La Passione

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.  Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.   Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.   Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».   Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».   Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.   Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.  Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

 

E tu,   nella Passione,   con chi stai  ?

 

Con loro.

Ti dicono che la croce, è brutta.    Che non è bella.   Che non la devi vedere.  Che non la devi guardare.  Che non la devi avere.    Che ti devi allontanare, dalla croce.   E da Gesù.

E a te,   ti mettono in croce.    Ti attaccano alla croce.  Ti appendono, alla croce.  Ti fanno stare,  in croce.   Senza Gesù.

E  la spezzano la croce.     La levano la croce.  La tolgono la croce.   La fanno fuori,      la croce.  Per far fuori Gesù.    Perché di Gesù,  hanno paura.   Solo di Gesù, hanno paura.   Perché è Dio.    E lui ti può salvare.    Solo lui ti può salvare  Da loro.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Con Gesù.

Se non hai capito il senso della croce.    Se non hai capito la croce,   ti sei perso il meglio.  Ti sei perso il centro.  Ti sei perso il perno.   Di Dio. E di te.   E ti sei perso.

 

Gli scribi insistevano nell’accusarlo.         Se lo accusi Gesù.   Se gli punti il dito contro.   Se ti metti contro.    Se gli dai la colpa.  La tua colpa.    Se non è tua.  Se è solo sua.  Come fa a salvarti?

Erode  lo insultò, si fece beffe di lui.          Se lo deridi.   Se lo umili.    Se lo pesti. Se lo calpesti.   Se lo fai uno scherno. Uno scherzo. Una finta.  Una beffa.   Come fa a salvarti?

Ma essi urlavano: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”.          Se lo condanni.  Se scegli Barabba,    al posto suo.    Se ci metti Barabba,  al posto suo.    Se è meglio Barabba,  al posto suo.  Allora ce l’hai messo tu, in croce.  Lo hai voluto tu, in croce.   Lo vuoi morto tu, sulla croce.   Come fa a salvarti?

Dividendo le sue vesti, le tiravano a sorte.          Se ti prendi,  le sue vesti.    Se ti metti,  le sue vesti.      Se ti giochi, le sue vesti.   Se tiri a sorte, le sue vesti.   Se disonori,  le sue vesti.    Come fa a salvarti?

Ha salvato gli altri. Salvi se stesso!         Se lo sfidi. Se lo provochi.  Lo deve fare, per lui. Se lo porti via dalla croce.    Se lo fai scendere dalla croce.  Se gli fai rinnegare la croce.  Come fa a salvarti?

Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi.       Allora lo deve fare per te.  E lo sfidi ancora. E lo provochi ancora.   Scendi, dalla croce.  Cala giù.   Vieni via,  dalla croce.  Lascia la croce.  E salva te e noi.       Ma non è così che si salva.   Ma non è così che ti salva.

 

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.         Ecco,   come si salva dalla croce.  Ecco,  come ti salva dalla croce .    Ti mette nelle mani del Padre.     Mette la tua anima,   e il tuo spirito,  nelle mani del Padre.    Consegna il tuo spirito,  al Padre.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.          Anche sulla croce.   Proprio  quando stai sulla croce.    Proprio perché stai sulla croce.       Il Padre   conta di più della croce. L’amore per il Padre,  è più forte della croce.      L’amore per il Padre,  supera la croce.  L’amore per il Padre,   vince la croce.     E la morte.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.    Ecco lo spirito di Gesù,  si unisce al Padre. Si riunisce al Padre.  Si apre al Padre.    Ti apre la strada  per il Padre.  Ti porta anche te, tra le braccia del Padre.

 

Ecco, cosa è la croce.    Sono le braccia,  del Figlio di Dio.    Che ti raccolgono.   Che ti accolgono.    E ti portano al Padre.   E ti consegnano al Padre.   Che ti aprono al Padre.

Ecco,   cosa è la croce.                                                                                                        È  la chiave del paradiso.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pescatore di uomini

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.  Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».   E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

 

“Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”.  Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla;  ma sulla tua parola getterò le reti”.  Fecero così e presero una quantità enorme di pesci…“ Non temere;  d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.          E a te,   chi  ti tira fuori ?

 

Loro.

Ti buttano dentro loro,  nella loro acqua nera.    Ti tirano dentro loro,  nella loro acqua nera.   Ti ci schiacciano dentro loro,  nella loro acqua nera.       Altro che tirare fuori.

Ti mettono dentro un peso.    E non sai più risalire.   E non puoi più risalire.   E non vuoi più risalire.    E rimani dentro, in fondo.  E vai a fondo.     Altro che tirare fuori.

E a Gesù,  gli hanno rotto la rete.    Gli hanno bucato la rete.  Gli hanno sbragato la rete. E non può più pescare.    Ma Gesù è Dio.  E non si può toccare.   Sono loro,  che sono finiti dentro la rete.   Che sono cascati nella rete.  Che sono caduti nella rete.    Di chi è contro Dio.   E non li fa scappare.  E non li vuole mollare.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Solo Gesù ti tira fuori,    da quell’acqua  buia.     Solo Gesù ti tira fuori,  da quell’acqua scura.      Solo Gesù ti tira fuori,   da quell’acqua nera.      Dal mare.  Dal male.

 

Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla.           Ci ho provato, Gesù.  Ci ho riprovato. Ce l’ho messa tutta.     Ma non ce l’ho fatta.   Non è uscito niente.  Non è scappato niente.  Non è venuto fuori niente.   Non è servito a niente.      Ma era la mia rete.

Sulla tua parola getterò le reti.       Se lo dici tu.  Se lo vuoi tu.  Se lo fai tu, Gesù.   Allora si può fare.   Ci provo.     Ma non nel mio nome.   Nel tuo nome.   Non con la mia parola.   Ma sulla tua parola.        E ci entro con te  Gesù,    nel mare.

Sulla tua parola getterò le reti.             Sono le tue braccia Gesù,   la rete.      Le tue braccia entrano nel mare.     E prendono.  E tengono.  E contengono.  E raccolgono.     E abbracciano,   tutti i pesci che trovano.     Come me, Gesù.

Sulla tua parola getterò le reti.        È la tua croce Gesù,   la rete.     La tua croce che entra nel mare.    E stacca tutto il nero.   E distacca tutto il nero.      E porta fuori  dal nero.  E dal mare. E dal male.      Tutti i pesci che trova.     Come me, Gesù.

 

E presero una quantità enorme di pesci.          E tutti pesci ti vengono incontro,  Gesù.  Sono i pesci che ti vengono incontro.    Che si lanciano.  Che saltano.  Che balzano. Che si buttano.  Che si tuffano.  Che si gettano.    Tra le tue braccia, Gesù.   Li hai fatti tu.    E senza di te,  non ci possono stare.     Come me, Gesù.

Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù.           E anche io mi getto ai tuoi piedi,   Gesù.   Mi lancio ai tuoi piedi, Gesù.      Perché l’ho provato.   L’ho sperimentato.  L’ho visto.    Che tu sei il Signore.  Che tu sei Dio.      Solo Dio,   lo può fare.

 

Sarai pescatore di uomini.          Sono pescatore Gesù,    perché lo faccio nel tuo nome. Perché ci metto  il tuo nome.    Perché nel tuo nome,   tutto cambia.  Tutto avviene. Tutto succede.  Anche l’impossibile.       Perché è il nome di Dio.   E Dio può tutto.

Sarai pescatore di uomini          Sono pescatore Gesù,   perché ci metto te.    Perché ci vado con te, nel mare.    Perché sono le tue mani,  che prendono le mani,   di chi è in fondo al mare.     Di chi non ce la fa  a venire fuori.  Dal mare. Dal male.    E lo porta su. E lo tira su.

Sarai pescatore di uomini.         Sono pescatore Gesù,     perché ci metto   la tua croce.  Solo la tua croce arriva fino in fondo al mare.     E prende su di sé,  chi è inchiodato al male.   Chi è crocifisso al male.     E lo schioda  dal male.  E lo libera dal male.  E vince il male.   E lo riporta su.  Con te.      Solo tu ce la fai,  Gesù.     Solo tu puoi,  Gesù.

 

Sono pescatore di uomini,  Gesù,                                                                                        perché mi hai scelto tu.

 

 

 

 

 

 

 

Gesù nella sinagoga

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.                                                                                                                                In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.  Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:   «Lo Spirito del Signore è sopra di me;  per questo mi ha consacrato con l’unzione  e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,  a proclamare ai prigionieri la liberazione  e ai ciechi la vista;  a rimettere in libertà gli oppressi   e proclamare l’anno di grazia del Signore».   Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

 

 

“Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi”..   “Oggi si è compiuta questa scrittura”.                     E a te,    che sei oppresso,    chi ti libera ?

 

Loro.

Chi ti opprime,   sono proprio loro.      Chi ti schiaccia.   Chi ti mette sotto i piedi.  Chi ti schiaccia sotto i piedi.     Chi ti calpesta. Chi ti pesta.    Sono proprio loro.     Altro che liberare.

Chi ti lega le mani. Chi ti lega i piedi.     Chi ti incatena le mani e i piedi.   Per non farti scappare.  Sono loro.    Sono loro le tue catene.      Altro che liberare.

Si sono messi loro,  sopra di te.    Ci stanno loro, sopra di te.    E  si ungono  con il loro spirito.  Ma è un altro spirito.  E non è di Dio.    Gesù è Dio.  E lo Spirito di Dio sta in lui.   Sono loro  i veri legati.   I veri incatenati.  I veri inchiodati.    I veri prigionieri,  di un altro.  Che non è di Dio.      E non li molla più.  Senza Gesù.

 

 

Gesù.

Te lo ha mandato il Padre.    Ti ha mandato il Figlio.   Che è Dio.   Perché solo Dio  ti può liberare.   Da tante catene.  Da quelle catene.     Da tanto male . Da quel male.   Solo Dio,  lo può fare.

 

Lo Spirito del Signore è sopra di me.         Lo Spirito Santo,  sta sopra di lui.   È il segno.   È il segnale.   È la firma. È la conferma.    Che li ci sta Dio.    Che in lui ci sta  il Padre.

Per questo mi ha consacrato con l’unzione.          Che è lui,   quello che ha scelto Dio. Quello che ha voluto Dio.  Quello che ha unto Dio.  Quello che ha consacrato Dio.    E gli ha dato la missione.   Di salvare te.

 

E mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.          A te,  che sei povero.    Che ti hanno levato tutto.    Che non hai più niente.  Che non hai manco la forza per stare in piedi.    Ecco chi viene.    Quello che ti alza.  Quello che ti rialza.    Quello che ti innalza.  Sopra di loro.     E ti dà la dignità di Dio.  La forza di Dio.  La ricchezza di Dio.   E non sei più povero.

A proclamare ai prigionieri la liberazione.              A te,   che sei ingabbiato.    Chiuso. Rinchiuso. Sigillato.    Dentro di te.  E fuori di te.     Ecco chi viene.    Quello che  spezza le sbarre.   Quello che ti apre le sbarre.   Quello che scioglie le sbarre.    E ti libera dalle sbarre.    E non ci sono più le sbarre.

E ai ciechi la vista.         A te,   che sei cieco.    Che sei nel buio.  Circondato dal buio. Immerso nel buio.    Prigioniero del buio.      Ecco chi viene.    Chi ti porta via  il buio.   Chi spezza il buio.  Chi rompe il buio.   Chi squarcia il buio.    E fa scappare via il buio.   E non torna più.     E non sei più  cieco.

A rimettere in libertà gli oppressi.       A te,   che ti fanno del male.   Che ti dicono che ti fanno del bene.   Che lo confondono con il bene.     Ti dicono  che non ti devi ribellare.    Che li devi lasciar fare.   Che li devi lasciar stare.    Che non li devi toccare.  Che non li puoi toccare.     Ecco chi viene.  Quello che li fa staccare da te.  Quello che li fa fermare. Quello che li fa tremare.    Quello che li fa cadere .  Quello che li fa precipitare.    Quello che li fa svanire.  Quello che li fa sparire.

 

Oggi si è compiuta questa scrittura.          E non è.  solo una parola.    E  non è più,  una parola.     Oggi. Ora.  Adesso.   Si è compiuta.    È diventata un fatto.  E diventata reale.  È diventata persona.   È Gesù.      Tutto questo,  è Gesù.

 

Gesù lo sapeva,   che ti facevano tutto quel male.    Per questo è venuto.    Gesù lo ha vinto tutto quel male,  sulla croce.   Per questo è venuto.    Gesù ti fa risorgere da tutto quel male. E dalla tua croce.    Per questo è venuto.      In lui,  non stai più male.  In lui, nessuno ti fa più male.

E non sei più  oppresso.

 

 

 

 

 

 

 

È nato il Salvatore !

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.  Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.  Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».  E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli  e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

“Non temete:  ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:  oggi, nella città di Davide,  è nato per voi un Salvatore,  che è Cristo Signore”.                                        E a te,   chi ti salva ?

 

Loro.

Ti bloccano,   loro.      Ti incastrano, loro.   Ti incatenano, loro.  Ti calpestano, loro.   Per non farti scappare.    Figurati  salvare.

E hanno incastrato,  tutti.    E hanno inchiodato tutti.   E hanno calpestato tutti.   Così ti sembra normale.  Così ti sembra regolare.  Così non vuoi scappare.   Figurati salvare.

Lo hanno levato loro,  Gesù Salvatore.   Non lo vogliono Gesù Salvatore.    Non ci deve stare Gesù Salvatore.   Così nessuno ti può salvare, da loro.  Così nessuno ti può liberare, di loro.    Ma Gesù è Dio.   È Dio che ti salva.     E nessuno lo può levare.   Sono solo loro, che sono incatenati. Che sono inchiodati. Che sono schiacciati.  Dal loro falso dio.    E non si possono liberare da soli. Senza il vero Dio.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Il Salvatore ci sta.   Il Salvatore ce l’hai.    Il Salvatore più grande che c’è.  Di più non ci sta. È Dio.     E Gesù è Dio.  È Dio che salva.  Che ti salva.      Ancora. Ora.  Per sempre.

 

Non temete.       Non avere paura.    È finito il tempo della paura.   Lascia andare la paura. Lascia stare la paura.    Non ci sta più,  la paura.

Vi annuncio una grande gioia.     Ora  è il tempo della gioia.   È arrivata la gioia.   Entra la gioia.   Fai spazio alla gioia.  Lasciati riempire  della gioia.

È nato per voi un Salvatore.      Oggi. Ora. Adesso.    È nato il tuo Salvatore.   Quello che aspettavi.  Quello che sognavi.  Quello che speravi.     Ecco, ci sta.  È nato. È vivo. È vero. Lo vedi.

Che è Cristo Signore.      Non è uno qualsiasi. Quello che ti salva.  È la seconda Persona della Trinità.    È Dio in Persona.    È Dio vivo. È Dio vero.     Solo Dio,  ti salva davvero.

 

Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.   Non c’è posto per lui, nelle case dei ricchi.   Non ha a che fare,  con le case dei ricchi.   Non c’entra,  con i ricchi. Il suo posto,  è nella povertà.   È nella semplicità.  Nella tenerezza.  Nella umiltà.  Nella delicatezza.  Nell’essenza.     Li, lo trovi Dio.   Li, ci sta Dio.    Li, nasce Dio.

E subito apparve con l’angelo  una moltitudine dell’esercito celeste  che lodava Dio. L’angelo ti fa vedere da dove è venuto,  quel bambino.   Dal cielo.    Si apre il cielo. Si spalanca il cielo.   Si inginocchia  il cielo.    Davanti  al suo Signore.

Gloria a Dio nel più alto dei cieli   e sulla terra pace agli uomini.          Ecco,   chi è Gesù.     È il Figlio di Dio che scende dal cielo,  sulla terra.   Che apre le porte del cielo,  alla terra. Che porta il cielo,  sulla terra.    Che unisce il cielo, alla terra.    Che è il centro del cielo, e della terra.    E il cielo e la terra,  si ritrovano in lui.

 

E il cielo e la terra,   cantano a Dio,  insieme.     E il cielo e la terra,   lodano Dio,  insieme. E il cielo e  la terra,  rendono gloria a Dio,   insieme.

E anche tu.    Insieme  a loro.

 

 

 

 

 

 

Sordomuto

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.   Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.   E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

 

“Gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua;   guardando quindi verso  il cielo, emise un sospiro e gli disse:  “Effatà”,  cioè “Apriti”.        E tu,    sei sordomuto ?

 

Sordomuto.

Ti hanno fatto sordo,   loro.         Ti vogliono sordo, loro.    Ti hanno chiuso  gli orecchi.      Ti hanno tappato gli orecchi.     Non puoi sentire.   Non devi sentire.       Ma solo quello   che dicono loro.   Solo quello che vogliono loro.    E diventi loro.

Ti hanno fatto muto,    loro.       Ti vogliono muto.    Ti hanno chiuso la bocca.  Ti hanno tappato la bocca.    Non puoi parlare.  Non devi parlare.    Non puoi dire.  Non devi dire.  Ma solo quello che dicono loro.  Solo quello che vogliono loro.     E sei  loro.

Pure a Gesù,    gli hanno chiuso la bocca.      Non gli fanno dire,   quello che non sta bene a loro.    Non gli lasciano dire,   quello che non vogliono loro.     E lo cambiano loro.  E lo aggiustano loro.  E lo rigirano loro.   Così  non è più Gesù.  Ma Gesù  è Dio.    E Dio non si può toccare.  Non si può cambiare.  Non si può violare.      Sono solo loro che si sono violati.      Sono loro,  i veri sordi.   Più sordi dei sordi.     Sono loro,  i veri muti.  Più muti dei muti.   Senza Gesù.    E rimangono così.   Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Non lo sei più.

Eri sordo e muto.    Ma vai da Gesù.     Ti metti nelle mani di Gesù.   Lasci fare a Gesù.    Ti fai fare da Gesù.     E non lo sei più.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.     Gli porti a Gesù, quello che ti fa sordo, che ti fa muto.    Gli porti la parte sorda e muta,  della tua anima.   La parte sorda e muta,  del tuo cuore.     La parte sorda e muta,  del tuo corpo.

Lo prese in disparte, lontano dalla folla.         Con Gesù,  in disparte.    A parte.  Dalla parte di Gesù.      Non della folla.  Non degli altri.  Non di quello che vogliono gli altri.     A tu per tu, con Gesù.     A tu per tu, con te.  E con Gesù.

 

Gli pose le dita negli orecchi.           Sono vive e vere le mani di Dio.   Sono vive e vere le dita di Dio.     E sono le mani di Dio,  che toccano i tuoi orecchi.      E sono le dita di Dio,   che riempiono i tuoi orecchi.       Ora sono pieni  di Dio.

E con la saliva gli toccò la lingua.       È viva e vera, la saliva.     È viva e vera la parte di Dio,  che ti da.    È la profondità di Dio.    È l’intimità di Dio,  che ti da.      Con la saliva ti ha fatto.    Con la saliva, ti rifà.

Guardando  quindi verso il cielo.           Ecco Gesù si rivolge al Padre.    Non è solo lui.  Anche il Padre ci sta.    Anche il Padre è vero.   Anche il Padre lo fa.   Davvero.  Con lui.

Emise un sospiro.       È il sospiro per il Padre.   Il sospiro rivolto al Padre.  È il desiderio del Padre.   È l’amore per il Padre.   È l’unione al Padre.     E anche la tua.

E disse “Effatà” cioè “Apriti”.          Lo comanda Gesù ai tuoi orecchi.  Lo comanda Gesù alla tua lingua.       Lo comanda Dio.  Ha parlato Dio.     E quello che dice Dio,  si fa.  Accade. Avviene.   Diventa vero.    Perché Gesù è Dio.   E solo Dio  lo fa.

 

Subito si aprirono gli orecchi.        E gli orecchi si lasciano fare.  Si fanno fare.  Si fanno rifare.  Da Dio.     E sentono.  E sentono più di prima.    Sentono le cose di Dio.  Odono quelle cose che nessuno ha mai udito.

Si sciolse il nodo della lingua.          E il nodo che avevi in gola e nel cuore,  si scioglie.  Se ne va. Non ci sta più.     E la lingua che era legata,   che era bloccata,    che era inchiodata,   si può muovere.     E può parlare.  E può dire.   Le cose di Dio.   Che ha udito.   Può gridare. Le cose di Dio.  Che ha sentito.    Può lodare  e cantare il suo Dio.

 

Gesù,  lo dice anche a te.                                                                                                                    Effatà.    Apriti.

 

 

 

 

 

 

Li mandò a due a due

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.   E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».   Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

 

 

Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due   e dava loro potere sugli spiriti impuri.                Anche a te Gesù,  ti manda.        E tu,  cosa porti ?

 

Porti te.

Ci vai,   e porti te.      Porti te.  Non Gesù.    Metti davanti te.  Non Gesù.     Metti avanti te,   a Gesù.    Conti  te.  Più di Gesù.      Ci stai solo tu.  Non Gesù.

Ci vai,   e porti loro.       Porti altri.   Porti gli altri.  Non Gesù.    Quello che ti dicono altri. Quello che vogliono altri.  Quello che ti impongono altri.     Ci stanno gli altri.  Non Gesù.

Non porti Gesù.       Hai messo il tuo capo  nelle mani di un altro dio.    Ti sei inchinato a un altro dio.  Ti sei prostrato  a un altro dio.       È quel falso dio,  che porti.    Al posto di Gesù.  Al posto del vero Dio.      Porti,  un altro dio.   Porti altro,  da Dio.   E diventi altro, da Dio.    Come ti può salvare?

 

Porti Gesù.

Non porti te.    Porti Gesù.   Porti il Figlio di Dio.  Porti Dio.     È lui che aspettano.   È lui che cercano.   È lui che vogliono.    Non te.

 

Ordinò loro di non prendere nient’altro che un bastone.        Porti Gesù.   Se il tuo bastone è lui.   Se ti appoggi a lui.   Se ti poggi in lui.  Se il tuo cuore sta in lui.    Se ti sostiene lui. Se ti tiene lui.   Se ti porta lui.

Né pane.      Porti Gesù.    Se il tuo pane è lui.  Se ti nutrì di lui.  Se ti sazi di lui. Se ti riempi di lui.     E non hai bisogno di un altro pane.    E non cerchi un altro pane.    E non ti vendi,  per un altro pane.

Ne sacca.       Porti Gesù.     Se la tua sacca è lui.   Se è piena di lui.   Se è colma di lui. Se ci sta solo lui.    E non ci sta altro, che lo scansa.   E non ci sta altro, che lo mette via. E non ci sta altro, che lo butta via.    E non ci sta altro, che lo tiene fuori.    E lo fa fuori.

Né denaro nella cintura.       Porti Gesù.     Se il tuo denaro, è lui.   Se il tuo tesoro è lui.   Se il tuo oro è lui.   Sei ricco di lui.      E non hai bisogno di altro.    E non ti serve altro.        E non ti vendi,   per altro.     E non lo vendi,  per altro.

Ma di calzare sandali.        Porti Gesù.    Se è lui,  i tuoi sandali.   Se poggi in lui.   Se ti basi in lui.    Se la tua base è lui.    Se ti conduce lui.    Dove vuole lui.

E di non portare due tuniche.     Porti Gesù.  Se la tua unica tunica,  è lui. Se ti vesti di lui. Se ti rivesti di lui.  Se ti copri di lui.   Se ti ricopri di lui.     Se sta sul tuo petto.   Se sta sul tuo cuore.

 

Proclamarono che la gente si convertisse.      Se porti Gesù.   Solo se porti Gesù.   Allora, solo allora, chi ti sente,  lo sente che ci sta Gesù.     È lui, è solo lui,  che ti entra nel cuore. È lui, è solo lui,  che ti cambia il cuore.    È lui, è solo lui,   che ti libera il cuore.

Scacciavano molti demoni.      Se porti Gesù.  Solo se porti Gesù.   Allora il male se ne va. Perché è Gesù, che lo fa uscire fuori.   È Gesù che lo fa andare via.  È Gesù, è solo Gesù, che lo manda via.    È Gesù, è solo Gesù,  che lo caccia via.

Ungevano con olio molti infermi.    Se porti Gesù.  Solo se porti Gesù.   Puoi entrare nella loro croce.    Perché è Gesù che sta nella loro croce.    È Gesù che la conosce la loro croce.    È Gesù che fa santa,   la loro croce.

E li guarivano.     Se porti Gesù.    È solo Gesù,   che li tira fuori dalla croce.   È Gesù, è solo Gesù,   che li tira fuori dal dolore.    È Gesù, è solo Gesù,  che li tira fuori dalla morte.  È Gesù.   È solo Gesù che li guarisce.    E li fa risorgere, dalla loro morte.

 

Se porti Gesù.    Solo se porti Gesù.                                                                                        Ti porta  Gesù.   Dove vuole il Padre.

 

 

 

 

 

 

La figlia di Giairo

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.  Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.  E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

“Gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza:  “La mia figlioletta sta morendo:  vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva.”            E tu,    da chi   ti fai salvare ?

 

Da loro.

Sono proprio loro,    che ti vogliono far morire.  Che ti fanno morire.  Che ti lasciano morire. Perché sono morti dentro,  loro.

Sono loro,     la tua morte.   Sono loro, la morte.      Sono loro, la tua malattia.   Sono loro, la malattia.    Che ti fa marcire.     Perché sono marci dentro,  loro.

E pure a Gesù,    lo fanno morire.  Ancora.    Ci provano a farlo morire.  Ancora.   Ma non ci riescono.  Ma non ce la fanno.  Ma non possono.     Perché Gesù  è Dio.     E la morte non ce la fa,  davanti a lui.      E la morte se ne va,  davanti a lui.    E la morte scompare,  davanti a lui.      Perché Gesù,   è  la resurrezione.      La tua  resurrezione.

 

Da Gesù.

Ti getti ai piedi  di Gesù.    Tocchi i piedi di Gesù.    Tocchi il lembo del mantello di Gesù. Perché lui è  il Signore.    Il Signore della vita.     Quello  che ti ridà la vita.

 

Venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo.    Come Giairo.  Hai capito chi è Gesù. Lui è la tua salvezza.   La tua unica salvezza.    E non la lasci andare.    E non te la fai scappare.

Gli si gettò ai piedi  e lo supplicò con insistenza.           Stai ai suoi piedi.    Perché è Dio.   E sta ai suoi piedi  anche il tuo cuore.    E si piega  anche il tuo cuore.   Verso di lui.   E lo supplichi.    Lo supplica il tuo corpo.  Lo supplica la tua voce.   Lo supplica il tuo cuore.    Più volte.

La mia figlioletta sta morendo.            La mia creatura  sta morendo.     Io sto morendo.   Non ha più vita.    Non ho più vita.

Vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva          La metto nelle tue mani.   Mi metto nelle tue mani.     Le tue mani su di lei.  Le tue mani su di me.     Tu la puoi salvare.  Tu mi puoi salvare.

Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?        Ti vengono a dire, che non ci sta più niente da fare.   Ti vengono a dire,  che non ce la può fare.   Ti vengono a portarti via da lui.    Ci provano a portarti via  da lui.

Non temere, soltanto abbi fede!           Te lo dice Gesù.  Te lo dice Dio.    Non avere paura. Ci sta lui.      È lui, Dio.  Non sono loro.    È lui,  Dio.    E lui  può tutto.   Lui può fare tutto.  Lui li può  rifare tutto.    Ancora.  Ora.

 

Perché vi agitate e piangerete?  La bambina non è morta, ma dorme.     Perché ti disperi. Se c’è Gesù?      Perché ti agiti,  se c’è Gesù?       Perché piangi,   se c’è Gesù?     Ecco   è venuto Dio.     È finito il dolore.

Prese la mano della bambina.           Ecco Gesù,  la prende per mano.     Ecco Gesù, ti prende per mano.     Sta nella mano di Dio.   Stai nella mano di Dio.       Nessuno ti può più fare niente.   Nessuno ti può più toccare.   Nessuno ti può più fare del male.   Neppure la morte.

Fanciulla, io ti dico: alzati!         Ecco Gesù,  lo dice a lei.     Ecco Gesù,  lo dice a te.  Te lo dice Dio. Non uno qualsiasi.      E quando parla di Dio,  succede.  Si avvera.   Diventa vero.

E subito la fanciulla si alzò e camminava.          E si alza.  E ti alzi.     E si rialza.  E ti rialzi. E non è più morta.   E non sei più morto.     E non è più malata.  E non sei più malato.   E cammina.     È guarita.  E sei guarito.

 

Ecco chi è  Gesù.                                                                                                               Quello  che ti salva.

 

 

 

 

 

 

La tempesta sedata

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.   Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».   Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».  E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

 

In questo tempo,   anche noi,   siamo come una barca  nella tempesta,   in balia delle onde.            E tu  che fai,    davanti alla tempesta?

 

Niente.

Te la fanno loro,   la tempesta.      Ti ci mettono loro,  nella tempesta.   Ti fanno morire loro, per la tempesta.      Per farti andare a fondo.   Per tenerti a fondo.  Per incollarti al fondo.  Con loro.  Come loro.

Sono loro,    la tempesta.     Ti ricoprono con le loro onde.   Ti travolgono con le loro onde. Ti rovesciano con le loro onde. Ti affogano con le loro onde.    Perché sono affogati,   loro.

E pure a Gesù,    lo rovesciano.   Lo fanno sparire.    Così non li tocca.  Così non li ferma.   Così non li comanda.      Ma  non ce la fanno.   Ma non possono.    Ma non ci riescono.    Perché Gesù  è Dio.     E non glielo fa fare.      E li fa piegare.   E li fa inginocchiare.    E li fa cadere.     E li fa precipitare.      Ancora. Ora.    Per sempre.

 

Chiami Gesù.

Non stai lì a guardare.   Chiami Gesù.    Lui ti può salvare.   Perché è Dio.   Ed è lì con te. Su quella barca.    Di che hai paura?

 

Ci fu una grande tempesta di vento.         Ecco la tempesta.    Una tempesta  tenebrosa, cattiva.     Una tempesta che butta al vento,  tutto quello che trova.     Una tempesta che sconvolge,   tutto quello che trova.  Una tempesta che si prende,   tutto quello che trova. Una tempesta che getta via,   tutto quello che trova.

E le onde si rovesciarono nella barca.           E ti sovrasta,   con le sue onde,   violente.   E ti impone, le sue onde.    E ti sommerge, con le sue onde.     E ti  rovescia con tutte le sue onde.    Te  e tutta la barca.

Tanto che ormai era piena.        Tanto,  che la barca  si è riempita,   di tutte le sue onde.   E si è assorbita,  tutte le sue onde.     E si è identificata,   con tutte le sue onde.   Ed è diventata,   tutte le sue onde.

 

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.      Gesù dorme.  Perché vuole vedere che fai.  Proprio li.    Davanti a tutta quella tempesta.   Davanti a tutto quel male,  che ci metti?     Ci metti te,  o ci metti Dio?      Ti rifugi in te.  O ti rifugi in Dio?     Lasci fare a te.  O lasci fare a Dio?      Ti fidi di te.   O ti fidi di Dio?

Maestro, non ti importa che siamo perduti?           Pensi  che ti ha lasciato.   Che ti ha abbandonato. Che ti ha dimenticato.   Che non ti vede. Che non ti pensa. Che non ci sta. Che non sa.

Si destò, minacciò il vento.        Si alza Gesù.  Si alza Dio.    È più grande Gesù, di tutto il male.     E il male si fa piccolo,  davanti a lui.     E il male si fa docile,  davanti a lui.

Taci, calmati!      Taci!  Lo dice al male, che sta in quella tempesta.   Lo dice al male che ha fatto,  quella tempesta.     Lo dice al male che è,  quella tempesta.      E  lo blocca.  Lo mette al muro.      E lo fa tacere.

Il vento cessò.           E lo fa cadere.   E lo fa piegare.    E lo fa inginocchiare.  Davanti a lui. E lo fa crollare.   Ai suoi piedi.

 

Perché avete paura?         Ci sta  Gesù.    Perché hai paura?       Ci sta lui.   Di che hai paura.      Ci sta lui.    E non ci sta più  la paura.

Non avete ancora fede?         Ancora non ti fidi,  di Gesù.   Ancora non ti affidi.    Ancora non lo sai,  chi è Gesù.     Ancora non lo sai,  chi è Dio.    Che è il tuo Dio.   Che lui ci sta.  Che lui lo sa.    Che lui,  fa.      Anche se non lo sai.   Anche se non pare.  Anche se non appare.

Chi è dunque costui, che anche il vento il mare gli obbediscono?        Ecco,  lo hai capito. Ora lo hai capito,  chi è Gesù.     È Dio.     Solo Dio  comanda  il vento e il mare.   Perché   è solo  Dio,  che ha fatto il vento e il mare.       E il vento il mare, sono suoi.    Sono in lui.   Non ci stanno  senza di lui.

 

Ecco   chi è Gesù.     È Dio.                                                                                                      È Dio   che ti salva.

 

 

 

 

 

 

Il battesimo del Signore

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».  Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

 

 

E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”               E tu,  in che acqua,  ti battezzi ?

 

Nella tua.

Ti lasci andare.      Ti lasci coprire.   Ti lasci ricoprire,  dalla tua acqua. Nella tua acqua. Ti lasci sparire.       E quando esci,  sei come prima.    E non si aprono i cieli.

Ti lasci andare nell’acqua  degli altri.      Ti immergi in loro.  Ti copri,  ti ricopri di loro.    Ti nascondi in loro.  E sparisci in loro.  E diventi loro.     E non si aprono i cieli.

E anche a Dio,  gli levi  la sua acqua.    Ti prendi la sua acqua.  Ti prendi il suo Spirito. Lo fai tu lo Spirito.     Scendi tu, sugli altri.  Li copri tu, gli altri.       Ma  tu non sei Dio.    E non si aprono i cieli.     Ma si chiudono  i cieli.   A te.

 

In Gesù.

Guarda quel battesimo.  Quello è anche il tuo.  È quello che succede anche nel tuo.     E non è solo acqua.   Ci sta lo Spirito Santo, dentro.    È lui che ci porta dentro quel battesimo.

 

E subito, uscendo dall’acqua.      E ci porta dentro Gesù.   In quell’acqua ci è entrato lui. Il Figlio di Dio.   E quell’acqua è diventata sacra. Di Dio.     E ti fa sacro,  di Dio.

Vide squarciarsi cieli.         Ecco. Davanti al Figlio di Dio, si aprono i cieli.    Ecco il battesimo in lui,  apre i cieli.   Si squarciano i cieli.  E appaiono i cieli.   E scendono i cieli, su di lui.   E si inchinano i cieli,  davanti a lui.

E lo Spirito discendere su di lui.        Ecco il segno di Dio.   Ecco il segno che è Dio.    Scende lo Spirito Santo.   Viene lo Spirito Santo.  Si posa su di lui.    Te lo dice lui.       Te lo indica lui.   Che è Dio.

Come colomba.    È lo Spirito di Dio. Non è una colomba.  Come una colomba scende, viene dal cielo. Appartiene al cielo. Si muove nel cielo e tocca la terra. E ritorna al cielo.

E venne una voce dal cielo.    Dove ci sta Gesù,  ci sta la Trinità.  Ci sta tutto Dio. Ci sta anche il Padre.    È la voce del Padre.   Che te lo dice. Che te lo indica. Che te lo garantisce.   Chi è.

 

Tu sei  il Figlio mio.    Ecco chi è Gesù.   Ecco in chi entri,  nel battesimo.  Ecco in chi ti immergi, nel battesimo.   Ecco in chi stai, nel battesimo.    Nel Figlio di Dio. In Dio.   E in lui,    diventi  anche tu,  figlio di Dio.

L’amato.    Ecco in chi entri, nel Figlio di Dio.  Nell’amore del Padre. Nell’amore di Dio. Vivo e vero.   E diventi anche tu,  amato da Dio.

In te ho posto il mio compiacimento.    Ecco in chi stai.  Nel Figlio di Dio. Che ha fatto quello che gli ha chiesto il Padre. Che ha compiuto la missione che gli ha dato il Padre. Che ha compiaciuto il Padre.    Che è la soddisfazione del Padre.   Che è la gioia del Padre.

 

E diventi  anche tu.                                                                                                              Gioia  di Dio.

 

 

 

 

È nato il Salvatore.

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»

 

 

“Oggi è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore”.    E chi è,  il tuo Salvatore ?

 

Un altro.

Ti fanno credere che  il Salvatore sei tu.    Che ce la fai da solo.  Che lo puoi fare da solo. Che basti da solo.    Ma non cantano gli angeli. E non si aprono i cieli.

Ti fanno credere che il Salvatore è un altro.   E ti fanno inginocchiare a un altro.  E ti fanno adorare un altro. E ti fanno cantare a lui.   Ma non ti salva. E ti fa schiavo di più.  Come lui.

Ti hanno levato  Dio Salvatore.   Ti hanno levato Cristo Signore.   Così non ti può salvare. Ti chiudono. Ti isolano. Anche da Dio.   Così non ti può liberare.  Ma Dio  è Dio.   E ci sta uguale. Nonostante loro.   E ti salva. Nonostante loro.   E ti apre il cielo.    A te. Non a loro.

 

Cristo Signore.

È il Figlio di Dio. È Dio.  L’unico Salvatore.   Quello vero. Quello sicuro. Quello per sempre. Ed è venuto dal cielo.   Per te. Oggi.

 

Vegliavano tutta la notte.      Anche tu sei nella notte.   Anche tu stai nel buio.   Anche tu   sei immerso nel buio.    E non vedi la luce.

Un angelo del Signore si presentò a loro   e la gloria del Signore li avvolse di luce.    Ecco  la luce.   L’unica luce che ti leva il buio.   L’unica luce che vince il buio.  L’unica luce che porta via tutto il buio.   La luce della gloria di Dio.

Non temete.       Non avere paura.  Non avere più paura.    È finito il tempo della paura.  Ora è il tempo della gioia.

E nato per voi un Salvatore.       Ecco chi è venuto. Il Salvatore.  Il tuo Salvatore.  Quello che speravi. Quello che sognavi. Quello che invocavi.

Che è Cristo Signore.    Non è uno qualsiasi.  È il Figlio di Dio. È Dio . È il Signore del cielo e della terra. Ed è venuto sulla terra. Per te. Oggi.

Troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.     Ecco  il segno.     Dio ha messo la sua grandezza, nelle cose piccole.   Dio ha messo la sua ricchezza, nelle cose povere.   Dio ha messo la sua gloria, nelle cose umili.    Così la puoi trovare.

 

E apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste.    Ed ecco si aprono i cieli. Solo il Figlio di Dio,  li apre i cieli.    E cantano gli angeli.   Solo a Dio, cantano gli angeli.

Gloria a Dio nel più alto dei cieli   e sulla terra pace agli uomini,  che egli ama.     Canta anche tu con loro.    Canta la gloria di Dio.  Lasciala suonare, risuonare, lasciala arrivare in alto, nel più alto dei cieli.   Davanti a Dio Padre.

 

Perché è lui,   che ti ha dato  il Figlio.                                                                                  Ed è lui,   che ti ha salvato.