Gesù e Nicodemo

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 

“E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.”

E tu,    ami le tenebre,  o ami la luce?

 

La luce è venuta nel mondo.

  • Se ami le tenebre.
  • Non vuoi la luce.
  • Non vuoi Gesù.
  • E non ti salvi.

 

  • Se ami la luce.
  • Vuoi la luce.
  • Vuoi Gesù.
  • E ti salvi.

 

Ami le tenebre.

  • Vuoi le tenebre.   Hai scelto le tenebre.    Stai  con le tenebre.    Non le lasci   le tenebre.
  • Così non si vede.  Il male che fai.      Così non si vede.  Il male che vuoi.    Così non si vede.   Il male che sei.
  • Non ci metti  la luce.  Non fai entrare la luce.    E non lo vedi il male che fai.     E te lo tieni.   Il male che  fai.
  • Non ci fai entrare  Gesù.   Non ci metti Gesù.    Lo tieni fuori.   Lo metti fuori.   Lo fai fuori  Gesù.     Come fa a salvarti ? 

 

Ami la luce.

  • La vuoi  la luce.   Hai scelto  la luce.    Stai nella luce.    Non ci stai senza la luce.
  • Ci metti la luce.     E si vede.  E si sa.  Che quello che fai è verità.   E fai la verità.  
  • Ci metti la luce.     E si vede. E si sa.     Che quello che fai,  lo fai in Dio.    Che quello che fai  è  in Dio.   
  • Ci metti Gesù.  Che è la luce.  Che è la luce di Dio.    Stai con lui.  Stai in lui.   E ti  può salvare.

 

 

Perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

  • Solo la luce di Dio,  solo Gesù,   ti può liberare dalle tenebre.   Dalle tue tenebre.      Lascia le tenebre.  Entra nella sua luce.    E se ne vanno le tenebre. E scappano le tenebre.    E le tenebre  non ci sono più.  

Ti  ha salvato   Gesù.  

 

 

 

 

 

La Presentazione al tempio

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

 

 

“Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era su di lui… Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù,… anch’egli lo accolse tra le braccia, e benedisse Dio”.

 

E tu,   lo accogli Gesù,   tra le braccia ?

Prendilo  tra le braccia.   Stringilo  tra le braccia.   Tienilo tra le braccia.    È lui,     la  tua consolazione.

 

 

Per presentarlo al Signore.  

  • Ci sta tutta  la Trinità.    Nella presentazione di Gesù,  al tempio.
  • Lo fa tutta  la Trinità.     La presentazione di Gesù,  al tempio.
  • È nella  Trinità.      Che Gesù,  si presenta  al tempio.

 

Ci sta lo Spirito Santo.       Che va a prendere Simeone.  Che spinge Simeone. Che porta Simeone.  Al tempio.

Ci sta lo Spirito Santo.     Che gli fa vedere.   Chi è Gesù.  Che è Gesù.

Ci sta il Figlio.      Che Simeone prende tra le braccia.   E ci sta lo Spirito Santo, sul Figlio.     E su Simeone.  Che lo tiene tra le braccia.

Ci sta il Padre.      Simeone alza gli occhi al Padre.     E benedice il Padre.   Con gli occhi nel Figlio.     Con gli occhi  del Figlio.

 

 

I miei occhi hanno visto.          Prendi anche tu,  tra le braccia.  Gesù.   Tienilo anche tu,  tra le braccia.  Gesù.       E lo vedi anche tu.  Chi è Gesù.

I miei occhi hanno visto.          I tuoi occhi la vedono,  la consolazione.   Quella  che cercavi.      E che non trovavi.  E che non ci stava.  E che nessuno ti dava.

I miei occhi hanno visto.         I tuoi occhi lo vedono.   Che è lui la consolazione.   La tua consolazione.   Quella che consola davvero. Quella che consola intero. Quello che consola in fondo.  Quella che consola sempre.  Quella che consola. Per sempre.

 

I miei occhi hanno visto.         I tuoi occhi la vedono,  la salvezza.   Quella che aspettavi. Quella che implorarvi. Quella che invocavi.    Che nessuno ti dava.

I miei occhi hanno visto.          I tuoi occhi lo vedono.    Che è lui,  la salvezza.      La tua salvezza.       Quella che ti salva davvero.   Quella che ti salva intero.   Quella che ti salva sempre.    Quella che ti salva. Per sempre.

 

I miei occhi hanno visto.        I tuoi occhi lo vedono.   Che è lui,  la luce.  Quella che ti fa vedere.  Quella che ti porta via le tenebre. Quella che ti leva le tenebre. Quella che non ci stanno più le tenebre.

I miei occhi hanno visto.          I tuoi occhi lo vedono.    Che è lui,  la gloria.   La gloria del Padre.      Che lo ha fatto  per il Padre.     Che lo ha fatto  con il Padre.   Che ci sta anche il Padre.     Che ci ha pensato il Padre.  A te.

 

I miei occhi hanno visto.         I tuoi occhi hanno visto.    Perché è Dio, che si è fatto vedere.   Che si è rivelato.  Che si è manifestato.  Che si è fatto presente.

 

Che si è presentato, a te.    Nel tempio. 

 

 

 

 

 

 

 

È nato il Salvatore

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, di buona volontà».

 

 

“Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia”.

E a te,  chi ti salva ? 

Ecco  chi è nato.   Il Salvatore.     Quello che ti salva veramente.  Quello che ti salva sempre.    Quello che ti salva,   per sempre.

 

 

Oggi è nato.

  • Ci sta tutta  la Trinità.    Quando nasce Gesù.
  • Lo fa  la Trinità.    Che nasce,  Gesù.
  • È  la Trinità.      Che sta,  in Gesù.

 

Un Salvatore.

Ci sta il Padre.     Viene da lui.  Parte da lui.  Lo fa lui.     È lui,   che ti dà  il Salvatore.

Ci sta lo Spirito Santo.      Lo Spirito del Padre e  del Figlio.     È lui,  che ti porta    il Salvatore.     È lui che lo fa visibile.   È lui che lo fa incarnato.

Ci sta il Figlio.       È lui,  il Salvatore.    Ti salva con il suo corpo e il suo sangue. Per questo si è fatto corpo,  e si è fatto sangue.

 

 

Che è Cristo Signore.

Quel bambino.     È il Dio invisibile,   che si è fatto visibile.

Quel bambino.     È Dio,  che si è abbassato. Che si è chinato.   Che si è fatto vicino.  A te.

Quel bambino.     È Dio,   che si è fatto come te.   Per farti come lui.

Quel bambino.     È il Figlio di Dio.   Che si è fatto carne.   Per darti la sua carne e il suo sangue.    La carne il sangue di Dio.   La vita di Dio.

 

È nato,    il Figlio di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Io sono la porta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In quel tempo, Gesù disse:   «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.   Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».   Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.   Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

 

“Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante… Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato.”

E tu,    da che porta,  passi ?

 

Da Gesù.

È Gesù,  la porta.      È solo lui la porta.  Che ti fa entrare in Dio.     Solo per lui, ci entri.    Solo per lui, ci passi.   Sono in lui, ci resti.

 

Chi sale da un’altra parte.      Non passi da Gesù.    Passi da un’altra parte.  Da un’altra porta.   Che non è Gesù.

È un ladro.       Passi dalla porta del ladro.    Di chi ti ruba Gesù.   Di chi ti ruba Dio.  Di chi ti ruba,  a Dio.     E sei come lui.

E un brigante.    Passi  dalla porta del brigante.    Di chi fa del male.  Di chi vuole il male.  Di chi  ti fa del male.     E sei come lui.

 

Il guardiano gli apre.     A Gesù, al pastore,  gli apre il guardiano.     È il Padre il guardiano. Che ti guarda. Che fa la guardia. Che sta in guardia.        E apre solo,  al Figlio suo.

Egli chiama le sue pecore ciascuna per nome.       Solo Gesù,  conosce il tuo nome.  Quello per cui ti ha mandato.  Quello per cui sei nato.

Cammina davanti ad esse.      Solo Gesù, ti porta.  Dove devi andare.   E ti tiene su di sé.  E lo fa con te.  Quello che devi fare.

Conoscono la sua voce.       E la sentì la sua voce.  La riconosci la sua voce.  Ce l’hai dentro. Sta dentro. Ti risuona dentro.    La voce di chi ti ha creato.

Conoscono la sua voce.     E stai nella sua voce.  Ci stai con la sua voce. Ci rimani nella sua voce.    E fai quello che ti dice, la sua voce.    La voce di Dio.

 

Io sono la porta.      La porta è Gesù.     Solo Gesù. È la vera porta.  L’unica porta.  La sola porta.  Che ti porta a Dio.     La porta di Dio.

Io sono la porta.     Non sono gli altri, la porta.  Non la fanno gli altri, la porta.  Non diventano gli altri,  la porta.      Non sono Dio.

Io sono la porta.      Non sei tu, la porta.   Non la fai tu, la porta.   Non diventi tu, la porta.  Al posto di Gesù.      Non sei Gesù.

Sarà salvato.         Se passi da Gesù,   ti salvi.       Se passi dalla croce di Gesù.  Ti salvi.   La croce di Gesù.   È la porta.     Che ti salva.

 

E trovi pascolo. Nei cieli.   Già da ora.

 

 

 

 

 

 

È nato il Salvatore !!

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.  Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.  Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».  E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini,  di buona volontà».

 

 

“Oggi,  nella città di Davide,  è nato per voi un Salvatore,  che è Cristo Signore.”                     E per te,   è nato ?

 

 

È nato.

Non è nato  forse.     Non è nato chissà.   Chi lo sa.   Che ne so. Non lo so.   Che gli fa.      È nato davvero.   È nato vero.

Doveva farsi censire.      Il censimento, è la prova.   È la registrazione.  È l’attestazione, del fatto.    Che è accaduto davvero.

Doveva farsi censire.    Ed è pure il tuo censimento.    Tu ci vai?  Tu ci stai?  Tu ci sei?   Tu, chi sei?

 

Oggi è nato.       È nato oggi.    E nato ora. È nato adesso.   È nato ancora.   Ci sta da sempre.    Ci sta per sempre.

Per voi.       Non è nato per lui.   Non è nato per sé.      È nato per te.  Lo ha fatto per te.  Solo per te.

Un Salvatore.     È nato perché.   Per salvare te.      Per levare  le catene.  Per spezzare le catene.    Per liberarti dalle  catene.    Del male.

Che è Cristo Signore.       Non è uno qualsiasi.    È il Figlio di Dio.   Ti rendi conto?    È Dio che ti salva.      È il Signore . Il Signore del cielo e della terra.     Di più non c’è.  Di più non si può.   Di più non ci sta.

Un bambino avvolto in fasce.    Si è fatto bambino.     Ma è rimasto Dio.   È sempre Dio. Non è cambiato Dio.   Non se n’è andato Dio.      È ancora Dio.   E ora è anche uomo.     Vero Dio e vero uomo.

 

Adagiato in una mangiatoia.       Perché lo ha fatto?     Per prendere su di sé,  la tua precarietà.  La tua fragilità.  La tua debolezza.    La tua povertà.

Adagiato in una mangiatoia.    A che serve?        Se la metti in lui, la tua povertà.  Non è più povertà.   Sta con la sua divinità.  Ti porta nella sua divinità.  Ti fa entrare nella sua divinità.

Adagiato in una mangiatoia.     Si è fatto uomo,  per farti divino.     È venuto giù.  Per portarti su.    È venuto qui. Per farti salire su.     Per darti Dio.   Per farti stare con Dio.  Sempre.     E ti salva. Per sempre.

 

Apparve una moltitudine dell’esercito celeste.     Ed ecco che si aprono i cieli.   Si riaprono i cieli.  Ancora.   Si spalancano i cieli.    Si inginocchiano i cieli.     Davanti al loro Signore.

Apparve una moltitudine.      E insieme agli angeli e ai santi,  nel più alto dei cieli.     Ci sta anche il Padre,   e lo Spirito Santo.      Per stare con il Figlio.    Sono con il Figlio. Sempre.    Stanno con il Figlio. Sempre.     Sono una cosa sola.

Gloria di Dio nel più alto dei cieli.        E gli angeli e i santi,   cantano la gloria di Dio.   Perché è venuta.  Perché si è fatta.  Si è realizzata la salvezza.     Il Padre l’ha voluta.   Lo Spirito Santo te la porta.    Il Figlio l’ha compiuta.

 

Ecco, chi ti salva.   È la Trinità.

 

 

 

 

 

 

 

Tenetevi pronti

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

“E non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti… Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.           E quale è   la tua arca ?

 

Loro.

Sono loro il diluvio.    Lo fanno loro il diluvio.  Lo vogliono loro il diluvio.   E ti travolgono loro. Nel loro diluvio.      Altro che salvare.

Ti vogliono loro,  diluvio.   Ti fanno diluvio.   Devi essere diluvio. Come loro.    E sei diluvio.   E ti travolgi da solo.     Altro che salvare.

E ti levano Gesù Salvatore.     Così ci stanno solo loro.     E ti affondano meglio.   Con le loro mani.  Nelle loro mani.      Ma Gesù è Dio.  È Dio che ti salva.    Sono loro,  che sono già affogati.  Sono già sprofondati.      Senza Dio.

 

 

Gesù.

Gesù significa:  Dio che salva.     Ecco chi è.  Ecco che è venuto a fare.   È lui la tua arca, che ti può salvare.    Che ti salva dal mare.  Dal male.

 

Come furono i giorni di Noè.     Il diluvio ci sta adesso.   Ci sta ancora.  Ci sta ora.   E tu, da che parte stai?      Di chi dorme,  o di chi sta sveglio?

Mangiavano e bevevano.     Conti solo tu.  Ci stai solo tu.    Altro non ci sta.   Altro non ti va. Altro che gli fa.

Mangiavano e bevevano.      Conta solo ora.    Conta solo adesso.  Conta solo qua.  Dopo non ci sta.  Tanto non ci sta       Tanto che gli fa.

Non si accorsero di nulla.      Stai con gli occhi chiusi.     Li tieni chiusi.   Così non ci entra nulla.   Così non vedi nulla.   Così non ci sta nulla.        Così se ne va.

Non si accorsero di nulla.       Non senti.   Non ci senti.      Non senti niente.  Così non succede niente.      È tutto un caso.  È tutto per caso.   È il caso.      E non ci sta.

Non si accorsero di nulla.      Dormi.    E manco ci stai.  E manco pensi.  E manco sai. Stai da un’altra parte.    Ti giri dall’altra parte.

Finché venne il diluvio travolse tutti.         Hai scelto la terra.   Hai scelto  di stare a terra.   Di essere della terra.      E a terra rimani.     E sei lasciato.

 

Vegliate.       Alzati!    Tirati su. Salta su.  Svegliati. Stai sveglio.    Apri gli occhi.    E le vedi   le nubi nere.

Vegliate.        Apri gli occhi.    E le vedi le nubi che si spostano.   Che fanno posto  a quella luce,  là in fondo.    A quella luce che viene.     È il Signore che viene.    E le nubi non sono più nere.  Non sono più scure.  Non sono più oscure.        E non ci sono più le nubi.

Tenetevi pronti.        Come ti tieni pronto?     Gli va incontro a Gesù.   Ci stai in Gesù. Fin da ora.       Ci stai da subito.  Ci stai subito.  Ci stai ora.

Tenetevi pronti.      Stai in Gesù.     E stai  nell’arca di Dio.       Entri in Gesù.   Ed entri nell’arca di Dio.       E se viene il diluvio.    Non ti tocca.  Non ti fa paura.  Non ti fa niente.   Non ti porta via.

 

Tenetevi pronti.    E quando viene il Signore.     Sei già in lui.   Sei già con lui.  Hai scelto lui. E lui ha scelto te.      E non ti lascia.    Non sei lasciato.

E sei salvato.

 

 

 

 

 

 

 

Cristo Re

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».  Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».  E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

 

 

I capi deridevano Gesù dicendo: “Ha salvato altri! Salvi se stesso, se lui è il Cristo di Dio, l’eletto”… I soldati dicevano: “Se tu sei il re dei giudei, salva te stesso”. Sopra di lui c’era anche una scritta: “Costui è il re dei giudei”.                 E il tuo re,   chi è ?

 

Tu.

Non lo vuoi Gesù,  più di te.    Non lo vuoi sopra a te.    Figurati come Re.   E lo fai tu, il re.   Il re di Gesù.

E lo incoroni con le tue spine.    Ci metti le tue spine. La tua corona di spine.  E lo sfregi.    Così non è più Re.      E sei tu.  Il solo re.

E lo levi,  come  Re.     Non ci deve stare come Re.     Non ci deve stare nessuno.  Sopra di te.    Così sei tu il re.  Il re di Gesù.     Ma Gesù è Dio.   E Dio è il Re di tutto.   Pure di te.

 

 

Cristo Re.

Gesù è il Re.    Il Re dei Re.    Il Re da sempre. Il Re per sempre.    Il Re di tutte le cose.

Lui ci stava prima  di tutte le cose.  Tu ci stavi prima?  No. Lui si.    In lui sono state fatte tutte le cose.   E in te? No.  In lui si.     In lui ci stanno tutte le cose.   E in te? No.  In lui si.     In vista di lui sono state fatte tutte le cose.   E in te? No. In lui si.    Da lui vengono e a lui ritornano tutte le cose.    E a te?  No.    A lui si.         Ecco  chi è  il Re.

 

Il Cristo di Dio.     Poteva starsene la, dove stava.    Ma non ti lascia solo.   E il Padre l’ha mandato qua.    Per salvarti.

Salvi se stesso.      Lui non ha bisogno di essere salvato.     Ma tu si.   Hai bisogno di qualcuno che ti salvi, dal tuo male.   Che ti tira fuori, dal male.    Che ti levi, il tuo male.

Salvi se stesso.    Gesù ha preso le tue spine.   Le ha fatte entrare nel suo capo.  Le ha toccate con il suo sangue divino.      E non sono più spine.  E non fanno più male.

Salvi se stesso.     Gesù ha preso la tua croce.   Si è fatto attaccare alla tua croce.   Sta sulla tua croce.      E non è più croce.   E non fa più male.

 

Se tu sei il Cristo.      Per te non è Dio.  Per te, non è il Cristo.   Per te è solo un uomo, come te.     E per salvarsi, deve scendere dalla croce.   Come te.

Salva te stesso e noi.     Se lo fai scendere.  Non ti può salvare.    Se lo fai scendere. Non vuoi essere salvato.     Se lo fai scendere.  Non puoi essere salvato.

Salva te stesso e noi.     Se lo fai scendere. Non salva più nessuno.   Se lo fai scendere, non ci sta più il Salvatore.    Se lo fai scendere. Non ci sta più il Signore.

Salva te stesso e noi.     Se lo fai scendere.   Non si apre più il cielo.  Non sale più la terra.  Non si ricongiungono, la terra il cielo.  Non si incardinano, la terra il cielo.   Su quella croce.

 

Non hai timore di Dio.    Lo riconosci che è Dio.   Che è più di te.  Che non è te.  Che non è come te.    E lo rispetti.   Dio.

Abbiamo meritato per le nostre azioni.       Lo riconosci il tuo male.   Lo vedi il tuo male. Ci sta il tuo male.     Lo senti,   che ti fa male.

Egli invece non ha fatto nulla di male.     Lo riconosci che in lui,  non ci sta il male.   Che lui è innocente.  È immacolato.  È Santo.      È il Santo di Dio.

Ricordati di me.      Lo riconosci che lui,  ti può salvare.       E ti metti in lui.    E stai  in lui.

Quando entrerai nel tuo regno.       Lo riconosci che lui è il Re.   Il tuo Re.   Il tuo Signore. Lo riconosci che ha un Regno.    Che ci sta un Regno.  Il suo Regno.    Il Regno di Dio.

 

Oggi con me sarai nel paradiso.      Ed ecco il Re,  lo apre il suo Regno.    Lo apre a te.

E sei  in paradiso.   Già da ora.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tempio.

Distruzione del tempio di Gerusalemme. Hayez Francesco

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».   Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».   Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.  Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

 

 

“Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta.”               E tu chi sei?     Quello che rompe?   O quello che è rotto?

 

Quello che rompe.

Li rompi tu,   i mattoni del tempio   . Li stacchi tu,  i mattoni del tempio.   Li fai cadere tu, i mattoni del tempio.     Ma sei caduto.  Solo tu.

Li bruci tu,   i mattoni del tempio.    Li fai neri tu, i mattoni del tempio.   Li fai cenere tu,  i mattoni del tempio.     Ma ti sei bruciato.  Solo tu.

Lo levi tu,  il tempio a Dio.      Lo fai tuo, il tempio di Dio.   Lo fai per te. Solo per te.  Senza Dio.    Al posto di Dio.  Più di Dio.     Ma non sei Dio.     E ti sei levato da solo.  Da Dio.   E dal tempio di Dio.

 

 

Quello che è rotto.

Il mattone  sei tu.       E che fai,  quando ti rompono ?

 

Non vi terrorizzate.       Non avere paura.    Non ci mettere la paura.    Mettici Gesù.  E la paura se ne va.    E la paura non ci sta.     E la paura non ci sta più.

Metteranno le mani su di voi.       Ci provano.   Ti tengono nelle loro mani. Ti trattengono nelle loro mani.  Devi stare nelle loro mani.        Ma la tua anima,  no.   Sta con Gesù.

Vi perseguiteranno.       Ci provano.    Ti colpiscono.  Ti attaccano.  Ti feriscono il cuore.      Ma la tua anima,  no.   Sta con Gesù.

Consegnandovi alle sinagoghe.      Ci provano.      Ti danno la colpa.  Ti fanno la colpa.  La colpa è tua.  La colpa sei tu.         Ma la tua anima, no.   Sta con Gesù.

E alle prigioni.      Ci provano. Ti mettono le sbarre. Ti chiudono nelle sbarre. Ti incastrano nelle loro sbarre.      Ma la tua anima,  no.     Sta con Gesù.

 

A causa del mio nome.      Non sei tu.    È il nome di Gesù,   che vogliono staccare. Da te.    È il nome di Gesù,  che vogliono strappare.  A te.     È il nome di Gesù,  che vogliono attaccare.  In te.

A causa del mio nome.        Se lo fanno,   si vede che ci sta,  il nome di Gesù,  in te.    Se lo fanno,  s i vede che gli fa paura,  il nome di Gesù, in te.     Se lo fanno,  si vede che li fa tremare,  il nome di Gesù, in te.      Se lo fanno,  si vede che li fa crollare,  il nome di Gesù. In te.

A causa del mio nome.     E tu,  nel nome di Gesù,  ci stai di più.     Allora si, che cadono.  Allora si, che precipitano.   Allora si, che si sfracellano.

A causa del mio nome.    E tu,  il nome di Gesù,  gridalo di più.   Allora si, che si fulminano. Allora si, che si inceneriscono.   Allora si, che spariscono.  Subito.

 

E ti salvi.  E non ti perdi più.     Neppure un capello del tuo capo,  andrà perduto.

Nel nome di Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

I dieci lebbrosi

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.  Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.  Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

 

 

“Gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”                   E tu,    da chi vai ?

 

Da loro.

Ti hanno fatto lebbra,   loro.      Ti vogliono lebbra,  loro.   Devi essere lebbra.   Come loro.   Con i pezzi che ti cadono.   Con i pezzi che ti mancano.   Con i pezzi che si staccano.  E manco lo sai.     Ma da Gesù  non ci vai.

Hanno fatto tutti, lebbrosi.     Così nessuno vi vuole. Così nessuno vi parla.  Così nessuno vi cerca.  Così nessuno vi tocca.  Così nessuno vi ama.   Come loro.     Ma da Gesù  non ci vai.

Ti hanno levato  pure  Gesù.   Così non ci puoi andare.  Così non ti può salvare.  E restano loro.   A fare Dio. Il tuo Dio.    Ma non sono Dio.    Gesù è Dio.   E Dio ci sta sempre.  Sono loro che si sono fatti lebbra.  Che sono diventati lebbra.  Che sono lebbra.   E senza Gesù, rimangono lebbra.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Da Gesù.

Eri lebbroso.     Ma vai da Gesù.   Solo lui la guarisce,  la tua lebbra.   Tutta la tua lebbra. Tutta la lebbra,  del mondo.

 

Gli vennero incontro.     Gli vai incontro,  tu.    Lo cerchi tu.  Lo vuoi tu. Lo fai tu.  Ci vai tu. Lui ti aspetta.

Dieci lebbrosi.  E gli porti la tua lebbra.   La tua anima rosa, corrosa, consumata, dal male. La tua anima storpiata dal male.   La tua anima sfigurata dal male.    E non è più anima.

Dissero ad alta voce.    E lo chiedi  con tutta la voce.    Ti vibra il cuore in quella voce.  Ci metti tutto il cuore in quella voce.   Ci metti tutta l’anima.   È la tua anima che grida.   È il grido dell’anima.

Gesù, maestro, abbi pietà di noi.    Non ce la faccio più.  Non ne posso più.  Non la voglio più.    Non mi lasciare così.  Non mi far stare così.  Non voglio stare così.    Aiutami tu. Tu lo puoi fare.   Tu la puoi levare. Tu la puoi guarire.  Tu la puoi far sparire.    Tutta la lebbra.

 

Andate a presentarvi ai sacerdoti.     Gesù lo fa.  Ha pietà.   E ti guarisce.  E ti manda da chi lo vede.  Da chi lo afferma.    Da chi lo conferma.   Che sei guarito.

Mentre andavano furono purificati.    Su quella strada.   Gesù vuole che  tu  lo affermi.   Anche tu lo confermi.   Che sei guarito.      E chi  ti ha guarito.

Uno di loro tornò indietro.      Ti ha guarito per farti capire,  chi è lui.    E tu lo hai capito.  E torni indietro.

Si prostrò davanti a Gesù,  ai suoi piedi.       Ecco chi ti ha guarito.   Gesù.   Ecco chi è Gesù.  È Dio.    Solo Dio la leva la lebbra dell’anima.  Solo Dio la guarisce la tua anima.  E pure la lebbra del cuore.  E del corpo.       E stai ai suoi piedi.   Ai piedi di Dio.

 

Gli altri nove dove sono?      Gli altri hanno preso quello che volevano.  Hanno avuto quello che volevano.    E se lo tengono per loro. Pensano solo a loro.  Ci stanno solo loro.  E non tornano indietro.

Nessuno che tornasse indietro a rendere gloria di Dio.     Non gli interessa di Dio.  Non gli importa di Dio.  Lo tengono fuori Dio.   Non è stato Dio. Per loro.   Non c’entra Dio. Non lo riconoscono Dio.    Non tornano da Dio.    Non danno gloria a Dio.

 

Alzati e va.     Ora sei guarito  davvero.   Ora sei guarito  tutto.   Ora sei guarito sempre. Ora sei guarito  per sempre.    Ora  puoi andare.

La tua fede ti ha salvato.     In fondo alla lebbra,   hai trovato qualcosa che conta di più, della lebbra.     Hai trovato  Dio.    Il Figlio di Dio.   La grazia di Dio.  La salvezza di Dio.

E lo hai riconosciuto.  E lo hai adorato.   E lo hai glorificato.

Ecco cosa ti ha salvato.

 

 

 

 

 

 

La Passione

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.  Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.   Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.   Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».   Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».   Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.   Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.  Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

 

E tu,   nella Passione,   con chi stai  ?

 

Con loro.

Ti dicono che la croce, è brutta.    Che non è bella.   Che non la devi vedere.  Che non la devi guardare.  Che non la devi avere.    Che ti devi allontanare, dalla croce.   E da Gesù.

E a te,   ti mettono in croce.    Ti attaccano alla croce.  Ti appendono, alla croce.  Ti fanno stare,  in croce.   Senza Gesù.

E  la spezzano la croce.     La levano la croce.  La tolgono la croce.   La fanno fuori,      la croce.  Per far fuori Gesù.    Perché di Gesù,  hanno paura.   Solo di Gesù, hanno paura.   Perché è Dio.    E lui ti può salvare.    Solo lui ti può salvare  Da loro.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Con Gesù.

Se non hai capito il senso della croce.    Se non hai capito la croce,   ti sei perso il meglio.  Ti sei perso il centro.  Ti sei perso il perno.   Di Dio. E di te.   E ti sei perso.

 

Gli scribi insistevano nell’accusarlo.         Se lo accusi Gesù.   Se gli punti il dito contro.   Se ti metti contro.    Se gli dai la colpa.  La tua colpa.    Se non è tua.  Se è solo sua.  Come fa a salvarti?

Erode  lo insultò, si fece beffe di lui.          Se lo deridi.   Se lo umili.    Se lo pesti. Se lo calpesti.   Se lo fai uno scherno. Uno scherzo. Una finta.  Una beffa.   Come fa a salvarti?

Ma essi urlavano: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”.          Se lo condanni.  Se scegli Barabba,    al posto suo.    Se ci metti Barabba,  al posto suo.    Se è meglio Barabba,  al posto suo.  Allora ce l’hai messo tu, in croce.  Lo hai voluto tu, in croce.   Lo vuoi morto tu, sulla croce.   Come fa a salvarti?

Dividendo le sue vesti, le tiravano a sorte.          Se ti prendi,  le sue vesti.    Se ti metti,  le sue vesti.      Se ti giochi, le sue vesti.   Se tiri a sorte, le sue vesti.   Se disonori,  le sue vesti.    Come fa a salvarti?

Ha salvato gli altri. Salvi se stesso!         Se lo sfidi. Se lo provochi.  Lo deve fare, per lui. Se lo porti via dalla croce.    Se lo fai scendere dalla croce.  Se gli fai rinnegare la croce.  Come fa a salvarti?

Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi.       Allora lo deve fare per te.  E lo sfidi ancora. E lo provochi ancora.   Scendi, dalla croce.  Cala giù.   Vieni via,  dalla croce.  Lascia la croce.  E salva te e noi.       Ma non è così che si salva.   Ma non è così che ti salva.

 

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.         Ecco,   come si salva dalla croce.  Ecco,  come ti salva dalla croce .    Ti mette nelle mani del Padre.     Mette la tua anima,   e il tuo spirito,  nelle mani del Padre.    Consegna il tuo spirito,  al Padre.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.          Anche sulla croce.   Proprio  quando stai sulla croce.    Proprio perché stai sulla croce.       Il Padre   conta di più della croce. L’amore per il Padre,  è più forte della croce.      L’amore per il Padre,  supera la croce.  L’amore per il Padre,   vince la croce.     E la morte.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.    Ecco lo spirito di Gesù,  si unisce al Padre. Si riunisce al Padre.  Si apre al Padre.    Ti apre la strada  per il Padre.  Ti porta anche te, tra le braccia del Padre.

 

Ecco, cosa è la croce.    Sono le braccia,  del Figlio di Dio.    Che ti raccolgono.   Che ti accolgono.    E ti portano al Padre.   E ti consegnano al Padre.   Che ti aprono al Padre.

Ecco,   cosa è la croce.                                                                                                        È  la chiave del paradiso.