Voce di uno che grida

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

 

 

“Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!”  Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: “Voce di uno che grida nel deserto. Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”.                                                                                                E tu,     di chi  sei voce ?

 

Di loro.

Sei   la loro voce.      Al posto della loro voce.  Come la loro voce.   Più della loro voce.         Altro che di Dio.

E hai perso,  la tua voce.     Non hai più,  la tua voce.    Non ci sta più,  la tua voce.   E non ci stai più.  Manco tu.      Altro che Dio.

Ti hanno preso,  la voce di Dio.     Non la senti più la voce di Dio.   Non la cerchi più la voce di Dio.    Non la vuoi più,  la voce di Dio.    E sei senza Dio.

 

 

Del Signore.

Come Giovanni.      Non gli dai solo la voce, a Dio.    Non sei solo voce.   La incarni  quella voce.     È tutto il tuo corpo che grida,  quella voce.      È tutta la tua vita.  Quella voce.

 

Vedendo molti farisei e sadducei venire.       Non ce la fai a stare zitto.   Non ce la fai a stare muto.  Davanti a loro.       E sei voce.  Anche per loro.

Razza di vipere.        Il veleno ce lo hai dentro di te.     Il veleno che ti uccide, sta in te.  È il tuo peccato.     Di cui ti pari.  Di cui ti ripari.    Di cui ti vanti.

Chi vi ha fatto credere di sfuggire.       Un altro ti ha ingannato. Un altro ti ha tradito. Un altro ti ha mentito.    Ti fatto credere che lo potevi fare.  Che si poteva fare.  Che era meglio fare.    E ci sei cascato.

All’ira imminente.       Un altro ti ha fatto credere che manco l’ira di Dio, ci sta.   Che manco Dio ci sta.    Che se ci sta.    Che gli fa.   Non fa.    Non ti fa niente.  Non fa niente.  Non è niente.      E ci sei cascato.

 

Convertitevi.     Esci dal tranello.  Esci dall’inganno.      Non stare più nell’inganno.  Volta. Svolta. Rivolta.      Gira. Verti. Converti.     I tuoi occhi.   E mettili in Dio.

Perché il regno dei cieli è vicino.      Quello che viene,  è il regno dei cieli.    È il Re dei cieli. È Gesù. Il Signore.     Il Signore del cielo della terra.    E anche il tuo.

Il regno dei cieli è vicino.     Viene.     Non viene forse.  Non viene sembra.  Non viene vediamo. Non viene speriamo.     Viene davvero. Viene vero. Viene sicuro.   Viene ora.

 

Vi battezzerà in Spirito Santo.        Viene per darti,  lo Spirito Santo.   Lo Spirito di Dio. Viene per immergerti nello Spirito di Dio.      E ti fa divino   E ti fa sacro.   E ti fa santo.      Di Dio.

Vi battezzerà in Spirito Santo.       E quando stai nello Spirito Santo.    È lo Spirito Santo che ti parla di Dio.    Che ti dice quello che sta in Dio.      È lo Spirito Santo,   la voce di Dio.

In lui.   Sei voce.  E sei grido.

 

 

 

 

 

 

 

Tenetevi pronti

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

“E non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti… Tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo”.           E quale è   la tua arca ?

 

Loro.

Sono loro il diluvio.    Lo fanno loro il diluvio.  Lo vogliono loro il diluvio.   E ti travolgono loro. Nel loro diluvio.      Altro che salvare.

Ti vogliono loro,  diluvio.   Ti fanno diluvio.   Devi essere diluvio. Come loro.    E sei diluvio.   E ti travolgi da solo.     Altro che salvare.

E ti levano Gesù Salvatore.     Così ci stanno solo loro.     E ti affondano meglio.   Con le loro mani.  Nelle loro mani.      Ma Gesù è Dio.  È Dio che ti salva.    Sono loro,  che sono già affogati.  Sono già sprofondati.      Senza Dio.

 

 

Gesù.

Gesù significa:  Dio che salva.     Ecco chi è.  Ecco che è venuto a fare.   È lui la tua arca, che ti può salvare.    Che ti salva dal mare.  Dal male.

 

Come furono i giorni di Noè.     Il diluvio ci sta adesso.   Ci sta ancora.  Ci sta ora.   E tu, da che parte stai?      Di chi dorme,  o di chi sta sveglio?

Mangiavano e bevevano.     Conti solo tu.  Ci stai solo tu.    Altro non ci sta.   Altro non ti va. Altro che gli fa.

Mangiavano e bevevano.      Conta solo ora.    Conta solo adesso.  Conta solo qua.  Dopo non ci sta.  Tanto non ci sta       Tanto che gli fa.

Non si accorsero di nulla.      Stai con gli occhi chiusi.     Li tieni chiusi.   Così non ci entra nulla.   Così non vedi nulla.   Così non ci sta nulla.        Così se ne va.

Non si accorsero di nulla.       Non senti.   Non ci senti.      Non senti niente.  Così non succede niente.      È tutto un caso.  È tutto per caso.   È il caso.      E non ci sta.

Non si accorsero di nulla.      Dormi.    E manco ci stai.  E manco pensi.  E manco sai. Stai da un’altra parte.    Ti giri dall’altra parte.

Finché venne il diluvio travolse tutti.         Hai scelto la terra.   Hai scelto  di stare a terra.   Di essere della terra.      E a terra rimani.     E sei lasciato.

 

Vegliate.       Alzati!    Tirati su. Salta su.  Svegliati. Stai sveglio.    Apri gli occhi.    E le vedi   le nubi nere.

Vegliate.        Apri gli occhi.    E le vedi le nubi che si spostano.   Che fanno posto  a quella luce,  là in fondo.    A quella luce che viene.     È il Signore che viene.    E le nubi non sono più nere.  Non sono più scure.  Non sono più oscure.        E non ci sono più le nubi.

Tenetevi pronti.        Come ti tieni pronto?     Gli va incontro a Gesù.   Ci stai in Gesù. Fin da ora.       Ci stai da subito.  Ci stai subito.  Ci stai ora.

Tenetevi pronti.      Stai in Gesù.     E stai  nell’arca di Dio.       Entri in Gesù.   Ed entri nell’arca di Dio.       E se viene il diluvio.    Non ti tocca.  Non ti fa paura.  Non ti fa niente.   Non ti porta via.

 

Tenetevi pronti.    E quando viene il Signore.     Sei già in lui.   Sei già con lui.  Hai scelto lui. E lui ha scelto te.      E non ti lascia.    Non sei lasciato.

E sei salvato.

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Battista

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».   Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».   Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».  Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».  Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

 

 

“Viene colui che è più forte di me,  a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.  Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.            E il tuo dito,   chi indica ?

 

Loro.

Se lo sono presi loro,   il tuo dito.     E pure la mano. E pure il braccio  . E lo hanno incollato a loro . E lo hanno inchiodato a loro  . E ti hanno inchiodato a loro.  E non hai più dito.   Figurati indicare.

E si sono presi,   tutti i diti.     Tutte le mani. Tutti i bracci.   Così nessuno può più indicare.  Dio.    Così nessuno può più guardare.  A Dio.

Te lo tagliano il dito,   se indica Gesù.       Non ci deve stare il dito,  che indica Gesù.   Non   lo vogliono il dito,  che indica Gesù.     E non ci deve stare, manco Gesù.    Ma solo  loro.  Ci vogliono stare loro. Al posto di Dio.    Ma Gesù è Dio.  E viene lo stesso.  E nessuno lo può fermare.     Sono solo loro,  che non hanno più dito.   Non hanno più mano. Non hanno più braccio.    Lo hanno bruciato. Lo hanno sacrificato. Lo hanno immolato.  A un falso Dio. E hanno perduto il vero Dio.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Rivolgi il tuo dito,   a Gesù.     Il tuo braccio a Gesù.    Il tuo sguardo, a Gesù.  Che viene.  E diventi freccia.   E diventi segno.  E diventi segnale.    Un segnale stradale.  Che indica la strada.

 

Viene colui che è più forte di me.      Ecco chi viene. Il Figlio di Dio. Dio.   Dio è il più forte. Più forte di tutti.   Più forte di tutto.

A cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali.   Uno, davanti al quale stai in ginocchio. Davanti al quale ti pieghi.  In ginocchio.   Uno che puoi solo servire. Uno che non sei degno manco di servire.    Per quanto è grande.

Egli vi battezzerà in Spirito Santo.         Ecco cosa viene a fare.   A immergerti in Dio.  Nello Spirito di Dio.  Nello Spirito Santo.    A farti entrare nello Spirito Santo.    A ricoprirti dello Spirito Santo.

E fuoco.       E lo Spirito Santo, come il fuoco,  ti purifica.   Brucia il male. Leva tutto il male. Fa fuori tutto il male.    Fa andare in fumo,  tutto il male.

E fuoco.       E lo Spirito Santo,  come il fuoco,    ti trasforma.    Ti santifica.   E ti fa sacro. Consacrato a Dio.   Dedicato a Dio.  Riservato a Dio.    Di Dio.

 

Tiene in mano la pala per pulire la sua aia.       E a te,  come ti trova,    colui che viene?  Quando viene  a ripulire il suo campo.      Quando viene a fare i conti.   A tirare le somme. A raccogliere.  A raccoglierti.  A mietere.    Come  ti trova?

Per raccogliere il frumento nel suo granaio.         Sei una spiga.   Sei grano. Sei frumento. Sei un grano vero. Non sei finto.    Sei pieno di chicchi.  Dei chicchi di Dio.   Hai sfamato te e gli altri,  con i chicchi di Dio.     E allora ti porta nel suo granaio.  Nel Paradiso.

Ma brucerà la paglia.        Sei paglia.    Sei un grano finto. Un grano falso. Un grano vuoto. Sei vuoto dei chicchi di Dio.   Non li fai,  i chicchi di Dio.   Non li vuoi, i chicchi di Dio.  Li hai buttati.  Li hai rifiutati.    Li hai calpestati.  I chicchi di Dio.

Con un fuoco inestinguibile.       Sei paglia secca.    Sei paglia arida.   Seccata. Bruciata.  Ti sei bruciato da solo.    E ti sei buttato da solo,  nel fuoco eterno.

 

Svegliati.  Muoviti.  Datti da fare.       Fai ancora in tempo.  Sei ancora in tempo.   Sei ancora  a tempo.  A cambiare.  A riparare.      E non sei più paglia.   Sei spiga di grano. Piena di chicchi.   Dei chicchi di Dio.

Di chicchi di gioia.    Per il Signore che viene.

 

 

 

 

 

 

Se commette una colpa

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.  In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

 

 

Gesù disse ai suoi discepoli:     “Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te,  va e ammoniscilo”.        E tu,  cosa fai ?

 

Non dici niente.

Non ti esponi  proprio.        Non ti scopri proprio.      Non esce fuori.  Non la metti fuori.  Non la fai fuori.   La sua colpa.      Te la tieni dentro. Chiusa, nascosta.    E diventa anche la tua.

Se parli.      La colpa la da lui,  a te.     La passa lui  a te.  La fa scontare lui  a te.     È  lui,  che riprende te.

Ha levato,  Dio.       Così non la vede neppure Dio.    Non lo riprende neppure Dio.   Non lo punisce neppure Dio.    E può fare quello che gli pare.        Ma Dio,  non glielo fa fare.

 

Vai,  e lo ammonisci.

Stavi fermo.  Ma non se ne può più.       Stavi zitto.   Ma se non parli,  ci rimetti tu.    E vai.

 

Se il tuo fratello commetterà una colpa.    Non lo lasciare nella colpa. Non lo abbandonare.

Contro di te.                 Non ha fatto del male a te.     Ma a lui   Più a lui.  Soltanto a lui.

Tra te e lui solo.           La verità del cuore.    Fa bene, a lui  e a te.

Se non  ascolterà.       Prendi con te due testimoni,   che propongono  un accordo.

Se non  ascolterà costoro, dillo alla comunità.      Chiama i rinforzi.    Mettici tutti i rinforzi. Tutti i rinforzi che puoi.    Per salvarlo in tutti i modi.

Se non ascolta neanche la comunità.      Allora si vede che la colpa la vuole.  Che la colpa, se la vuole tenere.  Se la vuole mantenere.        Gli piace.  Se ne compiace.    Più di Dio. Nonostante Dio.

 

E allora che fai?      Metti in campo Dio.   Solo lui sa tutto. Solo lui vede.  Solo lui può tutto.

Dove sono due o tre riuniti nel mio nome.       State, in due.  Uniti, riuniti .   Nel suo nome.

Li io sono in mezzo a loro.         Viene Gesù.   Ci sta Gesù. È presente Gesù.    Tra di voi.

Se due di voi si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa.      Insieme  a Gesù.   Nel nome di Gesù,  lo chiedi al Padre.     Di intervenire. Di  cambiare. Di riparare. La colpa.

Il Padre mio che è nei cieli,  gliela concederà.     Se glielo chiede il Figlio. Lo fa.  Se lo vuole il Figlio, glielo dà.

 

Ed ecco si aprono i cieli.      E scende in campo Dio. Con tutte le sue schiere.   E ce la fa.  A farlo cambiare.   E ce la fa a riparare,  ce la fa a rimediare.    E ce la fa a risanare,  tutto.

Dio può  tutto.

 

 

 

 

 

 

Vegliate

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

 

 

E quando viene Gesù,    a te,   come ti trova ?

 

Dormi.

Stai  con gli occhi chiusi. Con gli orecchi chiusi.  Con il cuore chiuso.   Manco lo vedi. Manco lo senti.  Manco lo pensi.    Dio che viene.

Per te, manco ci sta.   Figurati se viene.   Lo hai mandato lontano. Lo hai cacciato lontano. Lo hai relegato lontano.   Figurati  se viene.

Per te,   viene per finta.      Non viene  per davvero.  Non è  Dio vero.     Bussa  per finta.  Entra per finta.  Ti giudica  per finta.   Ti lascia  per finta.      Ti salva,   per finta.

 

Vegli.

Sei tu  Gesù,  che vieni.    Sei il  Figlio di Dio, vero.     Sei  Dio che viene,  per davvero.

Vieni.      E io sto   con gli occhi aperti.    Attenti, spalancati, concentrati.    A vedere il tuo volto.   A metterli nei tuoi.   Appena vieni.

Vieni.      E io sto    con gli orecchi aperti.    Attenti, tesi, tirati.    A sentire  i tuoi passi.       Ad ascoltare  i tuoi passi.    Quando vieni.

Vieni.      E sto sveglio.     Mi batte il cuore.   Mi balza il cuore.   Mi sobbalza il cuore. Perché è  il mio Signore,   che viene.

Vieni.       E sto pronto. Sono pronto.  In piedi. Ad aspettare.    Non me lo faccio scappare.   Non lo lascio andare.    Non lo lascio passare,  il mio Signore.   Senza di me.

 

Vieni.     E non mi lasci.   E non mi lasci stare.  E non mi lasci andare.  E non mi lasci solo. E non sono perduto.     Mi prendi con te.  Mi porti con te.     Mi porti,  al Padre.

 

Ecco  il Natale.                                                                                                                          Quello  vero.

 

 

 

 

 

 

Riuniti nel mio nome

Ascension after part3

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.  In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

 

Che c’entro io?  Perché ci devo parlare?  È sua la colpa!   È meglio lasciare stare. Tanto non mi ascolta

Non sei da solo.  Quando c’è Dio,  ti escono le parole per l’altro.  Ti vengono fuori da sole,  te le suggerisce lui.  Quando c’è Dio,   sopra a tutto, prima di tutto, dentro a tutto,  la divisione,  non c’è più.

Non c’è più il motivo,  il perché,  il quando,  il dove,  c’è solo l’altro e il suo cuore ferito. E  il tuo cuore ferito,  dalla sua ferita.

Quando c’è Dio, la frattura con l’altro,  si scioglie, svanisce, scompare.  Non c’è più.

Ecco questo è il perdono.   Non è chiedere scusa.   Perdono è immergere  tutto,   anche il rapporto con l’altro,   nell’amore di Dio.   Non ci sei più tu e lui da soli,  c’è la Trinità.   È Dio,  è la Trinità che  unisce,  che guarisce,  che perdona .  Non sei tu.  Tu dici di si. Tu ci stai.  Tu approvi. Tu ti  fidi.  E la Trinità guarisce.

Non sei da solo.  Non stare da solo.  Unito a  due o tre   fratelli,    chiedi  al Padre.   Allora viene,  e  ti ascolta.

Uniti,  non nel nome di qualche altro. Ma solo nel nome di Gesù. Allora viene il Figlio di Dio.

Viene e ti porta l’amore del Padre.  L’amore che lui ha per il Padre.  Se lo vivi con lui  e come lui,   solo allora il tuo amore per il fratello sarà vero.

Viene e ti porta  l’unione del Padre.  L’unione che c’è tra lui e il Padre.  Se lo vivi con lui e in  lui,  solo allora l’unione con il fratello,  sarà vera.   Sarà  comunione.

E lo riconosci dagli occhi di chi vi guarda.

Attirati,  incantati,  amati,  chiamati.

Illuminati  dalla presenza di  Dio.

 

 

 

 

 

L’ arca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.  Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

 

Gesù è l’arca.  E l’avvento è il tempo della preparazione, della costruzione dell’arca.

Anche tu sei chiamato da  Noè.  A renderti conto che non puoi mangiare e bere soltanto. Non puoi prendere moglie e marito soltanto. Non puoi non accorgerti di nulla.  Non puoi annullare il dolore. Non puoi eliminare l’angoscia, la perdita, la fine.  Non puoi affrontare il pericolo, il diluvio, la tempesta, da solo. Non puoi fronteggiare le alte onde, da solo. Non puoi sopravvivere all’invasione totale dell’acqua, da solo.  Ti spazza via, ti porta via, ti cancella. Se sei da solo.

Cristo viene a salvarti. L’Arca viene a salvarti.  Il Padre l’ha voluta, pensata, progettata per te.  Anche tu puoi costruirla, insieme a Noè.  Puoi tagliare gli alberi, preparare le assi, inchiodare le travi, per costruirla insieme ai tuoi fratelli, nella chiesa.  Puoi entrare nel progetto di Dio, per la tua salvezza.

Questo è il tempo della costruzione dell’arca della salvezza.  Il tempo della preparazione dell’avvento, della venuta del Figlio di Dio, che è l’arca della salvezza.

Se ti prepari, se sali in quell’arca, sei salvo. Se invece, rimani fuori, incurante, indolente, indifferente, quando verrà il diluvio, capirai.  Ti troverai da solo, immerso nelle acque, travolto dalle acque.  Vedrai l’arca da lontano.  Capirai.  Chiamerai,   implorerai, ma sarà troppo tardi.  Hai scelto, tu, il tuo destino.

Nell’ arca invece, sarai contenuto, protetto, sicuro, salvato.  In Gesù,  sei salvato dalle acque e dalla morte. In Gesù  risorgi a una vita nuova.   In Gesù,  sei portato in una terra nuova.  Nel Regno di Dio.   A casa.

A casa del Padre.