Venite alle nozze

  In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:  «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.  Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.  Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.  Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.  Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

 

Anche a te Dio chiama,    alla festa delle nozze del Figlio.      E tu,  quale invitato sei ?

 

Non ci vai proprio.

Non ci vuoi andare.  Non ci vuoi stare.     Stai fuori. Ti fai fuori. Ti tieni fuori. Ti metti fuori.    Fai fuori il Figlio di Dio.   E anche te.

Non ci va  il tuo cuore.     Non ci hai messo il cuore.  Il cuore lo hai messo in altro.     E vai a fare altro.  E ti prende altro.  E ti porta via, altro.     Lontano da lui. E lontano da te.

E se Dio insiste e ti manda i suoi.      Li insulti, li deridi, li denigri.    Li calpesti,  li fai sparire. Li fai morire.      Ma hai ucciso,   solo te.

 

Ci vai.

Andate ai crocicchi delle strade.        Stavi per strada. Dimenticato, abbandonato, rifiutato.  Sfinito. Malato.    Proprio te, Dio ha cercato.    Proprio a te, Dio ha pensato.

Tutti quelli che troverete, invitateli alle nozze.   Proprio tu sei invitato. Proprio tu sei onorato. Proprio tu, sei chiamato.  Proprio tu, sei scelto.      Proprio tuo, è il posto al banchetto delle nozze.

 

Senza l’abito nuziale.        Ci stai.     Ma non ci sta il tuo abito nuziale.   La tua veste non è candida.   La tua anima non è candida.

Gettatelo fuori.       Senza l’abito nuziale,  non ci puoi stare.     Perchè significa   che  non ti vuoi sposare.     Perché sei tu, che ti sposi.       Quelle sono le tue nozze mistiche.  Tra te,  che fai parte del corpo mistico,   e il Figlio di Dio.

L’abito nuziale.       L’abito te lo da  la grazia di Dio.    È lo Spirito Santo, che ti veste di Dio. Ti veste di Cristo.    È Gesù  il tuo abito.

L’abito nuziale.       È Cristo che ti riveste.   E ti fa per lui. Degno di lui.   Solo lui è degno. Solo lui ti fa degno.

L’abito nuziale.        È quella la veste  che vede il Padre.      È quella  che guarda il Padre.  È quella che riconosce il Padre.   È quella che vuole il Padre.      Ora sei pronto.

 

Ma ti rendi conto, che cosa è quel banchetto?                                                                         È il banchetto di nozze,    tra te  e il Figlio di Dio.                                                                    È il banchetto di nozze.   Tra te  e Dio.

È il banchetto di nozze  del paradiso.                                                                                       È la festa di nozze  del paradiso.

 

 

 

 

 

 

 Venite alle nozze

parabola-regno-di-dio-banchetto

 In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:  «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.  Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.  Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.  Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.  Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

 

 

Anche tu,   sei invitato alle nozze  del Figlio di Dio.

E tu,   ci vai?

 

Non ci vuoi andare.        Non ci vuoi stare.    Non ci vuoi avere, a che fare.                Non ti interessa. Non ti tocca.     Lo metti fuori. Ti metti fuori.    Da solo.

Hai da fare.      Hai altro  da fare.     Non ti deve scocciare.   Non ti deve disturbare.      E vai altrove.     La tua festa, è altrove.

Insulti.     Chi te lo ricorda,  chi te lo riporta.      Per te,  Dio non è degno di te.    E tu, non sei degno di lui.

 

Ci vai.        Povero, piccolo, misero.    Umile, fragile, debole.     È quello che porti,      alle nozze.     È quello che aspetta,  le nozze.

Ci vai,   con l’abito iniziale.     Con la veste bianca del battesimo.    Vestito di Cristo. Senza,  non ci puoi stare.

 

Perché,   sei anche tu,

la sposa,   delle nozze.

Nel   Regno  dei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Venite alle nozze!

Parable banquet wedding feast Parable_Of_The_Great_Supper - Copia

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

 

 

È la festa di nozze.  È la festa dell’amore. Dell’amore del Padre per il Figlio, sposo. Della gioia del Padre, per il Figlio.  È un rapporto di amore che si apre, per gioire insieme.  In comunione.

È lì,  quel banchetto di nozze.  È lì, ogni ben di Dio.  È lì,  ogni pienezza,  prelibata, gustosa,  raffinata.   È lì  che ti aspetta.  E tu che fai?

Non ci vuoi andare.   Hai tutto, capisci tutto.   Tu lo possiedi  Dio,  tu lo decidi,  tu lo giudichi,  tu lo verifichi.  Tu sei il raffinato, il gustoso, il prelibato.  Non Dio.   E lo rifiuti.  E non ci vai.

Vai da un’altra parte.  Non ti interessa, non ti fa comodo, non ti conviene,  non ti riguarda.  Non c’entra Dio con la tua vita.   Gli giri le spalle, lo eviti, lo scansi.  Sei indifferente.  Per te non vale niente.

Lo insulti e lo offendi.  È un ostacolo,  è un intralcio, è un fastidio, al tuo potere.   È un oltraggio alla tua divinità.   E lo  elimini.

E   rifiuti,  scansi,  elimini,  te solo.   Il Regno di Dio  rimane.   E la festa non finisce.     Dio la vuole condividere, con tutti.   Manda i suoi servi per le strade a invitare  tutti,   sofferenti,  mendicanti,   poveri.   Se ti riconosci povero, mendicante, sofferente, mancante,  sei aperto a Dio.

Ci vai,  alla festa.  Entri nella festa.  Entri nell’amore  del Padre per il Figlio.  Entri nella gioia del Padre per il Figlio.  Puoi gustare la gioia di Dio.

La gioia che ti fa sobbalzare il cuore,  danzare il cuore,  cantare il cuore.  La gioia che fa battere il cuore,  tanto, da uscire per incontrarsi con l’altro cuore.

Il battito del cuore è la risposta di amore, all’amore di Dio.   Ecco, entrare alla festa, è rispondere all’amore di Dio.

Questa è la veste nuziale.  È vestirsi del suo amore, per amarlo con il suo amore.  È vestirsi della sua gioia, per cantare e danzare la sua gioia.

Senza quella veste, senza l’amore per Dio,  non si può stare alla festa.  Non sei dentro, sei fuori. Ti sei messo fuori da solo.

È Gesù che ti da la veste  bianca.

È lui la veste bianca.

È lui la risposta di amore  al Padre.

Rivestiti di lui.