Tommaso incredulo.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».  Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

 

 

A porte chiuse.

  • Non  ci sta lo spazio
  • nel corpo risorto.
  • Non  ci sta il tempo
  • nel corpo risorto.
  • Non  ci sta il limite
  • nel corpo risorto.
  • È  diventato divino.
  • È  di Dio.
  • È  Dio.
  • Le ha fatte
  • lui le cose.
  • Ci  passa sopra.
  • Ci  passa dentro.
  • Ci  passa attraverso.
  • Come vuole.

 

Se non vedo nelle sue mani.

  • Non ci credi.
  • Perché non pensi
  • che è Dio.
  • Perché non ci pensi
  • che è Dio.
  • Perché per te
  • non è Dio.

Se non metto il mio dito.

  • Se non ci metti
  • il dito.
  • Se non tocchi
  • con il dito.
  • Se non è
  • il tuo dito.
  • Non è Dio.

 

Metti qui il tuo dito.

  • Mettici il tuo dito.
  • Tocca con il dito.
  • Te lo dice il dito
  • che  è il segno dei chiodi.
  • E lo sai.
  • Che  è quello il segno.
  • Che  è il segno che è lui.
  • Che  è il segno che è proprio lui.

Tendi la tua mano.

  • Tocca con mano.
  • Tocca con la tua mano.
  • Mettici la mano.
  • Nel costato.
  • E lo sente
  • la tua mano.
  • Che  ci sta la carne.
  • Che  è carne.
  • Che  è carne viva.
  • Che  è carne vera.
  • È  il segno
  • che quel corpo
  • è vivo.
  • È  il segno
  • che quel corpo
  • è vero.

 

Non essere incredulo.

  • Non  lo vedevi.
  • Non  lo pensavi.
  • Non  ci pensavi.
  • Ma   è successo.
  • Non  lo credevi.
  • Non  ci credevi.
  • Non  lo capivi.
  • Ma   è successo.
  • Non  lo potevi credere.
  • Non  ci potevi credere.
  • Non  ci si poteva credere.
  • Ma   è successo.
  • Ora  ci credi.
  • Ora  lo credi.
  • Ora  gli credi.
  • Perché  è successo.

 

  • Il Signore   è risorto.
  • È successo  perché è Dio.
  • Ora lo sai    che è Dio.
  • Signore mio  e Dio mio !!

 

 

 

 

 

 

 

Il cieco nato.

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla».

 

 

Loro.

  • Loro.     L’invidia li acceca.
  • Loro.     L’invidia li fa ciechi.
  • Loro.     E sono ciechi.
  • Loro.     I veri ciechi.
  • Loro.     E accecano pure te.
  • Loro.     E fanno cieco pure te.
  • Loro.     E non ci vedi.
  • Loro.     E non li vedi.

Non credettero che fosse stato cieco.

  • Non era  cieco davvero.
  • Non era  cieco per davvero.
  • Non era  cieco vero.
  • Non era  cieco.
  • Non  è lui.
  • È  un altro.
  • Era  un altro.
  • Era  un altro il cieco.
  • Non  da quando è nato.
  • Non  ci è nato.
  • Non  da prima.
  • Non  da sempre.
  • Non  sta in regola.
  • Non  è in regola.
  • Non  è mio.
  • Non  è come dico io.

 

Non si è mai sentito che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.

  • Non  è mai successo.
  • Non  può succedere.
  • Non  succede.
  • Che  uno viene.
  • E apre gli occhi
  • a un cieco nato.

Fece del fango con la saliva.

  • Solo  Dio lo fa.
  • Solo  Dio lo ha fatto.
  • Quando ha fatto l’uomo.
  • Con il fango.
  • E  Gesù lo fa.
  • E  lo fa di nuovo.
  • Per  dirti che è Dio.
  • Che  è il Figlio di Dio.

 

Lo hai visto: è colui che parla con te.

  • E  fa gli occhi. 
  • E  rifà gli occhi. 
  • E  tornano gli occhi.
  • E  tornano vivi gli occhi.  
  • E  ci vedi. 
  • E  lo vedi.
  • E  lo vedi Gesù. 
  • E  lo vedi che è Dio. 

 

Credo Signore.

  • Lo  vedi con gli occhi.
  • Lo  vedi con il cuore.
  • Con  gli occhi del cuore.
  • Tu  sei il Signore.
  • Tu  sei il mio Signore.
  • Tu  sei il mio Dio.
  • E   io credo in te.
  • E  credi.

 

 

 

 

 

 

 

Tommaso.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo.”

 

 

È risorto.

  • Satana lo sa.    Che  è risorto.
  • Satana lo sa.    Che  è il corpo risorto.
  • Satana lo sa.    Che  è Dio,  il corpo risorto.
  • Satana lo sa.    Che se è risorto.
  • Satana lo sa.    Risorgi  pure tu.
  • Satana lo sa.    E non ti fa  morire più.
  • E te lo leva.    Il corpo risorto.
  • E te lo leva.    Che  non è risorto.
  • E te lo leva.    Che  non è un corpo.

 

Non era con loro.

  • Satana lo sa.  
  • E non ti ci fa stare.
  • Ti leva.
  • Ti porta via.
  • Ti tira via.
  • Ti porta  da un’altra parte.
  • Ti manda  da un’altra parte.
  • Ti da  a un’altra parte.

Se non vedo.

  • Satana lo sa.
  • E non è un corpo.
  • Se non vedo.    Non  è un corpo.
  • Se non vedo.    Non  ci sta il corpo.
  • Se non vedo.    Non  ci può stare il corpo.
  • Se non vedo.    Non  credo.

Se non tocco.

  • Satana lo sa.
  • E non si tocca.
  • Se non tocco.    Non  è sostanza.
  • Se non tocco.    Non  ci sta la sostanza.
  • Se non tocco.    Non  ha sostanza.
  • Se non tocco.    Non  è vero.
  • Se non tocco.    Non  è un corpo vero.

 

Metti qui il tuo dito.

  • Gesù  è Dio.
  • È Dio  che si fa toccare.
  • Il tuo dito.    Lo tocca  il foro.
  • Il tuo dito.    Ci entra  nel foro.
  • Il tuo dito.    Trapassa  il foro.
  • Il tuo dito.    Lo sa  che è vero.
  • Il tuo dito.    Lo sa  che è un foro vero.
  • Il tuo dito.    Lo sa  che è un corpo vero.

Metti la tua mano.

  • La tua mano.    La tocca  la ferita.
  • La tua mano.    Ci entra  nella ferita.
  • La tua mano.    Nella ferita guarita.
  • E lo sai.    Che  è vera la ferita.
  • E lo sai.    Che  è sua la ferita.
  • E lo sai.    Che  è suo il corpo.
  • E lo sai.    Che  è lui.  Con il suo corpo.

 

  • Dove lo tocco.     Cristo risorto.
  • Nell’ Eucaristia.   Lo tocchi.  Il corpo risorto.
  • E cadi  in ginocchio.
  • Davanti  al tuo Dio.
  • Signore mio,   e Dio mio!

 

 

 

 

 

Gesù risorto e Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco;  e non essere incredulo, ma credente!”

E tu,   lo tocchi,  Gesù ?

 

Se non metto il mio dito nel foro dei chiodi.

  • Ti dicono che quel corpo,  si è annichilito.
  • Si è annullato.  Si è smaterializzato.
  • Non ci sta più la materia.  Non è più materia.
  • È diventato  luce.
  • Ma come fai  a toccare la luce?
  • Non si tocca la luce.  Non la tocchi  la luce.
  • Ti dicono che quel corpo,   è un’impressione.
  • È una suggestione.  Una immaginazione.  È un’idea.
  • Che te la crei tu.  Che te la fai.   Che la vuoi tu.
  • Ma l’idea  non ce l’ha il corpo.  Non ha corpo. Non è corpo.
  • Come fai  a toccarla?
  • Non si tocca.  Non la tocchi.   L’idea.

 

Metti qui il tuo dito.

Gesù lo dice  anche a te.     Ancora oggi.  Anche oggi.

  • Metti qui il tuo dito.
  • Così lo sai.  Che non si è annichilito.
  • Così lo sai.  Che non è sparito.
  • Così lo sai.  Che ce l’ha  il corpo.
  • Metti qui il tuo dito.   Nel foro dei chiodi.
  • Metti qui il tuo dito.   Al posto dei chiodi.
  • Così lo sai. Che è vero.   Il foro dei chiodi.
  • Così lo sai. Che è davvero.   Il foro dei chiodi.
  • Non è vuoto.   Quel foro dei chiodi.
  • È pieno della vita di Dio.   Quel foro dei chiodi.
  • È pieno dello Spirito di Dio.   Dello Spirito Santo.
  • Che ha guarito.   Le ferite dei chiodi.
  • Metti lì il tuo dito.     E guariscono pure le tue ferite.

 

 

Tendi la tua mano.

  • Tendi la tua mano.
  • Metti la tua mano.  In quella ferita.
  • La mette Gesù.  Nella sua ferita.
  • Quella è la ferita  della lancia.
  • Quella è la ferita.   Che ha fatto la lancia.
  • Quella è la ferita.   Che arriva al cuore.
  • Quella è la ferita.   Che è uscito il cuore.
  • Tocca quella ferita.   E tocchi il cuore di Gesù.
  • Tocca quella ferita.   E tocchi il sangue di Gesù.
  • È il sangue   che esce  dal suo cuore.
  • È il sangue   che scende  nel calice.
  • È il sangue  che ti salva.   Davvero.
  • È il sangue  che una goccia.   Salva  il mondo intero.

 

Ora lo sai. Che è Gesù.     Ora lo sai. Chi è Gesù.     Te lo dice il suo cuore.  

Signore mio !     E   Dio mio !

 

 

 

 

 

 

Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo,  mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.   Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».  Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!” Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”

E tu,    ce la metti la mano,  nel suo fianco ?

 

Con Gesù.

Te la mette Gesù,   la tua mano nel suo fianco.    La fa entrare Gesù,  la tua mano nel suo fianco.    E lo senti che, è vero.     E lo senti,  che è lui.

 

Metti qui il tuo dito.         Non è un corpo di luce.     Non è diventato luce.  Che non si può toccare.  Che non si può sentire.

Metti qui il tuo dito.         Non si è annichilito quel corpo.   Non si è annullato.   Non si è azzerato.      Per uno scontro  tra materia e antimateria.

Metti qui il tuo dito.         Non si è sciolto.  Non si è disciolto.  Non è sparito    . In una radiazione.    Non è diventato una radiazione.

Metti qui il tuo dito.      Quel corpo è vero.  È reale.  È vivo.    Gesù lo ha fatto divino.  Lo ha fatto entrare nella sua divinità.      E come Dio,  è vivo e vero.

 

Se non vedo nelle sue mani.         Devi vedere.   Con i tuoi occhi.     Lo devi vedere tu. Sennò non è vero. Sennò non è reale. Sennò non ci sta.     Hai fatto Dio come te.    Ma  non sei Dio.

Se non metto il mio dito.         Devi toccare.      Dio ci sta solo,  se lo tocchi.   Solo se si tocca. Solo se si fa toccare.       Hai fatto Dio come te.   Ma non sei Dio.

E non metto la mia mano.       Devi toccare.    Toccare con mano.  Con la tua mano.   La tua mano,  conta più di Dio.     La tua mano vale più di Dio.    La tua mano,  è come Dio.   Ma non è Dio.

 

Metti qui il tuo dito.       Lo prende Gesù,  il tuo dito.  E lo mette Gesù, nel segno dei chiodi.   Così lo tocchi il vuoto dei chiodi.    E lo senti, che non ci stanno più i chiodi.  E non ci sono più i tuoi chiodi.

Tendi la tua mano.       La prende Gesù, la tua mano.    E la mette Gesù, nella ferita del suo costato.   Così la tocchi.  E la sentì che non è più una ferita.  Che è guarita.   E non ci sta più  la tua ferita.

Mettila nel mio fianco.       La prende Gesù, la tua mano.  E la mette nella ferita della lancia. Al posto della lancia.      E la fa arrivare al suo cuore.   E ti fa toccare il suo cuore.

 

Mio Signore e mio Dio!    E tocca il tuo cuore.     E si scuote. Balza. Sobbalza. Il tuo cuore. Davanti al suo Signore.

Mio Signore e mio Dio!       Ecco come lo tocchi, Gesù. Con il cuore.   Ecco come lo senti, con la tua anima.

Mio Signore e mio Dio.          E la tua anima,   ora lo sa.   Ora lo canta.  Ora lo danza.  Che Gesù è veramente risorto.    Tutto. Intero. Davvero.

Vivo e vero.

 

 

 

 

 

 

La visita ad Elisabetta

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?   Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

 

“Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria,  il bambino sussultò nel suo grembo”.       E tu,   sussulti ?

 

Piatto.

Ti hanno fatto diventare il cuore,   piatto.     Lo vogliono piatto, il tuo cuore.   Immobile. Fermo.  Addormentato.     Non è più capace di palpitare.   Figurati sussultare.

E hanno fatto diventare  piatti,    tutti i cuori.     Hanno azzerato,  tutti i cuori.   Hanno calpestato,  tutti i cuori.    Hanno frantumato,  tutti i cuori.     Per non farli sussultare.

Ti hanno gelato,  il cuore.     E non batte più,  davanti a Gesù.   Deve battere solo per loro. Quando dicono loro.  Per chi dicono loro.  Al posto di Gesù.    Ma Gesù è Dio.  E nessuno lo può cambiare.     Sono solo loro,   che si sono scavati cuore.   Che si sono strappati il cuore.  Che si sono sradicati il cuore.   E lo hanno dato.  E lo hanno immolato . E lo hanno sacrificato,   A un falso Dio .    E hanno perso il cuore.  E il vero Dio.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Sussulta.

Non glielo dai,   il tuo cuore.     Lo tieni stretto.  Per il tuo Signore.   E quando viene Gesù.   Ti balza fuori.  Ti salta fuori.  Si lancia fuori.    E vola.    Tra le braccia  di Dio che viene.

 

A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me.        Ecco,  chi viene da te. Maria.    Ecco chi ti porta Gesù,   Maria.     Ecco chi è  Maria.   La madre  del  tuo Signore. Colei che lo porta.   Che te lo porta.   Che te lo dona.

Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi.       La voce di Maria,  ti arriva  al cuore.  La voce di Maria,  te lo risveglia il tuo cuore.     La voce di Maria,  te  lo scuote,  il tuo cuore. La voce di Maria,   te lo fa ripartire,  il cuore.

Il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo.   E non riesce più a stare fermo il cuore.  E non riesce più a stare zitto,  il cuore.       E balza. E sobbalza.     Ed esulta.  E sussulta.   Ed esplode di gioia.     E balla di gioia.  E danza di gioia.    E canta.

 

Beata colei che ha creduto.        Beata te, Maria.  Che hai creduto.    Io non so come si fa. Ma tu me lo fai vedere.   Ti sei fidata.     Lo devo fare anche io.   Mi devo fidare anche io. Come te.  Con te.      Quando non lo so.  Quando non ce la faccio.  Quando non sembra. Quando non posso.

Nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.              Ecco come si fa.     Dici di si.  Lo devo fare anche io    . Dico di sì.   Dico di si,  a Dio.    Si,  al mio Signore.    Si,  ci sto. Si, ci sono    Si, lo affermo.  Si, lo confermo.   Si, lo voglio, anche io.   Come te, mio Dio.   Si, sono pronta.   Si,  eccomi.

Nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.       Si,  a quello che vuoi, Signore.   Si, a quello che hai pensato per me.      Si,  a quello che hai preparato per me.   Si, a quello che ti aspetti da me.  Mio signore     Si,  che si compia la tua volontà.  Si, che venga la tua volontà.   Si, che avvenga la tua volontà.     Si,   che sia fatta  la tua volontà.    In me.

 

 

Come il bambino di Elisabetta.     Allora,   non ti sussulta di gioia  solo il cuore.   Ma anche il corpo.  E la mente. E l’anima.       E ti riparte il corpo. La mente. E l’anima.     E ti danza  il corpo.  La mente.   E l’anima.

Davanti al Signore che viene.

 

 

 

 

 

 

Io sono il pane vivo

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?». Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

 

 

Io sono  il Pane vivo,   disceso dal cielo.                                                                              Chi te lo dice?    Chi te lo dà?

 

La gente.

Non te lo dà la gente.    La gente si stranisce.  La gente non capisce.  E mormora.          Ti dà solo se stessa.    Ti nutre solo di se stessa.   Vuole solo se stessa.    Non vuole Dio.

 

Il Padre.

Il Padre,  ti ha fatto.   E ti attira a lui.    E tu ti lasci attirare.  Ti lasci fare.  Ti lasci amare.  È lui che ti dà  il pane.   Il Figlio   Il pane vivo.    È il suo cuore, disceso dal cielo.

 

Gesù.

Quando sei stanco.  Quando dici basta.  Quando non ce la fai più.   Chi ti tira su?          Solo Gesù,  lo può fare.
E ti dà il pane.  Il suo pane. È lui.     E ti dà la forza.   La sua forza. La forza di Dio.

E ce la fai a rialzarti.    E ce la fai ad andare avanti.  Fino infondo.  E anche più in là. Nell’eternità.

 

Solo Gesù,   lo fa.
Solo Gesù,   te lo dà.
È   l’ Eucarestia.

 

 

 

 

 

 

Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

 

Gesù risorto,  viene anche da te.    Con le ferite guarite.

E tu,  sei Tommaso?

 

Non ci credi.

Non ci sei proprio.    Non ci stai proprio.    Sei altrove.  Distante.  Lontano.                        Per conto tuo.

Se non ci sei  tu,  non c’è neppure lui.      Se non  puoi  tu,  non può lui.

Se non lo fai  tu,  non lo fa lui.     Se non lo dici  tu,   non è  lui.

 

Ci credi.

Ora ci sei.    Te lo dice Gesù,  che devi fare.

Metti il tuo dito, nel buco dei chiodi.        Ora non c’è più il chiodo.  Ci sei tu.

Tendi la tua mano, e  mettila nel suo fianco.    Ora non c’è più la lancia.  Ci sei tu.

 

La tua mano  può toccare il suo cuore.      E il suo cuore,  ora tocca il tuo.

Il suo cuore palpita per te.     E il tuo cuore si apre,  e palpita per lui.

 

Allora lo senti ,  che è vero.

Allora lo sai,   che è vivo.

Ora lo senti,   che è lui.

Ora lo sai ,   chi è lui.

 

Mio Signore,

e mio Dio!

 

 

 

 

 

 

Nicodemo

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:  «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.  E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 

 

E tu,    con chi stai ?

 

Stai con le parole.

Contano le parole.   Ti nutri di parole.  Ti fermi alle parole.     E non vai oltre.                        Ti crogioli nelle tue parole.   Ti vanti delle tue parole.   E affondi nelle tue parole.                   E non cerchi di più.  E non vuoi di più.  Neppure Gesù.      E non lo senti più.

 

Stai con Gesù.

Non ti bastano le parole.   Scegli di stare con Gesù.   Lo vuoi incontrare di persona.        Lui conta più delle parole.    Lo senti allora il suo cuore,  che parla al tuo.   E si apre,            e comprende.

Gesù non è una parola.    È un fatto.   E fa i fatti.                                                                      Il Padre non ti ama a parole.  Ma a fatti.     Ha mandato il Figlio per salvarti.                     Gesù non muore a parole. Ma a fatti.      E risorge per farti risorgere.   Veramente. Concretamente. Totalmente.    Per sempre.

 

E anche tu,  stai con lui.

Non a parole.

Ma a fatti.

E in verità.

 

 

 

 

 

 

 

L’ annunciazione

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».  Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

 

E tu,  che rispondi ?

 

Rallegrati.

Quando c’è Dio.  Perché c’è Dio.    C’è la gioia.  Sei felice.     C’è  la sua grazia.             Sei pieno  della sua grazia.

Non temere.

Quando c’è Dio.   Perché c’è Dio.      Non c’è più la paura.    È finita la paura.                    Non esiste più la paura.

 

Come è possibile ?

Non a te.     Allo Spirito Santo,   si.       È lui che scende dal Padre.    Ti copre,  ti  ricopre,    ti riempie,    è  lui  che ti porta  Gesù,  il Figlio di Dio.     Solo lui lo può fare.

A Dio,  nulla è impossibile.

Quando c’è Dio.  Perché c’è Dio.      Tutto può succedere.   Perché  è Dio.

 

Si.

Si, ci sto.   Sono d’accordo.      Avvenga.    Venga,  sia fatta la volontà del Padre.                  Si realizzi in me.   Si faccia carne in me.     Si faccia concreta,  attraverso di me.

 

E  il tuo cuore

diventa  una culla,

per  il Figlio di Dio.