Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.   Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».  Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».  Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

“Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco;  e non essere incredulo, ma credente!”.      E tu,  credi ?

 

A loro.

Hai messo il tuo dito,  su di loro.     Gli hai dato il tuo dito, a loro.   E se lo sono preso, il tuo dito.  E lo hanno fatto, loro.   E lo hanno rivolto altrove.   Così non entra. Nei chiodi di Gesù.

Hai dato la tua mano,  a loro.    E si sono presi la tua mano, loro.   E l’hanno fatta loro.  E la fanno andare,  dove vogliono loro.     Così non ce la fa ad entrare.  Nel fianco di Gesù.

Si sono presi  il corpo risorto di Gesù.    Non lo fanno, vero.  Non lo fanno, vivo.  Lo fanno una illusione.   Così non lo puoi toccare.     Ma Gesù è Dio.  E Dio è il Vivente. Per sempre. Sono loro,  che sono finti.  Che non sono veri.  Che non sono vivi.  Che non ci stanno, più. Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

A Gesù.

Il corpo risorto di Gesù.  È vero  È vivo. È reale.    Gesù  è il Figlio di Dio. È Dio.    E Dio è la realtà.   La realtà  l’ha fatta lui.      È più reale di te.  È più vero di te.   È più vivo di te.

 

Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi. Se non lo vedo io,  non è.   Se non lo tocco io,  non è.   Se non lo faccio io,  non è.  Se non lo decido io,  non è.    Se non lo dico io,  non è.    Se non lo affermo io,  non è.   Se non lo confermo io,  non è.

E non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo.     Lo puoi fare  con quelli come te. Con quelli che sono come te.    Con quello che è  come te.     Non lo puoi fare  con quello che  non è come te.  Con quello che è più di te.   Con quello che è sopra di te.  Con quello che è  al di sopra di te.      Non lo puoi fare  con Dio.

 

Venne Gesù, a porte chiuse.     Ecco come lo puoi fare, con Dio.    Se viene Dio. Se viene lui.     Viene a porte chiuse.    Ci passa dalle porte chiuse.   Tu no. Lui si.   Perché è Dio. Perché quel corpo risorto è divino.  È di Dio.    E lui può.

Metti qui il tuo dito.      Te lo dice Gesù, che devi fare.    Te lo dice Gesù, come devi fare. Metti il tuo dito nel buco dei chiodi.   Fai entrare il tuo dito nel buco dei chiodi.  E lo senti che è vuoto.   Che non ci stanno più  i chiodi.

Metti qui il tuo dito.    Ora ci stai tu.  Ora ci sei entrato tu, nel segno delle ferite.  In quelle ferite.    Dove stavano quelle ferite.   Che sono guarite.     Ecco perché  ci stanno ancora. Ci stanno per far entrare te,  in quelle ferite.    Per guarire anche le tue ferite.

Tendi la tua mano e mettila nel mio fianco.         Te lo dice Gesù,  che devi fare.   Prendi la tua mano e mettila nella ferita del fianco   La devi far entrare nella ferita del fianco.  Ci deve entrare in quella ferita del fianco.  Al posto della lancia.   Deve entrare per arrivare al cuore. Al posto della lancia.   Deve toccare il cuore. Deve sentire il cuore.  Deve sentire palpitare il cuore di Gesù.    Deve sentire battere,  il cuore di Gesù.   Per te.

E non essere incredulo, ma credente!     E allora si, che batte pure il tuo,  per lui.  E allora si,  che palpita pure il tuo,  per lui.   Ora lo hai provato.  Ora lo hai sentito.  Ora lo sai, che Gesù è vivo.   Che Gesù è vero.   Che è risorto.  Che è Dio.

 

Mio Signore mio Dio!     E ti abbassi,  davanti al tuo Signore.  E abbassi il capo, davanti al tuo Signore.   E ti inchini, davanti al tuo Signore.  Perché è Dio.   Il tuo Signore. E il tuo Dio.

Mio Signore e mio Dio!        E tutta la terra.  E tutto il cielo.  Si inchinano,  pure loro.  Si inginocchiano,  pure loro.     Abbassano la testa,  pure loro.   Davanti al loro Dio.  Al loro Signore e al loro Dio.    Insieme a te. Con te.

 

Gesù  è  davvero  risorto !                                                                                                         E  davvero risorgi,  pure tu.

 

 

 

 

 

 

 

 

È veramente risorto !

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.  Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.  Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.  Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

 

“Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due.”         E tu ,   corri ?

 

Da loro.

Ti hanno voluto morto,   loro.       Ti hanno fatto morto, loro.  Ti hanno lasciato morto, loro.  Ti tengono morto, loro.    Altro che risorto.

Ti hanno chiuso,    loro.      Ti hanno rinchiuso, loro.   Nel loro sepolcro.   E ti hanno fatto,  un sepolcro.  Il loro sepolcro.     Altro che risorto.

Pure a Gesù,    lo fanno morto.    Non lo fanno, risorto.   Così non è Dio.   E loro, sono Dio. Ma Gesù è Dio.    Dio è il Vivente.  E risorge sempre.     Sono loro, i morti.   Sono loro, che si fanno, morti.    E restano,  morti.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Da Gesù.

Ci hanno provato,  a metterlo dentro.   A tenerlo dentro, al sepolcro.   Ma non ce l’hanno fatta.     Gesù esce fuori.  Spunta fuori.   Scappa fuori.  Dal sepolcro.    E si vede,  che è Dio.

 

Maria di Magdala si recò al sepolcro.       Non ce la fai a stare senza,  Gesù.  Non puoi stare senza.  Non ci stai senza.    E vai da lui.   Ti porta l’amore.  Ti spinge l’amore. Ti trasporta l’amore.   Per lui.

Quando era ancora buio.   Ci vai, nel buio.  Quando è buio. Quando le tenebre non ti fanno vedere.   Quando le tenebre ti hanno preso il cuore.  Ti hanno invaso il cuore. E l’anima.

Hanno portato via del Signore.    Te lo hanno portato via, il tuo Signore  . Se lo sono preso. Lo hanno portato lontano da te.    E non te lo fanno vedere.  E non te lo fanno avere.   E non te lo fanno amare.

E non sappiamo dove l’hanno riposto.       Ma tu non ci stai.    Non te lo fai portare via.   Non lo lasci portare via.   E lo vai a cercare.   E lo vai a trovare.   In qualunque posto         . E lo vuoi amare.   A qualunque costo.

 

Correvano tutti e due.      E cominci a correre,   pure tu.   Al sepolcro.   Con il fiato in gola. Con il cuore in gola.    È il tuo cuore che corre più di te.  Che corre davanti a te. Che arriva prima di te.

Entrò nel sepolcro.      Ci devi entrare dentro, a quel sepolcro.  Ci deve stare dentro. Ti devi mettere dentro.  Devi stare dentro.   A quel sepolcro vuoto.

Osservò i teli.       Ci devi entrare dentro,  a quei teli.    Li devi toccare.  Devi toccare quello che ci stava dentro.   Devi toccare le ferite del Signore. Il sangue del Signore. Che ci stava dentro.    E risorgi.

I teli posti là.  Devi entrare dentro a quei teli riposti.   Messi da una parte.  Messi in disparte. È la morte che è stata messa da parte.   È la morte che è stata messa in disparte.  È la tua morte,  che è stata messa in disparte.   E risorgi.

Il sudario avvolto in un luogo a parte.       Devi entrare dentro a quel sudario avvolto a parte. In quel sudario messo in disparte.      È il dolore,  che è stato messo da parte.   È il dolore che è stato messo in disparte.    È il dolore che non ci sta più.    E il sudario non serve più. E risorgi.

Avvolto in un luogo a parte.       E anche le tue ferite non ci sono più . E anche il tuo dolore non ci sta più.     Ora lo puoi mettere da parte.   Ora ce la fai a metterlo da parte.  Ce la fai a metterlo in disparte.     E risorgi.

 

Che egli doveva risorgere.  Lo avevi sentito con le orecchie. Ti era passato per le orecchie. Non ti era passato per il cuore.  Non ci era entrato nel cuore.

Che egli doveva risorgere.         Era impossibile.    Non si poteva fare.   Non si può fare. Perché tu,   non lo puoi fare.     Ma Gesù  è Dio.     E Dio lo può fare.   Dio può fare tutto. Dio ha fatto tutto.  Pure te.

Che egli doveva risorgere.       Ecco,  a chi stai davanti.     Ecco,  chi hai davanti.    Hai davanti Dio.   Stai davanti a Dio.   Stai dentro a Dio.   In quel sepolcro vuoto.

Che egli doveva risorgere.       Quel sepolcro vuoto.  Non è più vuoto.     È pieno.  È pieno di Dio.     Di Dio vero.  Di Dio vivo.     Di Dio che vince la morte.   Lo ha fatto per te.   Per vincere   la tua morte.    E farti risorgere con lui.    E in lui.

 

E credette.      Ora lo senti.  Ora lo provi.    Ora lo sai.

Che Gesù,  è veramente risorto !

 

 

 

 

 

 

 

 

Io sono il buon Pastore

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.   Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.   Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

 

 

Gesù disse:   “Io sono il buon pastore.   Il buon pastore da la propria vita per le pecore.  Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono- vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge,  e il lupo le rapisce e le disperde.”             E tu cosa sei,     un mercenario  o un buon pastore ?

 

 

Un mercenario.

 

Pensi solo a te.     Guardi solo te.  Non le pecore.     E se viene il lupo,  non solo te ne vai. Ma lo chiami tu.   Ce lo fai venire tu. Ce lo porti tu. Il lupo, dalle pecore.  Gli apri tu, la porta. Della stalla.    Ce lo tieni tu, il lupo,  nella stalla.    Che pastore sei?

E gliele metti tu, in bocca al lupo,   le pecore.    Le fai divorare tu, al lupo, le pecore.  Le fai immolare tu, davanti a lupo,  le pecore.   Conta più il lupo, delle pecore.  Conta solo il lupo. Che pastore sei?

Sei tu,  il lupo.    Le fai fuori tu,  le pecore.    Le fai a pezzi tu, le pecore.   Le disperdi tu,  le pecore.   Le fai finire tu, le pecore.  E non ci sono più.   E rimani solo tu.  Un lupo.   Ma Dio, non è una pecora.    E i lupi li ha già cacciati.  Li ha già gettati via.  Li ha già precipitati. Giù.  E tu con loro.    Già,  da ora.

 

 

Il buon pastore.

 

Sei pastore,   se Gesù   è il tuo pastore.    Se lo metti davanti a te.  Se lo metti prima di te. Se ti lasci portare da lui.   Se ti lasci condurre  da lui.

 

Io sono il buon pastore.     Gesù è il buon pastore,  perché è  il Figlio di Dio.  È Dio.   E  solo lui  ti sa portare.    Solo lui,  sa dove andare.

Conosco le mie pecore.      Dio ti ha fatto.   Solo lui ti conosce.   Ti conosce fino in fondo. Più di te.     Ci sta lui  nel profondo. Di te.   Più di te.

E le mie pecore conoscono me.     E la riconosci la sua voce.  La riconosce il tuo cuore. Ce l’hai stampata  nel cuore.   Ce l’hai impressa  nel cuore.   Ce l’hai incisa nel cuore.       E ti sobbalza il cuore,   quando la senti.

Così come il Padre conosce me e io conosco il Padre.      E con Gesù,  ci sta il Padre.   La riconosci la voce  anche del Padre.   E conosci anche il Padre.   E ti fai portare anche dal Padre.   Dove vuole il Padre.

Io do la mia vita per le pecore.     Ecco il vero pastore.  Quello che non ti lascia.  Quello che non ti perde.   Quello che non ti vende.      Quello che ci mette la propria vita. Quello che per salvare la tua vita,  ci mette la sua.    Ti da la sua.     La sua,  per la tua.

 

Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.    Ecco Gesù risorto.   Da la vita, ma poi la può riprendere.   Perché la vita è la sua.   È nata in lui.  Esiste in lui.    Sta in lui. La vita.  Da sempre.    Non ci sta senza di lui.  È lui.     Certo,  che può risorgere!

Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo.      A Gesù, nessuno leva la vita.  Nessuno la porta via.  Nessuno la toglie. È lui che la da.   È lui che l’ha data.  È lui che l’ha ripresa.    Perché è Dio.   E Dio ha il potere sulla vita.  Può darla e può riprenderla.    Ecco perché è risorto.  Per farti vedere che è Dio.

Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio.    E lo ha fatto perché lo ha voluto il Padre.   Lo ha deciso il Padre.     È il Padre che ti ha dato il Figlio.   Per salvarti.  E portarti  a lui.     E con il Figlio.  Riportarti a casa.

 

Ecco,   il buon pastore.                                                                                                             È anche   il Padre.

 

 

 

 

 

 

Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».  Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

“Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano  nel suo fianco,  io non credo”.         E tu,  sei Tommaso ?

 

 

Se non vedo,   non credo.

 

Non ci sei proprio.    Non ci stai. Dove ci sta Gesù.   Te ne vai.   Sei altrove. Vai altrove. Lontano da lui.  Lontano dalle sue ferite.     Come fai  a toccarle?

Per te,  è solo un’apparizione.  Una suggestione. Una impressione.  Quelle ferite non sono vere.  Quelle ferite non sono vive.  Quelle ferite non ci stanno.     Come fai  a toccarle?

Per te,   Gesù   non è risorto.    Non può essere risorto.  Non lo vuoi risorto.   E non è il Figlio di Dio.    Non può essere  il Figlio di Dio.   Non lo vuoi  il Figlio di Dio.   Ancora. Ora.   Sei tu,   la sua ferita.    Aperta.    Ancora. Ora.

 

 

Mio Signore e mio Dio.

 

Non ci stavi.     Ma ora ci stai.  Ora ci sei.   Dove sta Gesù.    Con i tuoi occhi.  Con le tue mani.  Con il tuo cuore.    Pronto.

Venne Gesù a porte chiuse.   Gesù risorto,  ha un corpo risorto.  Divino. Dio passa uguale. Passa, oltrepassa le porte chiuse.  E la porta chiusa del tuo cuore. Ed entra nel tuo cuore. In mezzo al tuo cuore.    Al centro del tuo cuore.   Ancora. Ora.

 

Guarda le mie mani.    Guarda le mie ferite.   Non ce le ha,  un altro.   Non le porta un altro. Solo Gesù le ha. Solo Gesù le porta.     Quelle che gli hai fatto tu.   Sono le tue.  Sei tu.

Metti qui il tuo dito.    Metti il tuo dito  dentro a quella ferita.  La devi toccare. La devi sentire. La devi provare.     Allora lo sai   che è vera.

Metti qui il tuo dito.        Ci entri dentro a quella ferita.     E lo senti che quel buco  è vuoto.  È vuoto dei chiodi.    Ora c’è il tuo dito,  al posto dei chiodi.     Ora lo ha riempito, il vuoto dei chiodi.    E non è più vuoto.   E non è più ferita.    E non sei più  ferita.

Tendi la tua mano.       La tua mano  è più grande del dito.    E deve toccare una ferita  più grande. Quella del costato.     Ora la tua mano,  si tende come la lancia.    Ed entra come la lancia, nella ferita del costato di Gesù.     Ma non è più una lancia.  E ha riempito la ferita del costato.    L’ha passata la ferita del costato. L’ha trapassata. Ed è arrivata fino al cuore. Ed è entrata nel cuore di Gesù.    E ha toccato  il cuore di Gesù.

 

Mio Signore e mio Dio!     Ora si,  che lo hai sentito il cuore di Gesù .   Ora si,  che lo hai toccato  il cuore di Gesù.     E ha toccato il tuo cuore.    E ti si sono aperti gli occhi.

Mio Signore mio Dio!        Ora si,  che lo vedi.   Ora si,  che lo senti.    Ora si,  che lo sai.   Che Gesù è proprio lui.   Che Gesù è proprio risorto.   Che Gesù è proprio il Figlio di Dio. Che Gesù è Dio.

 

Il tuo Signore  e il tuo Dio.                                                                                                   L’unico Signore   e l’unico Dio.

 

 

 

 

 

 

È risorto !

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.  Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.  L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.  Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

 

 

So che cercate  Gesù,  il crocifisso.    Non è qui.   È risorto.                                                   È per te,  è vero ?

 

Non è vero.

Ti fanno credere che il Figlio di Dio,  è morto. Ed è rimasto morto.  Per non fartelo cercare.

Ti fanno credere che anche Dio,   è morto.   Così, non li può toccare. Non li può disturbare. E possono fare,  quello che gli pare.

Ti hanno levato   la resurrezione.    Te l’hanno nascosta. Oscurata.   Te l’hanno svuotata. Perché è l’unica cosa  che chi li può fermare.     È l’unica cosa  che non possono avere.  È l’unica cosa,  che li fa svanire.      È l’unica cosa,  che li fa sparire.

 

È  vero.

Gesù,  con Maria vengo da te,  al sepolcro.

Ed ecco ci fu un grande terremoto.    Trema la terra. Si scuote la terra. Sussulta la terra. Lo sente la terra.     Che sei  Dio.                                                                                             Un angelo del Signore  scese dal cielo.    Come folgore,  come il lampo, come un fulmine, di luce.     Si scuote il cielo.  Si apre il cielo.  Lo sente il cielo.    Che sei  Dio.

Rotolò la pietra.    La sposta, la leva, la scardina. La porta via, la pietra.  Non chiude più, non copre più.  Non blocca più.  Non lo ferma.  Dio.                                                           Colui che cercate,  il crocifisso.  Non è qui.     Non lo cercate più, qui.   Non sta più, qui.     Non lo trovate, qui.                                                                                                                    È risorto.      Gesù,  non sei più crocifisso.   Gesù, non sei più deposto.    Sei risorto.      Sei risorto davvero.  Se risorto intero.    Con il tuo corpo, vero.

 

Salute a voi.    Mi vieni incontro.   La tua voce.   E il mio cuore balza, sobbalza, sussulta.  Esulta.   Davanti al suo Dio.                                                                                                   E si avvicinarono.      E mi getto ai tuoi piedi.   E ti adoro,  e ti onoro.    Sei tu,  il Signore.     Sei tu,  Dio.    Dio vivo. Dio vero.                                                                                         Non temete.         Ed è finita  la paura.    E se ne va  la paura.   E non c’è più  paura.          E passa  la paura.    Ora ci sei tu,  Dio.

Andate ad annunciare ai miei fratelli.        Vado.  Corro Gesù.     Corro subito,  a dirglielo. Che sei vivo. Che sei vero.    Che sei Dio.       Che sei risorto.  Perché sei Dio.                    Là,  mi vedranno.        Si, glielo dico,  Gesù.      Che li vuoi vedere.  Che gli vuoi parlare.  Che li vuoi incontare.     E che li aspetti.

 

E risorgo  anche io,  Gesù.                                                                                                   Con  te.    E  con loro.

 

 

 

 

 

 

 

È risorto

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.  Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».  Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.  Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

 

 

 

Perché  cercate tra i morti,     colui che è vivo ?                                                                      E tu,    dove lo cerchi,  Gesù ?

 

Tra i morti.

Nel sepolcro.    Lo hai relegato lì.  Lo hai lasciato lì.  Lo hai fermato lì.    E ci hai messo    una pietra sopra.

E  ti sei incastrato, nel tuo sepolcro.   Sei rimasto chiuso, nel tuo sepolcro.   Sei bloccato nel tuo sepolcro.    E non ce la fai a spostare la pietra.     Che pesa sul tuo cuore.

 

Tra i vivi.

È risorto.     Ha vinto la morte.  La tua morte.    È uscito dal sepolcro.  Dal tuo sepolcro.       Ha spostato la pietra.   La tua pietra,  dal tuo cuore.     È rotolata via.

È risorto.     Sono rimasti solo i teli per terra.   Anche i tuoi.    Sono rimaste solo le bende ripiegate,  da una parte.  Anche le tue.     Sono rimaste solo le ferite guarite.  Anche le tue.

È risorto.     È vivo,  come te.  Più di te.    È il Vivente.    Lo puoi incontrare.  Ci puoi stare.  Ci puoi parlare.   Lo puoi amare.

 Ancora.                                                                                                                                      Ora.

 

Nello  stupore.                                                                                                                           E  nella gioia.

 

 

 

 

 

 

Mio Signore e mio Dio !

Dito - Copia

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

 

 

Come  gli apostoli.        Lo dice anche a te.     Metti il tuo dito,   nel buco dei chiodi.    Metti la tua mano  nella  ferita,  del mio fianco.

Mettila dentro.     Entra dentro.  Sentila.   Quanto è profonda.

 

Quella ferita non sanguina più.    Dentro ci sono tutte le ferite,   anche la tua.   Guarite.  Ora la puoi toccare.

 

La tua mano entra   nel suo fianco,   nel suo costato,   al posto della lancia.      E arriva al suo cuore.      È la ferita,  che porta al suo cuore.     È la ferita,   da cui esce il suo cuore.  Solo così ci puoi arrivare.   Solo così,  lo puoi toccare.

 

Ora lo senti.    Ora lo sai che è, veramente Gesù.   Che è lui.   Che  è vivo.  Che è vero. Che è risorto.    Ora lo senti il suo cuore,  che batte per te,  e con te.

Ora, il tuo cuore,  può battere con il suo.   Per il Padre.

 

E anche le tue ginocchia si piegano, e cadi ai suoi piedi. Perché ora lo sai. Ora lo vedi.   Chi è.

Il tuo Signore,   e il tuo Dio !