I primi posti

escritura_0026_figura_01

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colnon metterti al primo postoui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

 

 

 

E tu,    a che posto ti metti?

 

Al primo posto.

Davanti.   Davanti a Dio.  A fianco di Dio.   Nel posto di Dio. Al posto di Dio.  Come un Dio. Più  di Dio.

Prima.   Prima di tutti.    Per essere il primo.  Per essere l’unico.   Per essere il solo.

Con gli altri,  dietro.    Dietro alle spalle.    Così non li vedi.   Perché non li vedi.   Perché non ci sono,  per te.

 

All’ultimo posto.

In fondo.    A distanza da Dio.    Perché non sei,  come lui.    Perché non sei,  lui.

Dietro.   Con gli altri,  davanti.  Così li vedi.   Così, ci stai con loro.   E loro sono con te.       E tu sei,  per loro.

Ultimo.    Piccolo, semplice, povero.  Solo.     È la tua casa.   È la casa di Dio.

 

E Dio viene,   a prenderti.      E ti fa sedere   vicino a lui.      Con lui.

Nella  sua  gloria.

 

 

 

 

 

 

 

 

La porta stretta

okIn quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.  Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».  Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.  Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.  Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.  Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

 

 

 

 

E tu,     sei dentro    o sei fuori?

 

Se fai  opere  di ingiustizia.    Deturpi, sfregi, umili.    Calpesti, schiacci,  cancelli,   l’altro.

Gli levi.   Lo privi.  Lo svuoti.       E riempi te.  E ti gonfi.  E ti ingrassi.     E non ci passi  dalla porta stretta.

 

Se fai opere di giustizia.     Fasci il cuore spezzato.   Rialzi  il calpestato.   Sollevi il misero. Liberi  l’oppresso.    Lo innanzi,   lo riempi,  lo ricolmi.          Come Gesù,  e con Gesù.

Ti costa.    Ci perdi.    Ti diminuisce.     Ti taglia.  Ti leva.    Ti ripulisce.       E ci passi dalla porta stretta.

 

E sei dentro.

 

 

 

 

 

 

 

Il fuoco di Dio

 insegna1 (1) - Copia In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:   «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!  Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

 

 

 

Non prendere posizione.     Non dire niente.  Non fare niente.   Fare finta di niente.   Lavarsene le mani.    Confondersi. Fondersi. Sparire.     Questa non è la pace vera,      non è la pace di Gesù.

 

Gesù  è venuto a portare   il fuoco.    Lo Spirito Santo.   È  il fuoco di Dio.      È la verità.        Che brucia    ogni ipocrisia,   ogni menzogna,   ogni  falsità.        Ogni  ambiguità,          ogni  convenienza,    ogni  indifferenza.

 

È  venuto a portare   la  parola di Dio.        È la spada.        Che taglia,   divide,  separa.    Distingue.          In modo netto,   chiaro,  preciso.      In modo deciso.

E si capisce   cosa sta di qua,    e cosa sta di là.       E si capisce cosa   è di Dio,              e cosa non è di Dio.      Se sei di Dio,    o non sei di Dio.

 

Se il tuo cuore   appartiene a lui,    o agli altri.         Se lui conta,   più degli altri.                 Se lui conta,   più di te.

 

Se  lui   è Dio,

per te.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siate pronti

gesù 36 - Copia

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!  Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».  Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.  Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.  Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.  A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

 

 

 

Il Signore viene,   e come ti trova?

 

Come  il servo infedele.

Se li,  a distruggere la tua vita.    La calpesti, la vendi, la svendi.    Perché  hai allontanato Dio.  Lo hai messo fuori dalla tua vita.   E non è più sua.  E non è più tua.

Distruggi,   calpesti anche gli altri.     Perché non vuoi essere da solo,  a stare male.   Usi gli altri.    Li umili, li neghi, li rinneghi.      Come hai fatto con Dio.   Come hai fatto con te.

 

Come  l’amministratore fidato.

Lo sai,  che tutto quello che hai  è di Dio.    E  glielo tieni,  e glielo conservi  per bene.   Non lo rovini,  non lo distruggi.    Te ne prendi cura   con lui,   come lui.

Ti metti  al lavoro.   E con quello che hai,   fai quello che ti ha detto.    Tutto quello che ti ha detto,    tutto quello che si aspetta.

 

Così,  quando viene,

trova  tutto pronto.

 

E anche tu

sei pronto,  per lui.

 

 

 

 

 

 

 

Il tesoro

  parabola-del-hombre-rico-insensato - Copia (2)In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».  E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».   Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

 

 

 

E tu,   dove lo metti il tuo tesoro?

 

Nella banca della terra.

Ti sembra,   che senza i soldi non conti.     Senza i soldi,  non vali.     Devi avere  quello che hanno gli altri.  Come lo hanno gli altri.     Più degli altri.

Diventi  quello che hai.      E vuoi tanto. E vuoi tutto.      Per essere tanto.  Per essere tutto.    E non ti basta mai.

E te lo tieni stretto,  il tuo tesoro.    Solo per te.       Riposto, nascosto.   Serrato, sigillato. Chiuso, rinchiuso.      Per paura di perderlo.  Per paura di perderti.    Ma lo hai già perso.  Ma ti sei già perso.

 

Nella banca del cielo.

Apri un conto corrente,  nella banca del cielo. Presso Dio.     Prendi quello che hai,  e fai quello che ti dice Gesù.    Come Gesù,  e con Gesù.

E  sul tuo conto corrente   ci  va,     il sorriso del bambino,  che hai aiutato.       Il cuore, che hai consolato.     La gioia del volto,  sciupato.      La tenerezza che aveva perduto.      Il calore della mano,  cercata.     La luce dello sguardo,  che era smarrito.   La dignità,   ritrovata.      Scintille di Dio.

E tu,   ti arricchisci di Dio.      È lui,    il tuo  tesoro.

 

E diventi anche tu,

un tesoro.

Presso Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Padre nostro

Scc0017_1024x768 - Copia

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre,  sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno;  dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,  e perdona a noi i nostri peccati,  anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,  e non abbandonarci alla tentazione”».  Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.  Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.   Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!»

 

 

 

 

Chiedi   a chiunque,   chiedi comunque,   chiedi ovunque.    Chiedi a tutti.       Non sai più    a chi chiedere.

 

Vai da Dio.        È tuo Padre.     Lui ti ha fatto.  Lui ti ha voluto.  Lui ti ha pensato.    Lui ti ha amato,   prima di tutti.     Lui ti conosce,  più di tutti.

Amalo.     Come un figlio,  ama  il Padre.     In modo   intenso,  profondo,  totale.      Stai con lui.    Parla con lui.    Rifugiati in lui.   Fidati di  lui.     Come Gesù, e con Gesù.

Chiedi  a lui.       Lui  aspetta  che glielo chiedi.       Aspetta che ti rifugi  nelle sue braccia.   E  ti ascolta.  E ti risponde.     E risponde al tuo amore,   con il suo Amore.     E ti dona  lo Spirito Santo.

 

E avviene quello che non pensavi.   Quello che non speravi.   Quello che non osavi.

Quello che non sapevi  chiedere.

 

 

 

 

 

 

 

Marta e Maria

Maria_von_Bethanien

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.  Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.  Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

 

E tu, cosa scegli?

 

Come Marta.     Ti concentri,  ti affanni,  ti agiti.       A fare,  arrivare,  preparare.        Tutto, preciso,  perfetto.    Ma non ce la fai.    E non ti basta mai.

Come Maria.   Ti siedi ai piedi di Gesù.     E lo ascolti.  E lo adori.  E lo ami.    Ti riempi gli occhi.   Ti riempi il cuore.  Di lui.

Dio è  prima.   Dio è  tutto.   Dio basta.   E ti basta.

 

E quando dai   il pane al fratello,     gli porti anche il volto di Dio,   scolpito nei tuoi occhi.      Lo guardi,   con  lo sguardo di Dio.     Gli prendi la mano,   con  la tenerezza  del suo cuore.

 

E gli dai,  quello di cui ha più bisogno.

La cosa migliore.  Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo prossimo.

buon-samaritano - Copia In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».  Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

 

 

 

C’è un uomo,   colpito  picchiato, ferito.      Usato, schiacciato, calpestato.    Finito, sfinito, abbandonato.    Buttato, gettato, scartato.

E tu, che fai?

 

Come il  sacerdote  del tempio.     Passi oltre.  Tiri dritto.       Lo eviti.   Lo scansi.          Non ti interessa.     Non ti tocca.   Non c’entra con te.    Non c’entra con Dio.

Come il levita.     Lo vedi.     Ma non lo vuoi.    È un fastidio.    È un inciampo.    È un ostacolo,   tra te  e Dio.

Come il samaritano.      Ti fermi.     Ti tocca il cuore.   Gli  vai vicino.   Tocchi quelle ferite,   entri in quelle ferite.   Fasci quelle ferite.     Ed entri  nelle tue.    E tocchi  le ferite di Gesù.

 

Ti fai carico di lui.    Diventi una parte di lui.  E lui una parte di te.      Ti prendi cura di lui.    E ti prendi cura  di te.    È lui che cura te.

 

Sei  il prossimo,   per lui.

E lui  è il prossimo,   per te.

E tra voi,   c’è Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Li mandò a due a due

gesu-grano1 - Copia

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

 

Gesù,  manda anche te.

 

Vai.       Non portare sacca.     Perché è lui,  la tua sacca.    Quello che contiene tutto.         Non portare  borsa.    Perché è lui  la tua borsa.  La tua ricchezza. La tua unica ricchezza.  Non portare  sandali,    perché è lui,  i tuoi sandali.    La tua base.

 

Vai  tu,  da tuo fratello.     Non aspettare che venga lui.     Vai nella sua casa,  nella sua famiglia,   nella sua storia.

Vai,   e porta a  lui la pace.   La pace di Gesù risorto.    Porta a lui, Gesù risorto.

Nel nome di Gesù.   Diventa  il suo abbraccio.      E sarà guarito.  E sarà consolato.  E sarà salvato.

Nel nome di Gesù.      Tutto si inchina,  tutto si sottomette,  tutto obbedisce.  Tutto avviene.  Perché lui è,   il Signore.

 

Nel nome di Gesù,   anche il tuo nome

viene scritto

nel Regno dei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Seguimi.

LUCA-GIORDANO-CHIAMATA-DI-SAN-PIETRO-E-ANDREA-TOTALE-1  Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».    A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».   Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».  Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

 

Seguimi.    Gesù lo dice anche a te.        E tu,  che rispondi?

 

Ti seguirò ovunque tu vada.      Lo vedi come un posto.   Dove stare. Dove stare al sicuro, riparato, indisturbato.   Ti metti a posto. Sei a posto.  Al tuo posto.     Ma non è il suo posto.   Non è la sua casa.     La casa di Gesù,  è  il Padre.    E non sai dove ti porta.

Prima, vado a seppellire mio padre.     Prima, il padre.   Prima gli affetti.  Prima il dovere.  Prima di Dio. Più di Dio. Tra te e Dio.      Lascia andare.  Lascia stare.  Lascia morire.      Ti aspetta l’affetto di Dio. L’amore di Dio.  In quell’amore, ritrovi l’amore anche di tuo padre. E di tanti fratelli.

Prima, però,   lascia che mi congedi da quelli di casa mia.       Prima,  la mia casa,   il mio passato,  quello che sono stato.    Prima di Dio. Più di Dio. Tra te e Dio.     Lascia stare, non ti girare, non ti voltare.      In Dio,  non  sei più quello di prima.

 

Se lo segui.     Sei un aratro. Portato da Dio.    Sei una lama, che entra nella terra di Dio.  Sei un solco,  che prepara il seme di Dio.

Nel Regno di Dio.