Uno solo è  il Padre

Gesu-discute-con-i-farisei-2 (1)  In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:  «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.  Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.  Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.  Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

 

 

 

E il tuo Maestro,   chi è?

 

Ti senti tu,  la guida.     La vuoi fare tu, la guida.    Vuoi portare gli altri dove dici tu. Come dici tu. Perché lo dici tu.     E li fai perdere,  con te.

Lo vuoi fare tu,  il Maestro.     Per far fare agli altri, quello che vuoi tu.  Come vuoi tu. Perché lo vuoi tu.    E fai fuori, Gesù.

Lo fai tu,  il Padre.   Così fai fuori,  anche il Padre.    Così non hanno più bisogno del Padre.   Così non lo cercano più.  Così non lo pensano più.  Così non lo amano più.

 

Uno solo  è il Maestro. Gesù.    Anche per te. Proprio per te.  Solo lui sa, le cose di Dio.    Solo lui te le fa capire. Solo lui che le fa sentire.     Solo lui è,   la Parola di Dio.

Una sola è la Guida.  Gesù.    Anche per te.   Solo lui conosce la strada, anche la tua. Solo lui ti porta al Padre.   Lui è,  la strada di Dio.

Uno solo  è il Padre.  Quello celeste.    Il primo Padre.  Il vero Padre.   Anche per te.        Il solo Padre,   che ti custodisce sempre.  Che ti protegge sempre. Che ti ama sempre. E non ti lascia mai.

 

Ecco dove andare.

Ecco dove  stare.

Ecco con chi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si, si.  No, no.

 06-agostino-pentecostali-3_53de1072739c9 (1)In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.  Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

 

 

 

Il tuo Si,    è un  si ?

 

Se    il tuo Sì,    a Dio.     Al Figlio di Dio,   e alla sua parola.

 

È   in parte,   è per forma,  è per forza.        È per convenzione,  è  per apparenza,   è per convenienza.                                                                                                                          Se è    una  adesione    appiccicata,  recitata, sceneggiata.    Soffocata, plagiata,  copiata.   Modificata,  stravolta,  falsata.                                                                                                    È   un  No.

 

 

 

Se il tuo No,     a ciò che non è di Dio.     A ciò,   che ti porta via Dio.    A ciò che ti separa da Dio.     A ciò,  che nega Dio.

 

È  a metà.      È per poco.     È per finta,  è per forma,  è per gioco.       Non è chiaro,       non è netto,   non è definito.       Non è completo,    non è concreto,   non è visibile.

Se ti  sei  compromesso.    Se ti ci sei messo  dentro.   Se ci stai dentro.  Se ci vivi dentro.   È   un   Si.

 

 

Il tuo   Si,     sia si.      È il tuo  No,   sia no.                                                                         Dio,    sa    la  verità.        Dio,    è  Verità.

 

Se stai   con lui,

stai   nella Verità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ipocrisia

farisei scribi

 In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.  Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».  Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».  Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

 

 

Ipocrisia.    Con la bocca  dici una cosa,   e nel cuore ne hai un’altra.     Fai una cosa,          e nel cuore ne senti un’altra.    Cerchi di nasconderla, di mascherarla, di non farla vedere.  La tieni nell’oscurità,   perché è oscura.

Ma non ce la fai.    Ti traspare lo stesso.  Traspare dal tuo volto,  dal tuo sguardo, dalle tue mani.    E ti domina,  e ti comanda,  e ti gestisce.    E più la nascondi,  e più ti domina.          E ti prende il cuore. E ti rovina il cuore.  E ti spegne il cuore.

Hai scelto  le cose oscure.   Hai riempito il tuo cuore  di cose oscure.   E da lui escono cose oscure e impure.  Che fanno male a te,  e agli altri.

 

Se scegli Dio.   Se riempi il tuo cuore di Dio,  veramente,    allora il buio se ne va.           Dal tuo cuore esce Dio.  Traspare Dio.   Illumina il tuo sguardo,  il tuo volto,  le tue mani.

E l’altro lo vede,  e l’altro lo sente,  e l’altro lo vive.

Il cuore di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tributo a Cesare

il-tributo-di-cesare - Copia

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

 

 

Usare Gesù.   Farlo diventare moneta. Volerlo, come moneta.  Venderlo, come moneta.  Metterlo a disposizione,  a condizione,  a consumo.   Metterlo al servizio.

Metterlo sotto.  Metterlo sotto ricatto, metterlo sotto scacco.  Metterlo sotto il potere, sotto il denaro,  con il denaro.

Gesù è Dio.   Le cose di Dio,  sono solo di Dio.   Non appartengono al mondo.

Le cose di Dio,   hanno l’immagine di Dio,  il volto di Dio, impresso in loro.   È stampato in loro.   C’è solo il volto di Dio.   Non c’è il volto di nessun altro.  Neppure il tuo.                     Il Signore  è l’unico Signore.   È l’unico Dio,  di tutte le sue cose.  Di tutte le cose.

Non confondere,   non mescolare,  non amalgamare,   le cose di Dio con le cose del mondo.   Per nascondere il male,  per farlo diventare bene,  per giustificarlo, esaltarlo, lodarlo.

Solo in Gesù,   le cose di Dio  toccano le cose degli uomini.  Per salvarli, per liberarli, santificarli.

In Gesù,  c’è il volto del Padre.   Se sei in lui,  con lui,  e come lui,  allora il tuo cuore tocca il cuore di Dio.   Entra,  in lui.

E diventa   una cosa di Dio.

 

 

 

 

Chi, dei due?

Gesù-sacerdoti-e-anziani

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

 

 

Il cuore conta.  Se c’è il cuore, c’è l’amore.  Se c’è l’amore, ci sono i fatti.   Sempre.  Sono i suoi raggi.

Dio Padre chiama anche te, come figlio.   Dice anche  a te di  andare a lavorare nella sua vigna.   Tu che fai?

Come il primo figlio.   Prima, subito, gli dici di no.   Non ti va,  non hai voglia.   Non ti fa comodo, non ti riguarda, non ti interessa.  Non è roba tua.  Ma sei suo figlio, e lui è tuo Padre.

Il Padre ti sta nel cuore.  Non puoi fare a meno del tuo cuore.  Non puoi fare a meno di Lui.  L’amore ti porta.

Stavi andando via,  torni indietro,  cambi direzione.  Ritorni da lui.  E fai quello che ti chiede,  perché lo senti tuo,   è in te,  è per te.  Fai quello che ha preparato per te,  ha pensato per te.  Per salvare te.

Come il secondo figlio.   Prima, subito,  dici di si.  Lo chiami signore.  Perché non è per te, un padre. È un padrone.  Dici di si al comando, alla regola, alla legge.

Fai il figlio, non sei il figlio.  Fai la parte del figlio, perfetto.  Di fuori.  Dici di si. Di fuori. Con la bocca,  non con il cuore.   Hai  il Padre sulla bocca,  non lo hai nel cuore.

E non vai,  e non fai.   Perché ti sembra di aver fatto tutto.  Per te fare, è dire.   Ti fermi,  al dire.  Ti riempi,  di dire.

Con quel  si,  nascondi  quello che fai.  Non si vede quello che fai.   Giustifichi quello che fai.    Un sì falso.  Un sì ipocrita, che offende il Padre.  Che tradisce il Padre e anche te stesso.

E non cambi.  E non  torni indietro.  Perché non c’è amore.  Perché non ti porta l’amore.  Non ti fai portare dall’amore, verso il Padre.

Con quel si,  ti senti arrivato.  Non hai bisogno di essere salvato.  Il tuo Dio è la forma, la regola, l’apparenza. E fai diventare anche l’amore, forma, regola e apparenza.

Sei incastrato, sei imprigionato, sei incatenato.  Hai bisogno di un Dio che ti salvi, che ti liberi.

Solo Gesù lo può fare.  Lui è il Figlio di Dio.   Lui solo  conosce il Padre.

Lui solo  può riportarti da lui.

 

 

 

 

 

Pieno compimento

gesù insegna padre nostro - Copia

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.  Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

 

 

Ma io non faccio nulla di male!    Vado a messa, non uccido, non rubo.   Non basta seguire solo le regole, quello che è scritto, quello che è detto. Non  guardare solo l’esterno, come i  farisei.

Guarda all’interno, al cuore, all’intenzione.  Il male si può annidare nel cuore e lo distrugge.  E lo separa da Dio. E non riesci più ad amare Dio con il cuore.

Non uccidere.    Non è solo uccidere il corpo.  Ma è anche uccidere la mente, il cuore, l’anima, di una persona. Quando la calunni,  la condanni.  Quando la annulli, la schiacci, la calpesti.  Quando la isoli  da ciò che la sostiene, fino a farla crollare.   Quando non la  aiuti, e non vedi, non senti e non parli,  e la lasci morire.

Non commettere adulterio.    Non è  solo  l ’infedeltà  compiuta .  Guarda  all’istinto,  al desiderio.  Se lo lasci andare senza limiti,  senza freni.  Se lo abusi.  Se non lo controlli  e non lo gestisci.  Ti porta con sé,  ti trascina e ti domina.   Diventa il tuo Dio e tu il suo schiavo.

Non giurare il falso.    Non è solo giurare il falso in pubblico, che si vede.  E’ anche la falsità che non si vede.  È l’inganno,  la menzogna, l’ipocrisia.  È usare l’ipocrisia.  È confondere, mascherare, negare, non far capire,  quello che si pensa, che si dice, che si vuole.   È vivere nel buio.  È  scegliere il buio.   E  non riesci  a vivere Dio che è luce e verità.  Dentro e fuori.

Il male, non lo fai solo agli altri.  Lo fai  a te.  Non ti conviene.

Il male non lo fai solo agli altri.  Lo fai anche a  Dio.  Perché lui è il Padre  e   loro sono i suoi figli.

Anche tu.

 

 

 

 

La divisione


Don Dino Puglisi

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!  Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone,saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

 

 

 

La maschera dell’ipocrisia, per non far vedere, per accecare, per ingannare.  La maschera della falsità, per distogliere l’altro e anche te stesso, dalla verità del cuore. Per separare l’altro e anche te stesso, dalla verità dell’anima.

Fingere, adattarsi, conformarsi,  rinnegarsi, ti sembra la cosa migliore, la cosa meno problematica, la cosa più pacifica. E così,  confondi la falsità  con la pace.

Gesù ti indica la strada, che è la sua strada.  Essere vero,  sincero, deciso. Essere quello che sei.  Essere quello per cui sei stato creato.  Fare quello per cui sei stato pensato. Quando sei te stesso, ti  definisci.  Ti dividi dagli altri,  nel senso  che ti distingui,  ti  differenzi.

Seguire Gesù significa essere te stesso ancora di più.  All’ennesima potenza, al massimo,  al cubo, a 360° gradi. Totalmente, integralmente, veramente. Seguire Gesù significa mettere lui al di sopra di tutto. Amare lui,  più di ogni cosa e di ogni persona, anche fratello, sorella, madre, padre, marito,  moglie, figlio.  Significa  quindi differenziarsi, distinguersi, dividersi anche da loro, nel senso di non appartenere più a  loro.  Ma a Dio,  prima di tutto,  nonostante tutto.

Essere di Gesù e come Gesù, significa vivere la propria vita  in modo pieno, in modo vero. Portare fino in fondo il compito, la missione, che ci è stata affidata da Dio.  Essere eroi. Essere condottieri, guerrieri, cavalieri,  coraggiosi, leali, fieri.

Essere e vivere nella verità, onestà, fedeltà, coraggio, lealtà, fede.  Sempre, comunque e dovunque.  Fino in fondo.  Fino alla fine.  Fino in paradiso.

Come Gesù.  Come Don Pino Puglisi.

 

 

 

 

Le tentazioni

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».  Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».  Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

 

Gesù era ripieno dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo è Dio stesso. Era ripieno di Dio. Lo Spirito Santo lo porta nel deserto. Quando c’è Dio veramente, ti ritrovi nel deserto del mondo, nel posto dove il mondo non domina, non predomina, non invade.

Nel deserto c’è il diavolo, il male in persona.  È colui che invidia Dio, che non sopporta che sia più di lui. È  lì per separarti da Dio, per farti come lui.  Lì nel deserto  ti tenta. Tocca i tasti deboli, stonati, tocca le parti di te più profonde, più viscerali, più potenti.  E’ lì per tentare anche Gesù,  ma  il Figlio di Dio  lo vince e  ti insegna come affrontarlo e cosa fare.

1° tentazione.  Il male aspetta che tu hai fame. Hai bisogno e ti mette alla prova.  Ti dice:  Vedi, il pane, questa è l’essenza, l’unica cosa che può soddisfarti, quello che conta più di tutto. Mettilo al centro del tuo mondo, smetti di pensare a Dio. Fai delle cose concrete, materiali, il tuo cibo, il tuo unico cibo.

Gesù ti dice: Non di solo pane vivrà l’uomo.  Non basta il pane. Non è il pane che ti da la vita vera. Non è il pane che ti ha creato. Non è il pane che ti ama. Non è il pane che ti  salva per l’eternità. Dio è al centro, Dio è il centro. Dio è il cibo di cui nutrirsi, come il pane.

2° tentazione. Il potere e la gloria.  Essere superiore a tutti, agli altri. Dominare gli altri. Essere il padrone degli altri. Nella gloria, osannato, applaudito, ricercato da tutti, sopra tutti, oltre a tutti, nonostante tutti. Il  potere assoluto. Ma il diavolo, il male in persona, è anche l’ingannatore. Colui che ti inganna, ti imbroglia, ti fa credere quello che non è vero, ti dice cose false. È la falsità in persona, perché è il contrario della verità. Perché rifiuta la Verità.  Quindi ti fa credere che tutto il potere è suo e  lo dà a chi vuole lui.  Se tu lo adori.

Se tu lo adori, adori un potere basato sulla falsità. Un potere basato sull’inganno, sull’imbroglio. Basato sul male. Se lo adori, se ti inginocchi davanti a questo potere, se ti prostri, ti abbandoni a questo potere, se ti metti nelle mani di questo potere, avrai tutto, tutto il male. Stai  adorando il male. Stai adorando il nemico di Dio. Stai  tradendo Dio. Il male ti ha separato da Dio e ora  è lui che  ha il potere su di te.

Gesù ti dice cosa fare.  Inginocchiati  solo davanti a Dio. Prostrati, abbandonati solo ai piedi di Dio. Rendi culto, osanna, glorifica, esalta, solo il tuo Dio. Adora, canta, loda, solo il tuo Dio. E solo Lui.

3°  tentazione. Nuovo inganno. Il male ti dice:  Se non sono riuscito a farti adorare me, allora adora te. Se non vuoi prendere me come Dio, prendi  te, come Dio.

Gettati dall’alto e fai vedere a tutti che sei Dio. Che non ti succede niente. Che sei superiore all’uomo. Che sei superiore alle forze umane, alle tue forze. Buttati, così  obblighi Dio a salvarti, obblighi Dio a intervenire. Così si vede che anche Dio è costretto a fare quello che tu vuoi. Che anche Dio è al tuo servizio.

Ti fa credere che è parola di Dio. Ti fa credere che così lo manifesti, lo rendi visibile, lo  esalti, lo proclami. Che quindi sei un bravo cristiano. Un uomo di fede. Invece è riuscito a farti usare Dio, a strumentalizzare Dio. È riuscito a farti diventare il padrone di Dio, il signore di Dio.  Ti ha fatto negare Dio. Ti ha fatto manipolare Dio. Ti ha fatto crocifiggere Dio, un’altra volta.

Gesù te lo dice. Il Signore non può essere messo alla prova, non può essere comandato. Non può essere obbligato a manifestarsi per forza, perché tu lo decidi, perché tu lo vuoi.  Va rispettata la Sua volontà. È Lui il Signore.

Riconosci Lui come il Signore, se riconosci i tuoi limiti, i tuoi confini. Se riconosci la tua precarietà, la tua povertà, la tua umanità. Se riconosci la tua fatica, la tua debolezza, la tua fragilità.

Allora si manifesta Dio.

 

 

 

Ipocrisia

Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.”

 

Una maschera perfetta, levigata, lucidata. A volte anche scintillante, piena di luci per essere notata, per attirare l’attenzione solo su di lei. Una maschera fatta di norme, di regole tassative, di imposizioni rigide per sé e per gli altri. Per convincere tutti che sei buono, perfetto, senza macchia, senza peccato, senza colpa. Puro, immacolato, santo, divino.

Una maschera per gli altri, per coprire, per non far vedere quello che c’è dietro. Per non far capire quello che c’è dentro. Per nascondere la verità del cuore, per nasconderla agli altri e anche a te stesso. Così ti convinci anche tu che è sufficiente quello che fai, che altro non esiste, che altro non serve. E diventi arido, asettico, amorfo, spento. Non sei sale, non sei luce, non sei  lievito.

Convinci e obblighi anche gli altri a fare come te, ad essere come te. A seguire le tue regole, a servire le tue norme, a mettere la tua maschera. Per non essere il solo a portarla.

Fingi, reciti, simuli, conosci bene il copione. Ma sai che il tuo cuore è altrove. Quello che veramente ti appassiona, quello che ti manda in crisi, quello che ti fa arrabbiare, è altro. Quello che riempie e comanda il tuo cuore, è altro. Quello che sei veramente, è altro.

Nel cuore è  la verità. La scelta del cuore conta. Dal cuore nasce l’invidia, la superbia, l’avidità, l’inganno, la calunnia, la malvagità, l’adulterio, il furto, l’omicidio. Queste cose fanno male agli altri e anche a te. Queste cose sporcano il tuo cuore e anche te. Queste cose rendono  impuro il tuo cuore e anche te.

Lava il tuo cuore, non le mani.
Cura il tuo cuore, non le mani.
Ama il tuo cuore, non le mani.
Dona il tuo cuore, con le mani.

 

 

Attenti al lupo.

 

 

 

 

Gesù continua ad usare la similitudine delle pecore per mettere in luce l’atteggiamento da ‘lupo’ dei farisei. Loro lo assalgono, lo vogliono sbranare perché si dice ‘il Cristo’, l’Unto del Signore, il consacrato, il Messia, il Figlio di Dio. La verità è che erano carichi di invidia, non sopportavano che qualcuno poteva  avere più potere di loro, che qualcuno poteva  mettere in discussione la loro superiorità, il loro giudizio, le loro regole. Loro si facevano chiamare giudici e ‘dei’ ed erano i padroni indiscussi su tutto. Erano loro gli dei. Non c’era posto per un altro dio, per il Figlio di Dio. Gesù gli dice che i miracoli lo testimoniano, ma proprio questi li mettono in crisi, loro non li facevano. Sanno che è vero, che è più forte di loro, per questo lo vogliono uccidere. Per continuare a comandare.

Persone così, onnipotenti, invidiose, gelose, ipocrite, false, ti fanno credere di essere gli unici veri pastori. Vogliono gestire il tuo cuore, vogliono portarti sulla loro strada. Ma ti stanno rubando la tua identità, la tua dignità. Sono ladri. Ladri che entrano dalla finestra, in modo subdolo. Vengono a rubare, a rapire, a distruggere le parti positive di te, per invidia, gelosia,  perché non sei come loro. Per farti come loro.

Fai fatica ad affrontarli perché non riesci ad essere cattivo come loro, incosciente, incapace, assassino.

Solo Gesù riesce ad affrontare la cattiveria, il male, l’ipocrisia che c’è in loro.  Metti la tua vita nelle mani di Gesù, il vero Pastore. Impara a conoscerlo, ascolta la sua voce e seguilo.

Se sei con Lui, nessuno potrà farti del male e distruggerti, nessuno diventerà padrone della tua vita. La tua vita non andrà mai perduta e diventerà eterna. Se sei con Lui, nessuno potrà portarti via,  disperderti, rubarti, strapparli al Lui.

Perché è Dio Padre che ti ha dato a Lui. Il Padre, il Creatore, il Principio di tutte le cose, è il più grande di tutti, è più forte di tutti. Più forte di ogni male. E niente e nessuno potrà mai rubare o strappare dalle sue mani, i suoi figli.

È il Padre che, nel Figlio, con il Figlio e attraverso il Figlio, è il tuo Pastore.