Come io ho amato voi.

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.  Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.   Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

 

 

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi gli uni gli altri”.               E tu,   con quale amore,  ami ?

 

Con il loro.

Te lo hanno levato loro,   l’amore.    Te lo hanno portato via.   Ti hanno svuotato, dell’amore. E ti hanno riempito di odio.   Del loro odio.  Solo di odio.     Altro che amore.

Te lo hanno cambiato loro,  l’amore.     Te lo hanno fatto storto.  Lo hanno fatto distorto. Lo hanno fatto malato.  Lo hanno fatto cattivo.  Lo hanno fatto deviato.     Altro che amore.

E pure a Gesù, gli hanno levato l’amore.  Lo hanno sganciato da Gesù. Lo hanno separato da Gesù.  Lo hanno staccato da Gesù.  Lo hanno radicato da Gesù.   E non è più l’amore di Gesù.    Ma il loro. Solo il loro.   E non è più amore.    Ma Gesù è Dio.  E Dio è l’Amore.    Sono loro che si sono separati,  dall’Amore.    Che si sono staccati.     E vivono nell’odio.  Solo di odio.    Che li rode. Li corrode. Li brucia.   Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Con l’amore di Gesù.

Non ami, con il tuo amore.   Non ami,  con quello degli altri.   Non  come dicono gli altri. Ami  con l’amore di Gesù.    Ami come Gesù.   Ami con Gesù.

 

Vi do un comandamento nuovo.      Il comandamento è la parola di Dio.   È la parola che viene da Dio.    Non viene da te. Non viene da un altro.   Viene da Dio.   È sacro. È santo.

Che vi amiate gli uni gli altri.     Anche l’amore viene da Dio.   Se lo passi all’altro. Gli passi Dio.   Se lo dai all’altro. Gli dai Dio.     Se lo vivi con l’altro.   Ci sta Dio.  Tra te e lui.

Che vi amiate gli uni gli altri.      È l’amore che viene da Dio,  che ti porta all’altro.  È l’amore che viene da Dio. Che ti fa stare con l’altro.    È l’amore che viene da Dio.  Che ti tiene all’altro.    Senza non ce la fai.

 

Come io ho amato voi.      Con l’amore di Gesù,  lo ami l’altro.   Ci metti l’amore di Gesù, tra te e l’altro.   Ci metti il cuore di Gesù. Tra te e l’altro.     Se ci sta Gesù.  Se passi da Gesù.  L’altro lo sente    . L’altro lo sente,  che non sei solo.

Come io ho amato voi.     Se non ci sta Gesù, l’altro lo sente.   Lo sente che non è amore vero.  Che non è amore puro.   Che non è amore.     E non tiene.  E non lo tiene.  E non lo prende.   E non lo vuole.  E non ci sta.    E se ne va.

Come io ho amato voi.      L’amore di Gesù è lo Spirito Santo.  È l’Amore di Dio in Persona. È l’Amore di Dio, fatto Persona.   È la terza Persona della Trinità.  Che ci sta. Che ci metti. Che viene, con Gesù.    Se ci sta Gesù.

Amatevi gli uni gli altri.      Se ci metti Gesù,  ci metti lo Spirito Santo.  Se ami come Gesù, ami con lo Spirito Santo.   E lo Spirito Santo ti porta all’altro.   A chi,  ti ha dato il Padre.

Amatevi gli uni gli altri.        Lo Spirito Santo,  ti fa amare l’altro.    Ti infiamma di amore,  per l’altro.    Ti fa ardere di amore,  per l’altro.    Ti fa brillare di amore,  per l’altro.

Amatevi gli uni gli altri.       Lo Spirito Santo,  ti unisce all’altro.    E ti fa una cosa sola,  con l’altro.    E non puoi più, stare senza.  E non puoi più, fare senza.   E non ci stai più, senza.

 

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli.        Se ci sta lo Spirito Santo,  si vede. Se ami con lo Spirito Santo,  si sente.     Lo Spirito Santo passa.  E straripa.   E tracima.  E si spande.  E si diffonde.     E arriva all’altro.   Prima di te.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli.      È lo Spirito Santo,  che porta Gesù. Che dà Gesù.   Che passa Gesù,  all’altro.      Se ami con lo Spirito Santo,   passi Gesù all’altro.   E lo salvi.

 

Ecco   l’amore più grande che hai.    Ecco  l’amore più grande che dai.    Ecco l’amore più grande  che gli dai.      Se gli dai Gesù.   La salvezza di Gesù.

Se ami con l’amore di Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

Le mie pecore

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.  Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.  Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

 

“Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono”.                       E tu  di chi,   sei pecora ?

 

Di loro.

Ti vogliono pecora,  loro.   Ti fanno pecora, loro.   Devi essere pecora, per loro.  Così non fiati. Così non parli. Così non pensi.  Così non vedi.    Quello che ti fanno.   Senza Gesù.

Ti vogliono gregge,  loro.   Ti fanno gregge, loro.    Così  ci vai con tutti,  dietro a loro.   Così ci porti tutti, dietro a loro.    Così si perdono tutti.  Come loro.    Senza Gesù.

E pure a Gesù,   lo fanno pecora.    Deve andare dietro a loro.   Deve stare  dietro a loro. Deve seguire loro.    Perché loro sono più di Dio.  Sono prima di Dio.    Ma Gesù è Dio.  E solo Dio è prima.  È il Primo di tutti. È il Principio di tutto.   Sono loro, che si sono staccati. Che si sono strappati.  Che si sono lacerati.  Da Dio.   E si sono lacerati  l’anima.  Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Di Gesù.

Sei pecora,  solo con Dio.   Solo davanti a Dio.    Perché è Dio.   E solo dietro a lui,  ci vai. Ad occhi chiusi.    Solo lui, segui. Ad occhi chiusi.   Solo da lui,  ti fai portare.   Ad occhi chiusi.

 

Le mie pecore ascoltano la mia voce.     Ascolti la sua voce.  La senti la sua voce.  La fai entrare la sua voce.   Non negli orecchi.  La fai entrare nel cuore. La fai entrare nell’anima. E parla alla tua anima.

Io le conosco.    Solo lui la conosce la tua anima.  Solo lui la conosce fino in fondo,  la tua anima.   L’ha fatta lui.  È stata fatta in lui.  Attraverso di lui.  Per lui.

Ed esse mi seguono.        E la tua anima,  la riconosce la sua voce.    Se la ricorda.  Gli è rimasta dentro.  Ce l’ha impressa dentro.   E gli risuona dentro.  Gli vibra dentro.  Gli canta dentro.   Canta al suo Signore. Davanti al suo Signore.

Ed esse mi seguono.     E non ce la fa a stare senza di lui.   E non può stare, senza di lui. E non può stare più,  senza di lui.    E va dietro a lui.   E si riunisce a lui.

Io do loro la vita eterna.     La tua anima lo sente che in lui,  ci sta la sua vita.    Che è lui, la sua vita.  Che solo lui, gli da la vita.   La vita eterna.   Lo sente che è Dio.   Solo Dio da la vita eterna.

E non andranno perdute in eterno.      E la tua anima non si perde.   Non si perde più.  E anche tu non ti perdi.  Non ti perdi più.     Non sei più perduto.  Non sei più finito. Non sei più lasciato.   Non sei più scordato.   Non sei più abbandonato.    Mai.  Mai più.

 

E nessuno le strapperà dalla mia mano.      Ecco perché non ti perdi.    Ecco come non ti perdi.   Ti tiene lui. Ti tiene Gesù.   Nella sua mano.  Con la sua mano.  Per mano.  Ti tiene la mano.

E nessuno le strapperà dalla mia mano.         Ti tiene lui.   Perché da solo,  non ce la fai. Perché la tua mano non ce la fa,  a tenere la sua.    Perché la tua mano scivola dalla sua.  Perché la tua mano la lascia la sua.    Perché la tua mano  la strappano,  dalla sua.

E nessuno le strapperà dalla mia mano.      Ma se ti tiene lui.  Ce la fai.   Ti fai prendere dalla sua mano.   Gli dai la tua mano.  Gli tendi la tua mano.   Ti metti  nella sua mano.

E nessuno le strapperà dalla mia mano.      Nessuno la può toccare,  la mano di Dio .  E nessuno ti può toccare.     Nessuno la può strappare, la mano di Dio.   E nessuno ti può strappare, dalla mano di Dio.      Nessuno ti può portare via,  da Dio.   Perchè ti tiene Dio.

 

Il Padre mio che me le ha date.       È il Padre che ti ha dato,  al Figlio.    È il Padre che ti ha voluto,  e ti ha voluto del Figlio.     È il Padre che ti ha creato,   e ti ha fatto,  nel Figlio.

E nessuno può strapparle dalla mano del Padre.      Non stai solo della mano del Figlio. Stai pure la mano del Padre.    È il Padre che ti tiene per mano.   È il Padre che ti da la mano.    È il Padre che ti tiene,  nella sua mano.    Nel palmo della sua mano.

Io il Padre siamo una cosa sola.      Se stai in Gesù.   Stai anche nel Padre.   Il Figlio e il Padre, sono una cosa sola.    La mano del Figlio, è la mano del Padre.  La voce del Figlio, è la voce del Padre.    Il cuore del Figlio,  è  il cuore del Padre.

 

Altro che pecora.     Non sei una pecora,  che non pensa.     Ci hai pensato.  Hai capito. Hai scelto. Hai voluto.     Andare con Gesù.   Dare la tua mano,  a Gesù   . Farti portare da Gesù.      E con lui,  andare al Padre.   Solo lui  ti porta al Padre.  Solo in lui  ci sta il Padre. Solo in lui  trovi il Padre.

Solo lui,   è il tuo Pastore.

 

 

 

 

 

 

 

È il Signore !

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.  Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

 

 

“È il Signore!”  Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare.        E tu,   ti getti ?

 

In loro.

Ci finisci tu,     nella loro rete.       Ti ci mettono loro,  nella loro rete.     Ti tengono loro,  nella loro rete.    Ti stringono loro,  nella loro rete.      Altro che pescare.

E ti ci incollano,  nella loro barca.    Ti ci inchiodano,  nella loro barca.   Ti ci incatenano, nella loro barca.    Così non ci vai,  da Gesù.

E pure Gesù risorto,  se lo sono preso.     E gli hanno levato il corpo.  Gli hanno levato il corpo risorto.   E lo hanno fatto una impressione.   Senza sostanza.  Senza consistenza.  Ma Gesù è Dio.   E Dio è  l’ essenza .  È la sostanza.  È  l’ Essere supremo.    Sono loro, che sono inconsistenti.     Che non sanno di niente.   Che non sanno niente.   Che non sono niente.     Che non ci sono. Che non sono.   Che non ci sono più.  Senza Gesù.   Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

In Gesù.

È il Signore.  Gesù  è il Signore.   Il tuo Signore. Il tuo Dio.    E ti lanci,  e ti getti,  e ti butti,  in lui.

 

Quella notte non presero nulla.   Ci hai provato in tutti i modi.    Ci hai provato in tanti modi. Hai pescato  di qua e di là.   Hai cercato  di qua e di là.    Ma non hai trovato.   Ma non hai potuto.  Non ci sei riuscito. Da solo.    Non è servito a niente.  Non è uscito niente.  Non hai trovato niente.   Da solo.

Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete.      Viene Gesù.   Te lo dice lui, come fare.  Te lo dice lui, dove andare.  Te lo dice lui, che fare.     E non sei più,  solo.

La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.    Se lo dice Dio.  Se lo vuole Dio.   Se fai quello che ti dice Dio.  Se stai dalla parte di Dio.    Ce la fai.   E anche i pesci, rispondono a Dio.   E fanno quello che vuole Dio.  E vengono loro, da te.  E trovi.

È il Signore.    Lo aveva già fatto.  Solo Dio lo può fare.    E la tua anima lo riconosce.  Lo sente. Lo sa. Lo prova. Chi è.   È il Signore.   E vibra. E canta. E proclama.    È il Signore!

È il Signore!      È la tua anima,  che si è lanciata.    È la tua anima,  che si è gettata.  E la tua anima,  che si è buttata tra le braccia,  del suo Signore.

E si gettò in mare.     E non ci lasci lo spazio,  tra te e lui.    E non lo metti lo spazio,  tra te e lui.   E non lo vuoi lo spazio,  tra te e lui.   E lo levi lo spazio,  tra te e lui.   E ti getti da lui. Per stare con lui.   Vicino a lui.   In lui.

 

Portate un po’ del pesce che avete preso.       Quello che hai preso,  te lo ha dato lui.   Per farti vedere quello che è lui.     Per darti qualcosa di più.  Che conta di più.  Per darti quello che ti può dare solo Dio.    Dio stesso.

Venite a mangiare.     Lo ha preparato lui, il banchetto.  Ti invita al banchetto.  Al banchetto di Dio.  Alla tavola di Dio.    A mangiare quello  che ti da Dio.

Prese il pane e lo diede loro.      È l’eucarestia.     È il suo corpo che ti da.   Il suo corpo risorto,   nell’eucaristia.      Quel pane che diventa il suo corpo risorto,  nell’eucaristia.

E così pure il pesce.    Come il miracolo dei pani e dei pesci.  È l’unico pane che ti sfama. L’unico pane che ti sazia.    L’unico pane che ti serve.    L’unico pane che ti salva.

 

Gesù risorto,  mangia.    Ti fa vedere che mangia.     Ha un corpo vero.  Ha un corpo reale. Non si è annichilito il suo corpo.  Non è sparito.  Non è scomparso.    Non è diventato luce. Ha sostanza.  Ha consistenza.     È vero.  È reale.  È vivo.     Mangia.   Solo un corpo vero, mangia.   E lo fa con te.      È vivo, con te.   È vero, con te.

Il corpo  di Gesù risorto,  è  vero e vivo.                                                                                   Come te.   Più  di te.

 

 

 

 

 

 

 

Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.   Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».  Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».  Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco;  e non essere incredulo, ma credente!”.      E tu,  credi ?

 

A loro.

Hai messo il tuo dito,  su di loro.     Gli hai dato il tuo dito, a loro.   E se lo sono preso, il tuo dito.  E lo hanno fatto, loro.   E lo hanno rivolto altrove.   Così non entra. Nei chiodi di Gesù.

Hai dato la tua mano,  a loro.    E si sono presi la tua mano, loro.   E l’hanno fatta loro.  E la fanno andare,  dove vogliono loro.     Così non ce la fa ad entrare.  Nel fianco di Gesù.

Si sono presi  il corpo risorto di Gesù.    Non lo fanno, vero.  Non lo fanno, vivo.  Lo fanno una illusione.   Così non lo puoi toccare.     Ma Gesù è Dio.  E Dio è il Vivente. Per sempre. Sono loro,  che sono finti.  Che non sono veri.  Che non sono vivi.  Che non ci stanno, più. Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

A Gesù.

Il corpo risorto di Gesù.  È vero  È vivo. È reale.    Gesù  è il Figlio di Dio. È Dio.    E Dio è la realtà.   La realtà  l’ha fatta lui.      È più reale di te.  È più vero di te.   È più vivo di te.

 

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi. Se non lo vedo io,  non è.   Se non lo tocco io,  non è.   Se non lo faccio io,  non è.  Se non lo decido io,  non è.    Se non lo dico io,  non è.    Se non lo affermo io,  non è.   Se non lo confermo io,  non è.

E non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo.     Lo puoi fare  con quelli come te. Con quelli che sono come te.    Con quello che è  come te.     Non lo puoi fare  con quello che  non è come te.  Con quello che è più di te.   Con quello che è sopra di te.  Con quello che è  al di sopra di te.      Non lo puoi fare  con Dio.

 

Venne Gesù, a porte chiuse.     Ecco come lo puoi fare, con Dio.    Se viene Dio. Se viene lui.     Viene a porte chiuse.    Ci passa dalle porte chiuse.   Tu no. Lui si.   Perché è Dio. Perché quel corpo risorto è divino.  È di Dio.    E lui può.

Metti qui il tuo dito.      Te lo dice Gesù, che devi fare.    Te lo dice Gesù, come devi fare. Metti il tuo dito nel buco dei chiodi.   Fai entrare il tuo dito nel buco dei chiodi.  E lo senti che è vuoto.   Che non ci stanno più  i chiodi.

Metti qui il tuo dito.    Ora ci stai tu.  Ora ci sei entrato tu, nel segno delle ferite.  In quelle ferite.    Dove stavano quelle ferite.   Che sono guarite.     Ecco perché  ci stanno ancora. Ci stanno per far entrare te,  in quelle ferite.    Per guarire anche le tue ferite.

Tendi la tua mano e mettila nel mio fianco.         Te lo dice Gesù,  che devi fare.   Prendi la tua mano e mettila nella ferita del fianco   La devi far entrare nella ferita del fianco.  Ci deve entrare in quella ferita del fianco.  Al posto della lancia.   Deve entrare per arrivare al cuore. Al posto della lancia.   Deve toccare il cuore. Deve sentire il cuore.  Deve sentire palpitare il cuore di Gesù.    Deve sentire battere,  il cuore di Gesù.   Per te.

E non essere incredulo, ma credente!     E allora si, che batte pure il tuo,  per lui.  E allora si,  che palpita pure il tuo,  per lui.   Ora lo hai provato.  Ora lo hai sentito.  Ora lo sai, che Gesù è vivo.   Che Gesù è vero.   Che è risorto.  Che è Dio.

 

Mio Signore mio Dio!     E ti abbassi,  davanti al tuo Signore.  E abbassi il capo, davanti al tuo Signore.   E ti inchini, davanti al tuo Signore.  Perché è Dio.   Il tuo Signore. E il tuo Dio.

Mio Signore e mio Dio!        E tutta la terra.  E tutto il cielo.  Si inchinano,  pure loro.  Si inginocchiano,  pure loro.     Abbassano la testa,  pure loro.   Davanti al loro Dio.  Al loro Signore e al loro Dio.    Insieme a te. Con te.

 

Gesù  è  davvero  risorto !                                                                                                         E  davvero risorgi,  pure tu.

 

 

 

 

 

 

 

 

È veramente risorto !

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.  Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

“Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due.”         E tu ,   corri ?

 

Da loro.

Ti hanno voluto morto,   loro.       Ti hanno fatto morto, loro.  Ti hanno lasciato morto, loro.  Ti tengono morto, loro.    Altro che risorto.

Ti hanno chiuso,    loro.      Ti hanno rinchiuso, loro.   Nel loro sepolcro.   E ti hanno fatto,  un sepolcro.  Il loro sepolcro.     Altro che risorto.

Pure a Gesù,    lo fanno morto.    Non lo fanno, risorto.   Così non è Dio.   E loro, sono Dio. Ma Gesù è Dio.    Dio è il Vivente.  E risorge sempre.     Sono loro, i morti.   Sono loro, che si fanno, morti.    E restano,  morti.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Da Gesù.

Ci hanno provato,  a metterlo dentro.   A tenerlo dentro, al sepolcro.   Ma non ce l’hanno fatta.     Gesù esce fuori.  Spunta fuori.   Scappa fuori.  Dal sepolcro.    E si vede,  che è Dio.

 

Maria di Magdala si recò al sepolcro.       Non ce la fai a stare senza,  Gesù.  Non puoi stare senza.  Non ci stai senza.    E vai da lui.   Ti porta l’amore.  Ti spinge l’amore. Ti trasporta l’amore.   Per lui.

Quando era ancora buio.   Ci vai, nel buio.  Quando è buio. Quando le tenebre non ti fanno vedere.   Quando le tenebre ti hanno preso il cuore.  Ti hanno invaso il cuore. E l’anima.

Hanno portato via del Signore.    Te lo hanno portato via, il tuo Signore  . Se lo sono preso. Lo hanno portato lontano da te.    E non te lo fanno vedere.  E non te lo fanno avere.   E non te lo fanno amare.

E non sappiamo dove l’hanno riposto.       Ma tu non ci stai.    Non te lo fai portare via.   Non lo lasci portare via.   E lo vai a cercare.   E lo vai a trovare.   In qualunque posto         . E lo vuoi amare.   A qualunque costo.

 

Correvano tutti e due.      E cominci a correre,   pure tu.   Al sepolcro.   Con il fiato in gola. Con il cuore in gola.    È il tuo cuore che corre più di te.  Che corre davanti a te. Che arriva prima di te.

Entrò nel sepolcro.      Ci devi entrare dentro, a quel sepolcro.  Ci deve stare dentro. Ti devi mettere dentro.  Devi stare dentro.   A quel sepolcro vuoto.

Osservò i teli.       Ci devi entrare dentro,  a quei teli.    Li devi toccare.  Devi toccare quello che ci stava dentro.   Devi toccare le ferite del Signore. Il sangue del Signore. Che ci stava dentro.    E risorgi.

I teli posti là.  Devi entrare dentro a quei teli riposti.   Messi da una parte.  Messi in disparte. È la morte che è stata messa da parte.   È la morte che è stata messa in disparte.  È la tua morte,  che è stata messa in disparte.   E risorgi.

Il sudario avvolto in un luogo a parte.       Devi entrare dentro a quel sudario avvolto a parte. In quel sudario messo in disparte.      È il dolore,  che è stato messo da parte.   È il dolore che è stato messo in disparte.    È il dolore che non ci sta più.    E il sudario non serve più. E risorgi.

Avvolto in un luogo a parte.       E anche le tue ferite non ci sono più . E anche il tuo dolore non ci sta più.     Ora lo puoi mettere da parte.   Ora ce la fai a metterlo da parte.  Ce la fai a metterlo in disparte.     E risorgi.

 

Che egli doveva risorgere.  Lo avevi sentito con le orecchie. Ti era passato per le orecchie. Non ti era passato per il cuore.  Non ci era entrato nel cuore.

Che egli doveva risorgere.         Era impossibile.    Non si poteva fare.   Non si può fare. Perché tu,   non lo puoi fare.     Ma Gesù  è Dio.     E Dio lo può fare.   Dio può fare tutto. Dio ha fatto tutto.  Pure te.

Che egli doveva risorgere.       Ecco,  a chi stai davanti.     Ecco,  chi hai davanti.    Hai davanti Dio.   Stai davanti a Dio.   Stai dentro a Dio.   In quel sepolcro vuoto.

Che egli doveva risorgere.       Quel sepolcro vuoto.  Non è più vuoto.     È pieno.  È pieno di Dio.     Di Dio vero.  Di Dio vivo.     Di Dio che vince la morte.   Lo ha fatto per te.   Per vincere   la tua morte.    E farti risorgere con lui.    E in lui.

 

E credette.      Ora lo senti.  Ora lo provi.    Ora lo sai.

Che Gesù,  è veramente risorto !

 

 

 

 

 

 

 

 

La Passione

In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.  Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.   Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.   Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».   Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».   Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.   Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.  Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

 

 

E tu,   nella Passione,   con chi stai  ?

 

Con loro.

Ti dicono che la croce, è brutta.    Che non è bella.   Che non la devi vedere.  Che non la devi guardare.  Che non la devi avere.    Che ti devi allontanare, dalla croce.   E da Gesù.

E a te,   ti mettono in croce.    Ti attaccano alla croce.  Ti appendono, alla croce.  Ti fanno stare,  in croce.   Senza Gesù.

E  la spezzano la croce.     La levano la croce.  La tolgono la croce.   La fanno fuori,      la croce.  Per far fuori Gesù.    Perché di Gesù,  hanno paura.   Solo di Gesù, hanno paura.   Perché è Dio.    E lui ti può salvare.    Solo lui ti può salvare  Da loro.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Con Gesù.

Se non hai capito il senso della croce.    Se non hai capito la croce,   ti sei perso il meglio.  Ti sei perso il centro.  Ti sei perso il perno.   Di Dio. E di te.   E ti sei perso.

 

Gli scribi insistevano nell’accusarlo.         Se lo accusi Gesù.   Se gli punti il dito contro.   Se ti metti contro.    Se gli dai la colpa.  La tua colpa.    Se non è tua.  Se è solo sua.  Come fa a salvarti?

Erode  lo insultò, si fece beffe di lui.          Se lo deridi.   Se lo umili.    Se lo pesti. Se lo calpesti.   Se lo fai uno scherno. Uno scherzo. Una finta.  Una beffa.   Come fa a salvarti?

Ma essi urlavano: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”.          Se lo condanni.  Se scegli Barabba,    al posto suo.    Se ci metti Barabba,  al posto suo.    Se è meglio Barabba,  al posto suo.  Allora ce l’hai messo tu, in croce.  Lo hai voluto tu, in croce.   Lo vuoi morto tu, sulla croce.   Come fa a salvarti?

Dividendo le sue vesti, le tiravano a sorte.          Se ti prendi,  le sue vesti.    Se ti metti,  le sue vesti.      Se ti giochi, le sue vesti.   Se tiri a sorte, le sue vesti.   Se disonori,  le sue vesti.    Come fa a salvarti?

Ha salvato gli altri. Salvi se stesso!         Se lo sfidi. Se lo provochi.  Lo deve fare, per lui. Se lo porti via dalla croce.    Se lo fai scendere dalla croce.  Se gli fai rinnegare la croce.  Come fa a salvarti?

Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi.       Allora lo deve fare per te.  E lo sfidi ancora. E lo provochi ancora.   Scendi, dalla croce.  Cala giù.   Vieni via,  dalla croce.  Lascia la croce.  E salva te e noi.       Ma non è così che si salva.   Ma non è così che ti salva.

 

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.         Ecco,   come si salva dalla croce.  Ecco,  come ti salva dalla croce .    Ti mette nelle mani del Padre.     Mette la tua anima,   e il tuo spirito,  nelle mani del Padre.    Consegna il tuo spirito,  al Padre.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.          Anche sulla croce.   Proprio  quando stai sulla croce.    Proprio perché stai sulla croce.       Il Padre   conta di più della croce. L’amore per il Padre,  è più forte della croce.      L’amore per il Padre,  supera la croce.  L’amore per il Padre,   vince la croce.     E la morte.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.    Ecco lo spirito di Gesù,  si unisce al Padre. Si riunisce al Padre.  Si apre al Padre.    Ti apre la strada  per il Padre.  Ti porta anche te, tra le braccia del Padre.

 

Ecco, cosa è la croce.    Sono le braccia,  del Figlio di Dio.    Che ti raccolgono.   Che ti accolgono.    E ti portano al Padre.   E ti consegnano al Padre.   Che ti aprono al Padre.

Ecco,   cosa è la croce.                                                                                                        È  la chiave del paradiso.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’adultera

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.   Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

 

 

“Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.   Ora Mosè nella legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”    Dicevano questo per metterlo alla prova  e per avere motivo di accusarlo.                                                   E tu,    davanti a chi,   stai in ginocchio ?

 

A loro.

Ti prendono,  loro.      Ti gettano loro,  per terra.    Ti trattano  come uno straccio.  Ti usano come uno straccio.      E ti pestano. E ti calpestano.    Per calpestare Gesù.   Altro che perdono.

E ti tirano,  la  pietra.    E ti scagliano la loro pietra.   Il loro cuore di pietra.    Sono loro,  la pietra.    Che ti viene addosso.    A te.  E a Gesù.

È Gesù,   che vogliono colpire.   È Gesù,  che vogliono levare.   Come hanno levato Dio. Hanno lasciato Dio.   Hanno abbandonato Dio.      E si sono dati  a un altro dio.   Sono andati da un altro dio.     Stanno con un altro.  Che non è Dio.    Sono loro,  gli adulteri.   Quelli veri.

 

 

A Gesù.

Stai davanti a Gesù.    Gesù è Dio.    Dio è quello che conta.    Il cuore di Gesù, conta.  Il cuore di Dio,  conta.    Non loro.

 

Gli condussero una donna sorpresa in adulterio.         Sei andato a prendere una adultera.  Per mettere in crisi Gesù.    Perché?    Perché l’adultera,  sei tu.      Sei tu,  che ti sei prostituito,  a un altro dio.   Sei tu,  che hai tradito il tuo Dio.   Sei tu,  che ti sei dato a un altro.   Che non è dio.

La posero in mezzo.       Lo porti al tempio.    Lo metti in mezzo al tempio,   il tuo tradimento.    Perché di quello si tratta.     È quello il centro.  È quello il punto.   Di cui    si deve parlare.

Mosé ci ha comandato di lapidare donne come questa.       Se segui la legge.  Ti devi lapidare da solo.    Ti devi fare fuori da solo.       Perché tradire Dio,   è molto peggio.     È molto più grave.  Di tradire un uomo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere per terra.      Gesù scrive.   Scrive sul tuo cuore.  Mette il suo dito,  sul tuo cuore.     E ci scrive.  E ci stampa.  E ci imprime,  il suo volto.  È lui, la nuova legge.    È il suo cuore,  la nuova legge.    E non è più legge.    È cuore.   Il cuore di Dio.

 

Chi di voi è senza peccato.     Guarda dentro di te.   Guarda il tuo peccato.    Assomigli  a lei.   Sei come lei.   Sei lei.

Chi di voi è senza peccato.      Sei pieno di gemme,  del tuo amante.   Sei adornato di gemme,  del tuo amante.   Sei ricoperto di gemme,  del tuo amante.   Che ti ha portato via  da Dio.

Getti per primo la pietra contro di lei.    Quelle gemme,  devi gettare.   Quelle gemme, devi strappare.    Quelle gemme,  devono cadere,  per terra.    Insieme al tuo peccato.

Getti per primo la pietra contro di lei.      E anche la pietra,  che avevi in mano,   ti cade. Cade per terra.  Cade da sola.   Insieme al tuo peccato.   E cade anche la pietra dal tuo cuore.    E non è più di pietra.

 

Donna dove sono? Nessuno ti ha condannato?        Se ne sono andati.    Davanti al loro peccato.  Davanti al tuo peccato.     Non lo sanno affrontare. Il loro peccato e il tuo.  Non lo possono affrontare,  il loro peccato e il tuo.     Solo Dio,  lo può fare.

Neanche io ti condanno.    Io che sono Dio,  io che posso farlo.    Non ti condanno. Capisco il tuo cuore.   Mi prendo cura del tuo cuore.    Conta il tuo cuore.    Più del tuo peccato.

Va e d’ora in poi non peccare più.        Ma d’ora in poi,  non ci cascare più .  Non ti far prendere più.  Non ti fare incastrare più.     Dal male.

Va e d’ora in poi non peccare più.        Non lasciare più, il tuo Dio.  Non lo abbandonare. Non lo tradire.   Non lo sostituire, con il male.     Non fare prendere il suo posto, al male.  Non ci mettere al suo posto,  il male.       Non ti fare  più male.

 

Ecco   il perdono di Dio.

 

 

 

 

 

 

Il figliol prodigo.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.  Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

 

E tu, a chi assomigli?

 

A loro.

Manco glieli chiedi, i soldi.    Te li prendi proprio.  Manco te ne vai. Ci rimani nella sua casa. E ti prendi la sua casa.   E pure tutti i soldi.  Manco una parte.    Altro che prodigo.

E li spendi,  nella sua casa.    Con chi vuoi, nella sua casa.  Come vuoi, nella sua casa. Fai quello che vuoi,  nella sua casa.     Altro che prodigo.

E non ritorni..    E non ti penti,  manco ti penti.    E non ti inginocchi,  manco ti inginocchi.   E non lo chiedi il perdono.  Te lo deve dare, per forza.  Ti è dovuto, per forza.  Te lo prendi, con la forza,  il perdono.     Ma Dio è Dio.  E non lo comandi.       Sono loro,   che stanno ancora a mangiare le carrube dei porci..   Contano più le carrube, di Dio.  Pensano più alle carrube,  che a Dio.   E stanno con le carrube.   Non con Dio.     Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Al figlio minore.

All’inizio,   ci caschi pure tu.

Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta.      Ti dicono che non ci sta Dio.  Che non ci deve stare Dio.  Che non ci devi mettere Dio.    Che devi fare senza. Che devi stare senza.   Che devi fare da solo.     E ci caschi.

Partì per un paese lontano.         Ti dicono  che ti devi staccare.    Che te ne devi andare.  E te ne vai da Dio.  E ti separi da Dio. Lo lasci Dio.    E te ne vai lontano. Lontano da Dio.  E ci caschi.

Sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.     E pure quello che ti ha dato Dio, lo fai fuori.    Lo metti nelle mani di chi lo pesta, lo calpesta.  Di chi lo strugge, lo distrugge. Di chi lo profana.   Dio.   E anche te.

Una grande carestia.       La carestia  sei tu.   È quello che sei diventato.   Ce l’hai dentro. E non ci sta più in niente. Non è rimasto niente. Non si trova più niente.  Non sei più niente. Non hai più niente.    Manco te.

Nei campi a pascolare i porci.     I porci, sei tu.  È come ti sei ridotto. È come sei diventato.  È a cosa ti sei abbassato.   Conti,  meno di loro.

Muoio di fame.     Quel vuoto ce l’hai dentro e fuori.    Non lo reggi.  Non ce la fai.  Non puoi. Ti fa morire. Fa morire . Ti senti morire.

Padre lo peccato contro il cielo e contro di te.       Lo riconosci il tuo peccato.   Quello che ti ha bucato il cuore.  Quello che ti ha svuotato il cuore.   Quello  che ti ha preso il cuore.   E lo porti a Dio.    E lo metti,  ai piedi di Dio.

Il padre lo vide ed ebbe compassione.        Dio  ti viene incontro.    Per lui, conti più tu,  di quello che hai fatto.    Conta il tuo cuore,   più di quello che hai fatto.    Conta il suo cuore, più di quello che hai fatto.     E ti abbraccia sul suo cuore.      E non ci sta più,  quello che hai fatto.

Mio figlio era morto ed è tornato in vita.       Il peccato  ti ha fatto morire.   Ti ha separato da Dio.  Ti ha portato via da Dio.  Dalle tue radici.    Ma tu hai svoltato. Hai girato. Hai cambiato verso.  Hai cambiato direzione.   E sei tornato.    Ti sei inginocchiato.  Hai chiesto perdono. E il Padre ti ha abbracciato.   E sei tornato a vivere.        Ecco la confessione.

 

 

Al figlio maggiore.

Ci caschi, in un altro modo.

Si indignò e non voleva entrare.      Ti scatta l’invidia. Ti prende l’invidia.   Ti rosica l’invidia. E non lo vuoi vedere.   E ti metti fuori.  E ti fai fuori.  E ti tieni fuori.   Dalla casa del Padre.     È invidia.   Non è amore.

Non ho mai disubbidito a un tuo comando.     Stai concentrato sul comando. Stai attaccato al comando.   Dipendi dal comando.    Ci sta al centro  il comando.    Non ci sta l’amore.

Non mi hai mai dato un capretto.     Stai a guardare quello che te ne viene.  Quello che ci ricavi.   Quello che ci guadagni.    Se di più  o meno degli altri.   Ci sta al centro l’interesse. Non ci sta l’amore.

Ora che è tornato questo tuo figlio.     Per te è suo figlio.   Non è tuo fratello.  Non lo vuoi come fratello.  Non ti senti come fratello.     Lo hai escluso come fratello.  È esclusione.  Non è amore.

Ha divorato le tue sostanze.     Si è preso pure tuoi beni.  Si è preso pure tuoi soldi.  Quelli a cui hai pensato.  Quelli a cui stai attaccato.     Contano i soldi.   Non l’amore.

Per lui hai ammazzato il vitello grasso.       Si è preso il premio.   Il premio che volevi tu.  Ci volevi stare tu,  al suo posto.    Lo volevi tu,  quel posto.    Volevi stare tu,  al primo posto.  Conta il posto.    Non conta  l’amore.

 

Anche tu,   ti sei perso.    Anche tu devi tornare.     Conta Dio Padre . Più di tutto.    Conta l’amore del Padre.   Più di tutto.     Ci metti il Padre.  Davanti a tutto    . Ti basta il Padre.    E hai  tutto.      E ti ritrovi.

Ecco la conversione.

 

 

 

 

 

 

 

Se non vi convertite

La torre di Siloe.

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

 

 

“No, io vi dico,  ma se non vi convertite,  perirete tutti allo stesso modo”.                          E tu,   a chi ti converti?

 

A loro.

Sono loro,  la torre.      Dove ti sei riparato.     Dove hai messo dentro,  i tuoi peccati.  Come i mattoni.    Dove hai messo in fila i tuoi peccati,  come i mattoni.   Dove hai cementato i tuoi peccati,  come i mattoni.       Ma si è sgretolata.

E i tuoi peccati,  come i mattoni.    Ti vengono addosso. Ti cascano addosso. Ti piovono addosso.   E ti seppelliscono.     Altro che riparare.

La torre, sono loro.    L’hanno fatta per salire al cielo  Per sfidare il cielo.  Per sfidare Dio. Per essere più di Dio.     Ma non sono Dio.   E sono crollati. Uno ad uno.  E sono caduti. Uno ad uno.   E sono precipitati. Uno ad uno.    E si sono sfracellati.  A terra. Sotto terra. Uno ad uno.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

A Gesù.

Levi il tuo volto,  da loro.    E lo metti in Gesù.     Lo volti.  Lo rivolti.    Lo volgi.  Lo rivolgi a Gesù.     Lo verti,  lo con-verti,    a Gesù.

 

Se non vi convertite.         La conversione è girare,   è svoltare,   è cambiare strada,  cambiare direzione,  cambiare verso.   Con-versione.     Non andare più verso il male.    Ma verso Gesù.

Se non vi convertite.       La conversione è girare la leva.    Cambiare la leva.   Spostare la leva.  Dal male a Gesù.    È girare il pulsante, è orientare il pulsante,  è mettere il pulsante.  Dal male a Gesù.     È girare la freccia.   È mettere la freccia.   È portare la freccia.   Dal male  a Gesù.

Se non vi convertite perirete.       Se non la cambi la leva.     Se ci metti un altro al posto di Gesù.   Se non lo vuoi Gesù.    Se lo neghi.  Se lo rinneghi.    Se lo offendi, lo insulti.  Se lo calpesti.   Se lo spregi,  lo dispregi.   Se lo sfregi.   Se lo disonori.  Se lo profani.     Allora non ci sta Gesù.     E il peccato ti rimane.    E ti secca l’anima.  Ti ferisce l’anima.  Ti fa morire l’anima.   Per sempre.

Se non vi convertite perirete.        Ma se ti con-verti.     Se cambi la leva.   Se svolti la leva.    Allora scegli Gesù.     E se ci sta Gesù,   il peccato te lo leva.   Solo lui  lo leva.    Perché è Dio.   Solo Dio lo può fare.     E il peccato se ne va.   E il male se ne va.   E la morte se ne va.    E la tua anima non muore più.     E manco tu.

 

Aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna.       Sei un albero di Dio.  Ti ha piantato Dio.  Nella sua vigna.     Ti ha voluto Dio. Ti ha fatto Dio.   Per la sua vigna.

Ma non trovò niente.      Non ho fatto niente.   Non ho ammazzato nessuno.  Non ho rubato a nessuno.   Non ho mentito a nessuno.   Non ho detto male.  Non ho fatto male a nessuno.  Non do fastidio a nessuno.   Ma sei diventato nessuno.   Non ci sei.  Non ci stai.    Non ci sta niente.  Non si vede niente.   Non esce niente. Non viene fuori niente. Non si trova niente.   Manco te.    Sei un fico secco.

Sono tre anni che non trovo.       Sto zitto.  Sto fermo. Sto muto.  Non parlo.  Non mi muovo.  Non mi sento.   Non dico niente.  Non faccio niente.  Non prendo posizione. Non mi sbilancio. Non mi sposto.   Non ci sono.  Non sono per nessuno.  Non ci sono per nessuno.    Non ci sei. Manco per te.    Sei un fico secco.

Taglialo dunque.     Che ci sta a fare?   Che l’ho piantato a fare?    Se non ci sta,  lo leviamo.   È lui che si è fatto fuori.  È lui che non ci vuole stare.   Che non vuole fare. Niente.

 

Lascialo ancora.       È Gesù che lo chiede al Padre.    Che ti vuole salvare.   Che ci vuole provare.   Che non ti lascia andare.

Avrò zappato attorno.         Lascia che sia Gesù,    ad aprire le tue zolle indurite.   A rivoltare le tue zolle impietrite.    Solo lui può levare i sassi, le pietre, i massi,  i macigni,   del peccato.     Che non ti fanno respirare.   Che non ti fanno fare.

Avrò messo il concime.       Lascia che sia Gesù,   a mettere dentro le tue ferite aperte,  il sangue della croce.   Il suo sangue divino,  va fino infondo a quelle ferite.    Arriva al midollo di quelle ferite.   E le risana.     E non sono più ferite.

Vedremo se porterà frutti.      Ora che ci hai messo Gesù.   Ora che hai lasciato fare  a Gesù.     Il peccato non ti ferma più.   Non ti blocca più.  Non ti secca più.   Riparte la linfa. Torna la linfa.    Che è lo Spirito Santo.    E fa i frutti.   I frutti  di Dio.

 

Che aspetti?      È La tua possibilità.    È un’altra possibilità.   È la tua occasione   È un’altra occasione.    È l’ultima occasione.     Non perdere l’occasione.      Ecco la Quaresima.

Ecco la conversione.

 

 

 

 

 

 

 

La Trasfigurazione

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.   Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.   Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».   Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

 

 

“Mentre pregava,  il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante”.                E la tua luce,   quale è ?

 

Loro.

Ti fanno credere che sono loro,  la luce.       Ma loro la luce,  te la spengono.    Ma loro la luce,  te la levano.   Ma loro la luce, te la tolgono.    Loro, sono il buio.   Altro che luce.

E ti riempiono di buio. Del loro buio.    E ti tengono al buio. Nel loro buio.   E ti abituano  al buio.  Al loro buio.     Così non lo vedi.   Che sono loro, il buio.      Altro che luce.

Hanno spento Gesù.     Così non lo vedi, che loro non brillano.  Che loro non splendono. Che loro non risplendono.   Che non sono loro la luce.      Ma Gesù è Dio.   E non si può spegnere.    Sono loro,  che si sono spenti.   Che si sono staccati. Che si sono separati. Da Dio.      E sono diventati buio.      Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Gesù è la luce    La tua luce.     La luce di Dio.   Nessuno te la leva.  Nessuno te la spegne.   Nessuno te la porta via.    Ce l’hai sempre.  Per sempre.

 

Mentre pregava.      Come Gesù.   Anche tu, hai davanti un calvario.  Ti trovi  in un calvario.  Stai dentro a un calvario.    E tu che fai?    Come Gesù.  Preghi il Padre.

Mentre pregava.     E rivolgi il tuo volto,  al volto del Padre.   E metti il tuo volto,  nel volto del Padre.   E rimani  nel volto del Padre.   Come Gesù. In Gesù.    E lo vedi,  chi è Gesù.

Il suo volto cambiò d’aspetto.         Non è un volto sconfitto.   Non è un volto disfatto.  Non è un volto umiliato.    Non è un volto ferito.    Non è un volto finito.

Il suo volto cambiò d’aspetto.         È un volto trasfigurato.     Viene fuori.  Esce fuori. Appare. Compare. Traspare.  La gloria.       È un volto luminoso.   Splende. Risplende. Di gloria.    È un volto glorioso.     Che si specchia   nella gloria del Padre.

La sua veste divenne candida e sfolgorante.        Non è un corpo martoriato.  Spezzato. Non è un corpo inchiodato.   Non è un corpo trapassato.   Non è un corpo crocifisso.

La sua veste divenne candida e sfolgorante.      È un corpo risorto.  È un corpo candido, immacolato,  puro.  Senza ferite.       È un corpo trasfigurato.   Luminoso,  sfolgorante, raggiante.    Viene fuori. Esce fuori.    Appare. Compare.  Traspare.   L’essenza di Dio.    La purezza di Dio.     La divinità  di Dio.

 

Venne una nube e li coprì con la sua ombra.        Ecco,  la conferma.    Viene Dio.  In una nube.  Nello Spirito Santo.      Con lo Spirito Santo ti copre,  ti ricopre, ti immerge.  Ti colma, ti ricolma,  ti riempie.

E dalla nube uscì una voce.        Lo Spirito Santo,  ti porta la voce del Padre.   Che afferma. Che conferma. Che attesta.     Che certifica.  Che prova. Che comprova.

Questi è il Figlio mio.      Questi.   Proprio questo,  e non un altro.   Questi, è il Figlio mio. Gesù è il Figlio di Dio.  Che viene da lui. Che sta con lui. Che sta in lui.   È Dio,  pure lui.

L’eletto.     Questi è l’eletto.. Questi, e non un altro.   Questi, è la mia grazia.  È la mia gloria.  È la mia gioia.      A lui,  devi guardare.

Ascoltatelo.      Lui, devi ascoltare.  E non un altro.       Lui,   devi sentire. E non un altro.  Lui,  devi seguire.   E non un altro.      Dai retta a lui.  E non a un altro.

 

E nella sua luce,   diventi  luce.                                                                                               Per te,   e per gli altri.