La tempesta sedata

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.   Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».   Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».  E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

 

 

In questo tempo,   anche noi,   siamo come una barca  nella tempesta,   in balia delle onde.            E tu  che fai,    davanti alla tempesta?

 

Niente.

Te la fanno loro,   la tempesta.      Ti ci mettono loro,  nella tempesta.   Ti fanno morire loro, per la tempesta.      Per farti andare a fondo.   Per tenerti a fondo.  Per incollarti al fondo.  Con loro.  Come loro.

Sono loro,    la tempesta.     Ti ricoprono con le loro onde.   Ti travolgono con le loro onde. Ti rovesciano con le loro onde. Ti affogano con le loro onde.    Perché sono affogati,   loro.

E pure a Gesù,    lo rovesciano.   Lo fanno sparire.    Così non li tocca.  Così non li ferma.   Così non li comanda.      Ma  non ce la fanno.   Ma non possono.    Ma non ci riescono.    Perché Gesù  è Dio.     E non glielo fa fare.      E li fa piegare.   E li fa inginocchiare.    E li fa cadere.     E li fa precipitare.      Ancora. Ora.    Per sempre.

 

Chiami Gesù.

Non stai lì a guardare.   Chiami Gesù.    Lui ti può salvare.   Perché è Dio.   Ed è lì con te. Su quella barca.    Di che hai paura?

 

Ci fu una grande tempesta di vento.         Ecco la tempesta.    Una tempesta  tenebrosa, cattiva.     Una tempesta che butta al vento,  tutto quello che trova.     Una tempesta che sconvolge,   tutto quello che trova.  Una tempesta che si prende,   tutto quello che trova. Una tempesta che getta via,   tutto quello che trova.

E le onde si rovesciarono nella barca.           E ti sovrasta,   con le sue onde,   violente.   E ti impone, le sue onde.    E ti sommerge, con le sue onde.     E ti  rovescia con tutte le sue onde.    Te  e tutta la barca.

Tanto che ormai era piena.        Tanto,  che la barca  si è riempita,   di tutte le sue onde.   E si è assorbita,  tutte le sue onde.     E si è identificata,   con tutte le sue onde.   Ed è diventata,   tutte le sue onde.

 

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva.      Gesù dorme.  Perché vuole vedere che fai.  Proprio li.    Davanti a tutta quella tempesta.   Davanti a tutto quel male,  che ci metti?     Ci metti te,  o ci metti Dio?      Ti rifugi in te.  O ti rifugi in Dio?     Lasci fare a te.  O lasci fare a Dio?      Ti fidi di te.   O ti fidi di Dio?

Maestro, non ti importa che siamo perduti?           Pensi  che ti ha lasciato.   Che ti ha abbandonato. Che ti ha dimenticato.   Che non ti vede. Che non ti pensa. Che non ci sta. Che non sa.

Si destò, minacciò il vento.        Si alza Gesù.  Si alza Dio.    È più grande Gesù, di tutto il male.     E il male si fa piccolo,  davanti a lui.     E il male si fa docile,  davanti a lui.

Taci, calmati!      Taci!  Lo dice al male, che sta in quella tempesta.   Lo dice al male che ha fatto,  quella tempesta.     Lo dice al male che è,  quella tempesta.      E  lo blocca.  Lo mette al muro.      E lo fa tacere.

Il vento cessò.           E lo fa cadere.   E lo fa piegare.    E lo fa inginocchiare.  Davanti a lui. E lo fa crollare.   Ai suoi piedi.

 

Perché avete paura?         Ci sta  Gesù.    Perché hai paura?       Ci sta lui.   Di che hai paura.      Ci sta lui.    E non ci sta più  la paura.

Non avete ancora fede?         Ancora non ti fidi,  di Gesù.   Ancora non ti affidi.    Ancora non lo sai,  chi è Gesù.     Ancora non lo sai,  chi è Dio.    Che è il tuo Dio.   Che lui ci sta.  Che lui lo sa.    Che lui,  fa.      Anche se non lo sai.   Anche se non pare.  Anche se non appare.

Chi è dunque costui, che anche il vento il mare gli obbediscono?        Ecco,  lo hai capito. Ora lo hai capito,  chi è Gesù.     È Dio.     Solo Dio  comanda  il vento e il mare.   Perché   è solo  Dio,  che ha fatto il vento e il mare.       E il vento il mare, sono suoi.    Sono in lui.   Non ci stanno  senza di lui.

 

Ecco   chi è Gesù.     È Dio.                                                                                                      È Dio   che ti salva.

 

 

 

 

 

 

Il granello di senape

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».  Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

 

E tu   la fai,    la volontà  di Dio ?

 

Manco per niente.

Non la fai  proprio.   Non ci pensi proprio.  Non se ne parla proprio.    Per te, Dio non ci sta. Figurati,  fare la sua volontà.

Dio,  lo hai messo  in un angolo.    Lo hai messo  all’angolo.   Lo hai messo da una parte.  Lo hai messo  in disparte.    Così non ti disturba.  E puoi fare quello che ti pare.     Figurati fare,  la sua volontà.

A Dio,   gli hai messo la volontà tua.    Gli hai dato la volontà tua.   Gli hai imposto la volontà tua.      È lui  che deve seguire la tua.   È lui  che deve fare la tua.  È lui che deve servire te. Ma non sei tu,  il padrone.

 

Un granello di senape.

Ci sta,    piccola  la  fede,   come un granello di senape.            

Ci sta,    quando per te,   Dio ci sta.     E tu,  stai con lui.                                                      Ci sta,    quando Dio,   lo metti al centro.    E tu,  da una parte.                                             Ci sta,    quando ti appoggi  a lui.    Ti fai portare  da lui.  Dove vuole lui.    E non sai tu.

Ci sta,     quando metti tutto,   in lui.      E scopri  a che serve.    E scopri  quando serve.      E scopri,  che fa.   La sua volontà.                                                                                          Ci sta,     quando metti,   avanti lui.    Fai andare avanti  lui.   Lasci andare avanti,  lui.         E si sposta tutto.

Ci sta,     quando è lui,  che fa.    È lui  che agisce.  È lui che parla.    E tutto,  risponde.

Perché la sente,   la sua voce.                                                                                                 La riconosce,     la sua voce.                                                                                                 La canta,    la sua voce.                                                                                                          Insieme  a te.

 

 

 

 

 

 

 

Il giudice e la vedova.

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 In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:  «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».  E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

 

 

 

 

Come la vedova.

 

Quando  sei debole.    Quando sei solo.   Quando sei povero.     Sei  usato, abusato, calpestato.

Vai da Dio.       Chiedi aiuto  a lui.       Tendi le mani  a lui.      Invoca con le mani.         Invoca con la voce.    Grida con il cuore.       Ancora, ancora,   e ancora.

 

Se tieni  le braccia alzate,   si alzano le braccia di Dio.

Le braccia di Dio si tendono,  per rialzarti.     Le braccia di Dio si tendono,  per difenderti. Le braccia di Dio si tendono,   per ricolmarti.

Le braccia di Dio si tendono,   e tengono le tue mani.      E ti abbracciano le mani.

In quell’abbraccio,    puoi riposare.

 

Quell’ abbraccio,

è   la preghiera.

 

Quell’ abbraccio,

è   la fede.

 

 

 

 

 

 

 

Il granello di senape

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In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».  Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe. Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?  Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

 

 

 

 

Sei tu,   il granello di senape.

 

Non  quando ti sforzi.    Non quando fai.   Non quanto fai.   Non perché lo fai.

Sei tu il granello di senape,  quando ti metti nelle mani di Dio.   Quando lasci fare a lui. Quando è lui   che fa.

 

Solo allora,   tu   sei il gelso che può essere spostato.    Che si può sradicare,  sollevare. E trapiantare nel mare.    Nel mare di Dio.  Nel cuore di Dio.   E puoi mettere le tue radici, nel suo cuore.    E nutrirti,  della linfa nel suo amore.

Solo allora, Dio agisce.     E sposta anche altri gelsi,  altri cuori.    E sposta pure le montagne.

 

Stai  sicuro.

Dio non ti lascia solo.   Mai.

Dio c’è.   Dio fa.  Dio viene.    E tu lo attendi.

Ecco la fede.