiudono.    Perché sei con Gesù     . Ma non cedi.  Ma non cadi.

Ti tradiscono.    Ti rifiutano. Ti isolano.   Perché sei di Gesù.   Ma non cedi. Ma non cadi.

Ti odiano.      Ti riempiono di odio.  Ti circondano di odio.    Perché ami Gesù.  Ma non cedi. Ma non cadi.

Ti eliminano.    Ti fanno fuori.  Ti mettono fuori.    Perché adori  Gesù.    Ma non cedi.         Ma non cadi.

 

Stai con Gesù,   e Gesù sta con te.      Ci pensa lui,  a te.    A tenerti su.  A tirarti su          .A tirarti  fuori.    A salvarti.

E nemmeno  un capello del tuo capo,                                                                                      andrà  perduto.

 

 

 

 

 

 

Zaccheo

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.  Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».  Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».  Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

 

 

E tu,   lo vuoi vedere,    chi è  Gesù ?

 

Non lo vuoi.

Non lo vedi.  E non ti vedi.     Non lo vuoi vedere. Non ti vuoi vedere.    Non si deve vedere. Chi sei.  E che fai.

E ti nascondi nella folla.   Ti confondi con la folla.    Ti sciogli nella folla.  Sparisci nella folla. E non si vede,  chi sei.

E non si vede più,  l’errore.     E non si capisce più,  l’errore.     E non ci sta più.  l’errore.     E non ci sta più,   Gesù.      E non ci stai,   più  tu.

 

Lo vuoi.

Lo sai chi sei. Lo vedi chi sei.     E vuoi vedere lui.  Vuoi sapere, chi è lui.

Ed esci  dalla folla.   Ti stacchi  dalla folla.    Salti fuori,  dalla folla.    E ci sei.

E ti fai portare  dallo Spirito Santo.   Voli,  sulle ali dello Spirito Santo.     E ti posi su un albero di legno.   È l’albero della croce. Della tua croce.    Da lì,  lo puoi vedere. Chi è.

E Gesù ora ti guarda,  lui.    I suoi occhi si posano sui tuoi, nei tuoi.   Il suo cuore,  nel tuo.

Scendi Zaccheo.                                                                                                                     È ora di scendere.  È ora di scendere  dalla tua croce.    Lo sguardo di Dio   ti ha liberato.   Ora sei rinato.

Devo fermarmi a casa tua.                                                                                                  Non ero io,   eri tu  Gesù,    che mi hai voluto.                                                                       Non ero io,   eri tu Gesù,     che mi hai cercato.                                                                       Non ero io,   eri tu Gesù,     che mi hai guardato.                                                                  Non ero io.   Eri tu Gesù,     che mi hai trovato.

Vieni Signore nella mia casa,  nel mio cuore.     Ora che ci sei tu  Gesù,   l’errore se ne va. E rimedio, risano,  e riparo,   chi ho ferito.    E anche il mio cuore.

 

Ora lo so,   chi sei.                                                                                                                    Il  mio   Salvatore.

 

 

 

 

 

 

 

Sii guarita.

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male». Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

 

E tu,   come ci vai,  da Gesù ?

 

Ci vai,  con le tue ferite.    Gli porti,  le tue ferite.      Lo cerchi  per le tue ferite.                       Quelle che gli altri,  non hanno capito.   Quelle che gli altri,  non hanno veduto.                  Quelle che gli altri,  non hanno guarito.

Sei sfinito.  Ti hanno finito.   Ti hanno preso tutto. Ti hanno levato tutto.  Hai perso tutto.  Non hai più la forza.                                                                                                              Ora è Gesù,  la tua forza. La forza di Dio.  Quella che può tutto.

 

Ma devi toccare  il suo mantello.                                                                                              La tua mano  deve toccare,  entrare in un contatto  reale, concreto, vero,  con lui.               Ci devi  mettere le mani.     Ci devi  mettere il cuore.    Davvero.

 

Ed ecco passa,  la forza di Dio.   Lo Spirito di Dio.  L’Amore di Dio.  Passa.                          Da lui,  a te.

Ma non puoi  stare nascosto.    Devi uscire allo scoperto .  Devi dirlo chiaro.                         Davanti a tutti.

 

E ti guarisce.  E ti salva.

Ecco la fede.