L’ annunciazione

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».  Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

 

E tu,  che rispondi ?

 

Rallegrati.

Quando c’è Dio.  Perché c’è Dio.    C’è la gioia.  Sei felice.     C’è  la sua grazia.             Sei pieno  della sua grazia.

Non temere.

Quando c’è Dio.   Perché c’è Dio.      Non c’è più la paura.    È finita la paura.                    Non esiste più la paura.

 

Come è possibile ?

Non a te.     Allo Spirito Santo,   si.       È lui che scende dal Padre.    Ti copre,  ti  ricopre,    ti riempie,    è  lui  che ti porta  Gesù,  il Figlio di Dio.     Solo lui lo può fare.

A Dio,  nulla è impossibile.

Quando c’è Dio.  Perché c’è Dio.      Tutto può succedere.   Perché  è Dio.

 

Si.

Si, ci sto.   Sono d’accordo.      Avvenga.    Venga,  sia fatta la volontà del Padre.                  Si realizzi in me.   Si faccia carne in me.     Si faccia concreta,  attraverso di me.

 

E  il tuo cuore

diventa  una culla,

per  il Figlio di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria

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In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.  Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

 

 

 

Come   Maria.

 

Custodisci  anche tu   le cose di Dio,  nel tuo cuore.      Proteggile,  riparale,  conservale.  Lasciale maturare nel tuo cuore.    Lasciale parlare al tuo cuore.   Lasciale riscaldare il tuo cuore.

 

 

Con   Maria.

 

Anche tu,    lasciati custodire nel suo cuore.      Rifugiati nel suo cuore.   Insieme a Gesù.  Lì lo trovi.   Lì lo senti.   Lì lo puoi contemplare.       Con i suoi occhi.

 

Anche tu,   sei una cosa di Dio.

E lei,   è tua Madre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome Gesù

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In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.  Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

 

 

Gesù.    Significa,  Dio salva.

Ma da che cosa, devo essere salvato?    Da chi, devo essere liberato?

Se imprigionato.    Sei lì incastrato, impedito, bloccato.  Chiuso, rinchiuso, trincerato, dentro agli altri.   Con gli altri. Negli altri.   E in te stesso.

Sei schiavo.     Sei sottomesso, manipolato, usato, dagli altri.   Oppresso, schiacciato, umiliato, dagli altri.   Deprivato,  negato, annullato, dagli altri.    E da te stesso.

Sei oppresso.    Sei calpestato, colpito, annientato, dagli altri.   E da te stesso.

Sei soggiogato.    Legato, imbavagliato, incatenato. Dai potenti.    E da te stesso.

Sei  ferito.     Sei consumato, corroso, piagato, dilaniato   dal male.     E dal peccato,    degli  altri  e di te stesso.

 

Ora non è più così.    È venuto Gesù.   È venuto Dio, che ti salva.    È l’ora  di Dio.             È l’ora della tua liberazione.

Come Maria,    digli di si.

Con Maria,   contempla il suo volto.

In Maria,    custodisci il suo volto,   nel tuo cuore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Elisabetta

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 In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

 

 

 

 

Maria  porta Gesù.      Maria ti porta Gesù.   Lo porta a casa tua.   In te.

Lasciala entrare.   Lasciala passare nel tuo cuore.   Lascia che si prenda cura del tuo cuore.    Di te.

Allora lo senti,   allora lo riconosci il tuo Creatore,  il tuo Dio.

 

Come Elisabetta,  attendi così il Natale.     Con il cuore che sussulta di gioia.

Con il cuore che salta.    Che si lancia,  incontro al Signore che viene.

Con il cuore che danza.    Di un battito sempre più forte.  Perché il suo Signore è sempre più vicino.

Con il cuore che palpita.    E ad ogni palpito,  canta al suo Dio.

Con il cuore che freme.   Perché non vede l’ora,  di incontrare il suo Signore.

Con un cuore che arde,   ogni giorno di più.

 

Con un cuore che risponde,   ad un altro cuore.

Il cuore di Dio.   Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La santa famiglia

candelora (1)Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.  Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:  «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola,  perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli:  luce per rivelarti alle genti  e gloria del tuo popolo, Israele».  Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».  C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.  Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

 

La cerchi  la salvezza.   La cerchi nei posti sbagliati.   La chiedi  a chi non la possiede.    La vuoi da chi non la vuole.   La mendichi   a chi te la toglie.  E ti senti  perduto.

 

Solo Dio ti può salvare.  Solo Dio ti può salvare veramente,  completamente, eternamente.  Ecco è venuto.  Dio in persona.  E’  lui  la salvezza  da tutto ciò che ti fa male,  dagli altri,  e da te stesso.

La salvezza   è quel bambino che Maria e Giuseppe,  portano al tempio.  Come  genitori,  lo  portano loro,  al tempio. Per presentarlo al mondo.  Nel tempio di Dio,  perché è sacro,  è Dio.

Come Simeone,    lo Spirito Santo   ti fa  conoscere  Cristo Signore.  È lo Spirito Santo che  te lo rivela.  E’  lui che  ti muove  e  ti porta da Gesù.

Come Simeone,  gli corri contro,  con gli occhi  pieni di  Spirito Santo.  E puoi vedere con i tuoi occhi  il Figlio di Dio,  il volto di Dio,  la salvezza e la consolazione  di Dio.  Per te.

Lo prendi in braccio e  appoggi  il suo cuore,  al tuo cuore.  Fai battere il tuo cuore, nel suo.  E lodi  e  benedici il Padre  che lo ha mandato.  E sei consolato.

Come Maria e Giuseppe,  porta la cosa più sacra che hai, il tuo bambino,  al Signore.  Lo consacri a lui, lo fai suo perché è suo,  te lo ha dato lui.

Portalo,  e non ti stupire se la sua vita sarà diversa da quella che pensi.  Se ci saranno dolori, fatiche, difficoltà,  non temere. Perché è in Dio, per fare la sua volontà.  Metti anche il tuo cuore di madre e di padre,  sull’altare,  per fare anche tu,  la sua volontà.

Come Anna,  vai al tempio, perché  è li che viene  il Signore.  Come lei,  dopo che lo hai visto,  vai a parlare di lui,  a tutti.   A tutti quelli che lo aspettano.

Maria e Giuseppe,  la  culla,  la casa,  il rifugio,  l’abbraccio, la  cura e la custodia  di Gesù. La  prima famiglia di Gesù.  La  prima famiglia  di Dio.

Simeone  e  Anna,   i primi nonni   della casa di Dio.

I primi nonni ,   della famiglia di Dio.

 

 

 

 

 

Annunciazione

 annunciazione-templari-2009 - CopiaIn quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

Viene l’angelo.  Anche da te.  E tu che fai?

Non lo vedi, non lo vuoi, non lo senti.   Lo hai relegato, accantonato, separato.  Chiuso, negato,  rinnegato.  Lo hai abbandonato, rifiutato,  escluso dalla tua vita.

E sei  rimasto senza  l’angelo di Dio.  Senza la sua parola per te.   Hai perso l’appuntamento più importante della tua vita.  Quello con Dio.

Oppure,  come Maria,  ti sei  preparato a quell’incontro.   Lo hai aspettato con il cuore.     Lo hai desiderato con il cuore.  Ed ecco, l’angelo viene.

Prima c’è la gioia.

L’incontro con una persona cara, è carico di gioia.  Rallegrati, il Signore è qui,  è con te  e ti riempie con la sua grazia.

Poi, non temere.

Ora non devi più avere paura. Non è più il tempo della paura, dell’angoscia.  Non temere,  perché tu hai trovato grazia presso Dio.  Sei gradita a Dio.     E lui prova gioia per te.  Un Dio prova gioia per te.  Proprio per te!

Poi l’annuncio e la proposta.

A Maria di accogliere  e di concepire  nel suo corpo  il Figlio di Dio e di diventare  sua  madre.   A te di accogliere nel tuo cuore il Figlio di Dio.  Puoi accoglierlo nella profondità, nella verità del tuo cuore.  Puoi fare del tuo cuore  la sua culla,  la sua casa.

Come può succedere?  Come avviene tutto ciò?  Cosa  lo fa diventare vero, autentico, reale?  Chi  fa nascere  il Figlio di Dio?  Nel corpo di Maria.  E nel tuo cuore.

Lo Spirito Santo.

Ecco,  lo Spirito Santo scende su di te  e la potenza di Dio ti copre con la sua ombra.   È lo Spirito di Dio che lo fa.  Viene su di te e ti porta la potenza di Dio che ti copre, ti ricopre, ti ammanta con il suo mistero. Ti fa diventare parte del suo mistero.

Nulla è impossibile a Dio.

Dio è Dio.  Lui può tutto.   Ecco perché non devi più temere. Ecco perché devi gioire.  Ecco  perché ti puoi fidare.

La risposta.

Si.   Si, ci sto.  Eccomi  sono qua, mio Signore.  Ecco la mia vita.  La metto a disposizione.  È tua.  Realizza  in me quello che hai disposto.   Avvenga in me quello che hai proposto.

Si.  Sia fatta, diventi fatto, diventi carne,  la tua Parola.

Si.  Sia fatta, diventi fatto, diventi carne, la  tua  salvezza.

Si,  sia fatta  la tua volontà.    Qui  sulla terra e nella mia  vita!

 

 

 

 

 

Madre di Dio

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.  I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.  Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

 

Sono li, davanti a lei,  i pastori.  Gli umili, i poveri, i piccoli,  a cui ha parlato Dio.  Scelti da Dio, chiamati da Dio, mandati da Dio,  anche a lei.  Maria li accoglie e custodisce nel suo cuore tutto.  Anche loro.

Metti la tua piccolezza, la tua debolezza, la tua mancanza, la tua povertà,  la tua ferita, nel suo cuore.  Rifugiati nel suo cuore.   E lei ti custodisce.  Ti tiene al riparo. Ti protegge. Ti  ama. Ti consola.  Si prende cura di te, con il Figlio e nel Figlio.  È tua madre.  È la Madre di Dio,  e anche madre tua.  Ecco chi è Maria.

 

Otto giorni dopo la nascita, viene dato  il nome.  Viene dato,  decretato, annunciato.  Il nome è stato scelto da Dio,  e rivela chi è il Figlio.  Un nome santo ed eterno.  Gesù, che significa: Dio che salva.  Ecco chi è Gesù.  Ecco la sua identità, la sua essenza.  È Dio che salva.  Dal male, dal peccato e dalla morte dell’anima. Solo lui lo può fare.

Non è un uomo. È un Dio che salva.  Non è una salvezza virtuale, potenziale, ipotetica, transitoria. La salvezza di Dio è una realtà, è un fatto, un evento divino.   Appartiene a Dio. Viene da Dio. È Dio stesso.

Ecco chi è venuto in mezzo a noi.  Dio che salva.

Con i pastori, vai da lui. Senza indugio. Cercalo, raggiungilo, adoralo.

E troverai Dio,  il suo volto,  e la pace.

 

 

 

 

L’annunciazione

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».  A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.  Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».  Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

 

Come Maria,  rallegrati!  È finito il tempo del pianto, della solitudine, della tristezza.  Viene Dio. Vicino a te, con te, per te, in te.  Ti porta la sua grazia, ti riempie della sua grazia, della sua vita. Ti dona suo Figlio.

Come Maria,  non temere!  Lascia che lo Spirito Santo scenda su di te e la potenza dell’Altissimo ti copra.  Mettiti sotto le sue ali,  riparati alla sua ombra,  rifugiati nelle sue braccia.

Come Maria, rispondi di sì, al tuo Signore.  Lascia che il Figlio di Dio entri in te. Lasciati far fare. Lascia fare a lui. Lascia  che compia il suo piano di salvezza, in te.

Maria ti dimostra come. Come una mamma incinta con il suo bambino. Il Figlio di Dio è in lei, fa parte di lei.  Non è un’idea, non è un pensiero, non è una speranza.  È carne della sua carne. È vivo.  Lei con lui  ci sta, sempre. Lei con lui ci parla, sempre.  Lei lui, lo ama, sempre.  Nonostante tutto, oltre tutto, prima di tutto.

Ora la sua vita non è più come prima. Ora è cambiata per sempre. Ora è accompagnata per sempre  dal Figlio di Dio.

Come Maria, oggi per te è il tempo della gioia.  Perché non sei più solo. Perché Dio è venuto.  E’ venuto a trovarti.   È venuto a salvarti.

È venuto a stare con te. Per sempre.

 

 

 

 

 

Maria di Magdala

Il primo giorno della settimana Maria di Magdala, di buon mattino, mentre era ancora buio, si recò al sepolcro e vide che la pietra era stata rimossa. Allora corse da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove lo abbiano messo Pietro uscì subito con l’altro discepolo per recarsi al sepolcro……. Poi i discepoli tornarono di nuovo a casa loro. Maria stava presso il sepolcro, in lacrime. Piangendo si affacciò a guardare dentro il sepolcro. E vide due angeli in bianche vesti, seduti là dove giaceva il corpo di Gesù, uno al posto del capo e l’altro al posto dei piedi. Le chiesero: Donna, perché piangi? Rispose: Perché hanno portato via il mio Signore e non so dove l’abbiano messo. Mentre diceva così si volse e vide Gesù che stava lì, ma non sapeva che era Gesù. Le dice Gesù: Donna, perché piangi? Chi cerchi? Essa, pensando che fosse il giardiniere, rispose: Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai messo, e io andrò a prenderlo. Gesù le disse: Maria! Allora, lanciandosi verso di lui, esclamò in ebraico: Rabbuni, che significa: maestro. Gesù le disse: Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre. Và piuttosto dai miei fratelli e annuncia loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e Dio vostro. Maria di Magdala andò dunque ad annunciare ai discepoli: Ho veduto il Signore ed ecco ciò che mi ha detto.

 

Maria di Magdala indica la strada per cercare  Gesù.

Maria di Magdala ama oltre la morte. Ama nonostante la morte. Ama più della morte. Prepara gli oli profumati per prendersi cura del corpo di Gesù. Non ce la fa a stargli lontano, per lei non è finita. Ritorna da lui.  Ritorna, non lascia perdere, non mette via, non chiude. È fedele. Non abbandona.

Trova la tomba vuota. Non c’è più. Pensa che lo hanno portato via. Anche tu, puoi non trovarlo più. Te lo portano via. Te lo rubano, te lo annullano, lo cancellano. Ti fanno credere che è finito, che è inutile, che è scomodo.

Te lo porta via il dolore. La delusione, l’angoscia, la rabbia, l’invidia, la vendetta,  il male.  Ti  accecano e non ti fanno più vedere. E rimani orfano di lui.

Quando ti rendi conto che te lo hanno portato via, inizia la ricerca vera. Dove sta? Dove andare?

Maria va a chiedere aiuto agli apostoli. Loro vanno a vedere,  guardano e ritornano nelle loro case. Ma lei non va via. Rimane lì davanti, per capire, per amare, per cercare. È disperata. Ha bisogno di lui, non vive senza. È il suo Signore, la sua vita, non può farne a meno, non vuole farne a meno.

Piange. Vive l’angoscia dell’abbandono, della solitudine, del distacco dal Signore. Risponde all’angelo che piange perché non sa dove lo hanno messo. Altro dolore: non si sa più dove è.  Che ne hanno fatto.  Anche tu, dove lo hai relegato  nel tuo cuore? Dove lo hai nascosto? Dove lo hai messo? Cosa ne hai fatto?

È allora che il Signore arriva. Ma lei non lo riconosce, non è ancora ora. Anche Lui le chiede: “Perché piangi?“. Il Signore entra così nel tuo dolore, nella tua mancanza, nel tuo vuoto di lui. Entra e ti  risolleva, ti fa risorgere, ti fa sentire che non c’è più motivo per cui piangere.

Le chiede: “Chi cerchi?” Il Signore vuole essere cercato, chiamato, voluto, in modo chiaro, deciso, libero. Vuole essere scelto. Solo così ci può essere un rapporto vero, un amore vero, che duri per sempre.

Maria non lo riconosce, non lo vede com’è. Ha gli occhi aperti sul mondo, non li ha ancora aperti sul divino. Per vedere Gesù deve prima fare la sua professione di fede. Prima di manifestarsi Gesù ti chiede di esprimere chiaramente la tua fede.

Maria risponde: “Se lo hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e andrò a prenderlo“. Come se dicesse:  “Ti supplico, dimmi dove sta, non importa se sei stato tu, l’importante è ritrovarlo. Lui conta più di ogni cosa. Dimmi dove sta e io andrò,  sono pronta a fare qualunque cosa, ad andare in qualunque posto, ma andrò subito, per riprenderlo, per ritrovarlo, per servirlo, per non lasciarlo solo, per onorarlo, per amarlo. Ridammelo, ti prego, rendimi il mio Signore!!”  Lo dice in modo vero, autentico, sincero, accorato.

Dopo questa professione di fede,  il Signore si fa riconoscere e dice: “Maria!” Anche a te, ti chiama per nome, con il tuo nome. Entra nella tua storia, nel tuo mondo, in quello che tu sei, ti incontra in modo personale. È il Signore che ti viene incontro e che ti apre gli occhi.

Solo ora Maria, alzando gli occhi, lo riconosce e lo chiama: “Maestro!”  Anche tu puoi alzare gli occhi e incontrare gli occhi di Gesù,  pieni di amore per te. Incontrare il suo sguardo, lasciarti guardare dentro, lasciarti toccare il cuore.

Quello che sperimenti è uno sguardo divino. È lo sguardo del risorto, del Signore Gesù che si è rivestito della sua gloria. E in quello sguardo si aprono le porte del Regno dei cieli.

Dopo l’incontro, la missione. “Ai miei fratelli vai a dire che salgo al Padre mio e Padre vostro, mio Dio e Dio vostro.” E lei annuncia: “Ho visto il Signore! Gesù è risorto!”  

L’incontro continua negli altri. Passa agli altri.

 

 

 

 

Le nozze

 In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono. Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».

 

Maria, la madre di Gesù, indica la strada,  dice come fare.  “Qualsiasi cosa vi dica, fatela!”

Quello che il Signore ti dice,  quello che il Signore ti chiede,  quello che il Signore vuole da te,  realizzalo, fa che diventi concreto,  fa che diventi un’opera.  Fa che diventi un’opera d’arte  di  Dio.

Allora  avverrà il miracolo.  Dentro di te, come dentro un’anfora,  la tua acqua, umile, semplice, inodore,  anonima, terrena, umana, diventerà vino.  Diventerà spirito.  Diventerà gioia.  Diventerà sapore, gusto, cielo.  Diventerà divina.  Annuncio della salvezza.  Segno di salvezza. Simbolo del  sangue che ti salva.

Allora  diventi  parte delle nozze divine.  Delle nozze mistiche.  Tra il popolo e il suo Dio. Non sarai più abbandonata,  né la tua vita sarà più devastata.  Ma  sarai chiamata “Mio compiacimento”.   E la tua terra sposata.

Ti sposerà il tuo Creatore.

E  gioirà per te il tuo Dio.

 

 

Maria Grazia Vallorani