Uno solo di questi bambini

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».  E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

 

 

“Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me;  e chi accoglie me, non accoglie me,  ma colui che mi ha mandato”.        E tu,  li accogli  i bambini ?

 

Per finta.

Te li hanno fatti diventare una cosa,   i bambini.    Te li hanno ridotti a una cosa, i bambini.  Una cosa da usare. Una cosa da barattare.      E ti fanno usare pure Gesù.  E ti fanno barattare pure Gesù.   E anche tu.

Te li hanno sporcati,   i bambini.    E non sono più puri.    Te li hanno macchiati,  i bambini. E non sono più innocenti.    E ti hanno sporcato Gesù.  E ti hanno macchiato Gesù.   E anche tu.

Te li hanno sfregiati,   i bambini.     Li hanno spezzati.   Li hanno rosi, li hanno corrosi.  Li hanno violati  Li hanno profanati.   Perché loro lo sanno chi ci sta nei bambini. Ci sta Gesù. Ed è Gesù  che vogliono attaccare.  È Gesù che vogliono sfregiare.  È Gesù che vogliono profanare. Nei bambini. Con i bambini.   È Gesù che vogliono colpire. È Gesù che vogliono far morire. Ancora. Ora.   Ma Gesù è Dio.   E sono solo loro che si sono rosi,  che si sono corrosi.   Sono solo loro,  che si sono sfregiati.   Che si sono violati.  Che si sono profanati. Sono solo loro, che si sono colpiti.   Che sono finiti.   Che sono morti.  Già da ora. Ancora.  E per sempre.

 

 

Li accogli.

Li accogli  i bambini. Davvero.   Perché sono innocenti,  come Gesù.  Perché sono puri, come Gesù.    Perché sono vittime innocenti e pure,  come Gesù   . E accogli Gesù.

 

Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno.       Ora.     La guerra è sui bambini  . La guerra la fanno con i bambini.    Usano i bambini.   Per fare la guerra a Gesù.   Per avere nelle loro mani, Gesù.  Ancora. Ora.  Per fare del male a Gesù. Ancora. Ora.    Per far morire Gesù. Ancora. Ora.     Per far finire Gesù. Ancora. Ora.

Ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà.       Ma non ce la fanno. Ma non ci riescono. E la guerra l’hanno già persa.    Perché Gesù è Dio.   È il Dio della vita.    E  la morte non gli fai niente.  Chi muore in lui e per lui. Risorge con lui.   Specie i bambini. Specie i piccoli. Specie i più piccoli.

 

Chi accoglie uno solo di questi bambini.        Ecco perché te li devi tenere forte,  i bambini. Ecco perché te li devi stringere forte, i bambini.   Ecco perché li deve abbracciare più forte, i bambini. Ora.     Ecco perché non glieli devi dare.   Ecco perché non glieli devi lasciare. Ecco perché non li devi abbandonare.   Nelle loro mani.

Nel mio nome.         Ecco in che mani li devi mettere.    Ecco in che mani li puoi mettere. Nel nome di Gesù  Nel nome di Dio.    Nelle mani di Gesù. Nelle mani di Dio. In Dio. Nella Trinità.  Li fai entrare nella Trinità.     E nessuno li può toccare.  E nessuno li può levare.

Accoglie me.       Ecco chi ci sta nei bambini.  Ci sta Gesù.  Ci sta Dio.   Ci sta la mano di Dio.  Ci sta l’orma di Dio.  Ci sta l’impronta di Dio.  Che ti ha fatti.     E ci sta Gesù.  Il Figlio di Dio.    Che si è fatto piccolo,  come loro.       E i bambini che non sono nati,   sono i più piccoli dei piccoli.    E lì ci sta di più Gesù.      Se li tieni. Tieni il Figlio di Dio.   Se li proteggi. Proteggi il Figlio di Dio.    Se li ripari. Ripari Figlio di Dio.    E lui ripara te.

E chi accoglie me, non accoglie me.          In questi bambini non ci sta Gesù, solo.  Se lo accogli quel bambino,   non accogli Gesù solo.

Ma colui che mi ha mandato.         Ecco chi ci sta,  in Gesù.     Ci sta il Padre.   Il Padre che lo ha mandato.    Il Padre che ti ha mandato il tuo bambino.  Il Padre che lo ha creato, il tuo bambino.    Il Padre che lo ha voluto,  il tuo bambino.     Il Padre che lo ha pensato,  il tuo bambino. Da sempre. Prima di te.      In Gesù trovi il Padre,    da cui è venuto,   il tuo bambino.

 

E se accogli quel bambino.  Accogli il Padre e il Figlio.      E se abbracci quel bambino. Abbracci il Padre e il Figlio.       E  il Padre il Figlio, accolgono te.  E il Padre e il Figlio, abbracciano te.

 

Se sei piccolo.   Quando sei piccolo.                                                                                   Come un bambino.

 

 

 

 

 

 

Non pensi secondo Dio

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».   Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.  E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.   Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».  Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

 

 

“Rimproverò Pietro e disse:  “Va dietro a me, Satana!   Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”.        E tu,  come pensi ?

 

Secondo gli uomini.

Ti hanno preso la testa,  loro.    Si sono presi la tua testa,  loro.   E ci hanno messo dentro, loro.    Ci stanno al centro, loro.  Non Dio.     Ci devono stare solo loro.  Non Dio.

Ti hanno riempito la testa,  di tutto quello che è loro.  Di tutti quelli come loro.   A copia loro.  A stampo loro. A impronta loro.  Per farti diventare come loro.   E farti pensare come loro. Non come Dio.

E pure a Gesù, lo rimproverano.       Lo prendono da parte.  Lo mettono da parte.  Lo fanno da parte.   Non lo vogliono sentire. Non lo fanno dire.   Deve dire come loro. Deve pensare come loro.  Deve essere come loro.  Deve essere loro.     Ma Gesù è Dio. E loro non sono Dio.   E Dio non si può cambiare.  Dio non si può rimproverare.   Dio non si può sgridare.    Sono solo loro,   che si sono rimproverati.  Sono loro che si sono sgridati.  Sono loro che si sono messi da parte.    Sono loro che sono in disparte  . Sono loro che sono a parte.  Da un’altra parte.    Dall’altra parte.  Di Dio.    Senza Dio   .  Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Secondo Dio.

Ci sta Dio.  Al centro della tua testa.      Al centro dei tuoi pensieri.    Nei tuoi pensieri.  In tutti i tuoi pensieri.   E i tuoi pensieri,  li muove Dio.  Li porta Dio.  Te li dona Dio.  E pensi come Dio.

 

Va dietro a me, Satana!           Chi non ti fa pensare così.    Chi non vuole che pensi, così. Come Dio.  È solo Satana.    È Satana che è contro Dio.  È Satana che ti porta via da Dio. È Satana che non vuole che stai con Dio.   È Satana che ti allontana da Dio.

Perché tu non pensi secondo Dio.          È Satana che non vuole che pensi,  come Dio.     È Satana che ti leva i pensieri di Dio.   È Satana che ti dice che non va bene.  Che sono sbagliati.    Che non c’entrano con te.   Che non sono per te.

Ma secondo gli uomini.        È Satana che ti dice  quello che va bene a te.  Quello che fa per te.    Che è quello che va bene a lui.   Che è quello  che fa per lui.   Che è quello che interessa a lui.      E ti fa pensare  secondo lui.

 

Se qualcuno vuole venire dietro a me.       Se segui Gesù.   Non lo cambi Gesù.  Te lo tieni Gesù.    Così come è.      Perché solo così. Lo scopri chi è lui.   E chi sei tu.

Rinneghi se stesso.            Non significa che ti devi negare, rinnegare.   Anzi, è il contrario. Significa che fai come lui.   Cioè che metti te stesso, nelle mani del Padre.  Che lasci fare al Padre. Che ti fidi del Padre.  Che conta di più il Padre.     E quello che il Padre vuole fare di te.   Vuole fare con te.   Per salvare il mondo.

Prenda la sua croce mi segua.        Significa che ci stai   a fare il piano del Padre.   Che lo prendi su di te,  il piano del Padre.     Perché conta più di te.   Più della tua vita,  il piano del Padre.     Anche se è una croce.    Anche se devi soffrire.  Anche se devi morire.     Ma il Padre conta di più.    Così, come Gesù.

 

Perché chi vuole salvare la propria vita la perderà.          La tua vita, senza Gesù.  La tua vita senza Dio,  è vuota di Dio.     È vuota del suo creatore.   Di chi l’ha creata.  Di chi l’ha voluta. Di chi l’ha pensata.     Si è svuotata.  Si è seccata. Si è striminzita. Si è appassita. Si è marcita.   Si è perduta.  E l’hai perduta.

Ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo,   la salverà.         Se invece perdi quella vita, senza Dio   . Quella vita  che non è vita.     Quella vita, che è già morta.   E ti fai portare da Dio.  E ti lasci fare da Dio.  E la riempi di Dio.    E la fai portare da Dio. Allora, non l’hai persa.   Allora non l’hai negata. Allora non l’hai rinnegata.  Ma l’hai trovata. L’hai finalmente trovata.   L’hai ritrovata.

È la tua vita che sta in Dio.  Che ci sta da sempre, in Dio.      E la puoi vivere.  Piena. Vera. Intera. Eterna.    Con Gesù.  Come Gesù. Con il Padre.

 

E la vivi già,  da ora.      Ancora.  E per sempre.

 

 

 

 

 

 

 

Sordomuto

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.   Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.   E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

 

“Gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;   guardando quindi verso  il cielo, emise un sospiro e gli disse:  “Effatà”,  cioè “Apriti”.        E tu,    sei sordomuto ?

 

Sordomuto.

Ti hanno fatto sordo,   loro.         Ti vogliono sordo, loro.    Ti hanno chiuso  gli orecchi.      Ti hanno tappato gli orecchi.     Non puoi sentire.   Non devi sentire.       Ma solo quello   che dicono loro.   Solo quello che vogliono loro.    E diventi loro.

Ti hanno fatto muto,    loro.       Ti vogliono muto.    Ti hanno chiuso la bocca.  Ti hanno tappato la bocca.    Non puoi parlare.  Non devi parlare.    Non puoi dire.  Non devi dire.  Ma solo quello che dicono loro.  Solo quello che vogliono loro.     E sei  loro.

Pure a Gesù,    gli hanno chiuso la bocca.      Non gli fanno dire,   quello che non sta bene a loro.    Non gli lasciano dire,   quello che non vogliono loro.     E lo cambiano loro.  E lo aggiustano loro.  E lo rigirano loro.   Così  non è più Gesù.  Ma Gesù  è Dio.    E Dio non si può toccare.  Non si può cambiare.  Non si può violare.      Sono solo loro che si sono violati.      Sono loro,  i veri sordi.   Più sordi dei sordi.     Sono loro,  i veri muti.  Più muti dei muti.   Senza Gesù.    E rimangono così.   Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Non lo sei più.

Eri sordo e muto.    Ma vai da Gesù.     Ti metti nelle mani di Gesù.   Lasci fare a Gesù.    Ti fai fare da Gesù.     E non lo sei più.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.     Gli porti a Gesù, quello che ti fa sordo, che ti fa muto.    Gli porti la parte sorda e muta,  della tua anima.   La parte sorda e muta,  del tuo cuore.     La parte sorda e muta,  del tuo corpo.

Lo prese in disparte, lontano dalla folla.         Con Gesù,  in disparte.    A parte.  Dalla parte di Gesù.      Non della folla.  Non degli altri.  Non di quello che vogliono gli altri.     A tu per tu, con Gesù.     A tu per tu, con te.  E con Gesù.

 

Gli pose le dita negli orecchi.           Sono vive e vere le mani di Dio.   Sono vive e vere le dita di Dio.     E sono le mani di Dio,  che toccano i tuoi orecchi.      E sono le dita di Dio,   che riempiono i tuoi orecchi.       Ora sono pieni  di Dio.

E con la saliva gli toccò la lingua.       È viva e vera, la saliva.     È viva e vera la parte di Dio,  che ti da.    È la profondità di Dio.    È l’intimità di Dio,  che ti da.      Con la saliva ti ha fatto.    Con la saliva, ti rifà.

Guardando  quindi verso il cielo.           Ecco Gesù si rivolge al Padre.    Non è solo lui.  Anche il Padre ci sta.    Anche il Padre è vero.   Anche il Padre lo fa.   Davvero.  Con lui.

Emise un sospiro.       È il sospiro per il Padre.   Il sospiro rivolto al Padre.  È il desiderio del Padre.   È l’amore per il Padre.   È l’unione al Padre.     E anche la tua.

E disse “Effatà” cioè “Apriti”.          Lo comanda Gesù ai tuoi orecchi.  Lo comanda Gesù alla tua lingua.       Lo comanda Dio.  Ha parlato Dio.     E quello che dice Dio,  si fa.  Accade. Avviene.   Diventa vero.    Perché Gesù è Dio.   E solo Dio  lo fa.

 

Subito si aprirono gli orecchi.        E gli orecchi si lasciano fare.  Si fanno fare.  Si fanno rifare.  Da Dio.     E sentono.  E sentono più di prima.    Sentono le cose di Dio.  Odono quelle cose che nessuno ha mai udito.

Si sciolse il nodo della lingua.          E il nodo che avevi in gola e nel cuore,  si scioglie.  Se ne va. Non ci sta più.     E la lingua che era legata,   che era bloccata,    che era inchiodata,   si può muovere.     E può parlare.  E può dire.   Le cose di Dio.   Che ha udito.   Può gridare. Le cose di Dio.  Che ha sentito.    Può lodare  e cantare il suo Dio.

 

Gesù,  lo dice anche a te.                                                                                                                    Effatà.    Apriti.

 

 

 

 

 

 

Mani impure

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.  Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».  Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

 

“Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adulteri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza.  Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo”.    E tu,  sei impuro ?

 

Impuro.

Te le sporcano loro,   le tue mani.       Te lo sporcano loro,  il tuo cuore.    Fanno entrare il loro nero,  in fondo al tuo cuore.    E te lo fanno uscire loro, dal cuore.    Ti hanno fatto nero. Come loro.

E  sporcano  tutte le mani.      Fanno entrare lo sporco  in tutte le mani.  In tutti gli occhi. In tutti i cuori.     Così non si vede più.  Così non si nota più.  Il nero che ci sta.     Il nero, che ci hanno messo loro.     Il nero,  che sono loro.

E hanno sporcato,  pure Dio.       Hanno violato,  pure Dio.    Hanno profanato,  pure Dio.  Con il loro sporco.     Ma non ci sono riusciti.    Ma non ce la fanno.    Perché Dio è Dio.    E non si può toccare.    E non si può scalfire. E non ci si può arrivare.    Sono solo loro,  che si sono violati.  Sono solo loro,   che si sono profanati.    Sono solo loro, che si sono oltraggiati.  Con il loro sporco.      Sono loro, che si sono separati, da Dio.   E il loro sporco, non se ne va.     Non si lava.  Non si leva . Non si toglie.      Perché  lo sporco,  sono loro.    Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Puro.

Non gli lasci usare il tuo cuore.    Non gli vendi il cuore.   Non gli cedi il cuore.   Non lasci entrare lo sporco nel tuo cuore.   Ci fai entrare Dio,  nel tuo cuore. E lasci uscire solo lui.

Sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro.       Lo sai quello  che è impuro. Quello che ti fa impuro   .Quello che è sporco.  Quello che ti fa sporco.    È il male.  E non  lo tieni nel tuo cuore.    E non lo fai stare nel tuo cuore.     E non lo fai uscire dal tuo cuore.

 

Impurità, furti, omicidi, adulteri.     Il male che esce, fa male. Fa male tanto.    Ai bambini   . Li sfregia.   Perché sfregia il volto di Dio.  La parte più cara a Dio.     Alle donne.  Perché sfregia Maria,  la madre del Figlio di Dio.      Ai deboli.   Gli porta via tutto.  Anche la vita.  Anche Dio.

Avidità, malvagità, inganno, dissolutezza.      Il male è male.  E fa male.   Ma prima di tutto, a te.    Sei avido,  pure di te.    Sei malvagio,  pure contro di te.    Inganni, menti, pure a te. Non hai più confini.    E perdi,  pure te.

Invidia, calunnia, superbia, stoltezza.         Il male  è una persona.     È l’invidia in persona.   E ti spinge  e ti costringe,   a vedere male gli altri,  e le cose degli altri.    Il male è calunnia.  E ti spinge ti costringe a dire male,  a parlare male, a inventare il male,  degli altri.   Il male è superbia.   Ti spinge e ti costringe,  a stare sopra agli altri.    Padrone della vita degli altri.  Ma lo è solo lui,   della tua.       Il male è stoltezza.    Vuole la stoltezza.     Non devi capire. Non puoi capire. Non vuoi capire.     Che è lui.  Chi è lui.

 

Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno  e rendono impuro l’uomo.     Ecco cosa ti fa impuro.  Le cose cattive e ti si incastrano nel cuore. Che si incrostano nel cuore. Che si prendono il cuore.  Che ti prendono il cuore.      E non hai più cuore.

Solo Dio,   è più forte del male.       Solo Dio,  lo ferma il male.    Solo Dio,  lo vince il male. Solo Dio,  lo schiaccia il mare.    Solo Dio,  lo fa scappare via il male.   Solo Dio,   ti salva dal male.

 

Solo Dio,    ti fa puro.

 

 

 

 

 

 

 

Signore, da chi andremo?

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».   Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».   Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».   Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.   Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

 

Disse allora Gesù ai Dodici:  “Volete andarvene anche voi?”   Gli rispose Simon Pietro: “Signore,  da chi andremo?     Tu hai parole di vita eterna    e noi abbiamo creduto e conosciuto   che tu sei il Santo di Dio”.            E tu,   te ne vai ?

 

Te ne vai.

Ti staccano loro.     Ti portano via loro.  Ti strappano loro.  Da Gesù.    Ti portano da loro.  Ti trascinano da loro.   Ti fanno diventare come loro.     Senza Gesù.

E si prendono pure gli altri.   E trascinano pure gli altri.  Via da Gesù.    E li fanno sentire malati.  E li fanno sentire sbagliati.  E li fanno sentire sballati.     Se vanno da Gesù.

Si sono messi  di traverso.     Ti hanno chiuso la strada,  ti hanno sbarrato la strada.  Per andare da Gesù.  E non la trovi più la strada, per andare da Gesù.   Devi cercare solo loro. Non Gesù.     Puoi andare solo da loro.  Non da Gesù.     Puoi seguire solo loro.  Non Gesù.  Ma loro, non ti danno la vita.    Te la levano la vita.   Ti danno la morte. Solo la morte. La morte eterna.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Non te ne vai.

Rimani.     Perché Gesù,  è  il tuo Signore.     Non lo lasci,  il tuo Signore.    Non te ne vai,  dal tuo Signore.    Ci stai,  nel tuo Signore.    E stai pure,  in te.

 

Volete andarvene anche voi?            Te ne vai a metà.    Un pezzo di cuore qua,   un pezzo di cuore là.    Un pezzo di anima di qua,    e altri pezzi sparsi qua e là.      Un giorno qua,  e un giorno la.    Tanto che gli fa.

Volete andar bene anche voi?       Devi fare una scelta.   Una scelta precisa.  Una scelta decisa.    O di qua  o di là.     O con lui,  o contro di lui.   Gesù ci sta.  E lo sa.

 

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Non ci sta un altro Dio.   Non ci sta un altro,  che è Dio.     Nessun altro  è Dio.   Senza di te,  non ci sta Dio.    Non ci sta più Dio. Non ho più Dio.     E non ci sto più,  nemmeno io.

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Se me ne vado da te, se mi allontano da te,   ci casco nelle mani,  di chi non è per te.     Di chi non vuole te.  Di chi è contro di te.  Di chi è l’opposto di te.   Di chi ti vuole male.    Vado dal male.   Da chi mi fa del male.  Da chi mi fa soffrire.  Da chi mi fa morire.      Ecco da chi vado Gesù.  Se lascio te.

Tu hai parole di vita eterna.      Nessuno me la da, la vita eterna.   Nessuno ce l’ha, la vita eterna.    Solo tu Gesù, ce l’hai.  Solo tu Gesù, me la dai.    Solo tu Gesù, sei la Vita eterna.  Perché sei Dio.    E Dio è eterno.  E la vita eterna  è solo in Dio.

 

E noi abbiamo creduto e conosciuto.        Rimango con te. Resto con te, Gesù.  E non mi stacco da te.    E non mi stacco dal Padre, che sta in te.  È il Padre che mi fa venire da te. È il Padre che me lo fa sentire.   E il Padre che me lo fa provare.   È il Padre che me lo fa capire.    Chi sei tu.  Gesù.

Che tu sei il Santo di Dio.       Ecco chi sei Gesù.    Il Santo di Dio  . Il Santo che sta in Dio.  Il Santo che è Dio.    Il Santo che è venuto da Dio.    Il Santo che ha mandato il Padre.  Il Santo del Padre.     Il Figlio del Padre.  Il Figlio di Dio.

 

Ecco,  chi ho scelto.                                                                                                                  Il  Santo di Dio.

 

 

 

 

 

 

Assunta in cielo

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.  Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.  Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».        Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

 

“Benedetta tu fra le donne  e benedetto il frutto del tuo grembo!    A cosa devo che la madre del mio Signore venga da me?”       E Maria,  viene da te ?

 

La fanno fuori.

Ti prendono la donna.       Ti cambiano la donna.  Ti snaturano la donna.   Ti sfregiano la donna.   Ti fanno fuori la donna.    Per far fuori Maria.

Ti prendono la madre.    Si prendono la madre.    Ti prendono il figlio.  Si prendono il figlio.   E fanno fuori la madre.  Per far fuori il figlio.      Per far fuori Maria.  E il figlio di Maria.

Svuotano la madre.     La svuotano del figlio. Gli strappano i figlio.  Gli lacerano il figlio.   Prima che nasce.    Per attaccare Maria.  Per attaccare Gesù.     Ma non ce la fanno.   Perché Gesù è Dio.  E non lo possono toccare.      Sono  loro,  che si sono attaccati.       Sono loro,  che si sono svuotati.    Sono loro,  che si sono strappati.    Sono loro,  che  si sono lacerati. Da Dio.    Sono loro, che si sono abortiti.    Sono loro,  che sono usciti.  Da Dio.      Sono loro, che non ci stanno più.   In Dio.       Ancora.  Ora.  Per sempre.

 

 

Viene da te.

La madre del tuo Signore,  viene da te.  A casa tua.     E tu, che fai?      Come senti      la sua voce,   ti balza il cuore.     Ti sobbalza il cuore.  Ti sussulta il cuore.     Perché  l’ha riconosciuta.

 

Benedetta tu fra le donne.         Eccola, è lei.     L’ha scelta Dio.   L’ha prescelta Dio.  L’ha voluta Dio.   L’ha benedetta Dio.  L’ha fatta sacra Dio.    Quella donna.  Fra tutte le donne.  Per tutte le donne.

E benedetto il frutto del tuo grembo.            Eccolo, è lui.    Lo ha benedetto Dio,  il frutto del suo grembo.    Lo ha voluto Dio,  il frutto del suo grembo.      Lo ha fatto sacro Dio,  il frutto del suo grembo     Perché è di Dio,  il frutto del suo grembo.     È il Figlio di Dio,  il frutto del suo grembo.      È lei la madre.   La madre del Figlio di Dio.

 

L’anima mia magnifica il Signore.           Ecco la voce  di Maria.   Ti dice cosa devi fare. Lascia che la tua anima lo senta,  quanto è grande il suo Signore.    Lascia che la tua anima lo dica,   quanto è grande il suo Signore.     Lascia che la tua anima lo canti,   quanto è grande suo Signore.

E il mio spirito esulta  in Dio mio Salvatore.       Ecco cosa devi fare.    Lascia che il tuo spirito,  respiri in Dio.   Respiri di Dio.  Respiri Dio.     E si innalza.  E si rialza.  E si leva. E si risolleva.  Ed esulta in Dio.   Che lo ha salvato.

Ha spiegato la potenza del suo braccio.         Ed ecco che ci mette le mani,  Dio.   Ci mette il suo braccio, Dio.   Dispiega il suo braccio, Dio.    Si muove il braccio di Dio.    Ed esce tutta la potenza di Dio.

 

Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.         E li prende,  i superbi.     E li fa perdere.  E li fa disperdere.     E li fa finire. E li fa sparire.    Li travolge,   li stravolge.     Li sconvolge.     Sconvolge i loro pensieri.   Sconvolge i loro piani.    Fa crollare i loro piani.    E pure loro.

Ha rovesciato i potenti dai troni.           E li prende i potenti.    E gli prende i troni.    E li rovescia.  Li capovolge.     E li fa scendere.  Li fa cadere.  Li fa crollare,  dai loro troni.   Li mette giù. Li porta giù.   A terra.     Senza più troni.     E senza loro.

Ha innalzato gli umili.          E quelli che avevano usato,  che avevano abusato,  che avevano violato,   che avevano abbassato,     li prende e li alza.  E li rialza.  E li innalza.  Li tira su.  Li mette su.    Li mette sui  troni.     E gli ridà la dignità.   E la maestà.

Ha rimandato i ricchi a mani vuote.           E i ricchi,   che si sono presi tutto,   e hanno riempito le loro mani  e le loro tasche di tutto,    gliele svuota.    E non gli rimane niente. E non hanno più niente.    Manco se stessi.

Ha ricolmato di beni gli affamati.      Quelli che sono stati privati.   Quelli che sono stati derubati.   Quelli che sono stati affamati,    sono ricolmati.  Sono riempiti.  Sono saziati.  Di tutti i beni.    Anche di se stessi.

 

Maria,    Assunta in cielo.                                                                                                 Ecco cosa ci aspetta !

 

 

 

 

 

 

 

Il pane è la mia carne

In quel tempo, i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».  Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.   Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.   Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

 

“Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.    Se uno mangia di questo pane  vivrà in eterno   e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.      E per te,   cosa è quel pane ?

 

È solo pane.

Ti levano il pane.         Ti levano l’eucarestia.     Ti fanno credere  che è solo pane.   Che non è eucarestia.    Ti manipolano il pane. Ti manipolano l’eucarestia.    E non è più pane. E non è più eucarestia.

Te la prendono.    Te la rubano. Te la strappano via.  L’eucarestia.     Te la fanno cambiare.  Te la fanno profanare.   Te la fanno gettare via.  L’eucarestia.      Ma ti sei gettato via, tu.    Solo tu.

Ti chiudono le chiese.        Per non fartici arrivare.  All’eucarestia.      Ti chiudono le porte. Ti sprangano le porte.    Ti lasciano fuori. Ti mettono fuori.  Ti fanno fuori.     Per non fartici arrivare.     Ma sono loro, che hanno chiuso le porte,  a Dio.    Ma sono loro,  che si trovano le porte sbarrate,  di Dio.     Sono loro,   che rimangono fuori.     Sono loro,  che sono fuori.  Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

È l’eucarestia.

Quel pane,  non è solo pane.    È il corpo di Gesù.    È la sua carne.   È la carne del Figlio di Dio.  Di Dio.     Non è un simbolo.  Non è un pensiero.  Non è un ricordo.     È Dio. Vivo. Vero.  Reale.    Che viene in te.  Ora.

 

Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato.    Vai alla ricerca di chi ti porta da Gesù.    Ecco chi è.  Ecco chi lo fa.  Il Padre.    È il Padre che ti sceglie,  per andare da Gesù.   È il Padre che vuole, che vai da Gesù.   È il Padre che ti porta, da Gesù. È il Padre che ti attira a lui,  e ti attira al Figlio.     Ecco come ci vai,  da Gesù.

Io sono il pane della vita.    La cerchi la vita.  Ma nessuno te la da. Ci sta solo chi la prende, chi te la prende.   Ecco Gesù  è il pane, che ti da la vita.   Il pane  che ti rida la vita.  Il pane, che ti riporta in vita.     L’unico pane, che ti riempie di vita.   L’eucarestia.

Perché chi ne mangia non muoia.     Quel pane,  è il corpo risorto di Gesù.   Ha passato la morte. Ha sorpassato la morte.  Ha trapassato la morte.   Ha vinto la morte.   In quel pane, non ci sta più la morte.     E se lo mangi, anche tu,   non muori più.

 

Io sono il pane vivo.         Non è un simbolo.  Non è un segno.  Non è un significato.  L’eucarestia.     È un pane vivo.   È Gesù vivo. È Gesù vero. È Gesù intero.

Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.   E la vita che ti dà, non è una vita semplice. Non è una vita normale. Non è una vita banale.    È la vita di Dio,  che ti da.   E ti fa entrare nella vita di Dio.   E Dio è eterno. E la sua vita è eterna.    E diventa eterna,  pure la tua.

 

Il pane che io darò, è la mia carne.          Ecco cosa è quel pane.    È la carne di Gesù.  Dentro ci sta Gesù,  che vive.    Dentro ci sta il cuore di Gesù,  che palpita.   Dentro ci sta il cuore di Gesù,  che batte.    Dentro ci sta il cuore di Gesù,  che ti ama.    Dentro ci sta il cuore di Gesù,   che viene nel tuo.

Per la vita del mondo.        L’eucarestia  non è solo per te.    È per il mondo.   Non da la vita solo a te.  Ma a tutto il mondo.     Non ridà la vita solo a te.  Ma a tutto il mondo.   Non fa tornare in vita solo te.    Ma tutto il mondo.

 

Ecco,   l’eucarestia.                                                                                                                  Salva il mondo.

 

 

 

 

 

 

Io sono il pane

In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».  Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».  Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».  Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».   Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

 

“ È il Padre mio che vi dà il pane dal cielo,  quello vero.  Infatti il pane di Dio  è colui che discende dal cielo e da la vita al mondo.   Io sono il pane della vita;  chi viene a me non avrà fame   e chi crede in me non avrà sete,  mai!”.        E il tuo pane,   da dove viene ?

 

Dal basso.

Ti danno il loro pane,    che viene dal basso.     Perché sono loro,  che vengono dal basso. E ti danno il loro pane  nero     Perché sono loro, che sono neri.    E ti fanno nero.  E diventi nero.   Come loro.

Ti danno il loro pane,   non vero.     Perché sono loro,  che non sono veri.   Ti danno il loro pane finto.   Che ti nutre per finta.  Che ti sazia per finta.      E ti fa finto.   E diventi finto. Come loro.

Ti levano il cielo.    Ti chiudono il cielo.  Ti separano dal cielo   . Così non può più scendere il pane del cielo.    E rimani senza cielo.  Solo con loro.     Ma sono loro, che non ci stanno, se non ci sta il cielo.      Ma sono loro,   che si sono cancellati,   senza il cielo.    Sono loro, che se ne sono andati,    dal cielo.       Ancora. Ora.   Per sempre.

 

 

Dal cielo.

Ecco il pane, che viene dal cielo.  Che viene dall’alto.  Che viene da Dio.     È  solo Gesù, che viene dal cielo.    È Gesù, il pane del cielo.     È Gesù, che viene da Dio.    È Gesù,  il pane di Dio.

 

È il Padre mio, che vi dà il pane dal cielo.      È il Padre  che lo manda.  È il Padre che te lo manda.   È il Padre che te lo da.   È il Figlio suo,  che ti da.    È il Figlio suo,  il pane di Dio.

Quello vero.       Su di lui ci sta il sigillo del Padre.    Su di lui ci sta l’impronta del Padre.  Su di lui,   ci sta inciso il volto del Padre.     È Gesù,  il pane vero,   del Padre.

 

Io sono il pane della vita.           È Gesù il pane della vita.    L’unico pane vero.    L’unico pane che da la vita.     L’unico pane,  che ti ridà la vita.     L’unico pane che  riporta in vita.   La tua anima.   Il tuo cuore.  E il tuo corpo.

Chi viene a me non avrà fame.        Quel vuoto nel cuore.   Che ti ha fatto cercare il pane.  Che ti ha fatto implorare il pane.    Che ti ha fatto mendicare il pane,  di altri.       Nessuno lo ha visto.   Nessuno lo ha sentito.  Nessuno lo ha capito.        Ora Gesù lo riempie.  Solo Gesù lo riempie.   E non fa più male.    E non ci sta più la fame.   E non hai più fame.

Chi viene a me non avrà fame.            Quel buco nel cuore.    Che ti ha colpito il cuore.  Che ti ha  trafitto il cuore.  Che ti ha  ha trapassato il cuore.      Nessuno lo ha capito.  Nessuno lo ha riempito.       Vai da Gesù.     E lui lo colma.  Lo ricolma.  Lo riempie,  di lui.   E lo sana,  lo risana.    E non fa più male.   E non stai più male.    E non hai più fame.

E chi crede in me non avrà sete, mai!            Hai il cuore arso.     Lo hanno bruciato.  Lo hanno seccato.  Lo hanno inaridito. Lo hanno impietrito.        Hai sete.    Nessuna acqua,  la può colmare.    Nessuna acqua,   la può calmare.      Nessuna acqua,   la può fermare.   Credi in Gesù.     È Gesù il tuo pane.     E ti batte il cuore.   E ti palpita il cuore.  E ti riparte il cuore.      E quella sete si calma.   Si placa.  Si ferma.     Non brucia più.   Non ci sta più.  E non hai più sete.     Mai più!

 

È Gesù,   il pane.                                                                                                                       È   l’eucarestia.

 

 

 

 

 

 

La moltiplicazione dei pani

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.   Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.   E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.  Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

 

“Allora Gesù prese i pani e,  dopo aver reso grazie,  li diede a quelli che erano seduti,  e lo stesso fece dei pesci,  quanto ne volevano.”           E tu,   quale pane,  mangi ?

 

Il loro pane.

Lo vogliono fare loro,    il pane.       Vogliono essere loro,  il tuo pane .    Vogliono diventare loro, il tuo pane.    Ma il loro, è un pane malefico.  Deteriorato. Avvelenato.    Che ti fa male. E stai male.

Ti levano  il tuo pane.   Ti levano tutto il pane.   Così sei costretto a mangiare,  il loro.  Così se costretto a mangiare loro.     E diventi come loro.  Cattivo come loro.

Ti levano il pane di Gesù.    E ti portano via il pane di Gesù.    Perché lo sanno che è di più. Perché lo sanno che è Dio.     E se ci sta Dio,  loro non ci stanno.    Non ci possono stare. Non ti possono toccare.     E se ne vanno. E se ne vanno via.   E scappano via.     Ancora.  Ora.   Per sempre.

 

 

Il pane di Gesù.

Il pane di Gesù,   è l’eucarestia.      È il suo corpo e il suo sangue.    Il corpo e  il sangue del Figlio di Dio.    Il tuo pane  è il pane di Gesù.   È Gesù.

 

Dove potremo comprare il pane.   Te lo chiede Gesù.  Dove lo vai a prendere, tanto pane? Da chi lo vai a comprare,  tanto pane?    Chi te lo da,  tanto pane?

Perché costoro abbiano da mangiare?    Chi te lo da tanto pane,  per sfamare tanta gente? Chi te lo da tanto pane,  per riempire il cuore di tanta gente?  Chi te lo da il pane, che sazia il cuore di tanta gente?

Duecento denari di pane non sono sufficienti.     Ecco, te ne accorgi.  Che non hai niente. Che tu non ce la fai.  Che tu non puoi.  Che tu non sei.    Che non sei tu,  che li sazi.

C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci.     Ecco c’è un poco.   Una povera cosa.   Una piccola cosa.   Una unica cosa.

 

Allora Gesù prese i pani.       Ecco Gesù la prende nelle sue mani,   quella piccola cosa. Quel piccolo pane.  Quel povero pane.  Quel solo pane.     Ora sta,  nelle mani di Dio.

E dopo aver reso grazie.      A chi rende grazie,  Gesù?   Al Padre.   Al Padre lo chiede. Con il Padre lo fa.   Con il Padre te lo da.   E gli rende grazie.  E gli rende gloria.  Perché anche il Padre lo vuole.

Li diede a quelli che erano seduti.        Quel pane, te lo da lui.   È il pane che viene dalle sue mani.   È il pane che è stato nelle sue mani.    È il pane che ha toccato le sue mani.   Le mani di Dio.     E non è più  lo stesso pane.   E non è più  pane.

Lo stesso fece dei pesci.      Pesce  in greco  è   ΙΧΘΥΣ.     Se le metti in verticale,  le lettere  formano:    “Iēsous Christos Theou Yios Sōtēr“   =    Gesù Cristo,   Figlio di Dio, Salvatore.     Era il simbolo di Gesù.     È Gesù che ci sta.    È lui  che passa.    È lui,  che ti passa.    È lui,  che ti da.

Quanto ne volevano.     Il pane che viene dalle mani di Dio,  è di Dio.   E non finisce mai. Perché Dio non finisce mai.    Non ha limiti,  non ha confini.    Ci sta sempre.   Ci sta per sempre.

 

Raccogliete i pezzi avanzati.     È un pane divino.  Non lo devi buttare. Non lo devi lasciare. Non lo devi lasciare andare.    Lo devi raccogliere. Lo devi accogliere.  Lo devi riparare.  Lo devi rispettare.    Perché è  di Dio.

Perché nulla vada perduto.           Non lo perdere.  Il resto del pane.    Perché ti perdi tu.   Non lo gettare il resto del pane.   Perché ti getti tu.    Non lo calpestare il resto del pane. Perché ti calpesti tu.      Non lo cancellare il resto del pane.    Perché ti cancelli tu.

 

Allora la gente visto il segno che aveva compiuto.       Ecco il segno di quello che è Gesù. Questo è il segnale  di quello che è Gesù.      Questa è la prova  di quello che è Gesù.   Non lo può fare un uomo.   Solo Dio.   E Gesù  è Dio.

Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo.          È il corpo che lo riconosce.   È il corpo che lo sa.    È il cuore che lo grida.     È l’anima che lo canta.  Che lo danza. Ecco,  è venuto.    Colui che ha mandato Dio.   È venuto Dio.

 

Ecco   cosa è  Gesù.                                                                                                               È   il pane di Dio.

 

 

 

 

 

 

Non hanno pastore

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.  Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.   Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

 

“ Vide una grande folla,   ebbe compassione di loro,   perché erano come pecore  che   non hanno pastore.”      E tu,   hai un pastore ?

 

Senza pastore.

Te li hanno levati,    i pastori.      Se li sono presi loro,   i pastori.    Se li tengono loro.       Li hanno fatti diventare loro,   i pastori.        E non li trovi più.    E non ci sono più.

Li hanno bendati ,   i pastori.     Li hanno mascherati,  i pastori.    Li hanno legati.  Li hanno stretti.   Li hanno costretti.       E non possono più parlare.      E non ci possono più  stare. Per te.

Hanno bendato,   pure Gesù.       Si sono presi pure Gesù.    E ti hanno levato pure Gesù.  Ti hanno levato la messa.    Ti hanno mascherato la messa.  Ti hanno cambiato la messa.   Ti hanno preso la chiesa.    Ti hanno chiuso la chiesa.    Si sono presi la chiesa,  di Gesù.   Ma Gesù è Dio.      E non ce la fanno.  E non ci riescono.      Sono loro,  che si sono levati.  Sono loro,   che si sono tolti.    Sono loro,   che se ne sono andati.     Sono loro,   che si sono cacciati.        Ancora. Ora.    Per sempre.

 

 

Hai Gesù.

Hai Gesù,  come pastore.    Gesù è il tuo pastore.      È lui l’unico, vero pastore.  Solo lui sa dove andare.   Solo lui conosce la strada.     È lui,  la strada.     Che ti porta al Padre.

 

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù.      Sei pastore.   Se vai da Gesù. Se torni da Gesù. Se ritorni da Gesù.    Se stai attorno a lui.    Lui al centro, e  tutti gli altri intorno.    Attorno.

Venite in disparte.      Sei pastore.   Se vai in disparte con Gesù.   Se ti ritiri in disparte con Gesù.  Se stai in disparte,  con Gesù.     Per sentire lui . Per provare lui.  Per vivere di lui.

Voi soli.      Non ci devi andare,  con chi ti porta via.    Non ci devi portare chi,  ti porta via. Non ci devi portare,  quello che ti porta via,  da lui.    Gesù vuole incontrare te.   Solo te.   Tu e lui.

In un luogo deserto.     Lo trovi Gesù.   In un luogo deserto.    Dove non ci sta,  quello che ti ha portato via.   Dove non ci sta,   quello che ti ha strappato via.   Dove non ci sta quello, che ti ha buttato via.   E lo ha buttato via.

E riposatevi un po’.      Sei pastore.  Se ti metti nelle braccia di Gesù.   Se ci stai,  nelle braccia di Gesù.   Solo lì,  puoi riposare.   Solo lì, ti puoi ritrovare.   Solo lì, ti puoi rifare. Cuore a cuore, con lui.

 

Ebbe compassione di loro.     Sei pastore.   Se hai il cuore di Gesù.   Se senti, con il cuore di Gesù.    Se ti batte dentro,   il cuore di Gesù.      E allora ce la fai,   a sentire il loro dolore. E allora ce la fai,  a tenere il loro dolore.     E allora ce la fai  a soffrire,   con il loro dolore.

Erano come pecore che non hanno pastore.  E glielo ridai il pastore. Perché gli porti Gesù. Gli riporti Gesù.   Gli riporti il pastore.    Il pastore che gli serviva.     Il pastore che avevano perduto.    Il pastore,  che gli avevano levato.

E si mise a insegnare loro molte cose.         E lasci parlare,  a Gesù.    E lasci insegnare, a Gesù.    E lasci dire, a Gesù.     Solo Gesù,  li può portare.    Solo Gesù,  gli apre il cuore. Solo Gesù,  li fa sentire.    Solo Gesù,  li fa capire.

 

Sei pastore.                                                                                                                           Se Gesù,   è il tuo pastore.