È risorto !

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».  Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.  Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

 

Ti dicono che  Gesù è risorto.       E tu,   corri al sepolcro?

 

Non corri.

Non corri,   non ti muovi neppure.     Non ti palpita il cuore.  Non ti è mai palpitato.   Te ne  stai al chiuso, isolato, pietrificato.   Trincerato nelle tue convinzioni.      Per te è tutto finito,   è tutto perduto.    Perché lo pensi a modo tuo.  Lo vuoi a modo tuo.    Lo fai tuo.

 

Corri.

Corri,  con il cuore in gola.  Con il fiato corto.   Con le gambe che volano.   Ti porta il cuore. Ti palpita il cuore.  Ci hai messo il cuore.     E corre lui,  più di te.

 

Il sepolcro  è aperto.    La pietra che lo chiudeva,  è rotolata via.    Anche tu non sei più chiuso.   La pietra che ti bloccava  il cuore e l’anima,   è stata spostata.

Il sepolcro  è vuoto.     Dentro,  non c’è più la morte.   Anche in te,  non c’è più la morte. Non vince più la morte.    E tu, non sei più un sepolcro.

I teli e le bende.     Sono i resti.    Sono i segni del dolore.    Sono stati toccati,  riempiti, trapassati, da Dio.     Il Figlio di Dio li ha segnati,  impressi, impregnati,  del suo sangue.    E li ha sigillati,   con il suo corpo risorto.

Anche in te,    sono rimasti i segni del dolore.   Le tue bende sono passate, trapassate,    si sono riempite dell’immagine  di Cristo risorto.

E sono deposte.  E non servono più.

 

Gesù  è risorto!

E risorgi anche tu,  con lui.

 

 

 

 

 

 

 

Tommaso

Incredulità-mail (3) - Copia

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

 

Gesù  è risorto.        Perché ha ancora,  le ferite?

 

Quelle ferite,  le devi toccare.

Per sentire che sono reali.  Che sono vere.  Che sono vive.     Che sono le sue.

Per sentire che sono guarite.   Che sono finite.     Che non fanno più male.

 

In quelle ferite,   ci devi entrare.

Ci devi passare.     Per toccare lo Spirito Santo,   che le ha riempite.

 

In quel costato,  ci metti la mano.

Per toccare il suo cuore.     E sentirlo battere,  insieme al tuo.

 

Ora lo sai.    Chi  è.

Mio Signore,  e mio Dio!

 

 

 

 

 

 

 

Gesù è risorto.

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Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.  Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.  L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».  Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.  Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

 

 

 

Chi  te la da,   la resurrezione?

Solo  Gesù,  risorto.

 

Te lo dice l’angelo.

Il crocifisso non è qui.   Il dolore non è qui.  La morte non è qui.    Gesù,  è risorto.

Se sei in lui.    I tuoi chiodi cadono.   Non ci sono più.    Non ti fanno più male.                 Non ti fanno più morire.     Sei risorto,  in lui.

 

Te lo dice la pietra.

Rotolata via.  Levata. Spostata.     E la tomba vuota.    Non è più una tomba.

Se sei in lui.     La pietra che ti pesa sul cuore,   rotola via.     Non ti chiude più.                Non ti separa più.     Si spalanca  il tuo sepolcro.    E non è più un sepolcro.

 

Te lo dice Gesù.

Con il suo corpo risorto.    Te lo fa vedere.   Te lo fa toccare.   Te lo fa sentire.

Se sei in lui.      Ritornerà,   e farà risorgere anche il tuo corpo.    E vivrai in lui.               Per sempre,   intero.

 

Rimani in lui.

Abbracciato,

ai suoi piedi.

 

Ecco la Pasqua.

 

 

 

 

 

 

È risorto!

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 Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.  Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».  Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.  Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto. 

 

 

 

Anche tu lo cerchi tra i morti?

Come le donne.    Non ti entra in testa.    Non ce la fai a capire.    A sentire,  che cosa è successo.

E stai li,   davanti a quel  vuoto.   Ti senti  il vuoto, dentro.     E stai li, davanti a quel niente.  Ti senti il niente,  dentro.    Come se tutto è perduto.    Tutto è  scomparso,  tutto è  finito.  Come se fosse stato un sogno.

Perché lo cerchi tra i morti.

Lo cerchi tra i morti,  perché per te,  è solo un uomo.   Lo cerchi tra i morti,  perché per te non è un Dio.    Lo cerchi tra i morti,  perché per te è solo  un ricordo.   Lo cerchi tra i morti,   perché tu  sei morto dentro.

 

Te lo dicono gli angeli di Dio.   te lo dice Dio.

Cercalo tra i vivi.      È  risorto!     Ha dato la sua vita per salvarti.    Lui la da,  e la riprende.  Perché è Dio.    È il  Figlio del Dio  Vivente.

 

Cercalo tra i vivi.     Cerca il suo volto.   Guardalo.  Parlaci,  ascoltalo,  amalo.

Cercalo tra i vivi.     Riempi  il tuo volto,    del volto   di Cristo risorto.

E non sarai più vuoto.   E non sarai più morto.   Non sarai più sepolto.

 

E sarai risorto,  anche tu.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il buon pastore

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In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.  Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.  Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

 

 

Ti fanno credere  di essere loro,  i pastori.  Ti incantano  con le loro luci,  i loro suoni.  Come pifferai.  Ti vengono a rubare,  a portare dove vogliono loro.   Ti portano nei loro pascoli,  a mangiare la loro erba, avvelenata.

Ma sono mercenari.   Non gli stai a cuore tu.  Non sei suo,  non gli appartieni.  Solo l’interesse gli appartiene, il suo.  E quando non c’è più, ti abbandonano, ti lasciano da solo.

Sono lupi.  Ti rapiscono e ti disperdono.  Ti confondono, ti usano.  Ti dividono, ti isolano,  ti spezzano.  Così ti perdi.

Cristo risorto,  lui  è il buon pastore.   È l’unico, vero, buon pastore.  Perché ci tiene a te. Gli stai a cuore.   Lui ti ha fatto.   È il tuo Signore e  il tuo Creatore.  Lui solo  ti conosce fino in fondo,  e tu lo riconosci.  Perché lui ti ha voluto, pensato, amato da sempre, dall’eternità,  nella Trinità.

Cristo risorto  è  lui  il buon pastore,  perché ti ha dato la vita.   È morto per darti la vita.   La sua morte,  è la sua vita donata,  a te.

Nessuno gliela  può levare.  Lui la dona,  e lui la riprende.  Lui è la risurrezione.

Cristo risorto  ora ti dona la sua vita, risorta.  Per farti risorgere con lui e in lui.

Nel Padre. E per il Padre.

 

 

 

 

 

 

Pace a voi

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In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.  Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 

 

Per te,   Cristo risorto,   è vero  o è un fantasma?

Un fantasma  non ha carne e ossa.   Non ha corpo, non si tocca, non mangia.  Gesù si può toccare,  mangia.  Lo prova, lo mostra, lo dimostra,  agli apostoli.  Davanti a loro.

Ma come è possibile?

Lui è Dio.  È il Vivente. È più vivo di te.  Lui è la realtà.  La realtà è stata creata per mezzo di lui,  ed esiste in lui.   Senza di lui,  non c’è.   Neppure tu ci sei.

Ma io non lo vedo.

Non lo vedi con gli occhi.  Ma il tuo cuore, la tua anima, lo possono vedere, lo possono sentire.

Come i discepoli di Emmaus,  Cristo risorto lo puoi riconoscere,  nell’eucaristia.   Cristo risorto lo puoi toccare,  nell’eucarestia.   Può  risplendere il suo volto, in te,  nell’eucarestia.

Puoi passarlo  al tuo fratello.   Puoi portare a lui,  la sua  Pace.

Lo Spirito Santo.

 

 

 

 

 

 

 

Tommaso

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La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. 

 

 

 

Se non vedo, non credo.

Cristo risorto,   non è una suggestione, non è una illusione, non è un’emozione.  Non è una fantasia, un’idea, un pensiero.

È una realtà.   È vivo e vero.  È Dio.  Lui può tutto. Può risorgere, tornare in vita.  Perché è la Vita.  È il Vivente.  È il Tutto.  È  la realtà.

Come Tommaso, non ti basta il racconto.  Lo vuoi incontrare. Lo vuoi toccare, come si fa con una persona viva e vera.

Anche Gesù lo vuole, per questo ti viene incontro.  Viene e ti fa vedere il suo corpo risorto.  Ti fa vedere le sue ferite.  Ti chiede di toccare quelle ferite.

Metti  il tuo dito  nel buco dei chiodi.   Senti,  non c’è più il chiodo,  non c’è più il dolore,   non c’è più la ferita.   È rimasto solo il segno.

Metti  la tua mano  nel suo fianco.   Senti,  non c’è più la lancia,  non c’è più il sangue,    non c’è più la morte.

Quelle ferite  sono ancora lì.   Sono li aperte,  per accogliere le tue ferite.  Per accogliere   il tuo dolore.   Per farti entrare nel suo corpo risorto.

Ecco la risurrezione.

È incontrare Cristo risorto.

È toccare  il segno dei chiodi  e del costato.  È mettere le tue ferite,  in quelle ferite.           È risorgere in lui.

È inginocchiarsi,  davanti a lui.

E proclamare,  “Mio Signore  e mio Dio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Risorto !

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Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salòme comprarono oli aromatici per andare a ungerlo. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole.  Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande.  Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”»

 

 

 

L’amore,   ti porta al sepolcro.   Come Maria,  l’amore  per il Signore,  è più forte.  Va oltre.  E’  l’olio e il profumo che porti.

È l’amore di Dio  che aspetta il tuo amore,  che ha spostato la pietra.  Che l’ha tolta.      Che l’ha fatta rotolare via.  Che ti ha aperto la porta.

Un angelo ti annuncia  il Signore.  È una nuova annunciazione.   Come  a  Maria,  ti dice,  non avere paura.

Non cercare qui, Gesù.  Non è più qui.   Ecco il luogo dove lo avevano messo, vuoto.  Svuotato della morte.  Gesù  è risorto !

Non temere.   Entra nel mistero.  Entra in Dio.   Entra nella sua vittoria sulla morte.    Entra nel  suo trionfo della vita.   Entra nella sua  gloria.   Entra nella sua risurrezione.

 

Ecco la Pasqua.

È entrare nel sepolcro.

È toccare il sudario e le bende, svuotate dalle ferite, dal dolore e dalla morte.

È toccare  la gloria di Cristo risorto.

È  ascoltare  l’annuncio.

È  portarlo a tutti.

 

 

 

 

 

 

Lo risusciterò

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In quel tempo, Gesù disse alla folla:   «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.  E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.  Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

 

 

 

 

Non sei solo, non sei perso, non sei dimenticato.   Non sei mai stato solo, non sei mai stato disperso,  non sei mai stato abbandonato.

Dio Padre è con te,  sempre.  Il Padre ti ha voluto.  Il Padre ti ha pensato.  Fin dall’inizio  del mondo.   Ti ha dato al Figlio.

Il Figlio di Dio ti ha preso con sé,  sulle sue braccia.  E ti ha portato anche quando non lo sapevi.  Non ti ha lasciato mai.   Perché questa è la volontà del Padre.   Per salvarti,  per liberarti da ciò che ti fa male e ti distrugge.  Per farti rinascere, con lui e per lui,  a una vita eterna, divina, sacra.

La volontà del Padre, di Dio Padre,  è che tu vada incontro al Figlio.  Che tu lo vuoi, che lo vivi,  che tu lo senti.   Vuole che tu lo veda.

Tu sei lì,  attaccato la tua croce, legato alla tua croce e Gesù è lì, vicino a te, affianco a te.  Sta dando la sua vita, per te.  Guardalo,  metti i tuoi occhi nei suoi.  Il tuo cuore nel suo.   Il tuo sangue, nel suo.

Guardalo,  è il Figlio di Dio, venuto per te.  Solo lui ti può salvare.  Solo lui ti può dare la vita eterna.  Se lo riconosci il Figlio di Dio,  se ti lasci portare da lui,  lui ti porterà in Paradiso.  Dal padre.

E lì, tu stesso, con i tuoi occhi,  vedrai  il volto di Dio.  Tu stesso, e non un altro. Contemplerai Dio.

Nell’ultimo giorno,  verrà il Figlio di Dio,  a riprenderti tutto intero.  Con il tuo corpo,  la tua pelle,  la tua carne,  il tuo cuore,  i tuoi occhi,   e ti porterà dal Padre.   Tutto intero.  Insieme ai tuoi cari,   tutti interi,  potrai vivere con Dio.

E gioire per l’eternità.

 

 

 

 

 

Lazzaro

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In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

 

Ero morto, Gesù.  Finito, spento, inaridito.  Senza più cuore, senza più anima senza più vita.  Ero morto e mi sono chiuso, rinchiuso nel mio sepolcro. Per non far vedere, per non far capire. Per non far vedere neppure a me stesso. Per nascondermi anche a me stesso.

Ho voluto fare a meno di te.  Ti ho messo fuori, rifiutato, offeso, negato, rinnegato. Non mi sono fidato.   Mi sono ritrovato qui dentro da solo. Al buio.  Ci sono solo le tenebre, il peccato, la miseria vera, la mancanza vera, la solitudine vera.   Non c’è la luce, perché non ci sei tu.   Non c’è la vita, perché non ci sei tu.

Tu aspetti, rispetti.  Aspetti di essere cercato, di essere chiamato.  Ti chiamano le mie sorelle,  ti invocano, ti supplicano.  Ti confessano la loro fede. Ti riconoscono come il Figlio di Dio, al posto mio.

Tutti pensano che è troppo tardi, che anche tu non puoi fare nulla.   Ma tu, Gesù, tu sei la Risurrezione  e la Vita.  Per capirlo, dovevo morire.  Per sperimentarlo, doveva finire ogni speranza.

Tu piangi per me.  Tu, il Figlio di Dio, ti ricordi di me e soffri per me. E ti rivolgi al Padre.  Perché tu vivi con il Padre nella Trinità e il Padre ti ascolta.  Allora, mi chiami per nome e mi chiami a te.

Apri la mia tomba e apri il mio sepolcro.  Spalanchi la mia tomba, come nella tua risurrezione.  Metti il tuo Spirito dentro di me e io torno a vivere.  Riporti in vita il mio corpo, il mio cuore e la mia anima.  Vinci la mia morte, trionfi sulla  morte.  Solo un Dio lo può fare.  Ora tutti sanno che tu sei il Signore.  Che tu sei  la Risurrezione e la Vita.

Esco Gesù, legato dalle bende  e avvolto nel sudario.  Come nella tua resurrezione, ora non servono più, sono deposte da una parte. Rimangono solo loro.

Credo  in te, Figlio di Dio e  vivo in te.

Non morirò più.  Vivrò per l’eternità!