La divisione

 

 

 

 

 

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

 

 

Pensate   che io sia venuto  a portare pace sulla terra?      No,  io vi dico,  ma divisione.          E tu,   la porti ?

 

No.

Ti adatti.      Ti uniformi.  Ti sformi.       E diventi una copia.    Una fotocopia.  Degli altri.    Così  non sei escluso.

Tra te e l’altro,   non solo non c’è divisione.     Ma neppure separazione. Neppure una riga. Neppure una linea.  Neppure un segno.      Sei fuso, confuso.  Così  non sei escluso.

E se Dio   ti manda a dire qualcosa,    la tieni per te.     Nascosta, riposta.  La butti via.  Così  nessuno ti butta via.      Nessun  ti manda via.     E non sei escluso.

 

Come Gesù.

Sei pieno di fuoco.   Del fuoco dello Spirito Santo.     Che ti arde dentro.   E ti fa dire.         E ti fa andare.   E ti fa fare,   quello che  ha detto Dio.

E se l’altro   non vuole,    non stai zitto.                                                                                     E se l’altro   non vuole,    non stai  fermo.                                                                              E se l’altro   non vuole,    non torni indietro.                                                                            E se l’altro   non vuole,    non lasci Dio.                                                                                   E se l’altro   non vuole,    non vuole Dio.

Se l’altro  non vuole.    Non sei diviso.                                                                                    È lui   che è diviso,   da Dio.    E dagli altri.

 

E tu,   sei,                                                                                                                                  la sua  occasione.

 

 

 

 

 

 

L’amministratore fidato

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.  Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!  Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».  Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.  Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.  Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.   A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

 

 

L’ amministratore fidato e prudente,     che il padrone metterà a capo,   della sua servitù.   E tu,     che amministratore,   sei?

 

Non fidato.

Tanto Dio non c’è,   per te.        E  fai,   il padrone.       E le fai tue,  le cose di Dio.     E ci fai quello che ti pare. Come ti pare.   Con le cose di Dio.

Tanto Dio non viene,  per te.       E fai,  il padrone.     E gli altri li fai, servi.    E li metti sotto  i tuoi piedi.     E li maltratti.   E li schiacci.  E li scacci.      Se non fanno,  quello che vuoi tu. Se non dicono,  quello che dici tu.       Se non sei tu,   l’unico padrone.

 

Fidato.

Dio c’è.      E le cose che ti ha dato,  sono le sue.     Non sono le tue.

Dio viene.    A riprendersi  le sue cose.    E a vedere,  cosa ne hai fatto.

Viene.      E ti trova   a  fare le cose  che ti ha detto lui.     Non quelle  che dici tu.

Viene.      E ti trova fare le cose   che vuole lui.     Non quelle  che vuoi tu.

Viene.      E ti trova a prenderti cura,   di chi ti ha dato.   Sono i suoi.  Non sono i tuoi.

Viene.      E ti trova ad aiutarli,   come ha fatto lui.    Non come  fai tu.

Viene.      E ti trova pronto.   Sveglio. Attento. Che lo aspetti.      E  quando bussa.              Gli apri la porta.   Subito.

 

E lui,   ti apre la porta.   Subito.                                                                                              Del  Regno dei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Il ricco stolto

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».  E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».  Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

 

 

Anima mia,     hai a disposizione molti beni, per molti anni,      riposati.                                  E la tua anima,   su che si posa?      Su che si riposa?     Su quale bene?

 

Della terra.

Quello che hai,   lo hai messo in una banca.  Sulla terra.      Lo hai messo,  nel conto corrente,  della terra.        E ci hai messo  anche,   quello che sei.

E ci hai messo anche,  la tua anima.        Ed è diventata  un soldo.    Da vendere.             Da spendere .  Da prendere.  Da barattare.       E non la riesci più,   a trovare.

 

Del cielo.

Quello che hai,    lo hai messo in una banca del cielo.     Lo hai messo nel conto corrente del cielo.      E tutto quello che fai.  Tutto il bene che fai.    Va a finire nella banca del cielo. Si deposita  nel conto corrente,   della Banca del cielo.

E diventa sempre più grande.   E diventa sempre più prezioso.    E diventa un tesoro.  Nelle mani di Dio.

E nessuno  te lo può toccare.    Nessuno te lo può levare.  Nessuno te lo può portare via. Dalle mani di Dio.

Ci sei tu,  in quel Tesoro.     E sei diventato tu,  un tesoro.    Nelle mani di Dio.

 

E la tua anima ora,   si può posare.                                                                                         Si può riposare.                                                                                                                        Nelle  mani di Dio.

 

 

 

 

 

 

Padre nostro

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre,   sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione”». Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.  Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

 

 

E  per te,      Dio  è  Padre  ?

 

Non  è  Padre.

Lo hai allontanato.    Lo hai abbandonato. Lo hai relegato.   Lo hai messo in un angolo.     Lo hai gettato via.     Figurati  Padre.

Lo hai annullato,   come Persona.       Con cui  ci si può parlare.    Con cui  si può stare.   Che ti può ascoltare.     Figurati  Padre.

Lo hai fatto fuori,   dalla tua vita.          Non ci deve stare.    Non ti deve disturbare.           Non ti importa niente.    Non c’entra niente.  Non è niente.       Figurati  Padre.

 

È   Padre.

Padre.     E si aprono  i cieli.         Padre.   È Dio  che ti guarda.   È Dio  che ti sorride.          È Dio  che ti ama.

Padre.     E ci metti gli occhi,  nei suoi.     E ci metti il cuore, nel suo.  Abbracciato al suo.

Padre.     E ci metti il pianto.  E ci metti il dolore.      E non è più dolore.  E non fa più male.

Padre.     C’è solo la gioia,   di stare con lui.     C’è lui.    E sei solo felice.

Padre.     Lo chiami. Lo invochi. Lo implori.  Lo preghi.      E ti ha dato.  Prima che lo chiedi.

 

Padre.     E  ti da  lo Spirito Santo.     Solo lui,  te lo dà.       E  ti fa   figlio.

Padre  nostro.       E ti fa  fratello.  Tra tanti fratelli.        E non sei più solo.

 

 

 

 

 

 

 

Marta e Maria

 

 

 

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.  Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.  Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

 

Maria,  seduta ai piedi del Signore,    ascoltava la sua parola.     Marta,  invece era distolta  per i molti servizi.          E tu,   quale delle due,   sei?

 

Marta.

Devi fare.      Non ci stai senza  il fare.  Viene prima  il fare.    Per te, conta  quello che fai.   Guardi,   a quello che fai.   Stai,  in quello che fai.

E gli altri  devono fare,   come te.      Devono aiutare te.     A fare le cose  che  vuoi tu.      Ma ti hanno,    tolto  il volto,     da Gesù.

 

Maria.

Per te,   conta Gesù.       Più di ogni cosa.    Più di te.        E il cuore,   lo hai messo in lui.    E gli occhi  gli hai posti  in lui.   E non se ne vogliono andare. E non si vogliono allontanare. E non si vogliono distaccare.

È il Signore,  che ti sta parlando.     Sei in contatto con Dio.    Non te lo perdi.  Non lo lasci. Non lo molli.      Non te lo fai  scappare.    Non lo lasci andare.   Non te lo fai portare via.      Da nessuno.     E da nessuna cosa,  che devi fare.

 

Hai scelto   il Signore.                                                                                                                La parte  migliore.                                                                                                                     E   ti basta .

 

 

 

 

 

 

 

Il buon samaritano

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».  Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

 

 

Un uomo cadde nelle mani dei briganti,  che gli portarono via tutto,  lo percorsero a sangue e se ne andarono,   lasciandolo mezzo morto.                                                                       E tu,    quale dei tre,    che gli passa vicino,    sei  ?

 

Il primo.

Gli passi vicino.   È il tuo vicino.      Ma non lo vedi  proprio.  Non lo calcoli  proprio.   Stai concentrato  su quello che pensi.  Su quello che dici.    Su quello che predichi,  agli altri.   E passi oltre.   Sei già  oltre.

 

Il secondo.

Gli passi accanto.    Lo vedi,   ma lo scansi.      Non ti riguarda.   Non ti compete.   Non è affare tuo.    Non c’entra con te.  Non dipende da te.     Non è colpa tua.  Se sta lì.

Lo scansi.      È un impiccio.  È un intralcio.  È un ostacolo.     Non ti può bloccare.  Non ti può fermare.   Hai altro da fare.     E passi oltre.    Oltre di lui.  E oltre di te.

 

Il samaritano.

Lo vedi.     È stato picchiato,   umiliato, deprivato, calpestato, ferito.   E non ha più niente. Ha solo te,  che passi  di lì.

E non passi  oltre.    È una parte di te.   Lo hanno fatto, anche a te.  Hanno ferito anche te.  E quelle ferite, aspettano te.

E le abbracci,  quelle ferite.    E le curi,  quelle ferite.    E lo consoli,  per quelle ferite.          E lo fai,  anche con te.

E gli ridai,   quello che gli hanno levato.      Egli dai,  quello che gli hanno strappato.  E gli riempi il vuoto,   che gli hanno lasciato.    Anche il tuo.

E lo porti con te.  Te lo carichi su di te.     E lo metti al riparo. A guarire.   Come se fossi tu. Sei anche tu.

 

È Gesù,  che lo fa.                                                                                                                     Con te.   Per te.  E in te.                                                                                                            Ancora.

 

 

 

 

 

 

 

A due a due

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

Li inviò  a due a due,   davanti a sé.      Anche a te,  ti manda.                                                E tu,   come ci vai ?

 

A modo  tuo.

Per conto tuo.     Come pare a te.  Come piace a te.      Lo fai  per te.

E ti porti  la borsa. Bella grande.     E ti porti la sacca. Bella piena.     E ti porti sandali.  Belli comodi.       E ti fermi a salutare tutti.   E ti inchini davanti a tutti.   E ti prostri ai piedi di tutti. Ci vai nel tuo nome.    E quello che porti,  sei solo tu.

 

Nel modo  di Gesù.

Per conto di Gesù.   Come ti ha detto lui. Come vuole lui. Come piace a lui.    Lo fai per lui.

E non porti  la sacca.      È Gesù  la sacca,  che ti contiene.    Che contiene,  tutto.   E che tiene  dentro di sé,     il dolore di quelli che incontri.

E non porti la borsa.       È Gesù  la borsa.    Che ti dà quello che ti serve.   Che ti riempie  di quello che ti serve.     E che riempie i vuoti,   di chi incontri.

E non porti sandali.        È Gesù,  i tuoi sandali.     Quello su cui,  ti appoggi.  Quello su cui,   ti basi.   Quello che ti tiene,  in piedi.        E che rimette in piedi,   quelli che sono caduti.

 

Nel  nome di Gesù.          Davanti a lui,   si piegano tutti.                                                         Nel suo nome.                 Solo a lui,   obbediscono tutti.                                                           Nel suo nome.                 Solo lui,    guarisce tutti.

 

E il tuo nome,    insieme al suo.                                                                                                È  scritto nei cieli.

 

 

 

 

 

 

Seguimi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.   Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».  A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».  Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

A un altro,  disse:   Seguimi.    Gesù, lo dice anche a te.                                                         E tu,   che fai ?

 

Non lo segui.

Non solo non lo segui.      Lo fermi.  Lo blocchi.    Non lo fai passare.  Non lo fai entrare.  Gli chiudi la porta.  Gli serri la porta.  Lo tieni fuori dalla porta.     Lo fai fuori.  E ti fai fuori.

Non lo segui.      Non è comodo.  Non ti fa comodo.     Non è l’ora.   Non è il momento.   Non è il caso.    Hai altro da fare. Più importante di lui.     E segui l’altro, che non è lui.

 

Lo segui.

Ti rendi conto,  di chi ti sta chiamando.     Non è uno qualsiasi.   È Dio,  in Persona.           E chiama te.

Lo segui.    Dappertutto.        Non ti importa  dove vai.    Non ti importa  come stai.    È lui,  il tuo posto    È lui,  la tua casa.     E il guanciale dove posare il capo,  è il suo cuore.

Lo segui.    Prima di tutto.      Lasci stare   quello che hai da fare.    Lasci andare  quello che devi fare.   Gesù viene prima.  Gesù conta di più.      È Gesù, quello che hai da fare.   E quello che ti dice,  lui.

Lo segui.     Davanti a tutto.     Non gli volti le spalle. Non ti giri indietro.  Non ti  tiri indietro. Non riporti indietro il cuore.   Non ce la fai.        Ti è balzato in avanti. Si è gettato in avanti. Si è lanciato in avanti.  Verso di lui.     E va con lui.

Lui davanti.   E tu dietro.

 

E diventi   un aratro.                                                                                                                  Nel  Regno di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Corpus Domini

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.  Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».  Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.  Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.  Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.   Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

 

 

Prese i cinque pani e i due pesci,  alzò gli occhi al cielo,  recitò su di essi la benedizione,   li spezzò e li dava ai discepoli,  perché li distribuissero alla folla.     Tutti ne mangiarono a sazietà.                  E per te, Gesù veramente,   l’ha fatto ?

 

Non lo può fare.

Hai fatto diventare Gesù,   un uomo.     Lo hai ridotto,  a un uomo.   E un uomo non può moltiplicare  i pani e i pesci.

Hai fatto diventare Gesù,  come te.    Lo hai abbassato a te.   Lo hai messo nelle tue mani. E nelle tue mani,   il pane non diventa corpo.  E il vino non diventa sangue.  Perché le mani sono le tue.    Non le sue.

 

Lo può fare.

Gesù   è il Figlio di Dio.  È Dio.   E Dio lo può fare.      Può moltiplicare  i pani e pesci.        Lui li ha fatti. Lui li può rifare.   Quanto vuole. Come vuole.    Per farti vedere che è Dio. Solo Dio  lo può fare.

Può  far diventare il pane,  il suo corpo.    E il vino,  il suo sangue.     Dio è   la Sostanza .    E la sostanza la può cambiare.  Quello che sta dentro.    E lasciare uguale l’apparenza. Quello che sta fuori.   Solo lui lo può fare.     E le tue mani di sacerdote,  non sono le tue. Sono le sue.

Nella messa.       È Gesù risorto,    che ti dà il suo corpo,  il suo sangue,   la sua anima,    e la sua divinità.    E la Trinità. Tutta.     Ma ci pensi ?   E chi ti dà di più ?

 

E tu,   lo porti agli altri.                                                                                                              E tu,   lo dai agli altri.                                                                                                                 E diventi   le sue mani.

 

 

 

 

 

 

 

La Trinità

 

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:  «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.  Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 

 

E per te,    Dio  è Trinità ?

 

Non è  Trinità.

Perché  non è,    come te.          Perchè  non lo sei,   tu.       Perchè  non lo sai,   tu.        Perchè   non  l’hai  detto,   tu.

E  l’ hai  messa fuori.   E l’ hai  fatta fuori.       L’hai eliminata.  Cancellata.  Frantumata.         E non è più Trinità.

 

È Trinità.

Lo ha detto Gesù.    Solo lui lo sa.   Perché è Dio.      Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Tre Persone,   un solo Dio.

Sono  Persone.       Non sono idee.   Uscite da te.                                                                   Sono  Persone.      Sono vere.  Sono vive.    Più di te.                                                             Sono  Persone.      Ci sono sempre state.    Prima di te.

Sono  Persone.      Loro  ti hanno fatto.     Non tu  loro.                                                            Sono  Persone.      Loro  ti hanno pensato.    Non tu  loro.                                                  Sono  Persone.      Loro  ti hanno voluto.    Non tu  loro.

Sono Persone.      Loro ti hanno amato.    Più di te. Prima di te.  Nonostante te.

 

Sono   l’  Amore,  in Persona.                                                                                               Sono   l’   Amore,  al cubo.