La preghiera

questo_giorno - Copia - Copia

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: “Padre,  sia santificato il tuo nome,  venga il tuo regno;  dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,  e perdona a noi i nostri peccati,  anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,  e non abbandonarci alla tentazione”».  Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.  Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.   Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!»

 

 

 

Come si fa a pregare?

 

Pregare è   amare Dio.        Amare  non è  per finta,  per forma,  per forza.     Amare non è  ogni tanto,  una volta,  all’occasione.

Amare    è comunque, ovunque, sempre.    È il cuore che cerca l’altro.   Che va  da solo, all’altro.   Che non ci sta solo,  senza l’altro.

 

Pregare  è  amare  il Padre,  come faceva Gesù.      In modo   intenso,  profondo,  totale.    È  amare  Dio Padre,   come un figlio.      Come Gesù,   e con Gesù.

Se lo ami come un figlio.     Vai da lui.   Ti confidi con lui.   Ti fidi di lui.    Parli  con lui.   Chiedi a  lui.

Chiedi.    Lui aspetta  che glielo chiedi.     Aspetta che ti rifugi  nelle sue braccia.   E  ti ascolta.  E ti risponde.     Risponde al tuo amore,   con il suo Amore.     E ti dona  lo Spirito Santo.

 

E avviene quello che non pensavi.   Quello che non speravi.   Quello che non osavi.

Quello che non sapevi  chiedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

Marta e Maria

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In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.  Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.  Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

 

 

E tu, cosa scegli?

 

Come Marta.     Ti concentri,  ti affanni,  ti agiti.       A fare,  arrivare,  preparare.        Tutto, preciso,  perfetto.    Ma non ce la fai.    E non ti basta mai.

Come Maria.   Ti siedi ai piedi di Gesù.     E lo ascolti.  E lo adori.  E lo ami.    Ti riempi gli occhi.   Ti riempi il cuore.  Di lui.

Dio è  prima.   Dio è  tutto.   Dio basta.   E ti basta.

 

E quando dai   il pane al fratello,     gli porti anche il volto di Dio,   scolpito nei tuoi occhi.      Lo guardi,   con  lo sguardo di Dio.     Gli prendi la mano,   con  la tenerezza  del suo cuore.

 

E gli dai,  quello di cui ha più bisogno.

La cosa migliore.  Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tuo prossimo.

buon-samaritano - Copia In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».  Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

 

 

 

C’è un uomo,   colpito  picchiato, ferito.      Usato, schiacciato, calpestato.    Finito, sfinito, abbandonato.    Buttato, gettato, scartato.

E tu, che fai?

 

Come il  sacerdote  del tempio.     Passi oltre.  Tiri dritto.       Lo eviti.   Lo scansi.          Non ti interessa.     Non ti tocca.   Non c’entra con te.    Non c’entra con Dio.

Come il levita.     Lo vedi.     Ma non lo vuoi.    È un fastidio.    È un inciampo.    È un ostacolo,   tra te  e Dio.

Come il samaritano.      Ti fermi.     Ti tocca il cuore.   Gli  vai vicino.   Tocchi quelle ferite,   entri in quelle ferite.   Fasci quelle ferite.     Ed entri  nelle tue.    E tocchi  le ferite di Gesù.

 

Ti fai carico di lui.    Diventi una parte di lui.  E lui una parte di te.      Ti prendi cura di lui.    E ti prendi cura  di te.    È lui che cura te.

 

Sei  il prossimo,   per lui.

E lui  è il prossimo,   per te.

E tra voi,   c’è Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Li mandò a due a due

gesu-grano1 - Copia

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città». I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

 

Gesù,  manda anche te.

 

Vai.       Non portare sacca.     Perché è lui,  la tua sacca.    Quello che contiene tutto.         Non portare  borsa.    Perché è lui  la tua borsa.  La tua ricchezza. La tua unica ricchezza.  Non portare  sandali,    perché è lui,  i tuoi sandali.    La tua base.

 

Vai  tu,  da tuo fratello.     Non aspettare che venga lui.     Vai nella sua casa,  nella sua famiglia,   nella sua storia.

Vai,   e porta a  lui la pace.   La pace di Gesù risorto.    Porta a lui, Gesù risorto.

Nel nome di Gesù.   Diventa  il suo abbraccio.      E sarà guarito.  E sarà consolato.  E sarà salvato.

Nel nome di Gesù.      Tutto si inchina,  tutto si sottomette,  tutto obbedisce.  Tutto avviene.  Perché lui è,   il Signore.

 

Nel nome di Gesù,   anche il tuo nome

viene scritto

nel Regno dei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Seguimi.

LUCA-GIORDANO-CHIAMATA-DI-SAN-PIETRO-E-ANDREA-TOTALE-1  Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».    A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».   Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia».  Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

 

Seguimi.    Gesù lo dice anche a te.        E tu,  che rispondi?

 

Ti seguirò ovunque tu vada.      Lo vedi come un posto.   Dove stare. Dove stare al sicuro, riparato, indisturbato.   Ti metti a posto. Sei a posto.  Al tuo posto.     Ma non è il suo posto.   Non è la sua casa.     La casa di Gesù,  è  il Padre.    E non sai dove ti porta.

Prima, vado a seppellire mio padre.     Prima, il padre.   Prima gli affetti.  Prima il dovere.  Prima di Dio. Più di Dio. Tra te e Dio.      Lascia andare.  Lascia stare.  Lascia morire.      Ti aspetta l’affetto di Dio. L’amore di Dio.  In quell’amore, ritrovi l’amore anche di tuo padre. E di tanti fratelli.

Prima, però,   lascia che mi congedi da quelli di casa mia.       Prima,  la mia casa,   il mio passato,  quello che sono stato.    Prima di Dio. Più di Dio. Tra te e Dio.     Lascia stare, non ti girare, non ti voltare.      In Dio,  non  sei più quello di prima.

 

Se lo segui.     Sei un aratro. Portato da Dio.    Sei una lama, che entra nella terra di Dio.  Sei un solco,  che prepara il seme di Dio.

Nel Regno di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Chi dite che io sia?

1

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».  Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

 

 

 

Gesù,  lo chiede anche te.      E tu,  chi dici che io sia?

 

Puoi dire,  quello che dicono gli altri.     Puoi dire,  quello che vogliono gli altri.

Oppure,  puoi chiedere al tuo cuore.    Puoi  far cantare la tua anima.      E proclamare:   Tu sei  il Cristo.    Il Figlio del  Dio Vivente!    Mandato da Dio, veramente.

 

Se lo credi ,   lo segui.        Non te lo lasci  scappare.    Vai dietro  a lui.    Fai come lui.

 

Rinneghi  una vita  solo tua.   Banale ,  usata, copiata.   E’ già svuotata.  E’ già venduta.   E’ già perduta.

E fai come Gesù.     Stai con il Padre.   Vivi   la missione che  ti ha dato il Padre.     Per lei,  sei stato mandato.     Prendila sulle spalle,   e portala con lui,  e come lui.    Fino in fondo, fino alla fine.

E  la tua vita,   non l’hai perduta.

In lui,   rinasce, risorge, si salva.

 

E diventa,  una vita  vera.

E diventa,  una vita al cubo.

 

 

 

 

 

 

 

La peccatrice

1In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.   Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».  Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».   E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».  Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».  In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

 

 

 

Gesù,  lo dice anche a te.     Vedi quella donna?

Lei.      È portata, trasportata, travolta  dall’amore.   Lanciata,  dall’amore.   Non la ferma niente.   Non la ferma nessuno.                                                                                             Come il fariseo.     Tu sei lì,    fermo, chiuso, inchiodato. Imprigionato,  dall’apparenza, dalla convenienza.

 

Lei.    Si è gettata ai piedi di Gesù.    Si è inginocchiata, inchinata, con la faccia a terra. Non si sente degna.     Tu invece,  sei lì,   in piedi.     In alto, distante, staccato.   A giudicare il tuo Signore.

Lei.     Lava i piedi, con le lacrime.    Lui le sa capire.  Lui le sa sentire. Lui le sa guarire. Ora possono uscire.  Ora sono accolte.   E loro, accolgono Dio.      Tu.  Non ti curi di Dio. Non ti prendi cura di lui.     Ma solo di te.  Lo consideri come te.  Al pari tuo.

Lei.      Asciuga i piedi,  con i suoi capelli.     Con parti di sé.   Perché servono a Dio. Perché appartengono a Dio.  Perché sono di Dio.     Tu invece,  appartieni a te.  Servi a te.  Sei tuo.

Lei.     Bacia i piedi di Gesù.    Li riempie di baci.   Li riscalda con il suo cuore,   che  palpita di baci.       Tu,   non ti accosti,   non ti avvicini,  non lo tocchi il Signore.   Non lo baci.   Non lo degni di un tuo bacio.      Baci solo te stesso.  E chi ti serve.

Lei.      Cosparge i piedi di Gesù,  con il profumo.    Perché è Dio,   e profuma di santità.  Tu invece, il profumo te lo metti tu.    Non lo metti sul capo di Gesù,   te lo metti sul tuo.     Tu,   ti senti giusto,  sei il solo giusto, più giusto di Gesù.     Ti sei giustificato,  da solo.

 

Lei.       Lo sa  che è peccatrice.    Tu,   sei peccatore come lei,   ma non lo sai.   Anche tu, ti sei prostituito.     Anche tu,  ti sei venduto.     Anche tu, hai tradito.      Anche tu,   ti sei perduto.

Lei.      Ha amato.   Ha molto amato, il Figlio di Dio.      E Lui,  ha perdonato tutti  i suoi peccati.

 

Solo  Dio,    lo può fare.

Ecco  chi è,  Gesù.

Ecco chi è,  costui.

 

 

 

 

 

 

 

La vedova di Nain

download (2) - CopiaIn quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.  Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.  Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.  Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».  Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

 

 

 

 

Ecco un figlio unico,  morto.    Senza più vita.      Ecco il dolore profondo,  della madre vedova.    Non ha più niente.     Solo le lacrime.

A volte ti senti così.      Morto,  finito,  sfinito.   Non ce la fai più.     Ti si è spento il cuore. Non batte più.  Non palpita più.

Come la madre.      Sei disperato.   Ti senti solo, abbandonato.   Ti sembra tutto perduto.   Ti sembra tutto finito.    Non ti rimane più niente.   Solo le lacrime.

 

Ecco viene il Signore.      Lo vede quel dolore.    Entra in quel dolore.    Gli piange il cuore. Le sue lacrime, per le tue.    Le sue lacrime, con le tue.

Ecco, tocca quella bara e la ferma.   Ferma la morte.   E comanda alla morte di andare via. Comanda alla vita di tornare.        E il corpo morto, ritorna in vita.      Realmente.

Solo Dio lo può fare.       Ecco,  Dio è venuto.    Ecco,  chi è Gesù.   È il Figlio di Dio.     Ecco la prova.

 

Lo può fare,  anche con te.    Anche con la tua morte.     Anche con il tuo dolore.   Anche con la tua ferita.

Anche a te dice:  Ragazzo, dico a te, alzati!      A te, proprio a te.    E in lui, con lui e per lui,      ti risollevi,   ti alzi,   ti innalzi.

 

E il dolore,  non fa più male.

E il dolore,  non fa più morire.

 

E   non piangi,  più.

 

 

 

 

 

 

 

Corpus Domini

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In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».  Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.  Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.  Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.  Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

 

 

 

 

Hai fame.         Ti senti vuoto.   Ti senti senza.  Non sai che fare.

E non c’è niente.    E non trovi niente, che ti sazia.     Che ti riempie.   Che ti calma  quel vuoto.     Fino in fondo.   Veramente.  Completamente.

Hai fame di Dio.     E non lo sai.      E Dio,  viene a riempire quel vuoto.      E si fa pane.

 

L’Eucaristia.    Gesù entra  in quel pane.     Fa diventare quel pane,  il suo corpo.    E quel vino,   il suo sangue.     E in te,   diventa parte  del tuo corpo.    E tu,  diventi parte  del suo.

 

Se ti metti   nelle sue mani.     Se metti nelle sue mani  quello che sei,   e quello che hai.  Se lo lasci benedire, da lui.      Allora, solo allora,    diventi anche tu,   il suo pane.

Pane spezzato.    Pane diviso,  condiviso.   Pane moltiplicato.     Pane che sfama,   te,      e gli altri.

 

Pane di Dio,   per gli altri.

Come Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

 

La Trinità

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In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:  «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.  Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.  Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 

 

 

 

Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.      Tre persone,   un solo Dio.

 

L’uno  per l’altro.     1 × 1 × 1  =  1.     Come l’amore,   è per.     Uniti   dall’  Amore.     Così,  anche tu.

Uno  nell’ altro.        Il Padre nel Figlio,   e il Figlio nel Padre.     Uniti dovunque.   Uniti comunque.   Uniti sempre.      Così,  anche tu.

Uno  con l’altro.       Lo Spirito Santo,  con il Padre e il Figlio.    È lo Spirito di Dio.    È la Verità di Dio.     È lo Spirito  di  verità.     Così,  anche tu.

È la Sapienza di Dio.      Solo lui conosce il Padre e  il Figlio.     Solo lui,  te li fa capire.  Solo lui,  te li fa sentire.     Solo lui,  ti porta la Trinità,  tutta intera.   Viva e vera.

Così anche tu,    in lui con lui e per lui,    puoi entrare nel cuore di Dio.

 

Puoi   diventare  cuore di Dio,

per gli altri.