Il granello di senape

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».  Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».  Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

 

“Così è il regno di Dio:   come un uomo  che getta il seme sul terreno;   dorma o vegli,      di notte o di giorno,   il seme germoglia e cresce.  Come, egli stesso non sa.   Il terreno produce spontaneamente   prima lo stelo,   poi la spiga,   poi il chicco pieno nella spiga.”      E tu,   che seme  sei ?

 

 

Marcito.

Ti fanno credere   che sei un seme marcito.    Ti ci fanno diventare loro,  un seme marcito. Ti vogliono loro,   come seme marcito.     Così non dai frutto.   Come loro.

Ti fanno credere   che sei un seme cattivo.      Ti fanno diventare loro,  un seme cattivo.    Ti vogliono  come un seme cattivo.     Così dai  frutti cattivi.    Come loro.

Ti strappano    pure Gesù.    Ti sradicano  pure Gesù.      E sradicano pure te,  da lui.   E strappano pure te, da lui.   Così ti secchi subito. Così ti pieghi subito. Così ti spezzi subito.  Ma sono loro,   che si sono seccati.     Sono loro,   che non sono più semi.   Che non sono mai stati semi.    Nella mano di Dio.

 

 

Un granello di senape.

Sei un granello di senape.      Piccolo.  Tanto piccolo,  che nessuno lo vede.     Piccolo, tanto piccolo,  che neppure tu,  ti vedi.     Ma sei  il granello di Dio.   Il granello del Padre.   E in te ci sta il Padre.

 

Così è il regno di Dio:  come un uomo che getta il seme sul terreno.      Ti ha gettato Gesù, nel regno di Dio.    Ti ha seminato Gesù, nel regno di Dio.   Ti ci ha messo Gesù, nel regno di Dio.      Sei venuto dalla mano di Gesù,  nel regno di Dio.

Dorma o vegli, di giorno o di notte.    Ti senti disperso. Ti senti perso. Ti senti abbandonato. Ti senti affondato nel terreno.   Ti senti dimenticato nel terreno.   Ti senti calpestato nel terreno.

Il seme germoglia.         Ma è proprio li,  che germogli.     È proprio li,  che vieni fuori.    È proprio lì,  che viene fuori   quello che ci sta  dentro di te.     Quello che Dio ci ha messo,  dentro di te.

E cresce.         E lo cominci a vedere.  E lo cominci a scoprire.  E lo cominci a capire.    Quello che ci sta dentro di te.    Quello che Dio ha messo,  dentro di te.     Quello che vuole Dio,   da te.

Prima lo stelo.        Nessuno te lo può levare, lo stelo.   È quello che ti tiene.  È quello che ti porta in alto.   È quello che ti fa salire  al Padre.     È Gesù che lo fa.    È Gesù che ti tiene. Anche se non ce la fai.   Quando non ce la fai.    Ti tiene lui.

Poi la spiga.      Nessuno te lo può levare, la spiga.    Viene fuori lo stesso.  Ti scappa fuori lo stesso.      È quello che tiene il chicco.    È quello che prepara il chicco.   È quello che porta il chicco.   Del pane.

Poi il chicco nella spiga.         Ed ecco il chicco.  È il chicco del pane.     È Gesù,   che è    il chicco.   È Gesù, che è il pane.      E ti riempi di lui.   E ti ricopri di lui.   E ti pieghi, per lui. Verso gli altri.    Per darlo agli altri.    Per porgerlo agli altri.      E nutrire gli altri,  di lui.

 

E diventa più grande di tutte le piante.             Eri piccolo.      Ma  non sei più piccolo.   Ci sta Gesù.     È Gesù,  che è grande.      È Gesù   il regno di Dio,   che è grande.    È Gesù  che è Dio,   che è grande.       Più grande  di tutte le altre piante.

E fa rami così grandi.        I rami sono le braccia di Gesù.    Che sono tese,  protese.  Pronte a tenere.   A contenere.   Ad abbracciare,  tutti quelli che lo cercano.

Che gli uccelli del cielo   possono fare il nido  alla sua ombra.        Ecco dove puoi andare. Ecco dove puoi stare.    Ecco dove puoi fare il nido.    Il tuo nido.  La tua casa.  Il tuo posto.  Alla sua ombra,   prendi respiro.     Puoi respirare.

 

Nelle sue braccia,   puoi riposare.

 

 

 

 

 

 

 

Corpus Domini

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».  Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».  I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».  Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

 

 

Prese il pane e recitò la benedizione,  lo spezzò e lo diede loro, dicendo:   “Prendete, questo è il mio corpo”.   Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro:   “Questo è il mio sangue dell’alleanza,  che è versato per molti.”                   E per te,   quel pane,   è il corpo di Gesù ?

 

Non è il suo corpo.

Ti dicono    che non può essere.     Che non ci può stare.  Che non si può fare.    Perché  non lo possono fare loro.    Perché non ci stanno loro.    Perchè  non è,  loro.      Ma loro,   non sono Dio.

Ti dicono    che è a metà.     Se tu lo vuoi.   Se tu lo pensi.  Se tu lo senti.    Dipende da te.   E tu dipendi da loro.   E ti nutri di loro.      Non di Gesù.

Te lo levano,   il corpo di Gesù.      Se lo prendono loro.  Se lo tengono loro.   E non te lo danno.     Come se fosse loro.   Ma non è loro.      E se  te lo devono dare.  Lo sfregiano.    Te lo fanno cadere.   Te lo fanno buttare.   Te lo fanno profanare.     Ma si sono profanati loro.  Da soli.    Per sempre.

 

È il suo corpo.

Dio  ha fatto tutto.  E può fare tutto.   Perché è Dio.      E Gesù  è Dio.    E lo può fare.   Può far diventare quel pane,  il suo corpo.     E quel vino,  il suo sangue.   Vero.

 

Prese il pane e recitò la benedizione.       Non è solo  un pane benedetto.    Non è solo  un segno di croce.   È lo Spirito Santo,  invocato, chiamato,  mandato dal Padre,  che scende e  porta Gesù.     È Gesù   che benedice quel pane.   Ancora. Ora.     È Gesù   che entra in quel pane. Ancora. Ora.     È Gesù che fa diventare quel pane,  il suo corpo.   Ancora. Ora.

Prendete questo è il mio corpo.     Non ha detto.  Facciamo finta che questo è il mio corpo. Non ha detto,   facciamo come se questo è il mio corpo.   Non ha detto. Questo è il simbolo del mio corpo.   Ha detto:  Questo è  il mio corpo.   Questo è.   È  vero. È vivo. È presente. Ora.

 

Poi prese il calice e rese grazie.    A chi rende grazie Gesù?  Al Padre.  Si rivolge al Padre. Ha gli occhi,  negli occhi del Padre.  Ci mette il Padre.  Ci fa entrare il Padre. In quel calice. Ci sta anche il Padre,   in quel calice.

Questo è il mio sangue.    Non è per finta. Non gli assomiglia. Non è simile al suo sangue. Questo è.   È proprio. È vero. È vivo.  È presente. Ora.    Il mio sangue.     È il sangue di Gesù.   Lo stesso sangue di Gesù, che scende dalla croce.  Dalle sue mani, dai suoi piedi trafitti.  Dal suo costato squarciato.    È lo stesso sangue di Gesù.   Di allora.  Ancora. Ora.

Il sangue dell’alleanza.      È il sangue che ti unisce al Padre.   Solo quel sangue ti unisce al Padre.   Ti riporta al Padre.   Solo in quel sangue,  trovi il Padre.   Lo senti il Padre. Solo in quel sangue,  ci sta il Padre.    In quel sangue,   il Padre ti ama,  ti consola, ti abbraccia.  Perché abbraccia il Figlio.   Ti abbraccia  nel Figlio.   Per il Figlio.

Che  è versato.       È quel sangue,  che ti salva.   Solo quel sangue  ti salva.   Solo quel sangue ti asperge.  Ti purifica e ti consacra.   Ti fa sacro.  Ti fa di Dio.   E nessuno te lo può più levare.

Per molti.       Se ci stai dentro.   Se ci entri dentro.   Se lo fai entrare.    Se lo lasci  fare. Se ti fai  fare.

 

È quello il sangue  che sta nel calice.   Che scende nel calice.   Che trovi nel calice della Messa.

E puoi diventare anche tu,   un calice.   Che raccoglie il suo Dio.  Che contiene il suo Dio. Che si riempie del suo Dio.     Un calice,   pieno del suo Dio.

 

Un calice,    colmo  del suo Dio.

 

 

 

 

 

 

 

La SS. Trinità

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.  Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.   Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

 

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”          E per te,   Dio è Trinità ?

 

Non è Trinità.

Hai preso il tuo Dio   e lo hai messo a fianco degli altri dei.     Lo hai messo vicino.  Lo hai messo accanto.  Lo hai messo insieme.  Lo hai messo in fila. Agli altri dei.   Ma non è tuo,  Dio.

Hai preso il tuo Dio  e lo hai cambiato.   Lo hai mischiato.   Lo hai mescolato. Agli altri dei. Lo hai modificato con gli altri dei.   Lo hai sfigurato con gli altri dei.   E non è più,  il tuo Dio.

Hai preso il tuo Dio  e lo hai scambiato.   Lo hai sostituito con altri dei.  Hai cercato altri dei, fuori di lui.   Hai avuto altri dei,  fuori di lui.    Hai voluto altri dei,  fuori di lui.   E li hai adorati, come se fosse lui.    E Dio,  non è più il tuo Dio.     E tu,   non sei più  suo.

 

È Trinità.

Dio è Trinità.    Se non c’è la Trinità,  non è Dio.   Senza la Trinità,  non è Dio.   La Trinità è tutto Dio.   Un solo Dio.  L’unico Dio.

 

Dio è persona.      Non è un Dio  amorfo, impersonale.   Senza volto. Senza nome.  Senza cuore.   Non è un dio  scolpito nella pietra.    Che non vede, che non sente, che non parla.   Non è un vitello d’oro.  Fatto con l’oro degli altri.  Strappato agli altri.   Che gronda il sangue degli altri.

Dio è tre Persone.   Non è una persona sola.  Ma tre Persone.   Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.    Ce lo ha detto Gesù,  che sono tre Persone.    Che ci sta il Padre.   Che ci sta il Figlio, che è lui.   E che ci sta lo Spirito Santo.     E tutte e tre  si sono manifestate,  si sono rivelate, sono apparse,   con lui  e per lui.     Con una voce.  Con un nome. Con un cuore.   Senza Gesù,   non lo avremo mai saputo.   Senza di lui, non lo avremo mai capito.   Non ci saremmo mai arrivati.      Solo Dio conosce Dio.  Solo Dio lo sa.    E Gesù è Dio.

Un solo Dio.         Ce lo ha detto Gesù,  che sono una cosa sola.   Sono tre Persone, ma sono un solo Dio.   Stanno in un solo Dio. Fanno un solo Dio. Insieme.     Dove ci sta una,  ci sta anche l’altra.   Dove è presente l’una, è presente  anche l’altra.    L’una è  per l’altra.   Sono per.       1 × 1 × 1    =  1.

Il vero Dio.     Lo senti che è il vero Dio.    È quello che ti ha fatto.  Quello che hai nel cuore. Quello che hai stampato nel cuore.  Quello che riconosce il tuo cuore.   Quello che ti balza il cuore.  Quello che ti sobbalza il cuore,  quando lo pensi.     Quello che ti canta il cuore. Quello che ti danza il cuore.   Quello che ti scalda il cuore,  quando lo ami.

L’unico Dio.         È l’unico   Dio.    Non ci sta un altro Dio.    Non è uguale  agli altri dei.    Non è lo stesso  degli altri dei.    Non è dentro agli altri dei.    Non ha in sé,  gli altri dei.   Non ci stanno gli altri dei,  in lui.    Non c’entrano gli altri dei,  con  lui.    Tutti gli altri dei, sono fuori di lui.     E non sono lui.       E non sono dei.

 

Salvatore.       È l’unico Dio che ti salva.    È l’unico che è  venuto a salvarti.  È l’unico che ha fatto qualcosa per salvarti.    È l’unico che ha dato la sua vita per salvarti.    Ed era la vita del Figlio di Dio.     Capisci,  quanto vali ?

Il Padre   ha voluto la salvezza.                                                                                                 Il Figlio   l’ha compiuta.                                                                                                          Lo Spirito Santo   te la porta.

 

Amore.        È l’unico Dio  che ti ha ama.    Come hai sempre voluto. Come hai sempre sognato. Come hai sempre sperato.   Un amore sicuro.   Un amore totale.   Un amore completo.   Senza confini.  Senza fini.  Senza fine.    Un amore per sempre.  Che ci sta sempre.  Che non finisce mai.  Che non ti lascia mai.    Che non perdi mai.    Un amore    di più.   Sempre di più.

Il Padre ama il Figlio.                                                                                                                Il Figlio ama il Padre.                                                                                                              Lo Spirito Santo è   l’  Amore tra il Padre il Figlio.    Del Padre  e del Figlio.    

È l’ Amore di Dio  in Persona.

È  la Trinità   di Dio.                                                                                                                   Che viene    in te.

 

 

 

 

 

 

La Pentecoste

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.  Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 

 

Gesù disse:   “Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre,  egli vi darà testimonianza di me.”       E tu,  da che parte stai ?  Dalla parte della verità,   o della menzogna ?

 

 

Della menzogna.

 

Non la dici  la verità.     Non la dici proprio.  Non lo vuoi proprio.    Dici il contrario.  Fai il contrario.   Perché stai al contrario.    Da un’altra parte. Al suo opposto.   Anche te.

La levi  la verità.    La mescoli,  con il suo contrario.   La confondi.  La cambi.  La scambi. Te la sei venduta. L’hai tradita. L’hai rinnegata.   L’hai ferita.       Ma hai ferito.  Solo te.

La neghi   la verità.      E neghi pure Gesù,  che te la da.     E lo Spirito,  che è verità.  Non si deve dire.  Non se ne deve parlare.  Non ci deve stare.    Perché  si scopre,  chi sei tu. Perché si vede,  chi sei tu.    Perchè viene  fuori,  quello che sei tu.      Che sei  tenebra.  Che sei  buio.   Che sei  menzogna.      E che hai mentito.   Pure a te.

 

 

Della verità.

 

Lo Spirito  della Verità.      Non è il tuo spirito.  Non è la tua verità.      È lo Spirito  di Dio.     È lo Spirito Santo.     È la terza Persona  della SS. Trinità.

 

Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre.  Ecco chi te lo da,  lo Spirito Santo. Te lo da  Gesù.    Te lo da, dal Padre.   Dopo che è salito al Padre.  Dalla parte del Padre. Alla destra del Padre.   Te lo da,  con il Padre.

Lo Spirito della verità che procede dal Padre.     Ecco da dove viene.  Ecco da dove esce. Ecco da dove parte.   Dal Padre.  Dal cuore del Padre.   Ecco che cosa è.    È lo Spirito del Padre.   E lo Spirito del Figlio.     Lo Spirito di Dio.

 

Quando verrà lui, lo Spirito della verità.      Ecco cosa è  lo Spirito Santo.    È lo Spirito della verità.     Ecco dove sta  la verità.     Ecco dove è posta.   Ecco dove è riposta   Ecco dove dimora.   Ecco dove la trovi.     Sta  in Dio.   È di Dio.   È Dio.    E nessuno te la può levare.  E nessuno la può cambiare.   E nessuno la può avere.   E nessuno la può possedere.   E nessuno la può violare.   E nessuno la può fermare.

Vi guiderà a tutta la verità.        Ecco da chi devi andare.   Se vuoi la verità.    Dallo Spirito della verità.      Ecco chi devi seguire.  Ecco chi devi sentire.   Ecco da chi ti fai portare.  Ecco chi  te la fa trovare.      Non sei tu.  Non è un altro.    Non te la da  nessun altro.   Lo Spirito della verità,  te la da tutta.      Davanti a lui tutta la verità  scappa fuori.   Salta fuori. Esce fuori.   Si scopre, si svela, si rivela.     Riconosce il suo Signore.   È attirata dal suo Signore.

Prenderà da quello che è mio e velo annuncerà.      Solo lo Spirito della verità,  sta in Dio. E conosce Dio.   La verità di Dio . Di tutto Dio.    Solo lui te lo può passare.  Solo lui te lo può dare.   Solo lui,  te lo può portare.     E ti porta il Figlio.  E ti porta il Padre.   E la gloria del Figlio  e la gloria del Padre.

 

E sgorga dal cielo.   E scende dal cielo.   E viene su di te.  E si posa su di te.

E ricompone,   le tue ossa spezzate.

 

 

 

 

 

 

Ascensione del Signore

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno». Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.  Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

 

 

 

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro,  fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.  E tu,  dove ti metti ?

 

 

In alto.

 

Lo vuoi fare tu,   l’elevato.     Ti senti tu, l’elevato.    E ti elevi da solo.  E sali da solo.  E ti innalzi da solo.  Al posto di Gesù.     Ma sei caduto. Già.     E sei precipitato. Giù. Ancora. Ora.

E gli altri,    li metti sotto di te.     Li vuoi sotto di te.  Ai tuoi piedi.  In basso.    Ma sei tu,  che sei più  in basso di loro.    E te li tiri  giù.   Li trascini  giù.    In basso.  Con te.

E pure a Gesù,  lo tiri giù.     Non lo fai salire.   Lo lasci a terra. Lo butti a terra.  Lo incolli alla terra. Lo attacchi alla terra.  Così non si può elevare.   E rimani solo tu. Al posto suo. Ma sei tu,   che hai toccato il fondo.    Ti sei sfracellato al fondo.   Sei tu, che stai incollato al fondo.  Incastrato al fondo.    Sei tu,  che sei diventato fondo.   E il sottofondo.  Ancora. Ora.

 

 

Ai piedi di Gesù.

 

Stai ai piedi di Gesù.   E guardi Gesù, che viene elevato.  Che sale al Padre.  E porta al Padre,  tutto.    Anche te.

 

Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.    Proclami il Vangelo di Gesù.   Non  il Vangelo che vuoi tu.   Non come lo vuoi tu.    Non come te  lo aggiusti tu. Non porti tu.  Porti Gesù.    Non porti una parola. Porti una persona.  La seconda Persona della  SS. Trinità.

Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvato.       Se credi.    Dici di si, a Gesù.    È il tuo si,  a Gesù     E il battesimo,   è il si di Dio,  a te.      Viene su di te   lo Spirito Santo.   E ti porta il Figlio di Dio,  che ti salva.    E il Padre  che l’ha voluto.     Ecco chi ti salva.     È la Trinità.  Tutta la Trinità.     Nessun altro  lo può fare.

Chi non crederà,  sarà condannato.        Se non ci credi.  Se non lo vuoi.  Se lo rifiuti.  Se lo cancelli,  il Figlio di Dio.   Hai  levato Gesù.    E non ti può salvare.   E ti sei condannato da solo.

Questi sono i segni che accompagnano quelli che credono.   Se ci sta il Figlio di Dio  in te. Se ci sta veramente,  il Figlio di Dio in te.    Si vede. Si vede dai fatti.    Ci sono i fatti  reali.   Nel nome di Gesù,  i demoni scappano via.    Il male non ti fa male. Il veleno non ti uccide.   Nelle mani di Gesù.   Il dolore e la malattia  si piegano.    E i malati guariscono.    Ancora. Ora.

 

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro.        Ecco Gesù,  ora ti fa vedere chi è.   Ecco chi porti.   Ecco chi annunci.   Ecco chi sta con te.     Ecco chi sta,  davanti a te.

Fu elevato in cielo.    Ecco chi è.   È il Signore del cielo e della terra.  È il cielo che lo porta. Che lo prende. Che lo accoglie. Che lo abbraccia.   È il cielo che si apre. Che si squarcia. Che si inchina,  davanti a lui.

E sedette alla destra di Dio.     Non va via.  Ecco dove va.     Il Figlio di Dio,  torna al Padre. Torna al suo posto,  alla destra del Padre.     E porta al Padre,  tutto.     Porta alla destra  del  Padre,  la tua umanità.       Porta  la tua fragilità.     E in lui, non è più fragilità.   Porta il tuo dolore.  E in lui,  non è più dolore.      Porta te,  al Padre.    E il Padre,  a te.

 

Riapre la strada   che porta al Padre.     E ci entra lui per primo.   E ci passa lui per primo. E ci sale lui per primo.   Prima di te.  Per te.

 

Ecco,   l’Ascensione di Gesù.                                                                                                   È anche  la tua.

 

 

 

 

 

 

Come io ho amato voi

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.  Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

 

“Questo è il mio comandamento:  che vi amiate gli uni gli altri   come io ho amato voi.”        E tu,  come ami ?

 

Come pare a te.

Ami  come ti pare.  Come ti viene. Come ti senti. Se ti senti.   Chi vuoi tu. Quando vuoi tu. Se lo vuoi tu.     Non come Gesù.

E anche gli altri    ti devono amare,   come vuoi tu.    Come dici tu.  Come ti aspetti tu. Come hai deciso tu.  Perché lo hai deciso tu.    Non come Gesù.

Al posto dell’amore di Gesù,   ci hai messo il tuo amore.   Il tuo è migliore. Il tuo vale di più. Il tuo conta di più.   Al centro non ci sta Gesù.   Ci sei solo tu.  Ci sta solo il tuo. Conta solo il tuo.   Guardi solo il tuo.    Ma senza Gesù.  Non è amore di Gesù.     È solo il tuo.  Per te.

 

Come Gesù.

Solo  con l’amore di Gesù,   ce la fai ad amare.     È l’amore di Gesù,   che ti fa amare.  Che ti fa amare  come ti amato lui.      Senza,  non ce la fai.    Senza,  non puoi.

 

Come il Padre ha amato me,  anche io ho amato voi.    Ecco come ti ama Gesù.  Con l’amore del Padre.   Come il Padre ha amato lui.   Con l’amore che c’è tra lui e il Padre. Con lo Spirito Santo.    Che è l’ Amore in Persona.

Rimanete nel mio amore.   Ecco dove puoi stare.    Nel suo amore. Dentro al suo amore. E ti riempi di amore.  È un pieno di amore.  E non ce la fai a non amare. Lo devi passare.

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.   Non come dici tu.  Ma come ti ha amato Gesù.   Prendi l’amore di Gesù, confrontano con il tuo.  E leva e butta via tutto quello  che non ci sta con lui.   Che non c’entra con lui.   Che non ci dice con lui.   Che non riguarda lui.     Che è  contro di lui.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la propria vita per i propri amici.   Ecco come ti ha amato Gesù.   Con un amore vero.  Con un amore totale.   Ti ha amato più della sua vita.    E se tu ami lui,  più della tua vita.   Allora ce la fai ad amare gli altri, più della tua vita.     Perché lui lo fa per te.  Lui lo fa con te.    Ancora. Ora.

 

Non voi avete scelto me, ma io scelto vuoi.     Ti ha scelto lui.  Da sempre.  Prima del mondo.   Ti ha voluto lui.  Prima di te.    Ti ha amato lui.  Da sempre.  Più di te.

Vi ho costituiti perché andiate portiate frutto.  Ti ha scelto, per compiere il suo progetto. Ti ha scelto per compiere la sua missione.   Ti ha scelto per fare la sua volontà. Non la tua. Per fare i frutti. I suoi.  Non i tuoi.

E il vostro frutto rimanga.    I suoi frutti vengono da lui. Non da te.  I suoi frutti contano. Non i tuoi.   I suoi frutti rimangono. Non i tuoi.   E rimangono in te.  E negli altri.    E rimangono per l’eternità.

Perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, me lo concederà.    Il nome di Gesù, apre il cuore del Padre    Nel nome di Gesù,  il Padre ti ascolta.  Nel nome di Gesù, il Padre te lo concede.    Perché lo concede al Figlio.   E il Figlio te lo passa.

 

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.         E dove lo trovi  l’amore di Gesù ?  Nell’ eucarestia.  Li, ci sta lui. Ci sta il Padre. Ci sta lo Spirito Santo.  Che è l’Amore di Dio in Persona.    E li,  ci trovi tutti quelli che vivono in lui.    Nel suo corpo mistico.   Uniti a lui,  e a te.      Una cosa sola con lui,   e con te.

 

E come fai,   a non amarli ?

 

 

 

 

 

 

Io sono la vite vera

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.  Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.    Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

 

“Io sono la vite, voi i tralci.  Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto,  perché senza di me non potete fare nulla.  Chi non rimane in me  viene gettato via come il tralcio e secca;  poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

E tu,    a quale vite,  stai attaccato ?

 

 

A un’altra vite.

 

Stai attaccato   a un altro.    Che non è Gesù.      Pendi da un altro,  dipendi da un altro.  Che non è Gesù.     Prendi la linfa  di un altro.   Che non è Gesù.

E porti quella linfa,  anche agli altri tralci.   Gliela passi. Gliela metti dentro.  Gliela inculchi dentro.    E riempi anche loro. Della tua linfa.    Che non è Gesù.

E la vuoi fare tu,  la vite.    Ti senti tu,  la vite.   Ti pianti da solo. Ti innaffi da solo.   E rompi tutte le altre viti.  E spezzi tutte le altre viti.  Pure Gesù.    Così rimani da solo, a fare la vite. Ma sei solo un tralcio.    E ti sei già marcito.  E ti sei già seccato.   E ti sei già bruciato.  Senza Gesù.

 

 

A Gesù.

 

Guarda la vite.   Assomiglia a una croce.     Solo Gesù,  ci sta su quella croce.  Solo Gesù è la vite.   La vite vera.

 

Io sono la vite, voi i tralci.     Ecco cosa sei. Un tralcio.   Il tralcio che sta attaccato alla vite. Il tralcio che viene dalla vite.  Il tralcio che prolunga la vite.   Il braccio della vite.   Il braccio della croce.   Le mani  della croce.

Chi rimane in me.       Ecco cosa fa il tralcio.   Sta attaccato a Gesù.  Sta dentro a Gesù. Sta innestato in Gesù.    Si tiene in Gesù.

E io in lui.     Ma è Gesù che tiene te.   È Gesù che ti tiene. Che ti sostiene.   Che ti regge. Che ti sorregge.

Porta molto frutto.     Gesù ti passa la linfa vera.    È il suo sangue divino,  che viene dalla croce.  Che scende dalla croce.   Ed entra nel tuo.       È quello,  che fa i frutti.   È quello che fa uscire i frutti.    I frutti del Padre.     I frutti che si aspetta  il Padre.   Da te.

Perché senza di me,  non potete fare nulla.         Se non ci stai in Gesù,   non sei nulla.  Non sei manco un tralcio.  Non sei manco uva.  Non sei manco acino.   Non ci stai proprio. E non puoi fare nulla.    Non ti scappa  manco un acino.   Non ti esce  manco un acino striminzito.

 

Il Padre mio è l’agricoltore.        Ecco chi lo ha piantato,  Gesù.    Ecco chi lo coltiva, Gesù. Ecco chi se ne prende cura.   Il Padre.      E se stai in lui.    Si prende cura   anche di te.  Come di lui.    Perché sei parte di lui.   Sei parte del Figlio.

Ogni tralcio che in me  non porta frutto, lo taglia.     Se stai in Gesù,   ma non fai passare il sangue di Gesù.   Se lo blocchi il sangue di Gesù.    Se lo negh i il sangue di Gesù.    Ti sei negato da solo.  Ti sei svuotato da solo.      E sei diventato   un tralcio   finto,  falso, vuoto.  Marcio, arido, secco.   Inutile.      E ti spezzi da solo.  E ti tagli da solo.    E cadi da solo.

E ogni tralcio che porta frutto lo pota, perché porti più frutto.    Ma se fai frutto.  Non ti taglia. Ti pota.    Ti pulisce, ti ripulisce.    Ti leva solo quello che ti impedisce,   ti blocca,  ti ferma. Solo quello  che non fa uscire  i frutti di Dio.        E allora,   scorgano  le opere di Dio.

 

E diventi uva.    E diventi grappolo.                                                                                           E diventi chicco.    Chicco di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Io sono il buon Pastore

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.   Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.   Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

 

 

Gesù disse:   “Io sono il buon pastore.   Il buon pastore da la propria vita per le pecore.  Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge,  e il lupo le rapisce e le disperde.”             E tu cosa sei,     un mercenario  o un buon pastore ?

 

 

Un mercenario.

 

Pensi solo a te.     Guardi solo te.  Non le pecore.     E se viene il lupo,  non solo te ne vai. Ma lo chiami tu.   Ce lo fai venire tu. Ce lo porti tu. Il lupo, dalle pecore.  Gli apri tu, la porta. Della stalla.    Ce lo tieni tu, il lupo,  nella stalla.    Che pastore sei?

E gliele metti tu, in bocca al lupo,   le pecore.    Le fai divorare tu, al lupo, le pecore.  Le fai immolare tu, davanti a lupo,  le pecore.   Conta più il lupo, delle pecore.  Conta solo il lupo. Che pastore sei?

Sei tu,  il lupo.    Le fai fuori tu,  le pecore.    Le fai a pezzi tu, le pecore.   Le disperdi tu,  le pecore.   Le fai finire tu, le pecore.  E non ci sono più.   E rimani solo tu.  Un lupo.   Ma Dio, non è una pecora.    E i lupi li ha già cacciati.  Li ha già gettati via.  Li ha già precipitati. Giù.  E tu con loro.    Già,  da ora.

 

 

Il buon pastore.

 

Sei pastore,   se Gesù   è il tuo pastore.    Se lo metti davanti a te.  Se lo metti prima di te. Se ti lasci portare da lui.   Se ti lasci condurre  da lui.

 

Io sono il buon pastore.     Gesù è il buon pastore,  perché è  il Figlio di Dio.  È Dio.   E  solo lui  ti sa portare.    Solo lui,  sa dove andare.

Conosco le mie pecore.      Dio ti ha fatto.   Solo lui ti conosce.   Ti conosce fino in fondo. Più di te.     Ci sta lui  nel profondo. Di te.   Più di te.

E le mie pecore conoscono me.     E la riconosci la sua voce.  La riconosce il tuo cuore. Ce l’hai stampata  nel cuore.   Ce l’hai impressa  nel cuore.   Ce l’hai incisa nel cuore.       E ti sobbalza il cuore,   quando la senti.

Così come il Padre conosce me e io conosco il Padre.      E con Gesù,  ci sta il Padre.   La riconosci la voce  anche del Padre.   E conosci anche il Padre.   E ti fai portare anche dal Padre.   Dove vuole il Padre.

Io do la mia vita per le pecore.     Ecco il vero pastore.  Quello che non ti lascia.  Quello che non ti perde.   Quello che non ti vende.      Quello che ci mette la propria vita. Quello che per salvare la tua vita,  ci mette la sua.    Ti da la sua.     La sua,  per la tua.

 

Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.    Ecco Gesù risorto.   Da la vita, ma poi la può riprendere.   Perché la vita è la sua.   È nata in lui.  Esiste in lui.    Sta in lui. La vita.  Da sempre.    Non ci sta senza di lui.  È lui.     Certo,  che può risorgere!

Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.      A Gesù, nessuno leva la vita.  Nessuno la porta via.  Nessuno la toglie. È lui che la da.   È lui che l’ha data.  È lui che l’ha ripresa.    Perché è Dio.   E Dio ha il potere sulla vita.  Può darla e può riprenderla.    Ecco perché è risorto.  Per farti vedere che è Dio.

Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio.    E lo ha fatto perché lo ha voluto il Padre.   Lo ha deciso il Padre.     È il Padre che ti ha dato il Figlio.   Per salvarti.  E portarti  a lui.     E con il Figlio.  Riportarti a casa.

 

Ecco,   il buon pastore.                                                                                                             È anche   il Padre.

 

 

 

 

 

 

Sono proprio io!

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».  Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.  Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 

 

“Sono proprio io!    Toccatemi e guardate;  un fantasma non ha carne e ossa,  come vedete che io ho”.              E per te,    Gesù risorto,   è vero ?

 

Non è vero.

Gli hanno levato il corpo,   a Gesù risorto.      Non lo vogliono   con il corpo,    Gesù risorto.  Lo hanno fatto virtuale.    Così non è reale.  Così non è vero.  Così non è vivo.    Così non è risorto.    Ma sono loro che sono finti. Che sono falsi, che sono vuoti.    Che non sono veri.

Gli hanno levato le ferite,   a Gesù risorto.     Non contano più.  Non c’entrano più.  Non ci stanno più.     Non esce più il sangue del Figlio di Dio,  da quelle ferite.   Così non le puoi toccare.   E non ci puoi entrare.        Solo in loro,  devi stare.

Hanno portato via,   tutto Gesù.      Non ne parlano più  . Non ci sta più.    Non si trova più.   Ci stanno solo loro.  Bastano solo loro.  Contano solo loro.   Trovi solo loro. Al posto di Dio. Sono veri solo loro.  Più di Dio.      Ma non sono Dio.   E non sono risorti.     Sono morti.  Già da ora.

 

 

È vero.

Gesù è risorto,   perché è il Figlio di Dio.      E Dio,  che ha fatto la realtà,   non è reale?   E Dio,  che è Verità,  non è vero?      Lo è di più. Molto di più.   Che di più non c’è.    Più di te.

 

Guardate le mie mani e miei piedi. Sono proprio io!     Solo Gesù  ha quelle ferite.  Sono il segno. Sono la prova. Sono la firma.  Sono la conferma.     Che è lui.     Sono l’impronta. Sono il timbro.  Sono il sigillo.      Che è lui.   È proprio lui.   Gesù.

Toccate e guardate;   un fantasma non ha carne e ossa,   come vedete che io ho.     Quel corpo  è proprio vero.    La visione,  non ha carne e non ha ossa.   La suggestione, non ha carne e non ha ossa.   L’impressione,  non ha carne e non ha ossa.       Quel corpo ci sta. In carne e ossa.   Quel corpo ha carne e ossa.  Ci sta la sua carne. Ci stanno le sue ossa. Ci sta il suo sangue.    Vivo e vero.

Mostrò loro le mani e piedi.      Ecco le ferite.  Ci stanno le ferite.   Sono vere,  quelle ferite. Ci stanno per fartele vedere.    Per fartele toccare. Per fartici entrare.  Per poterti salvare. Se ci stai dentro.  Se ti fai toccare da quelle ferite.   Dal sangue che esce da quelle ferite. Dal sangue  del Figlio di Dio.

 

Avete qui qualcosa da mangiare?      Ci sta quel corpo.   È vero quel corpo.  Può mangiare quel corpo.  Solo un corpo lo può fare.   Solo un corpo vero. Solo un corpo vivo.  Ci riesce. E te lo mostra. Te lo dimostra.    Con i fatti.

Egli lo prese lo mangiò davanti a loro.      Te lo fa vedere.  E lo puoi vedere.   Quel boccone entra nella sua bocca. Come nella tua.     Lo mastica e scende. E va giù nel corpo. Come nel tuo.    E quel pesce non ci sta più.  Come nel tuo.      Quel corpo è vero.   Come il tuo. Più del tuo.

In quel corpo,  ci stai anche tu.   Ci sta anche il tuo.    È risorto.   E con lui  risorge anche il tuo.    Ma ci pensi?  Ma dove lo trovi?   Ma chi te la da, una cosa così?   Solo il Figlio di Dio. Lo fa.

 

Ecco,   la resurrezione di Gesù.                                                                                               È anche  la tua.

 

 

 

 

 

Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».  Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano  nel suo fianco,  io non credo”.         E tu,  sei Tommaso ?

 

 

Se non vedo,   non credo.

 

Non ci sei proprio.    Non ci stai. Dove ci sta Gesù.   Te ne vai.   Sei altrove. Vai altrove. Lontano da lui.  Lontano dalle sue ferite.     Come fai  a toccarle?

Per te,  è solo un’apparizione.  Una suggestione. Una impressione.  Quelle ferite non sono vere.  Quelle ferite non sono vive.  Quelle ferite non ci stanno.     Come fai  a toccarle?

Per te,   Gesù   non è risorto.    Non può essere risorto.  Non lo vuoi risorto.   E non è il Figlio di Dio.    Non può essere  il Figlio di Dio.   Non lo vuoi  il Figlio di Dio.   Ancora. Ora.   Sei tu,   la sua ferita.    Aperta.    Ancora. Ora.

 

 

Mio Signore e mio Dio.

 

Non ci stavi.     Ma ora ci stai.  Ora ci sei.   Dove sta Gesù.    Con i tuoi occhi.  Con le tue mani.  Con il tuo cuore.    Pronto.

Venne Gesù a porte chiuse.   Gesù risorto,  ha un corpo risorto.  Divino. Dio passa uguale. Passa, oltrepassa le porte chiuse.  E la porta chiusa del tuo cuore. Ed entra nel tuo cuore. In mezzo al tuo cuore.    Al centro del tuo cuore.   Ancora. Ora.

 

Guarda le mie mani.    Guarda le mie ferite.   Non ce le ha,  un altro.   Non le porta un altro. Solo Gesù le ha. Solo Gesù le porta.     Quelle che gli hai fatto tu.   Sono le tue.  Sei tu.

Metti qui il tuo dito.    Metti il tuo dito  dentro a quella ferita.  La devi toccare. La devi sentire. La devi provare.     Allora lo sai   che è vera.

Metti qui il tuo dito.        Ci entri dentro a quella ferita.     E lo senti che quel buco  è vuoto.  È vuoto dei chiodi.    Ora c’è il tuo dito,  al posto dei chiodi.     Ora lo ha riempito, il vuoto dei chiodi.    E non è più vuoto.   E non è più ferita.    E non sei più  ferita.

Tendi la tua mano.       La tua mano  è più grande del dito.    E deve toccare una ferita  più grande. Quella del costato.     Ora la tua mano,  si tende come la lancia.    Ed entra come la lancia, nella ferita del costato di Gesù.     Ma non è più una lancia.  E ha riempito la ferita del costato.    L’ha passata la ferita del costato. L’ha trapassata. Ed è arrivata fino al cuore. Ed è entrata nel cuore di Gesù.    E ha toccato  il cuore di Gesù.

 

Mio Signore e mio Dio!     Ora si,  che lo hai sentito il cuore di Gesù .   Ora si,  che lo hai toccato  il cuore di Gesù.     E ha toccato il tuo cuore.    E ti si sono aperti gli occhi.

Mio Signore mio Dio!        Ora si,  che lo vedi.   Ora si,  che lo senti.    Ora si,  che lo sai.   Che Gesù è proprio lui.   Che Gesù è proprio risorto.   Che Gesù è proprio il Figlio di Dio. Che Gesù è Dio.

 

Il tuo Signore  e il tuo Dio.                                                                                                   L’unico Signore   e l’unico Dio.