Vegliate

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

 

“Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.      E tu,  lo alzi,   il capo ?

 

Lo tieni basso.

Ti dicono che non viene,  Gesù.    Che il capo non lo devi tenere in alto.  Che lo devi tenere in basso. Che deve stare in basso.     Piegato. Ripiegato. Davanti a loro.    Non ci cascare. Non sono Dio.

Ti dicono che ti liberano.   Ma ti ritrovi incarcerato  Incatenato. Legato mani e piedi. Chiuso. Rinchiuso. Relegato.  Negato.   Come loro.    Non ci cascare.  Non sono Dio.

Ti levano,    pure Gesù.       Ti dicono che è andato.  Che è scaduto.  Che è deteriorato. Che è finito.    Ma Dio è Dio.  E non finisce mai.  E ci sta sempre.     Sono loro, che sono caduti.   Che sono scaduti.    Che si sono deteriorati.  Che sono marciti.   Che sono putrefatti.  Che puzzano di morte.    Che sono la morte.  La tua morte.     Ancora. Ora.   Per sempre.    Non ci cascare.

 

Lo tieni in alto.

Quando vedi che tutto cade. Si rompe. Si corrompe.  Si sconvolge.   Non avere paura. Alzati.  Alza il capo.    Guarda in alto. Guarda al tuo Signore.   Al tuo Signore  che viene a liberarti.     Metti i tuoi occhi in lui.  Fissi in lui.     È l’inizio  della tua liberazione.

 

State attenti a voi stessi.            Quando viene Gesù,  come ti trova?      Non c’è tempo.  Non ci sta più tempo.  Non hai più tempo.   Non fai  in tempo.     Ti prende, dove stai.  Ti prende, come stai.   Conta, quello che fai.

State attenti a voi stessi.       Per questo,   ci devi pensare prima.   Lo devi  volere prima. La devi fare prima,  la scelta.   La devi fare ora, la scelta.   O con Dio. O contro Dio.

Che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni.      Lo devi decidere ora,  che ci metti nel cuore.   Se ci metti il male,  lo fai fuori, il cuore.   Lo dai via, il cuore.  Te lo vendi,  il cuore.    Non ci sta più  il tuo cuore.

In ubriachezze e affanni della vita.        Se ci metti il male.   Se lo prende lui,  il cuore.  Lo porta dove vuole lui.   Gli fa fare  quello che vuole lui.    Gli fa fare il male.    E ti porta via   da Dio.

 

Vegliate in ogni momento pregando.    Se scegli Dio. Vegli.  Stai sveglio. Stai ad aspettarlo. Stai a guardarlo.    Con il volto rivolto a lui.   Con le mani rivolte a lui.    Ecco la preghiera.

Abbiate la forza di sfuggire.   E allora quello che accade, non lo pensi più. Non ti tocca più. Non ti pesa più.  Non ti prende più.  Non ti rompe. Non ti corrompe.    Non ti fa male,  più.

A ciò che sta per accadere.    Allora si, che ce l’hai la forza.  Allora si, che ti viene la forza. Perché te la da Gesù.   Perché viene da Gesù.    Perché precede Gesù. Che viene.

E di comparire davanti al Figlio dell’uomo.    Ti sei liberato del male.  Non hai scelto il male. Hai rifiutato il male.    E ora puoi incontrare il tuo Dio.  E ora puoi comparire davanti al Figlio di Dio.     E ora,   ti puoi presentare,  al tuo Signore.

 

E allora lui compare,   davanti a te.      Si presenta a te.   Si fa presente a te.  Si fa sentire. Si fa provare, da te.   Si fa amare.    Si fa adorare.  Da te.

E ti libera.       Ora. Ancora. E per sempre.

 

 

 

 

 

 

La vedova povera

In quel

tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».  Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.   Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

 

 

“Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.        E tu,  nel tesoro di Dio, che ci metti?

 

Niente.

Ti hanno fatto,  ipocrita.      Ti vogliono ipocrita. Come loro.    Ti hanno messo una maschera. La loro maschera.      E nel tesoro di Dio,  ci metti il finto.   Ci metti il falso.   Ci metti il vuoto.    E sei vuoto. Come loro.

E alle vedove,  non gli dai.    Ma gli prendi. Ti prendi. Ti mangi.  Divori.  Quello che hanno. Tutto quello che hanno.  Pure loro.   Le hai fatte fuori.   Ma sei tu, che sei fuori.  Come loro.

E a Dio,   gli hai levato il tesoro.   Non solo non ci metti niente.  Ma glielo hai preso proprio. Te lo sei preso tu.  Lo hai fatto tuo. Solo tuo.  E non è più di Dio.   Ma Dio è Dio.  E il tesoro è lui.  E non lo puoi prendere.     Sei solo tu,  che ti sei preso, a Dio.  Che ti sei portato via, da Dio.   Che ti sei rubato,  a Dio.     E non sei più,  di Dio.    Come loro.    Ancora. Ora.   Per sempre.

 

 

Tutto.

Nel tesoro di Dio. In Dio.  Nel cuore di Dio.   Ci metti tutto.    Tutto quello che hai.   Perché te lo ha dato lui.     Perché lui  è tutto.   Per te.

 

Una vedova povera.          Anche tu. Sei vedova povera.   Ti hanno fatto solo. Ti hanno fatto diventare solo.   Senza nessuno.  Senza nessuno accanto.

Vi gettò due monetine, che fanno un soldo.        Si sono presi  i tuoi soldi.    Ti hanno levato i tuoi soldi.    Ti è rimasto solo un soldo.  Solo due monetine.

Ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.         Che ci fai di quel soldo?    Che ci fai con quel soldo?   Dove lo metti quel soldo?        Devi scegliere.  Devi fare una scelta.  È il momento della scelta.     La scelta conta,  più dei soldi.

 

Tutti hanno gettato parte del loro superfluo.         Gli altri hanno fatto  la loro scelta.  Hanno scelto se stessi.     Prima loro. Non Dio.   Davanti loro, a Dio.  Sopra loro, di Dio.     I soldi servono a loro.   A Dio quello che resta.  Quello che avanza. Se avanza.   Tanto non conta.

Lei ha gettato tutto quello che aveva.            Tu fai la scelta di Dio.     Dio conta.  Dio conta più di te.     Dio vale.  Dio vale più di te.     Quel soldo spetta a Dio.  Quel soldo è di Dio.   E quel soldo lo prendi  e lo riporti a Dio.

Tutto quanto aveva per vivere.            Quel soldo  non è  solo un soldo.    È molto di più.   Dentro,  ci sta la tua vita.    Dentro, ci sta tutta la tua vita.   Con quel soldo, ti giochi la vita.    E lo metti in Dio.   Metti la tua vita,  in Dio.

 

E Dio mette la sua vita,    in te.     E quello che hai,  diventa parte di lui.    Si riempie di lui.    E non finisce mai.

E non sei  più vedova.                                                                                                        E non sei  più povera.

 

 

 

 

 

 

 

Il cieco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».   Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».   Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.   Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

 

“Bartimèo,  che era cieco,  sedeva lungo la strada a mendicare.     Sentendo che era Gesù Nazareno,   cominciò a gridare e a dire:  “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!”           E tu,   sei cieco ?

 

Cieco.

Ti fanno  cieco.         Ti hanno fatto  cieco.   Ti vogliono cieco.      Così non puoi vedere.    Così non devi vedere.     Quello che fanno.  E che sono.   Contro Dio.

Hanno fatto,   tutti ciechi.       E li hanno messi tutti in fila.    E si portano l’un l’altro.   E non sanno dove vanno.    Li portano loro. Li trascinano loro.  Tutti in fila.      Lontano da Dio.

Hanno levato,   pure Gesù.        Perché Gesù è la Luce.   E hanno messo tutti al buio.  Tutto nel buio.  Come loro.  Per loro.     Ma Gesù è Dio.   E Dio li vede uguale.  E  Dio non glielo fa fare.    Sono diventati  loro,  i ciechi.    I veri ciechi.   I più ciechi dei ciechi.   Perché hanno scelto le tenebre.   Perché hanno scelto il buio.      E hanno rifiutano la luce.    E hanno rifiutano Dio.       Ancora.  Ora.  Per sempre.

 

 

Ci vedi.

Eri cieco.     Ma cerchi Gesù.     Solo lui ti può salvare.   Solo lui ti può capire . Solo lui ti può levare.  Tutto il buio.    Che ti fa cieco.

 

Sedeva lungo la strada.        Il buio ti ha ridotto così.   Seduto per terra.   Caduto. A terra.   A mendicare lo sguardo , degli altri.    A mendicare il cuore,  degli altri.

Gesù, abbi pietà di me!         Gesù,  fermati!      Non te ne andare via così.  Non mi lasciare qui.    Solo tu,  lo senti.  Solo tu lo provi.  Solo tu, lo sai.     Quello che il buio,     mi fa.

Gesù, abbi pietà di me!        Gesù,  guardami!    Guarda come mi sono ridotto.   Guarda come mi hanno ridotto.   Guarda, cosa mi hanno fatto.     Guarda  cosa ci hanno fatto.   Solo tu,  lo vedi,  o Dio.

Gesù, abbi pietà di me!        Gesù,  prendimi!      Sollevami.  Tirami su.  Tirami fuori.  Da tutto il buio.  Da tutto il male.   Non ce la faccio più.  Non ne posso più.  Non resisto più.  Non esisto più.   Solo tu,  mi puoi salvare, o Dio.

Coraggio alzati, ti chiama.      Gesù ha fissato il suo sguardo su di te.   È lo sguardo di Dio, su di te.    E ti chiama. Ti chiama Dio.    Ti vuole Dio. Vicino a se.

 

Cosa vuoi che io faccia per te?        Ecco la tua scelta.  Devi fare una scelta.  Devi uscire fuori, con una scelta.     Devi dire,  che vuoi.     Devi dire,  chi vuoi.

Rabbunì, che io veda di nuovo.          Ecco Gesù, che scelgo.      Non scelgo più  il buio. Non lo voglio più il buio.    Non voglio più stare nel buio.     Scelgo te.  Voglio stare con te.  Voglio stare in te.  Che sei la luce.      Voglio stare nella luce.    Scelgo  la Luce.

Va’, la tua fede ti ha salvato.         La tua scelta ci vuole.    La tua scelta ci deve stare.   La tua scelta ti può salvare.      Sei tu che fai entrare Gesù.  Sei tu che hai fatto entrare Gesù.   E Gesù è la Luce.

 

E di nuovo vedeva.      E il buio se ne va.  E il buio scappa.  E il buio non ci sta più.   E il buio sparisce.  E il buio scompare.  E il buio svanisce.     Per sempre.

E di nuovo vedeva.     Entra Gesù.    Entra la luce,  nei tuoi occhi,  e vedono.   Entra nel tuo cuore,  e sente.    Entra nella tua anima,  e si illumina  di Dio.

E lo seguiva.     E non la lasci più la luce.   Gli vai dietro.    E ti fai guidare dalla lei.

 

Ti sei acceso.                                                                                                                        E ora sei,  una piccola luce.

 

 

 

 

 

 

Signore, da chi andremo?

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».   Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».   Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».   Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.   Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

 

 

Disse allora Gesù ai Dodici:  “Volete andarvene anche voi?”   Gli rispose Simon Pietro: “Signore,  da chi andremo?     Tu hai parole di vita eterna    e noi abbiamo creduto e conosciuto   che tu sei il Santo di Dio”.            E tu,   te ne vai ?

 

Te ne vai.

Ti staccano loro.     Ti portano via loro.  Ti strappano loro.  Da Gesù.    Ti portano da loro.  Ti trascinano da loro.   Ti fanno diventare come loro.     Senza Gesù.

E si prendono pure gli altri.   E trascinano pure gli altri.  Via da Gesù.    E li fanno sentire malati.  E li fanno sentire sbagliati.  E li fanno sentire sballati.     Se vanno da Gesù.

Si sono messi  di traverso.     Ti hanno chiuso la strada,  ti hanno sbarrato la strada.  Per andare da Gesù.  E non la trovi più la strada, per andare da Gesù.   Devi cercare solo loro. Non Gesù.     Puoi andare solo da loro.  Non da Gesù.     Puoi seguire solo loro.  Non Gesù.  Ma loro, non ti danno la vita.    Te la levano la vita.   Ti danno la morte. Solo la morte. La morte eterna.     Ancora. Ora.  Per sempre.

 

 

Non te ne vai.

Rimani.     Perché Gesù,  è  il tuo Signore.     Non lo lasci,  il tuo Signore.    Non te ne vai,  dal tuo Signore.    Ci stai,  nel tuo Signore.    E stai pure,  in te.

 

Volete andarvene anche voi?            Te ne vai a metà.    Un pezzo di cuore qua,   un pezzo di cuore là.    Un pezzo di anima di qua,    e altri pezzi sparsi qua e là.      Un giorno qua,  e un giorno la.    Tanto che gli fa.

Volete andar bene anche voi?       Devi fare una scelta.   Una scelta precisa.  Una scelta decisa.    O di qua  o di là.     O con lui,  o contro di lui.   Gesù ci sta.  E lo sa.

 

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Non ci sta un altro Dio.   Non ci sta un altro,  che è Dio.     Nessun altro  è Dio.   Senza di te,  non ci sta Dio.    Non ci sta più Dio. Non ho più Dio.     E non ci sto più,  nemmeno io.

Signore, da chi andremo?       Da chi vado Gesù?     Se me ne vado da te, se mi allontano da te,   ci casco nelle mani,  di chi non è per te.     Di chi non vuole te.  Di chi è contro di te.  Di chi è l’opposto di te.   Di chi ti vuole male.    Vado dal male.   Da chi mi fa del male.  Da chi mi fa soffrire.  Da chi mi fa morire.      Ecco da chi vado Gesù.  Se lascio te.

Tu hai parole di vita eterna.      Nessuno me la da, la vita eterna.   Nessuno ce l’ha, la vita eterna.    Solo tu Gesù, ce l’hai.  Solo tu Gesù, me la dai.    Solo tu Gesù, sei la Vita eterna.  Perché sei Dio.    E Dio è eterno.  E la vita eterna  è solo in Dio.

 

E noi abbiamo creduto e conosciuto.        Rimango con te. Resto con te, Gesù.  E non mi stacco da te.    E non mi stacco dal Padre, che sta in te.  È il Padre che mi fa venire da te. È il Padre che me lo fa sentire.   E il Padre che me lo fa provare.   È il Padre che me lo fa capire.    Chi sei tu.  Gesù.

Che tu sei il Santo di Dio.       Ecco chi sei Gesù.    Il Santo di Dio  . Il Santo che sta in Dio.  Il Santo che è Dio.    Il Santo che è venuto da Dio.    Il Santo che ha mandato il Padre.  Il Santo del Padre.     Il Figlio del Padre.  Il Figlio di Dio.

 

Ecco,  chi ho scelto.                                                                                                                  Il  Santo di Dio.

 

 

 

 

 

 

Le tentazioni.

tentazioni - Copia - Copia

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

 

 

 

Nel deserto.      Nella mancanza,   nell’assenza,   nella solitudine.       Nel silenzio.     Anche tu,  sei tentato.       Anche tu,   sei messo alla prova.

E tu,   cosa scegli?

 

Il pane.

La fame.  Il bisogno.     Quanto ne vuoi.  Più che puoi.        Ti nutri,  del pane degli altri.     Delle cose degli altri.   Degli altri.     E non ti basta mai.

In  Gesù,  puoi dire.      Il mio pane,  è Dio.    E la sua parola.     Solo lui  sazia il mio cuore,  e la mia anima.   E mi basta.

 

Il successo.

Fare scena.    Stare sulla scena.  Prendere la scena.   Più che puoi.     Fare clamore,   fare scalpore,  fare colpo.   Sopra a tutti.     Tutti sottomessi,  al tuo servizio.     Anche Dio.   Dio,  sotto.      Al tuo servizio.  Al tuo comodo,  al tuo comando.       Ai tuoi piedi.

In  Gesù,  puoi dire.     Dio conta più di me.  Non lo uso. Non lo costringo. Non lo ricatto.  Lo rispetto.

 

Il potere.

Tanto potere.    Per  possedere,  per dominare,  gli altri.     Per avere gli altri ai tuoi piedi.    Ma  se lo vuoi,   ti devi piegare  davanti al  Male.     Sei tu,  che devi stare ai suoi piedi.   Lo devi adorare.  Lo devi servire.      È lui  che ti comanda,    è lui  che ti domina.    Appartieni a lui.  Sei suo.     Non sei più, tuo.    Non hai più,  neppure te stesso.

In  Gesù,   puoi dire.      Solo Dio,   è il mio Signore.      Solo lui,  voglio adorare.   Solo  davanti a lui,   voglio stare.      Solo davanti a lui,  mi ginocchio.      Solo a lui,  do gloria.

 

È lui,   il mio tutto.

È lui,   la mia gloria.

 

 

 

 

 

 

Chi dite che io sia?

1

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».  Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà».

 

 

 

Gesù,  lo chiede anche te.      E tu,  chi dici che io sia?

 

Puoi dire,  quello che dicono gli altri.     Puoi dire,  quello che vogliono gli altri.

Oppure,  puoi chiedere al tuo cuore.    Puoi  far cantare la tua anima.      E proclamare:   Tu sei  il Cristo.    Il Figlio del  Dio Vivente!    Mandato da Dio, veramente.

 

Se lo credi ,   lo segui.        Non te lo lasci  scappare.    Vai dietro  a lui.    Fai come lui.

 

Rinneghi  una vita  solo tua.   Banale ,  usata, copiata.   E’ già svuotata.  E’ già venduta.   E’ già perduta.

E fai come Gesù.     Stai con il Padre.   Vivi   la missione che  ti ha dato il Padre.     Per lei,  sei stato mandato.     Prendila sulle spalle,   e portala con lui,  e come lui.    Fino in fondo, fino alla fine.

E  la tua vita,   non l’hai perduta.

In lui,   rinasce, risorge, si salva.

 

E diventa,  una vita  vera.

E diventa,  una vita al cubo.

 

 

 

 

 

 

 

La  tentazione

  Tentazioni-di-CristoIn quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».   Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

 

 

 

Ti  tenta,   per portarti via,  Dio.       Ci prova,  per portare via,  anche te.

Ti dice.   Cambia le pietre in pane.    Affogati,  strafogati.   Riempi tutto,  con il pane.           Non lasciare vuoti.

Come Gesù,  non ci cascare.    Fai entrare Dio, in quel vuoto.     Fai diventare Dio,  il tuo pane.

 

Ti imbroglia.     Sono io il padrone di tutto.  Tutto è mio.   Adora me, non adorare  Dio.   Inginocchiati davanti a me.   E tutto sarà tuo.

Come Gesù,   non ci cascare.   Non ha niente.   Non ti darà niente.   Anzi, ti leverà tutto.  Tutto quello che hai.    E ti porterà via  l’anima.      Adora,  solo il Signore, tuo Dio.

 

Ti adula.    Sei  il Figlio di Dio.   Buttati. Così costringi Dio a salvarti.  Metti Dio ai tuoi ordini.  Fai fare a Dio,  la tua volontà.

Come Gesù,  non ci cascare.    Non devi mettere alla prova Dio.   Non lo puoi comandare.  Fai  tu,   la sua  volontà.

 

Ecco la conversione.

È  scegliere.

Da che parte stare.

 

 

 

 

 

 

 

Non ci segue

Gesù con i discepoli - Copia (2) - Copia

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.  Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

 

 

 

Non dipende da te.    Non decidi tu,  dove deve andare  lo Spirito.     Non lo comandi tu,      lo Spirito Santo.     Non ti appartiene. Non è di tua proprietà.   Non è tuo.   Tu, sei suo.

L’altro non ti segue.  Ma fa del bene.     Non sta con te.  Non fa parte di te.  Non è come te.  Non è in te.    È quello lo scandalo,  per te.

 

Guarda la tua mano.   Cosa ha rubato.  Cosa ha usato.  Cosa ha  sfregiato.

Il tuo piede.    Dove  si è sporcato.    Dove ha  inciampato.   Se si è fermato.

Il tuo occhio.    Cosa ha invidiato.  Chi  ha  scartato.  Chi ha umiliato.  Se  si è chiuso.        Questo è lo scandalo che è,   in te.

È il marcio,  la ruggine,   che ti consuma,  che ti corrode.       Quello che ti divide,                ti separa,  ti allontana da Dio.     Quello che allontana anche gli altri,  da Dio.

 

Taglia.  Leva.  Lascia andare.  Lascia stare.    Ciò che non è di Dio.

Scaccialo via.   Prima che scacci,  te.

Taglialo via.    Prima che tagli,   te.

Gettalo via.   Prima che getti,   te.

Scegli  Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ipocrisia

farisei scribi

 In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.  Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».  Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».  Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva [ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

 

 

Ipocrisia.    Con la bocca  dici una cosa,   e nel cuore ne hai un’altra.     Fai una cosa,          e nel cuore ne senti un’altra.    Cerchi di nasconderla, di mascherarla, di non farla vedere.  La tieni nell’oscurità,   perché è oscura.

Ma non ce la fai.    Ti traspare lo stesso.  Traspare dal tuo volto,  dal tuo sguardo, dalle tue mani.    E ti domina,  e ti comanda,  e ti gestisce.    E più la nascondi,  e più ti domina.          E ti prende il cuore. E ti rovina il cuore.  E ti spegne il cuore.

Hai scelto  le cose oscure.   Hai riempito il tuo cuore  di cose oscure.   E da lui escono cose oscure e impure.  Che fanno male a te,  e agli altri.

 

Se scegli Dio.   Se riempi il tuo cuore di Dio,  veramente,    allora il buio se ne va.           Dal tuo cuore esce Dio.  Traspare Dio.   Illumina il tuo sguardo,  il tuo volto,  le tue mani.

E l’altro lo vede,  e l’altro lo sente,  e l’altro lo vive.

Il cuore di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pescatori di uomini.

Vocazione apostoli

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

 

 

Io gli parlo, Signore, ma non mi ascolta.  Io ti porto,  ma non gli importa.

Non sei tu, che l’altro aspetta.  Non è la tua parola.  Non è la tua idea.  E’ Dio che vuole. L’altro lo sente,  che tu  sei davanti a lui.  Al posto di lui.  Prima di lui.

È Dio, il Figlio di Dio,  che l’altro  guarda.  È la parola di Dio, il Vangelo di Dio,  che ascolta. È Gesù,  il Dio che salva,  che lo fa credere.

Venite dietro a me.

Dietro.  Lui davanti, e tu dietro.   Lui prima e tu dopo.  Dietro,  per mettere i tuoi piedi  sulle sue orme.  Per avere i tuoi occhi  su di lui.   Per avere il tuo cuore  nel suo.

Pescatore di uomini.

Allora, solo allora, diventi tu, rete.  Fatta con la croce,  con la sua croce, con tante croci insieme.  Con quella rete, con quella croce,  puoi tirare fuori gli uomini dal fondo del mare,  dal buio della morte.

Come gli apostoli,   Gesù  ti guarda.

Ti ha guardato  Dio.  Il tuo cuore  lo ha riconosciuto.  Non c’è più misura.   Eri già  suo.   Sei subito suo.

Ti  chiama.

Chiama  proprio  te.  Ti chiama per nome.  Ti ha fatto per questo. Ti ha scelto per questo. Ti  ha amato  per questo.  Bisogna andare.

È giunta l’ora  di salvare il mondo.   È l’ora di Dio.   È l’ora.

Lascia  la tua rete.   Non stare lì impigliato, legato, bloccato.  Non stare li  a riparare i tuoi buchi, i tuoi strappi, i tuoi vuoti.   Lascia.

Subito,  ti chiama.

Non c’è  tempo, non c’è spazio.

Tu,  subito, vai.   Lui è  il Tutto   e tu gli dai tutto.

Subito.