Il battesimo del Signore

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».  Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

 

E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”               E tu,  in che acqua,  ti battezzi ?

 

Nella tua.

Ti lasci andare.      Ti lasci coprire.   Ti lasci ricoprire,  dalla tua acqua. Nella tua acqua. Ti lasci sparire.       E quando esci,  sei come prima.    E non si aprono i cieli.

Ti lasci andare nell’acqua  degli altri.      Ti immergi in loro.  Ti copri,  ti ricopri di loro.    Ti nascondi in loro.  E sparisci in loro.  E diventi loro.     E non si aprono i cieli.

E anche a Dio,  gli levi  la sua acqua.    Ti prendi la sua acqua.  Ti prendi il suo Spirito. Lo fai tu lo Spirito.     Scendi tu, sugli altri.  Li copri tu, gli altri.       Ma  tu non sei Dio.    E non si aprono i cieli.     Ma si chiudono  i cieli.   A te.

 

In Gesù.

Guarda quel battesimo.  Quello è anche il tuo.  È quello che succede anche nel tuo.     E non è solo acqua.   Ci sta lo Spirito Santo, dentro.    È lui che ci porta dentro quel battesimo.

 

E subito, uscendo dall’acqua.      E ci porta dentro Gesù.   In quell’acqua ci è entrato lui. Il Figlio di Dio.   E quell’acqua è diventata sacra. Di Dio.     E ti fa sacro,  di Dio.

Vide squarciarsi cieli.         Ecco. Davanti al Figlio di Dio, si aprono i cieli.    Ecco il battesimo in lui,  apre i cieli.   Si squarciano i cieli.  E appaiono i cieli.   E scendono i cieli, su di lui.   E si inchinano i cieli,  davanti a lui.

E lo Spirito discendere su di lui.        Ecco il segno di Dio.   Ecco il segno che è Dio.    Scende lo Spirito Santo.   Viene lo Spirito Santo.  Si posa su di lui.    Te lo dice lui.       Te lo indica lui.   Che è Dio.

Come colomba.    È lo Spirito di Dio. Non è una colomba.  Come una colomba scende, viene dal cielo. Appartiene al cielo. Si muove nel cielo e tocca la terra. E ritorna al cielo.

E venne una voce dal cielo.    Dove ci sta Gesù,  ci sta la Trinità.  Ci sta tutto Dio. Ci sta anche il Padre.    È la voce del Padre.   Che te lo dice. Che te lo indica. Che te lo garantisce.   Chi è.

 

Tu sei  il Figlio mio.    Ecco chi è Gesù.   Ecco in chi entri,  nel battesimo.  Ecco in chi ti immergi, nel battesimo.   Ecco in chi stai, nel battesimo.    Nel Figlio di Dio. In Dio.   E in lui,    diventi  anche tu,  figlio di Dio.

L’amato.    Ecco in chi entri, nel Figlio di Dio.  Nell’amore del Padre. Nell’amore di Dio. Vivo e vero.   E diventi anche tu,  amato da Dio.

In te ho posto il mio compiacimento.    Ecco in chi stai.  Nel Figlio di Dio. Che ha fatto quello che gli ha chiesto il Padre. Che ha compiuto la missione che gli ha dato il Padre. Che ha compiaciuto il Padre.    Che è la soddisfazione del Padre.   Che è la gioia del Padre.

 

E diventi  anche tu.                                                                                                              Gioia  di Dio.

 

 

 

 

L’Epifania del Signore

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”».  Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».   Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

 

 

L’Epifania.    Si vede, appare, compare. Si manifesta, si svela, si rivela,   che è il Signore.   E chi è  il Signore Gesù.       E tu,  chi sei ?

 

Erode.

Lo vuoi fare tu, il re. L’unico re.   Anche se stai nascosto. Anche se fai di nascosto. Anche se trami di nascosto.  Sei al buio.     E su di te,  non ci sta la stella.

E se qualcuno cerca Gesù.   Crepi d’invidia. Schiatti di invidia.   Perché deve cercare solo te.  Deve venire solo da te.  Deve tornare da te.    Ma su di te, non brilla la stella.

E se ci sta un re,  oltre te, più di te.    Crepi di gelosia. Non ci può stare.  Non ci deve stare.  E lo fai fuori.   E fai fuori tutti i bambini che nascono. Anche prima che nascono. Perché sono come lui.  Perché portano a lui.  E parlano di lui.   Ma Dio non lo spegni. Sei tu,  che ti sei spento da solo.   E rimani al buio. Senza stella.

 

I Magi.

Quella stella, è il dito di Dio.   Che ti porta da lui. Che ti indica lui.  Che si posa su di lui.

Al vedere la stella provarono una gioia grandissima.      L’avevi persa la stella.  E non la vedevi più.     La cercavi nei posti sbagliati.  E non la trovavi più.    Ora sei sulla strada giusta.   Ed è tornata.

Videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono.    Lo sai che è Dio.   E ti inginocchi davanti a lui. Solo davanti a lui ti inginocchi.  E ti getti ai suoi piedi. Solo davanti a lui ti getti ai suoi piedi.    E lo adori.  Solo Dio, adori.

Aprirono i loro scrigni.         Davanti a Dio,  apri il tuo cuore.   La parte più profonda.    La parte più nascosta. La parte più preziosa.    Del tuo cuore.

 

E gli offrì in dono oro.     Ecco chi è Gesù.  È il Re. Il Re dei Re.  Il vero Re. L’unico Re. Il vero oro. Il vero tesoro.    Lascialo diventare,  il Re del tuo cuore.   Il tuo oro. Il tuo tesoro.   E nessuno te lo porta via.

Incenso.         Ecco chi è Gesù.  È il Signore.  È Dio.    È il vero Signore,  e il vero Dio. L’unico Signore e l’unico Dio.   L’incenso è il profumo di Dio. È il segno di Dio.  Lascialo diventare il tuo Signore. E il tuo Dio.     E diventa anche tu incenso.  Profumo di Dio.

Mirra.      Ecco chi è Gesù.  È il Salvatore.  L’unico, vero Salvatore.   La mirra è il dolore. È il sacrificio della croce.  È la morte sulla croce.   Ma è la morte del male e della morte. E salva dal male dalla morte.      Metti il tuo dolore ai suoi piedi.  Mettilo nel suo dolore. Mettilo nella sua croce.  E non è più dolore. E non è più morte.   E risorgi con lui e in lui. Per sempre.

 

Ecco cosa è venuto a fare, Gesù.    Ecco cosa devi fare.    Ecco perché ci devi andare. In quella capanna.

Perché lì c’è  Gesù.                                                                                                        Dio  che ti salva.

 

 

 

 

 

 

In principio era il Verbo

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita   e la vita era la luce degli uomini;  la luce splende nelle tenebre   e le tenebre non l’hanno vinta.   Venne un uomo mandato da Dio:   il suo nome era Giovanni.  Egli venne come testimone  per dare testimonianza alla luce,   perché tutti credessero per mezzo di lui.  Non era lui la luce,  ma doveva dare testimonianza alla luce.  Veniva nel mondo la luce vera,  quella che illumina ogni uomo.  Era nel mondo  e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;  eppure il mondo non lo ha riconosciuto.  Venne fra i suoi,  e i suoi non lo hanno accolto.  A quanti però lo hanno accolto  ha dato potere di diventare figli di Dio:  a quelli che credono nel suo nome,  i quali, non da sangue  né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.                                           E il Verbo si fece carne  e venne ad abitare in mezzo a noi;  e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito  che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.  Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me  è avanti a me, perché era prima di me».  Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia.  Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,  la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.     Dio, nessuno lo ha mai visto:  il Figlio unigenito, che è Dio  ed è nel seno del Padre,  è lui che lo ha rivelato.

 

 

In principio era il Verbo,   e il Verbo era  presso Dio,   e il Verbo era Dio.                         E per te,  Gesù,  cosa è ?

 

Una parola.

Lo hai ridotto  a una parola,   Gesù.      Ne hai fatto una parola.   Una semplice parola.   Una sola parola.  La tua parola.     Ma non è Gesù.

E gli altri,  li riempi con la tua parola.    Possono dire solo la tua parola.   Li fai diventare  la tua parola.   Ci deve stare solo la tua parola.       E ti fai i tuoi.  Come la tua parola.   Ma non è Gesù.

E il Figlio di Dio,   non lo hai riconosciuto.    Perché non è una parola.    E lo hai rifiutato. Perché non è una tua parola.      E non lo hai voluto.  Perché è Dio.   E Dio non sei tu.    Ma  è Gesù.

 

Dio.

Gesù è il Verbo. È Dio.  È la Parola di Dio in Persona.  È la Parola di Dio fatta Persona. È la seconda Persona della Trinità.

 

In principio era il Verbo.    Ci sta fin dal principio.  Dal principio del tempo.  Prima di ogni tempo. Prima del tempo.   Ci sta dall’eternità.

E il Verbo era presso Dio.     E stava presso Dio.   Stava già alla destra di Dio.  Era già alla destra del Padre.   Da sempre.

E il Verbo era Dio.     Ecco cosa è Gesù.  È il Figlio di Dio.  È Dio.  Non è uno qualsiasi.  È Dio.   Non è una parola qualsiasi.  È Dio.   Vivo e vero.

Tutto è stato fatto per mezzo di lui.      È reale.   La realtà l’ha fatta lui.   È stata fatta per mezzo di lui.  Passa da lui. Passa per lui.     Esiste solo in lui.  Esiste solo per lui.

Senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.      E senza di lui,  tutto quello che esiste non ci sta.     E senza di lui,  tutto quello che esiste,  non si tiene.    E senza di lui,  tutto quello che esiste,  non esiste.     Neppure tu.

 

È il Verbo si è fatto carne.     Ecco cosa è entrato nella carne.  Ecco cosa entrato nella tua umanità.     Il principio di tutto  Anche di te.    La radice di tutto. Anche di te.

E venne ad abitare in mezzo a noi.     Ecco chi è venuto sulla terra.  Ecco cosa è sceso sulla terra.  Il Signore del cielo e della terra.    Ed è venuto per stare con te. In te. Per te.

A quanti lo hanno accolto da Dio sono stati generati.   E lo accogli.  Perché lo riconosce il tuo cuore.    Lo sente il tuo cuore.   Che è il suo Signore.    Che è lui che lo ha fatto.  Lo ha impresso,  lo ha stampato in fondo al cuore.    Il suo Signore e il suo Dio.

 

Nessuno lo ha mai visto Dio,   il Figlio unigenito che è Dio    ed è nel seno del Padre.   Ecco chi è Gesù.   È il Figlio di Dio.  È Dio.   E sta nel seno del Padre.  E sta nel Padre.  E sta dentro al Padre.    E lui lo sa chi è il Padre.  Solo lui lo sa chi è il Padre.

è lui che lo ha rivelato.   Solo lui lo conosce. Solo lui te lo fa conoscere. Solo lui te lo svela. Te lo rivela.    Solo lui ti dice chi è il Padre.  Solo lui ti dice, cosa dice il Padre.  Solo lui ti da, quello che ti da il Padre.      Solo lui ti porta il Padre.    Solo lui ti porta      al Padre.

Ecco,  il Figlio di Dio, in sé.                                                                                               Unisce te e il  Padre.                                                                                                          Ecco   il Natale.

 

 

 

 

 

 

La presentazione al Tempio

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

 

Simeone, mosso dallo Spirito, si recò al Tempio, e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù,  anche egli lo accolse tra le braccia”.        E tu,  ci vai al tempio ?

 

Non ci vai.

Ti dicono che non serve che ci vai.    Ti dicono che è meglio che non ci vai.  Ti tengono fuori. Ti tengono lontano.   Se lo sono preso il tempio di Dio.    Ma Dio,  no.

Non ce le vogliono le persone,  al tempio.    Non le fanno entrare.   Gli dicono che è pericoloso. Che ci possono morire.   Lo vogliono vuoto. E lo tengono vuoto.   Come la loro anima.

Pure a Dio,    gli hanno levato il tempio.  Gli hanno levato il posto.    Lo hanno messo da una parte, in  disparte, in un angolo. Nascosto.     E al centro ci stanno loro.  Al posto di Dio.    E si sono presi il tempio di Dio.  E ci fanno quello che gli pare.      Ma Dio è Dio.    E non te lo possono levare.

 

Ci vai.

Come Simeone, ci vai.   Come Simeone ti fai portare dallo Spirito.  Ci vai con lo Spirito Santo.   Per accogliere tra le tue braccia,    il Figlio di Dio.

 

Aspettava la consolazione d’Israele.    Ecco cosa è  il Figlio di Dio.   È la consolazione.  È la tua consolazione.   Sono le braccia di Dio che ti accolgono.   Che ti raccolgono. Che ti stringono. Che ti tengono.   E ti consolano.

Lo Spirito Santo era su di lui.      Non ci stai senza lo Spirito Santo.  Non ci vuoi stare senza lo Spirito Santo.   Hai scelto lo Spirito Santo.  E lui ha scelto te.

Lo accolse tra le braccia e benedisse Dio.     È lo Spirito Santo che ti dice,  chi è Gesù.  È lo Spirito Santo che te lo fa accogliere.  Che te lo fa tenere.  Che te lo mette tra le braccia.

I miei occhi hanno visto la tua salvezza.        Ecco chi è Gesù.  È la salvezza del Padre.  È la salvezza che ti ha mandato il Padre   È la salvezza che aspettavi.

Luce per rivelarti alle genti.     Ecco chi è Gesù.  È la luce di Dio.  È la luce che ti fa vedere Dio.  È la luce che ti rivela Dio.

E gloria del tuo popolo Israele.    Ecco chi è Gesù.  È la gloria di Dio.   È la gloria del Padre.   È la gloria del popolo di Dio.  È la tua gloria.

Ecco, egli è qui per la caduta e la resurrezione di molti.     Ecco cosa è venuto a fare.   A far cadere, mandare giù,  chi è contro Dio.  E a tirare su, a tirare fuori, a far risorgere,  chi è in Dio.  E in lui.

Come segno di contraddizione,  affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.    È segno di contraddizione perché davanti a lui,  i cuori devono prendere posizione.     O con Dio, o contro Dio.       E si vede, e si scopre chi lo è veramente.    Vengono fuori tutti i segreti più nascosti.    Tutti gli inganni, tutti gli imbrogli, tutte le falsità,  tutte le malvagità.  Vengono alla luce.      E si capisce da che parte stanno.

 

Si mise anche lei a lodare Dio,   e parlava a tutti del bambino.    Come Simeone e Anna. Anche tu,  guarda quel bambino.    E riempiti gli occhi di quel bambino.  Riempiti gli occhi di Dio.    E alza gli occhi al Padre.  E benedici il Padre.  Perché ti ha dato il Figlio.

E vai a dirlo a tutti.    Vai a dire a tutti quello che hai visto.    Vai a dire a tutti quello che hai sentito.    Vai a dire a tutti quello che hai provato.    Vai a dire a tutti chi è arrivato.

Il loro Signore.                                                                                                                   E il Salvatore.

 

 

 

 

 

 

È nato il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»

 

 

“Oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”.    E chi è,  il tuo Salvatore ?

 

Un altro.

Ti fanno credere che  il Salvatore sei tu.    Che ce la fai da solo.  Che lo puoi fare da solo. Che basti da solo.    Ma non cantano gli angeli. E non si aprono i cieli.

Ti fanno credere che il Salvatore è un altro.   E ti fanno inginocchiare a un altro.  E ti fanno adorare un altro. E ti fanno cantare a lui.   Ma non ti salva. E ti fa schiavo di più.  Come lui.

Ti hanno levato  Dio Salvatore.   Ti hanno levato Cristo Signore.   Così non ti può salvare. Ti chiudono. Ti isolano. Anche da Dio.   Così non ti può liberare.  Ma Dio  è Dio.   E ci sta uguale. Nonostante loro.   E ti salva. Nonostante loro.   E ti apre il cielo.    A te. Non a loro.

 

Cristo Signore.

È il Figlio di Dio. È Dio.  L’unico Salvatore.   Quello vero. Quello sicuro. Quello per sempre. Ed è venuto dal cielo.   Per te. Oggi.

 

Vegliavano tutta la notte.      Anche tu sei nella notte.   Anche tu stai nel buio.   Anche tu   sei immerso nel buio.    E non vedi la luce.

Un angelo del Signore si presentò a loro   e la gloria del Signore li avvolse di luce.    Ecco  la luce.   L’unica luce che ti leva il buio.   L’unica luce che vince il buio.  L’unica luce che porta via tutto il buio.   La luce della gloria di Dio.

Non temete.       Non avere paura.  Non avere più paura.    È finito il tempo della paura.  Ora è il tempo della gioia.

E nato per voi un Salvatore.       Ecco chi è venuto. Il Salvatore.  Il tuo Salvatore.  Quello che speravi. Quello che sognavi. Quello che invocavi.

Che è Cristo Signore.    Non è uno qualsiasi.  È il Figlio di Dio. È Dio . È il Signore del cielo e della terra. Ed è venuto sulla terra. Per te. Oggi.

Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.     Ecco  il segno.     Dio ha messo la sua grandezza, nelle cose piccole.   Dio ha messo la sua ricchezza, nelle cose povere.   Dio ha messo la sua gloria, nelle cose umili.    Così la puoi trovare.

 

E apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste.    Ed ecco si aprono i cieli. Solo il Figlio di Dio,  li apre i cieli.    E cantano gli angeli.   Solo a Dio, cantano gli angeli.

Gloria a Dio nel più alto dei cieli   e sulla terra pace agli uomini,  che egli ama.     Canta anche tu con loro.    Canta la gloria di Dio.  Lasciala suonare, risuonare, lasciala arrivare in alto, nel più alto dei cieli.   Davanti a Dio Padre.

 

Perché è lui,   che ti ha dato  il Figlio.                                                                                  Ed è lui,   che ti ha salvato.

 

 

 

 

 

 

L’ Annunciazione


In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».  Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

Allora Maria disse:   “Ecco la serva del Signore:  avvenga per me secondo la tua parola”.     E tu,  che dici ?

 

Dici  no.

Dici no   alla tua anima.      L’hai soffocata.  L’hai negata.  L’hai calpestata.    E non ha più la voce.   Per rispondere al suo Dio.

Dici no   all’anima degli altri.      L’hai chiusa, rinchiusa, svuotata,  imbavagliata,  sigillata,  la loro anima.     E non ha più occhi.  Per vedere il suo Dio.    Figurati rispondere.

Dici no   a Dio.     Lui ti ha fatto.  Lui ti ha detto di si.    E tu gli dici di no.  Cancelli  il suo sì. E cancelli anche il tuo.   E non ci sta più il tuo si.  E non ci stai più tu. Ti sei negato da solo. Sei diventato  un No.    Un no, vivente.   Un no, per sempre.

 

Dici sì.

Come Maria,   dici sì,  a Dio.   Rispondi di sì,  al tuo Dio.    E diventi un Si.  Un Si, vivente. Un Si, per sempre.

 

Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.  Non riguarda solo Maria. Riguarda anche te.    Come Maria e in Maria,  ci stai anche tu.   Anche tu ci stai, dentro a quel concepimento.    Anche tu ci stai,  dentro a quel momento.

Come avverrà questo perché non conosco uomo.       Non pensare  nel modo umano.  Non guardare nel modo umano.     Dio è di più.  È molto di più.     E li passa e li sorpassa  i confini umani.      E fa le cose come Dio.    Perché è Dio.

Lo Spirito Santo scenderà su di te.      Ecco come fa Dio.   È lui stesso.   È il suo Spirito che scende su Maria.   È il suo Spirito che concepisce Gesù.  È il suo Spirito che fa Gesù.

E la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.         È la potenza  dell’Altissimo che scende  su Maria.      È  il Padre,  che fa il Figlio.      E lo Spirito Santo, con il Padre,  portano il Figlio.  E fanno il Figlio.      E c’è il Figlio.  Perché c’è la Trinità.

Colui che nascerà sarà chiamato Figlio di Dio.    Ecco chi è  quello che nasce.  È il Figlio di Dio.   È Dio.    Nasce. Si incarna. Diventa carne.  Diventa concreto. Diventa visibile.    Ma rimane sempre Dio.   Ed è Santo.

Ecco Elisabetta.        Come Elisabetta.    Quando  sei sterile.    Quando tutto si chiude. Tutto si ferma. Tutto si blocca. Tutto si perde.  Tutto finisce.     Arriva Dio.   E cambia tutto.

Nulla è impossibile a Dio.     Dove è più difficile, opera Dio.  Dove è impossibile, opera Dio.  Dove è impensabile,  ci pensa Dio.     Così si vede che è Dio.   Che c’è Dio.   Che fa Dio. Che vuole Dio.

 

Ecco la serva del Signore.        È il Si,  di Maria.    Ma è anche il tuo si.     Si, ci sto.  Si, lo voglio.   Si, sono d’accordo.  Si, davvero.   Si, subito. Si, ora. Si, sono pronto.   Eccomi.

Avvenga per me secondo la tua parola.     Si, venga.  Si, avvenga.   Si, si faccia.  Si, si compia.   Quello che hai detto.    Si,  faccio quello che vuole Dio.  Si,  come vuole Dio.    Si,  perché lo vuole Dio.    Si,  a Dio.

E nasci anche tu.                                                                                                                 Con Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni battista

Venne un uomo mandato da Dio:  il suo nome era Giovanni.  Egli venne come testimone  per dare testimonianza alla luce,  perché tutti credessero per mezzo di lui.  Non era lui la luce,  ma doveva dare testimonianza alla luce.  Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».    Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».    Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

 

 

Quelli inviati,  venivano dai farisei.     Essi lo interrogarono e gli dissero:   “Perché dunque tu battezzi,   se non sei il Cristo, né Elia, né il Profeta ?”          E tu,  chi sei ?

 

Quello che vogliono loro.

Sei quello  che vogliono loro.    Sei quello che dicono loro.     Non sei, se non vogliono loro. Non sei,  se non lo dicono loro.     Sei loro.

E gli altri sono quello che dicono loro.      E gli altri sono  quello che impongono loro.   E gli altri sono quello che modellano loro.   A misura loro.  Sono loro.

E anche Dio lo fanno come loro.   Lo costruiscono come loro.  Lo aggiustano come loro.   Se lo modellano a modo loro.    Se lo cambiano a modo loro.       E Dio  non è più Dio.      Ci sono loro  al posto di Dio.        Ma non sono Dio.   E non sono più, nemmeno loro.

 

Quello che vuole Dio.

Non stai nella testa loro.  Stai nella testa di Dio.    Non sei quello che dicono loro. Sei quello che dice Dio.     Non fai quello che vogliono loro.   Fai quello che vuole Dio.

 

Io sono voce di uno che grida nel deserto.      Sono voce. Non sto zitto.  Sono grido. Non parlo piano.     Nel deserto del cuore, suono, risuono.    Sono grido. Per farmi sentire.

Rendete diritta la via del Signore.        L’hai storta,  la via del Signore.  L’hai distorta. L’hai contorta. L’hai deviata.  L’hai portata via da lui. Non è più sua.     Gliela ridai. Gliela rifai. Gliela rendi.     La fai tornare diritta.  La fai tornare retta.  La fai tornare giusta.

Io battezzo nell’acqua.      La fai tornare pulita.   La devi lavare. Gli devi levare quello che la sporca.  Quello che la blocca.  Quello che la chiude.

 

In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me.  Mi ha mandato prima,  per dirvelo.  Per farvelo sapere.  Per farvelo guardare.     Ecco rivolgetevi gli occhi, a lui.    E non c’è più paura.  E non ci sono più le lacrime. E non c’è più il pianto.  E non c’è più l’angoscia.   E non ci sono più le catene.

A lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo.   Perché lui è il Signore.  Lui è Dio. Lui è il Salvatore.    Quello che aspetti.  Quello che sogni.  Quello che invochi.  Quello che implori.

Colui che viene dopo di me.      Quello che viene.   È il Salvatore  che viene a salvarti.       A liberarti.  A risollevarti.  Ad innalzarti.      A portarti ancora più in alto di prima.

 

Quello che viene.                                                                                                                    È il Paradiso  che ti viene incontro.                                                                                          Ecco  il Natale.

 

 

 

 

 

L’ Immacolata Concezione

Prima lettura.   [Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Allora il Signore Dio disse al serpente: «Poiché hai fatto questo, maledetto tu fra tutto il bestiame e fra tutti gli animali selvatici! Sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno».  L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché ella fu la madre di tutti i viventi.

Vangelo.   In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».  Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

 

“Hai forse mangiato dell’albero  di cui ti avevo comandato di non mangiare?”                        E tu,   a chi assomigli ?

 

A Eva.

Lo mangi,     il frutto dell’albero del bene e del male.      Lo fai tuo.   Il frutto dell’albero del bene e del male.    Lo fai tuo, l’albero del bene e del male.    Lo fai tuo, il bene e il male.

E lo passi agli altri.  Il frutto dell’albero del bene e del male.    Gli fai mangiare, il tuo frutto del bene e del male.    Li nutri,  con il tuo frutto  del bene del male.     E diventano tuoi.

E anche a Dio,  lo levi  l’albero del bene e del male.     Lo decidi tu, qual è il bene e il male. Non Dio.   Lo sai tu, quale è il bene e il male. Non Dio.  Lo fai tu. il bene e il male.  Non Dio.  Lo crei tu il bene e il male. Non Dio.    Vuoi stare tu, sopra a Dio.   E cadi giù.  E precipiti giù.     Negli inferi.

 

A Maria.

Non lo tocchi,    l’albero del bene e del male.     Perché  è di Dio.      Lo rispetti l’albero del bene e del male.   Come vuole  Dio.         Lo sa Dio,   che cosa è bene  e cosa è male.     Non tu.      È roba di Dio,   il bene e il male.      Non tua.

 

Come Maria.        Scegli Dio.      Scegli il bene   che viene da Dio.      Non scegli il male.  Che ti porta via da Dio.     Non scegli il male,  che ti leva Dio.

Come Maria.        Sei puro.      Non sei caduto nel tranello.   Non sei caduto nell’inganno. Che ti fa credere,   che puoi stare  senza Dio.

Come Maria.       Sei puro.   Non sei caduto nella menzogna.  Non sei caduto nella falsità. Che puoi essere  come Dio.

Come Maria.      Sei puro.   Non sei caduto nell’invidia.  Verso Dio.   Non sei caduto nella   presunzione,  di stare sopra a Dio.

Come Maria.      Sei puro.     Non lo abbassi Dio.      Ma abbassi il male.  Lo  combatti. Te lo metti sotto i tuoi piedi.  Lo calpesti. Lo pesti.   Lo spezzi. Lo stacchi.   Lo schiacci.   Con Maria.

 

Come Maria.       Sei puro.    Scegli Dio.     E viene il suo Angelo.   Che ti porta Dio.   Quello vero.    Dio vero.  Dio Santo.  Dio Puro.    Dio Immacolato.

Come Maria.

 

 

 

 

 

 

Voce che grida

 

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.  Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.  Voce di uno che grida nel deserto:  Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri»,  vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.   Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.   Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

 

 

Voce di uno che grida  nel deserto.      E tu,  che sei ?

 

Muto.

Sei zitto.    Muto. Sigillato.       Non parli.  Non fiati.      Non ti scappa manco una parola. Non dici manco una parola.    Non sei manco parola.     Figurati  grido.

E gli altri   li tieni zitti.   Muti.     Gli chiudi la parola.  Gli blocchi la parola.   Gli levi la parola. E non sono più parola.    Figurati  grido.

E anche a Dio   gli levi la parola.       E non lo fai  manco arrivare.   Non gli apri la strada. Gli blocchi la strada.  Gli chiudi la strada.      Gli blocchi la casa.   Gli chiudi la sua casa. Ma sei tu che ti sei bloccato.     E ti sei sbarrato la strada.  Che porta a Dio.

 

Grido.

Non ce la fai a stare zitto.    Non ce la fai a stare muto.     E diventi voce.  E diventi parola. E diventi grido.     Che suona. Che risuona. Che scuote.     Che sveglia.  Il cuore.

 

Mando il mio messaggero.    Sei tu,  il messaggero.  Dio l’ha dato anche a te il messaggio. Da portare. Da annunciare. Da proclamare.  Da gridare.   A tutta voce.  Con tutta la voce. Che hai.    Che sta per venire  il Figlio di Dio.     Che viene  Dio.

Preparate la via del Signore.       Se lo vuoi far passare,  devi preparargli la strada.   Devi fargli la strada.   Nel tuo cuore.    Devi dargli la strada.    La sua strada.  Non la tua.

Raddrizzate i suoi sentieri.       L’hai intasata   la sua strada.    L’hai storta.  L’hai distorta. L’hai deviata.   L’hai portata altrove.     La devi cambiare.  Deve tornare diritta. Deve tornare retta.     Deve tornare la sua.  Non la tua.

E si facevano battezzare da lui.      Ecco che devi fare.    Levare.  Lavare, i tuoi peccati.  Se ci stanno, Gesù non ci può entrare.  Non ci può passare.    Nel tuo cuore.

 

Viene colui che è più forte di me.     Ecco chi deve arrivare.  Colui che è più forte e potente. Di tutto il male.    Solo lui lo può levare.   Tutto il male che ti fanno.   Ecco che viene a fare.

Io non sono degno.    Davanti a lui, io sono piccolo.   Sono nulla.    Perché lui è  il Signore. È il Figlio di Dio.  È Dio.    È tutto.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo.     Ecco che viene a fare. Ti battezza nello Spirito Santo. Ti lava nello Spirito Santo.    Ti purifica nello Spirito Santo.    Ti fa puro nello Spirito Santo.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo.    Ti immerge nello Spirito Santo. Ti ricopre con lo Spirito Santo.   Ti riempie dello Spirito Santo.     Ti consacra con lo Spirito Santo.    E ti fa santo.  E ti fa  sacro.     E ti fa  di Dio.            Di più,  non c’è.

 

Ecco  chi  sta per arrivare.                                                                                                   Chi   ti porta  il Paradiso.                                                                                                           E nessuno,   te lo può levare.

 

 

 

 

 

 

Vegliate !

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:   «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.   Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.    Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

 

 

È come un uomo  che è partito dopo aver lasciato la propria casa,   e dato il potere ai suoi servi,   a ciascuno il suo compito,  e ha ordinato al portiere di vegliare.       E tu, che fai?

 

Dormi.

Hai chiuso  gli occhi.    Hai chiuso il cuore.       Sei diventato pietra.    E non hai più occhi.    E non hai più mani.  E non hai più cuore.      Come fai ad aprire la porta a Dio?

E anche gli altri,  li hai fatti diventare  pietre.      Da contare,  da misurare,  da manipolare. Da possedere.   Da usare. Da lanciare. Da gettare.  Da scartare.   Come fanno ad aprire la porta a Dio?

E ti sei preso pure  la casa di Dio.   E ti sei preso i servi di Dio.    Ti sei fatto tu il padrone. È a te,  che devono aprire.    È a te, che devono aspettare.   Sei tu,  che devi arrivare.    Non Dio.     E la chiudi  la porta a Dio.     Ma è Dio,   che la chiude  a te.

 

Vegli.

Quello che apre la porta,  sei tu.   La porta del tuo cuore, sei tu.   La apri tu,  a Dio.  È il tuo sì, a Dio.       Se vegli dici di si,  prima che viene.   È il tuo si,  prima che viene.   È il tuo sì.   A Dio che viene.

 

È partito dopo aver lasciato la propria casa.       La sua casa  è il Regno di Dio.   È  il suo. Te lo ha lasciato per farti entrare.   Per farti restare.  Per farti stare con lui.

E dato potere ai suoi servi.        Ecco chi sei.  Non sei il padrone.    Il Padrone è lui.  È Dio. E tu sei  il servo,   e devi stare al tuo posto.

Ciascuno secondo il suo compito.        È Dio che ti da un compito, da fare.  Ti ci ha messo per quello.   Ti ci ha lasciato per quello.  Ti ci tiene per quello.

Ciascuno secondo il suo compito.     È quello che vuole Dio,  per te.  È quello che chiede Dio, a te.   Lo puoi fare solo tu. Lo può portare a termine solo tu. Lo puoi realizzare solo tu. Non lo puoi delegare.  Non lo puoi rimandare.  Non lo puoi relegare.

Non sapete quando il padrone di casa tornerà.  Ti conviene farlo subito. Cominciare subito. Non sai se hai tempo.   Non sai quanto  è il tempo.  Che ti resta.

 

Vegliate.       Sto sveglio Signore.  Non vedo l’ora che vieni.  A salvarmi dal buio. A portare via il buio.   A vincere il buio.   A spezzare il buio   A stroncare il buio.   A fare sparire il buio. Dal mio cuore.   E dal cuore dei miei fratelli.

 

Vieni  presto,  Signore Gesù !