I discepoli di Emmaus.

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele.

 

 

 

Noi speravamo che egli fosse.

  • Anche  tu.
  • Gli  giri le spalle.
  • E   te ne vai.
  • Perché  non è.
  • Come  pensavi tu.
  • Come  volevi tu.
  • Come  speravi tu.

 

Stolti e lenti di cuore.

  • Gesù  è di più.
  • Di quello che pensi tu.
  • Gesù  è di più.
  • Di quello che speri tu.
  • Gesù.     Schiaccia il male.
  • Gesù.     Schiaccia la testa al male.
  • Gesù.     Schiaccia la causa del male.
  • Gesù.     Schiaccia l’origine del male.
  • Gesù schiaccia.     Quello che fa il male.
  • Gesù schiaccia.     Quello che ti fa male.
  • Gesù schiaccia.     Perché ti fa male.
  • Gesù schiaccia.     Il male che non vedi tu.
  • Gesù schiaccia.     Il male che non pensi tu.
  • Gesù schiaccia.     Il male che non sai tu.
  • Gesù lo schiaccia.     E lo fa sparire.
  • Gesù lo schiaccia.     E lo fa morire.
  • Gesù lo schiaccia.     E non ti fa più male.

 

Prese il pane, lo spezzò e lo diede loro.

  • Nel suo corpo risorto.     Ti fa risorto.
  • Nel suo corpo risorto.     Sei risorto.
  • Nel suo corpo risorto.     Anche con il corpo.
  • Nel suo sangue risorto.     Ti da la vita.
  • Nel suo sangue risorto.     Ti da la sua vita.
  • Nel suo sangue risorto.     Pure al corpo.

 

E lo riconobbero.

  • E  ti si aprono gli occhi.
  • E  ti si spalancano gli occhi.
  • E lo vedi.     Che  è lui.
  • E lo vedi.     Che  è proprio lui.
  • E lo vedi.     Che  è il Signore.
  • E lo sai.   Che  il Signore.
  • È   veramente  risorto.

 

 

 

 

 

 

 

Tommaso incredulo.

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».  Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».

 

 

A porte chiuse.

  • Non  ci sta lo spazio
  • nel corpo risorto.
  • Non  ci sta il tempo
  • nel corpo risorto.
  • Non  ci sta il limite
  • nel corpo risorto.
  • È  diventato divino.
  • È  di Dio.
  • È  Dio.
  • Le ha fatte
  • lui le cose.
  • Ci  passa sopra.
  • Ci  passa dentro.
  • Ci  passa attraverso.
  • Come vuole.

 

Se non vedo nelle sue mani.

  • Non ci credi.
  • Perché non pensi
  • che è Dio.
  • Perché non ci pensi
  • che è Dio.
  • Perché per te
  • non è Dio.

Se non metto il mio dito.

  • Se non ci metti
  • il dito.
  • Se non tocchi
  • con il dito.
  • Se non è
  • il tuo dito.
  • Non è Dio.

 

Metti qui il tuo dito.

  • Mettici il tuo dito.
  • Tocca con il dito.
  • Te lo dice il dito
  • che  è il segno dei chiodi.
  • E lo sai.
  • Che  è quello il segno.
  • Che  è il segno che è lui.
  • Che  è il segno che è proprio lui.

Tendi la tua mano.

  • Tocca con mano.
  • Tocca con la tua mano.
  • Mettici la mano.
  • Nel costato.
  • E lo sente
  • la tua mano.
  • Che  ci sta la carne.
  • Che  è carne.
  • Che  è carne viva.
  • Che  è carne vera.
  • È  il segno
  • che quel corpo
  • è vivo.
  • È  il segno
  • che quel corpo
  • è vero.

 

Non essere incredulo.

  • Non  lo vedevi.
  • Non  lo pensavi.
  • Non  ci pensavi.
  • Ma   è successo.
  • Non  lo credevi.
  • Non  ci credevi.
  • Non  lo capivi.
  • Ma   è successo.
  • Non  lo potevi credere.
  • Non  ci potevi credere.
  • Non  ci si poteva credere.
  • Ma   è successo.
  • Ora  ci credi.
  • Ora  lo credi.
  • Ora  gli credi.
  • Perché  è successo.

 

  • Il Signore   è risorto.
  • È successo  perché è Dio.
  • Ora lo sai    che è Dio.
  • Signore mio  e Dio mio !!

 

 

 

 

 

 

 

Il Signore è risorto !

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

Non avevano ancora compreso la Scrittura.

  • Era  scritto nelle scritture.
  • Era  tutto scritto nelle scritture.
  • Che doveva morire.
  • Che doveva risorgere.
  • Come faceva a risorgere.
  • Se  prima non moriva.
  • Come faceva a risorgere dai morti.
  • Se  prima non era morto.

 

Il piano di Dio.

  • Era scritto   da sempre.
  • Perché era  il piano di Dio.
  • Perché era  il piano del Padre.
  • Perché era  il piano da sempre.
  • Ti sembra  una sconfitta.
  • Ti sembra  che è sconfitto.
  • Ti sembra  che è finito.
  • Invece no.
  • Tutto  è cominciato.
  • Da lì  è cominciato.
  • Da lì  è partita.
  • La vittoria.
  • Ti sembra  una follia.
  • Ti sembra  senza ragione.
  • Senza la  tua ragione.
  • Invece no.
  • È  il piano di Dio.
  • È  oltre la ragione.
  • È  oltre la tua ragione.
  • Ti sembra  che lo hai perso.
  • Ti sembra  che hai perso.
  • Ti sembra  che è tutto perso.
  • Invece no.
  • Hai  perso il male.
  • Hai  perso solo il male.
  • Hai  perso quello
  • che  ti faceva male.
  • Hai  perso quello
  • che  ti voleva male.
  • Ti sembra  che è morto.
  • Ti sembra  che è
  • solo  morto.
  • E  invece no.
  • Ha vinto  la morte.
  • È vinta  la morte.
  • Non ci sta  più la morte.

 

È risorto. 

  • Il  piano del Padre.
  • È  molto di più
  • di quello che
  • pensi tu.
  • Il  piano del Padre
  • è  di darti
  • la  vita eterna.
  • Di  ridarti
  • la  vita eterna.
  • Che  il male
  • ti  aveva levato.
  • Che  con il male
  • avevi perduto.
  • Ti da  il Figlio risorto.
  • Con   il Figlio risorto.
  • Nel   Figlio risorto.
  • Risorgi  pure tu.
  • Torni  eterno.
  • Torna  la vita eterna.
  • Che  avevi perduto.
  • È risorto  con il corpo.
  • Perché  torni eterno.
  • Pure  con il corpo.
  • Pure  nel corpo.
  • Hai perso    il paradiso terrestre.
  • Ma ora hai  il paradiso celeste.
  • Che è molto  di più.
  • Di quello   che avevi perduto.

 

  • Ecco   il piano del Padre.
  • E  il Figlio   lo ha compiuto.
  • Ecco   perché  è venuto. 
  • Ecco   perché  è risorto.

 

 

 

 

 

 

 

La Passione del Signore.

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. In quel tempo Gesù comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Tu lo dici». E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla.
Allora Pilato gli disse: «Non senti quante testimonianze portano contro di te?». Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!» Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: «Salve, re dei Giudei!». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la sua croce. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra.
Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono.

 

 

La Passione.

  • Era  scritto nelle scritture.
  • Era  tutto scritto nelle scritture.
  • Era  da sempre scritto nelle scritture.
  • Quello che hanno fatto.
  • Era scritto.     Che c’era Gesù.
  • Era scritto.     Chi era Gesù.
  • Era scritto.     Che era il Figlio di Dio.
  • Era scritto.     Ma lo hanno fatto.

Giuda.

  • Era scritto.     Che lo tradivano.
  • Era scritto.     Come lo tradivano.
  • Era scritto.     Per trenta denari.
  • Era scritto.     Ma lo hanno fatto.
  • E  lo tradiscono ancora.
  • E  lo vendono ancora.
  • Per  trenta denari.
  • E  lo fanno ancora.

Una corona di spine.

  • Era scritto.     Che lo sputavano.
  • Era scritto.     Che lo coprivano di sputi.
  • Era scritto.     Che ci stavano gli sputi.
  • Era scritto.     Ma lo hanno fatto.
  • E  lo sputano ancora.
  • E  lo colpiscono ancora.
  • Con i loro sputi.
  • E  lo fanno ancora.

Scendi dalla croce.

  • Era scritto.     Che lo mettevano in croce.
  • Era scritto.     Che lo attaccavano alla croce.
  • Era scritto.     Che ci stava la croce.
  • Era scritto.     Ma lo hanno fatto.
  • E  lo attaccano ancora.
  • E  lo sfidano ancora.
  • E  lo provocano ancora.
  • E  lo fanno ancora.
  • Era scritto.     Che ci stava la morte.
  • Era scritto.     Che lo facevano morto.
  • Era scritto.     Che era morto.
  • Era scritto.     Ma lo hanno fatto.
  • E  lo fanno fuori ancora.
  • E  lo eliminano.
  • E  lo cancellano.
  • E  lo uccidono ancora.
  • E  lo fanno ancora.

 

Le rocce si spezzarono.

  • Che  è Dio.
  • Lo dicono le pietre.
  • Parlano le pietre.
  • Lo sanno pure le pietre.
  • E  si spaccano le pietre.
  • E  si spezzano le pietre.
  • E  si spezza il cuore.
  • Pure alle pietre.
  • Che  è Dio.
  • Lo dice il sole.
  • Si spegne il sole.
  • Non ci sta il sole.
  • Senza il suo Dio.
  • Che  è Dio.
  • Lo dice la terra.
  • Trema la terra.
  • Si  scuote la terra.
  • Si  spezza la terra.
  • Si  spezza il cuore.
  • Pure alla terra.

 

I sepolcri si aprirono.

  • E  si spaccano i sepolcri.
  • E  si spezzano i sepolcri.
  • E  si aprono i sepolcri.
  • E  non ci stanno  più i sepolcri.
  • Ed  escono i morti.
  • E  non sono  più morti.
  • E  non ci stanno  più i morti.
  • Ecco che fa   la morte di Gesù.
  • Ecco perché ci sta    la morte di Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

La risurrezione di Lazzaro.

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario.

 

 

La risurrezione di Lazzaro.

  • Gesù risorge Lazzaro.
  • Lo fa prima
  • della sua risurrezione.
  • Ti fa vedere
  • prima
  • la sua risurrezione.
  • È  l’anteprima
  • della sua risurrezione.
  • Come risorge il corpo.
  • Che  risorge il corpo.
  • Che  risorge pure il corpo.
  • Che  ci sta il corpo.
  • Che  è vero il corpo.
  • Che  è vivo il corpo.

 

Da quattro giorni era nel sepolcro.

  • Era  morto.
  • Era  morto davvero.
  • Era  morto vero.
  • Era  sepolto.
  • Pure  sepolto.
  • Morto  e sepolto.
  • Ci  sta sepolto
  • da  quattro giorni.
  • Ci  sta sepolto
  • per  quattro giorni.
  • Ce  lo lascia
  • per  quattro giorni.
  • Non  si può più
  • dopo  quattro giorni.
  • Non  si può fare più.
  • Dopo  quattro giorni.
  • Nessuno  lo può fare più.
  • Dopo  quattro giorni.

Padre ti rendo grazie.

  • Ma Gesù  può.
  • Lo  può fare solo Dio.
  • E  Gesù lo fa.
  • E  lo vedi.
  • Che  è Dio.
  • Lo fa  con il Padre.
  • Lo fa  per il Padre.
  • Lo fa  anche il Padre.
  • E  lo vedi 
  • che è  il Figlio.

 

Togliete la pietra.

  • E  tolgono la pietra.
  • E  si sposta la pietra.
  • E  rotola la pietra.
  • Come  quella di Gesù.

Lazzaro vieni fuori.

  • Viene fuori
  • con  il suo corpo.
  • Viene fuori
  • con  il corpo vivo.
  • Viene fuori
  • con  il corpo vero.
  • Viene fuori.
  • Con  il corpo intero.
  • Come  quello di Gesù.

 

Io sono la risurrezione.

  • Se  ci sta Gesù.
  • Se  stai in lui.
  • Se  credi in lui.
  • Risorgi  pure tu.
  • È   l’anteprima  anche
  • della tua risurrezione.

 

 

 

 

 

 

 

Il cieco nato.

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!». Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».

Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla».

 

 

Loro.

  • Loro.     L’invidia li acceca.
  • Loro.     L’invidia li fa ciechi.
  • Loro.     E sono ciechi.
  • Loro.     I veri ciechi.
  • Loro.     E accecano pure te.
  • Loro.     E fanno cieco pure te.
  • Loro.     E non ci vedi.
  • Loro.     E non li vedi.

Non credettero che fosse stato cieco.

  • Non era  cieco davvero.
  • Non era  cieco per davvero.
  • Non era  cieco vero.
  • Non era  cieco.
  • Non  è lui.
  • È  un altro.
  • Era  un altro.
  • Era  un altro il cieco.
  • Non  da quando è nato.
  • Non  ci è nato.
  • Non  da prima.
  • Non  da sempre.
  • Non  sta in regola.
  • Non  è in regola.
  • Non  è mio.
  • Non  è come dico io.

 

Non si è mai sentito che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.

  • Non  è mai successo.
  • Non  può succedere.
  • Non  succede.
  • Che  uno viene.
  • E apre gli occhi
  • a un cieco nato.

Fece del fango con la saliva.

  • Solo  Dio lo fa.
  • Solo  Dio lo ha fatto.
  • Quando ha fatto l’uomo.
  • Con il fango.
  • E  Gesù lo fa.
  • E  lo fa di nuovo.
  • Per  dirti che è Dio.
  • Che  è il Figlio di Dio.

 

Lo hai visto: è colui che parla con te.

  • E  fa gli occhi. 
  • E  rifà gli occhi. 
  • E  tornano gli occhi.
  • E  tornano vivi gli occhi.  
  • E  ci vedi. 
  • E  lo vedi.
  • E  lo vedi Gesù. 
  • E  lo vedi che è Dio. 

 

Credo Signore.

  • Lo  vedi con gli occhi.
  • Lo  vedi con il cuore.
  • Con  gli occhi del cuore.
  • Tu  sei il Signore.
  • Tu  sei il mio Signore.
  • Tu  sei il mio Dio.
  • E   io credo in te.
  • E  credi.

 

 

 

 

 

 

 

Gesù e la samaritana al pozzo.

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui. Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». Ma egli rispose loro: «Io ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica». Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

«Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua.

 

 

Una samaritana ad attingere acqua.

  • Ecco  la confessione.
  • È  andare da Gesù.
  • È  andare dove sta Gesù.
  • È  andare dove ti aspetta Gesù.
  • Il pozzo.     È Gesù.
  • Il pozzo.     Dove prendi l’acqua.
  • Il pozzo.     Dove trovi l’acqua.
  • Il pozzo.     Dove sta l’acqua.
  • Il pozzo.     L’acqua di Dio.
  • Il pozzo.     L’acqua viva.
  • Il pozzo.     L’acqua che è lo Spirito Santo.
  • Il pozzo.     Pieno di Spirito Santo.

 

Hai avuto cinque mariti.

  • Lo sa Gesù.     Che  hai fatto.
  • Lo sa Gesù.     Che  hai avuto  altri dei.
  • Lo sa Gesù.     Che  hai avuto  cinque dei.  
  • Lo sa Gesù.     Che  hai cambiato Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  hai scambiato Dio.
  • Lo sa Gesù.     Con  un altro Dio. 
  • Lo sa Gesù.     Che  hai levato Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  ci hai messo un altro Dio.
  • Lo sa Gesù.     Al posto di Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  sei andata con un altro Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che hai preso un altro Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  stai con un altro Dio. 
  • Lo sa Gesù.     Che  hai tradito Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  hai rinnegato Dio.
  • Lo sa Gesù.     Che  hai profanato Dio. 
  • Lo sa Gesù.     Per  un altro Dio. 
  • Lo sa Gesù.     E  ancora stai.
  • Lo sa Gesù.     E  ancora ci stai.
  • Lo sa Gesù.     Con  un altro Dio.
  • Lo sa Gesù.     Con  un altro  che non è Dio.
  • Lo sa Gesù.     Con  un altro  che non è il tuo Dio.

 

Mi ha detto tutto quello che ho fatto.

  • Ha  scoperto la tua colpa.
  • Ora  è scoperta.
  • Ora  si vede.
  • Ora  la vedi.
  • Ora  ci sta.
  • Ora  la accetti.
  • Ora  la ammetti.
  • Ora  la metti davanti a tutti.
  • Ora  la sanno tutti.

 

  • E  torni  da Dio.
  • Dal tuo Dio.
  • E  non lo lasci più.
  • Ti  ha salvato  Gesù.

 

 

 

 

 

 

 

La Trasfigurazione.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.

 

 

E fu trasfigurato.

  • Gesù  ti fa vedere
  • con  la trasfigurazione
  • la  sua risurrezione.
  • Te  la fa vedere
  • prima.
  • Te  la fa vedere
  • da prima.
  • Te  la fa vedere
  • in anteprima.

Il suo volto brillò come il sole.

  • Ti  fa vedere
  • un pezzo
  • della risurrezione.
  • Il pezzo di quando
  • i raggi di Dio
  • entrano nel suo corpo.
  • Di come i raggi di Dio
  • irradiano
  • il suo corpo.
  • Di come i raggi di Dio
  • trasfigurano
  • il suo corpo.
  • Di come i raggi di Dio
  • fanno diventare raggio
  • anche il suo corpo.
  • Di come i raggi di Dio
  • fanno splendere come Dio
  • il suo corpo.

 

Una nube luminosa.

  • Ti  fa vedere.
  • Non solo  come.
  • Ma anche  chi lo fa.
  • Lo  fa lui.
  • Ma non è solo.
  • Non  solo lui.
  • Ci sta  il Padre.
  • Ci sta  lui, il Figlio.
  • Ci sta  lo Spirito Santo.
  • Ci sta  tutta la Trinità.
  • Che fa
  • quel corpo risorto.
  • È  tutta la Trinità
  • che fa
  • quel corpo risorto.
  • Ci sta  tutta la Trinità
  • in quel corpo risorto.

 

Questa visione.

  • La  trasfigurazione
  • è  la visione
  • del  corpo risorto.

 

 

 

 

 

 

 

Le tentazioni.

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».

 

 

Alla fine ebbe fame.

  • Satana.    Punta  sulla fame.
  • Satana.    Punta  alla fame.
  • Satana.    Fa leva  sulla fame.
  • Satana.    Sulla fame  che hai.

Queste pietre diventino pane.

  • Prendi il mio pane.
  • Mangia il mio pane.
  • Metti dentro il mio pane.
  • E  diventi il mio pane.
  • E  ti mangi il male.
  • E  lo mangi il male.
  • E  metti dentro il male.
  • E  ti strafoghi di male.
  • E  affoghi nel male.
  • E  sprofondi nel male.
  • E  diventi il male.

Rispondi come Gesù.

  • Metto  dentro Dio.
  • Non  metto dentro te.
  • Non  divento te.
  • E  divento  di Dio.

 

Gettati giù.

  • Satana.    Punta sulla voglia.
  • Satana.    Che  sei di più.
  • Satana.    Che  sei più di Dio.
  • Che  metti sotto Dio.
  • Che  sta sotto Dio.
  • Che  sta sotto i tuoi piedi.
  • E  tu lo  hai pestato Dio.
  • E  tu lo  hai calpestato Dio.
  • E  tu lo  hai profanato Dio.

Rispondi come Gesù.

  • Non  metto alla prova Dio.
  • Non  provoco Dio.
  • Non  sfido Dio.
  • Non  tradisco Dio.

 

Queste cose io ti darò.

  • Satana.    Punta sulla voglia.
  • Satana.    Che  hai di più.
  • Satana.    Che  vuoi di più.
  • Satana.    Che  è tutto tuo.
  • Satana.    Punta sulla voglia.
  • Satana.    Di  avere gli altri.
  • Satana.    Di  possedere gli altri.
  • Satana.    Che  sono tuoi gli altri.

Se gettandoti ai miei piedi mi adorerai.

  • E  ti getti ai suoi piedi.
  • E  ti lanci ai suoi piedi.
  • E  ci stai ai suoi piedi.
  • E  lo adori.  Come se è Dio.
  • E  lo adori.  Al posto di Dio.
  • E  lo adori.  Ed è il tuo Dio.

Rispondi come Gesù.

  • Solo  il Signore.     È  il mio Dio.
  • Solo  il Signore.     Ho come Dio.
  • Solo  il Signore.     E non ci sta un altro Dio.
  • Solo  il Signore      È  il mio Signore.
  • Solo  il Signore.     Non ce ne sta un altro.
  • Solo  il Signore.     Non ne voglio  un altro.
  • Solo  il Signore.     E adoro  solo lui.

 

  • Con Gesù.     Il male   è vinto.
  • Con Gesù.     Il male   se ne va.
  • Con Gesù.     Il male   non ci sta.
  • Con Gesù.     Il male   non torna.
  • Con Gesù.     Il male   non ci sta più.

 

 

 

 

 

 

 

Motivo di scandalo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te.

 

 

Se il tuo occhio ti è di scandalo.

  • Loro.     Non  solo l’occhio.
  • Loro.     Non  solo la mano.
  • Loro.     Sono  tutto scandalo.
  • Loro.     Sono  lo scandalo.
  • Loro.     E  manco lo sanno.
  • Loro.     E  manco lo sentono.
  • Loro.     E  manco lo vedono.

Perché non lo vedono.

  • Perché.     Sono  senza anima.
  • Perché.     Gli  manca l’anima.
  • Perché.     Non  hanno più anima.
  • Perché.     La  hanno data via.
  • Perché.     La  hanno buttata via.
  • Perché.     La  hanno gettata via.  
  • Il male.     Gliela  ha tolta.
  • Il male.     Gliela  ha avvelenata.
  • Il male.     Gliela  ha intossicata.
  • Il male.     La  vuole morta.
  • Il male.     La  fa morta.
  • Il male.     Ed  è morta.

 

Cavalo e gettalo via da te.

  • Cavalo  da te.
  • Strappalo  da te.
  • Staccalo  da te.
  • Il male  che ti ha
  • avvelenato  l’anima.
  • Taglialo  da te.
  • Spezzalo  da te.
  • Separalo  da te.
  • Il male  che ti ha
  • ucciso  l’anima.
  • Chi  te lo può levare.
  • Chi  lo può fare.
  • Solo  Gesù lo fa.
  • Vai  da Gesù.
  • E  farglielo fare.
  • E  torna l’anima.
  • E  sei anima.
  • E  puoi riparare.

E  non sei più scandalo.