Li inviò a due a due

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.  Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.  In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.  Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».  I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

 

 

“Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada”.                                                                      E tu,   da che parte stai ?         Di Gesù,  o dei lupi?

 

Dei lupi.

Hai scelto i lupi.     Stai con i lupi.  Vuoi i lupi.    E sei diventato  come loro.   Un lupo.  Non sei più agnello.      Ti sei mangiato da solo.  Ti sei divorato da solo.

E anche gli altri,  devono essere come te.    Lupi come te.  Lupi per te.    E te li mangi.  E li divori.   E li fai diventare lupi.       E non ci stanno più agnelli.  E non ci stanno più pastori.

E pure a Gesù, te lo mangi.     Lo fai fuori.    Perché lui lo sa,  chi sei.    Lui lo sa,  che fai. Solo lui  ti può fermare.    Ma Gesù è Dio.   E Dio non si può toccare.       Sono  solo loro,  che si sono sbranati.    Sono loro,  che si sono  straziati.       Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Di Gesù.

Hai scelto Gesù.   Stai con Gesù.  Vuoi Gesù.   Ti fai portare da Gesù.  Ti fai fare da Gesù.  Fai fare a Gesù.

 

Non portate borsa.     Non porti i soldi.    Porti Gesù.  Gesù è il tuo tesoro. Gesù è il tuo oro. Nessuno lo può rubare.    Sei tu, che lo puoi donare.

Né sacca.     Non ti serve la sacca.   La tua bisaccia,  la riempie Dio.   Lo sa lui quello che serve.   Quello che ti serve, davvero.       Vuota di altro. Piena di Dio.    Più è vuota di altro. Più è piena di Dio.    Quello che porti,  è Dio.

Né sandali.      Non ti appoggi su altro.   Non ti basi su altro.   Non ti fondi suo altro.   Gesù è la tua base.    Solo lui ti può portare. Solo lui sa dove andare.     È Gesù,  i tuoi sandali.

E non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.      E per strada,  non ti fermare.   Non ti inchinare. Davanti a nessuno.    Non ti gettare ai piedi,  di nessuno.    Non baciare i piedi, di nessuno.     Non ti far fermare,   da nessuno.

 

Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome.      Non si sottomettono a te. Ma al nome di Gesù.    Perché il nome di Gesù , è il nome di Dio.   E il nome di Dio,  è Dio. E Dio  è più grande di loro.    E Dio  sta sopra a loro.

Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.      Nel nome di Gesù.    Satana cade. Ancora.    Precipita dal cielo. Ancora.    Come una folgore.    Subito.  In un baleno. Come un baleno.      Ecco cosa fa  il nome di Gesù.     Fulmina  Satana.

Vi ho dato il potere di camminare.        Il nome di Gesù.    Fulmina tutto il veleno di Satana. E non ti tocca più,  il veleno   E non ci sta più,  il veleno.  E non è più veleno.   E non ti fa morire.

Sopra tutta la potenza del nemico.     Il nome di Gesù.     Fulmina tutto il potere di Satana.  Incenerisce   il potere di Satana.    E non è più un potere.   E non ha più potere.   Su di te   e gli altri.

Nulla potrà danneggiarvi.       Nel nome di Gesù.     Il  male non ti fa più male.  Non ti fa stare male.     Non ti tocca più.   Non ci sta più.

 

Nel nome di Gesù.      Con il nome di Gesù.    Ora ci sta anche il tuo nome.     Lo ha scritto Gesù,   insieme al suo.

Il tuo nome ora,  è scritto nei cieli.

 

 

 

 

 

 

 

Seguimi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.  Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».  A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».  Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

“Ti seguirò, Signore; prima però…”         E tu,    chi segui ?

 

Loro.

Vai dietro a loro.        Ma sono loro, che ti prendono.     Che ti tirano.  Che ti trascinano, dietro a loro.   Sulla loro strada.    La loro. Non di Gesù.    Via da Gesù.  Contro Gesù.

E ti portano come un oggetto.   E ti hanno fatto un oggetto.  Che non vede. Che non sente. Che non pensa.   Che non sa.  Che non ha.    Che non può.  Dire di no.     Senza Gesù.

E si mettono davanti a Gesù.     È Gesù che gli deve andare dietro.  A loro.   È Gesù che deve seguire loro.    Non loro Gesù.    Ma Gesù è Dio.   E Dio sta prima.    Sono loro,  che hanno deviato.   Che si sono deviati.  Che si sono perduti.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Seguimi.   Segui -mi.   Segui me.     È Gesù che deve seguire.  Non altri.    È dietro a Gesù che devi andare.  Non ad altri.       È Gesù che ti dice che fare.  Non altri.

 

Seguimi.    Ti mette davanti a una scelta.  È una scelta.  O Dio o gli altri.    Chi metti prima. Cosa ci sta prima.   Cosa conta di più.  Cosa vale di più.  Cosa è di più. Cosa hai al centro del cuore.    Di cosa è pieno il tuo cuore.

Seguimi.    Se scegli gli altri.    Contano  più gli altri, di Dio.   Metti gli altri,  prima di Dio. Hai al centro del cuore gli altri.  Non Dio.    E ti giri. E gli giri le spalle.  E ti volti.  E torni indietro. E ti tiri indietro.  E non ci stai.  E te ne vai.

Seguimi.     Se scegli Gesù.   Conta Gesù,  più di tutti.    Metti Gesù,  prima di tutto.   Ci sta Gesù al centro del tuo cuore.  E il tuo cuore è suo.     Allora gli dici di si.   Così, gli dici di si. E ci stai.   E non te ne vai.  E non ti volti.    Hai il volto nel volto di Gesù.

Seguimi.      In Gesù,   li trovi anche gli altri.    Ci stanno anche gli altri.   Li ritrovi gli altri.  Ma come dice lui.  Come vuole lui.    Come vuole il Padre.

 

Ti seguirò ovunque tu vada.      Ti seguirò ovunque.  Ovunque significa dove non vuoi tu. Dove non sai tu.   Dove non pensi tu.

Non ha da posare il capo.    Ovunque.   Anche se non hai da posare il capo.  Anche se non sai dove posare il capo.    Anche se non  hai dove andare.  Anche se non sai dove andare. Anche se non sai cosa fare.

Signore, permettimi di andare prima…      Cosa ci sta prima.    Cosa ci metti prima.  Cosa devi fare prima.   Anche se è la morte. Non sta prima.    Non la metti prima di Dio.  La metti dopo.  Deve stare dopo.      Prima Dio.   E non ci sta più la morte.

Ti seguirò, Signore; prima però…  Cosa ci sta prima.  Cosa ci metti prima.  Manco il padre e la madre, stanno prima.   Te li ha dati lui.  Li ha fatti lui.  Lui viene prima di loro. È sempre stato prima di loro.      In lui stanno.  In lui li metti.   In lui li ritrovi.

 

Nessuno che mette mano all’aratro.        Seguimi.     Il Signore ti chiama,  nel suo campo. Ti chiama a coltivare il suo campo.   Ad arare il suo campo.    A mettere il seme di Dio, nelle zolle che ti ha dato Dio.       Niente conta di più.  Niente vale di più.  Niente è di più.

E poi si volge indietro.     A chi ti volgi,  a chi ti rivolgi.     Dove hai il tuo volto.  A chi guardi. Mentre ari il campo di Dio?

Non è adatto.      Se ti volgi indietro. Se ti rivolgi indietro.    Se metti il tuo volto in un altro, che non è Dio.    Se metti il tuo volto in altro,  che non è Dio.  Se metti il tuo volto in quello di prima,  che non è Dio    . Non ce la fai ad andare avanti.  Non ce la fai a portare avanti l’aratro di Dio.     E si ferma.  E non ara più.

 

Dio è avanti.    E più avanti di te. Ti aspetta avanti.  Più avanti di te.  Oltre quello che tu sei. Oltre quello che tu fai.   Oltre quello che tu sai.   Perché è Dio.

Eccomi Signore.  Io vengo.                                                                                                  Ovunque tu vada.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pescatore di uomini

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.  Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».   E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

 

“Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca”.  Simone rispose: “Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla;  ma sulla tua parola getterò le reti”.  Fecero così e presero una quantità enorme di pesci…“ Non temere;  d’ora in poi sarai pescatore di uomini”.          E a te,   chi  ti tira fuori ?

 

Loro.

Ti buttano dentro loro,  nella loro acqua nera.    Ti tirano dentro loro,  nella loro acqua nera.   Ti ci schiacciano dentro loro,  nella loro acqua nera.       Altro che tirare fuori.

Ti mettono dentro un peso.    E non sai più risalire.   E non puoi più risalire.   E non vuoi più risalire.    E rimani dentro, in fondo.  E vai a fondo.     Altro che tirare fuori.

E a Gesù,  gli hanno rotto la rete.    Gli hanno bucato la rete.  Gli hanno sbragato la rete. E non può più pescare.    Ma Gesù è Dio.  E non si può toccare.   Sono loro,  che sono finiti dentro la rete.   Che sono cascati nella rete.  Che sono caduti nella rete.    Di chi è contro Dio.   E non li fa scappare.  E non li vuole mollare.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Gesù.

Solo Gesù ti tira fuori,    da quell’acqua  buia.     Solo Gesù ti tira fuori,  da quell’acqua scura.      Solo Gesù ti tira fuori,   da quell’acqua nera.      Dal mare.  Dal male.

 

Abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla.           Ci ho provato, Gesù.  Ci ho riprovato. Ce l’ho messa tutta.     Ma non ce l’ho fatta.   Non è uscito niente.  Non è scappato niente.  Non è venuto fuori niente.   Non è servito a niente.      Ma era la mia rete.

Sulla tua parola getterò le reti.       Se lo dici tu.  Se lo vuoi tu.  Se lo fai tu, Gesù.   Allora si può fare.   Ci provo.     Ma non nel mio nome.   Nel tuo nome.   Non con la mia parola.   Ma sulla tua parola.        E ci entro con te  Gesù,    nel mare.

Sulla tua parola getterò le reti.             Sono le tue braccia Gesù,   la rete.      Le tue braccia entrano nel mare.     E prendono.  E tengono.  E contengono.  E raccolgono.     E abbracciano,   tutti i pesci che trovano.     Come me, Gesù.

Sulla tua parola getterò le reti.        È la tua croce Gesù,   la rete.     La tua croce che entra nel mare.    E stacca tutto il nero.   E distacca tutto il nero.      E porta fuori  dal nero.  E dal mare. E dal male.      Tutti i pesci che trova.     Come me, Gesù.

 

E presero una quantità enorme di pesci.          E tutti pesci ti vengono incontro,  Gesù.  Sono i pesci che ti vengono incontro.    Che si lanciano.  Che saltano.  Che balzano. Che si buttano.  Che si tuffano.  Che si gettano.    Tra le tue braccia, Gesù.   Li hai fatti tu.    E senza di te,  non ci possono stare.     Come me, Gesù.

Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù.           E anche io mi getto ai tuoi piedi,   Gesù.   Mi lancio ai tuoi piedi, Gesù.      Perché l’ho provato.   L’ho sperimentato.  L’ho visto.    Che tu sei il Signore.  Che tu sei Dio.      Solo Dio,   lo può fare.

 

Sarai pescatore di uomini.          Sono pescatore Gesù,    perché lo faccio nel tuo nome. Perché ci metto  il tuo nome.    Perché nel tuo nome,   tutto cambia.  Tutto avviene. Tutto succede.  Anche l’impossibile.       Perché è il nome di Dio.   E Dio può tutto.

Sarai pescatore di uomini          Sono pescatore Gesù,   perché ci metto te.    Perché ci vado con te, nel mare.    Perché sono le tue mani,  che prendono le mani,   di chi è in fondo al mare.     Di chi non ce la fa  a venire fuori.  Dal mare. Dal male.    E lo porta su. E lo tira su.

Sarai pescatore di uomini.         Sono pescatore Gesù,     perché ci metto   la tua croce.  Solo la tua croce arriva fino in fondo al mare.     E prende su di sé,  chi è inchiodato al male.   Chi è crocifisso al male.     E lo schioda  dal male.  E lo libera dal male.  E vince il male.   E lo riporta su.  Con te.      Solo tu ce la fai,  Gesù.     Solo tu puoi,  Gesù.

 

Sono pescatore di uomini,  Gesù,                                                                                        perché mi hai scelto tu.

 

 

 

 

 

 

 

Venite dietro a me

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.  Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

Gesù disse loro:  “Venite dietro a me,   ti farò diventare pescatori di uomini”   E subito lasciarono le reti e lo seguirono.       E tu,   dietro a chi vai ?

 

Dietro a te.

Vai dietro  a te.       Vai avanti tu.  E dietro ci sei sempre tu.    Ti segui da solo.  Ti chiami da solo.  Ti cerchi da solo.    E rimani solo.  Senza Gesù.

Vai dietro ad altri.     Ti chiamano altri. Ti scelgono altri.   Lo decidono altri,  quello che devi fare tu.    E rimani da solo.  Senza Gesù.

Pure a Dio,  lo metti dietro.    Davanti ci stai, tu.    Lo porti tu. Lo conduci tu.  Lo guidi tu.    È lui che deve seguire te.    È lui che deve venire dietro a te.   Ma se ti giri. Ci sei solo tu.  Sei rimasto solo.   Senza Gesù.

 

Dietro a Gesù.

Quello che passa,  è Dio.    Quello che ti guarda,  è Dio.    Quello che ti chiama,  è Dio.     Il tuo Signore  e il tuo Dio.

Venite dietro a me.     Eccomi Gesù. Vengo.  Dietro a te.    Tu davanti. E io dietro.  I miei passi nei tuoi.   Le mie orme, nelle tue.   Tu solo  sai dove andare.

Vi farò pescatori di uomini.     Ecco Gesù. Cosa vuoi fare di me.   Un pescatore di uomini. Ci stanno gli uomini da salvare.  Ci stanno gli uomini da tirare fuori.  Ci stanno gli uomini da tirare su.  Da portare su.  Da portare in alto.   Da portare a Dio . Da portare al Padre. Come fai tu.

E lo seguirono.     Si, ci sto.  Si, lo voglio.  Si, sono d’accordo.  Si, lo faccio.   Quello che  mi chiedi tu.  E che mi chiede il Padre.   E ti seguo.

 

Anch’essi nella barca riparavano le reti.       Stavo li.  Preso dalle mie cose.   A riparare le mie cose.  A riempire i buchi delle mie cose.   Ad aggiustare le mie cose.   Dietro le mie piccole cose.

Subito li chiamò.      Non ci metti tanto.  Non aspetti tanto.  Non ci stai tanto.   Subito mi chiami.   Al volo. Di colpo.   Non hai dubbi , tu. Gesù.

Ed essi lasciarono il loro padre.     Non ci sta niente che mi può fermare.  Non ci sta nulla che mi può bloccare.    Non ci sta nulla che mi può separare.   Dal mio Dio.

Ed andarono dietro a lui.       Ecco Gesù. Dietro a te. Vengo.    Solo dietro a te. Sto bene.  Solo dietro a te. Ho senso.   Solo dietro a te. Mi ritrovo.   Solo dietro a te. Posso salvare me e il mondo.

 

Dietro a te.                                                                                                                               E dietro al Padre.

 

 

 

 

 

 

Seguire Gesù

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

 

 

Allora Gesù si voltò e,  osservando che essi lo seguivano,  disse loro:  “Che cosa cercate?    E tu,  cosa cerchi ?

 

Cerchi altro.   

Cerchi quello  che pare a te.   Pensi a quello che pare a te.  Vuoi fare come pare a te.   Cerchi te.   Non cerchi Gesù.

Cerchi quello  che vogliono altri.      Pensi quello  che vogliono altri.    Fai quello che vogliono altri.   Cerchi altri.     Non cerchi Gesù.

Anche a Dio,  non lo cerchi più.    Non ti serve più.  Non ci pensi più.    Ci stai solo tu. Basti solo tu.  Non ci deve stare altro.  Manco Gesù.   Ma non sei Gesù. E non sei Dio. E resti solo.  Senza Dio.

 

Cerchi Gesù.

Ecco Gesù.     Tu,  sei quello che cerco.    Tu,  sei quello che voglio.    Tu, sei  quello che sogno.   Tu sei quello che penso.    Senza di te, non ci sto neppure io.

 

Rabbì, dove dormi?     Con te, voglio stare.   Sei tu  la mia casa.   Sei tu il mio posto. Sei tu il posto.   Sei tu il cuscino,  dove voglio riposare.

Venite e vedrete.    Ecco io vengo. Ecco io entro. E rimango con te.  E ti sento. E ti vivo. E lo sento, chi sei.  E lo so, chi sei.    E lo so, chi sono.

Abbiamo trovato il Messia.      Ti cercavo Gesù, da tanto tempo.  Ti pensavo da tanto tempo. Ti aspettavo da tanto tempo.    Ora sei qui.  E non ti lascio più.

E lo condusse da Gesù.        La mia gioia porta, te.   La mia gioia mi porta al fratello.     E porta lui  da te.

 

Fissando lo sguardo su di lui.       Ecco Gesù.  Tu mi guardi in fondo agli occhi.  Tu mi guardi in fondo al cuore.   Lo vedi che ci sta in fondo al cuore.   Tu lo sai che ci sta in fondo al cuore.   Tu lo ami quello che ci sta in fondo al cuore.   E lo scuoti il cuore.

Tu sei Simone.     E lo cambi il cuore.  E si accende il cuore.  E arde il cuore del tuo amore.  Che ci hai messo dentro.     Dello Spirito Santo,  che ci hai messo dentro.   Dello Spirito Santo che rimane  dentro al cuore.    E non sono più quello di prima.

Sarai chiamato Cefa che significa Pietro.    E me lo dai tu,  un nome nuovo.   E mi fai tu, nuovo.   E non sono più mio.    Perché sono diventato tuo.   Appartengo a te. Solo a te. Al mio Signore  e al mio Dio.

 

Ecco Signore,   io vengo.                                                                                               Ecco Signore,   sono qua.                                                                                                   Si compia in me  la tua volontà.

 

 

 

 

 

 

Essere mio discepolo

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:  «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.  Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.  Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.  Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

 

 

 

Chiunque di voi,   non rinuncia  a tutti i suoi averi,    non può essere mio discepolo.              E tu,    cosa  dai ?

 

Niente.

Non ti ci sprechi.    Non ti ci metti. Non ti ci butti.  Non ci stai proprio.     Figurati  amare.

Per te,   conta poco.     Ci stai, per poco.  Non più di tanto.     Perché  ti puoi stancare. Figurati  rinunciare.

Per te, la strada è tua.   Non ti deve ostacolare. Non ti deve impedire.  Non ti deve fermare. Figurati  seguire.

 

Tutto.

Gesù è Dio.     Dio è tutto.     E per te,  è tutto.

Per te,   conta  di più.     Di più  di tutti.    Più di te.                                                                 Per te,   viene prima.     Prima di tutti.    Prima di te.                                                           Per te,   è davanti.     Davanti a tutto.   Davanti a te.                                                                A te,    ti ha dato tutto.      E gli dai  tutto.    Anche te.

E non  lo lasci.   E non  lo molli.     E non lo lasci andare.   E non te lo fai scappare.              A qualunque  costo.                                                                                                                 A tutti  i costi.

E lo segui,  fino infondo.                                                                                                            Fino,   in Paradiso.

 

 

 

 

 

 

Seguimi

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.   Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».  A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».  Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

 

 

A un altro,  disse:   Seguimi.    Gesù, lo dice anche a te.                                                         E tu,   che fai ?

 

Non lo segui.

Non solo non lo segui.      Lo fermi.  Lo blocchi.    Non lo fai passare.  Non lo fai entrare.  Gli chiudi la porta.  Gli serri la porta.  Lo tieni fuori dalla porta.     Lo fai fuori.  E ti fai fuori.

Non lo segui.      Non è comodo.  Non ti fa comodo.     Non è l’ora.   Non è il momento.   Non è il caso.    Hai altro da fare. Più importante di lui.     E segui l’altro, che non è lui.

 

Lo segui.

Ti rendi conto,  di chi ti sta chiamando.     Non è uno qualsiasi.   È Dio,  in Persona.           E chiama te.

Lo segui.    Dappertutto.        Non ti importa  dove vai.    Non ti importa  come stai.    È lui,  il tuo posto    È lui,  la tua casa.     E il guanciale dove posare il capo,  è il suo cuore.

Lo segui.    Prima di tutto.      Lasci stare   quello che hai da fare.    Lasci andare  quello che devi fare.   Gesù viene prima.  Gesù conta di più.      È Gesù, quello che hai da fare.   E quello che ti dice,  lui.

Lo segui.     Davanti a tutto.     Non gli volti le spalle. Non ti giri indietro.  Non ti  tiri indietro. Non riporti indietro il cuore.   Non ce la fai.        Ti è balzato in avanti. Si è gettato in avanti. Si è lanciato in avanti.  Verso di lui.     E va con lui.

Lui davanti.   E tu dietro.

 

E diventi   un aratro.                                                                                                                  Nel  Regno di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Pescatori di uomini

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.  Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».  E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

 

 

 

Ma,  sulla tua parola,   getterò  le reti.                                                                                      E tu,  nel nome di chi,  le getti?

 

Nel tuo nome.

Getti   la tua rete.     Fatta di te.      Del tuo nome.  Delle tue parole.  Delle tue idee.             Ma è  bucata,   da te.                                                                                                                 E non prendi nulla.    E non passa nulla.  E non viene nulla.  Da te.     Solo, tu.

 

Nel nome di Gesù.

Getti,   la rete di Gesù.       È fatta   di lui.     È fatta  di piccole croci,   unite tra di loro.    Solo quella croce,    è capace   di attirare gli uomini.                                                              Solo quella croce,    è capace   di raccogliere gli uomini.                                                        Solo quella croce,    è capace   di tirarli fuori,   dal buio  dove si trovano.

Ci metti,   le braccia del Padre      Sono quelle,   che li tengono.  Che li contengono.       Che li sostengono.   Che li abbracciano,   e che li stringono  al suo cuore.

E   saltano fuori.                                                                                                                       E   balzano fuori.                                                                                                                       Vanno incontro  al loro Signore.

È Gesù,   che chiama.                                                                                                              È Gesù,   che ti chiama.                                                                                                          E ti getti   ai suoi piedi.

Eccomi,   Signore.

 

 

 

 

 

 

 

Il giovane ricco

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio». Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

 

 

 

Gesù,    lo dice anche a te.       Vendi quello che hai,   e seguimi.                                         E tu,   che fai?

 

Te ne vai.

Lo sai. Già lo fai.    Non fai del male agli altri.     Non rubi. Non uccidi. Non dici il falso.     Ci stai,  a seguire una regola in più.      Uno sforzo in più.  Uno strappo in più.

Per avere la vita eterna.   Non per restare con Gesù.    La vuoi comprare. La vuoi avere. La vuoi possedere.    Vuoi fare a cambio,   con il tuo sforzo.

La pensi, come  il mondo.      Fai, come vuole il mondo.  Fai, quello che vuole il mondo.   È quello il tuo oro. I  tuoi anelli.   I tuoi gioielli.        E lì devi mostrare. Si devono vedere.   Devono luccicare,   agli occhi del mondo.

E non li vendi.   E non li  tocchi. E non ti stacchi.        Non li vuoi  lasciare.  Non li vuoi mollare.     Contano più di  Dio.   Lasci  Dio.     E torni indietro,  da loro.     E segui loro.  Non Gesù.

 

Rimani.

Rimani lì,  in ginocchio.    Perché quello è il tuo Dio.    È lui, il tuo oro.  È lui, il tuo anello. È lui,  il tuo gioiello.   La tua ricchezza.

Sei ricco  solo con lui.    Sei ricco  solo per lui.   Sei ricco  solo di lui.    Senza di lui,          non hai nulla.      Senza di lui, non sei nulla.    Non ci sei.

Prendi  tutto quello che hai,   e lo metti nelle mani di Gesù.     È suo,  non è più tuo.         Gli appartiene.     Gli appartieni.  Anche tu.

 

Gesù ti chiede  tutto.                                                                                                             E tu,  gli dai  tutto.                                                                                                               Perché Dio è   tutto.

E non lo lasci  più.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tu sei il Cristo

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti». Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana!  Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

 

 

 

E tu,   come la pensi?                                                                                                  Secondo Dio,    o secondo gli uomini?

 

Secondo gli uomini.

Pensi  come gli uomini.    Conta  quello che pensano  gli uomini.    Più di Gesù.               Fai,   quello che vogliono  e dicono gli uomini.    Non Gesù.

Parti dal basso.     Stai ancora in basso. Sei rimasto in basso.    E ci tiri in basso,         anche Gesù.    Dove stai tu.

E gli corri dietro.   Perché non ti piace, quello che dice.     Per farglielo cambiare.            Per non farglielo fare.      Non lo deve fare. Perché non lo faresti tu.    Deve fare,          quello che vuoi tu.

 

Secondo Dio.

Parti dall’alto.   Lo vedi dall’alto, dalla parte di Dio.   E allora lo sai, chi è Gesù.                  È il Cristo.    Il Figlio di Dio.  Mandato dal Padre.

Conta la volontà del Padre,   più della tua.                                                                       Fa la volontà del Padre,   non la tua.                                                                                                                                                                                                                              E te lo dice lui,    quello che devi fare.       Non lo dici tu.
E ti porta lui,   dove devi andare.     Non lo sai,  tu.

 

Solo lui,   ti può salvare.
Non lo puoi fare,   tu.