Corpus Domini.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:  «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».  Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».  Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.   Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

 

 

Il piano di Dio.

  • Il piano di Dio
  • non è una parola.
  • È  un fatto.
  • È  concreto.
  • È  reale.
  • È  carne.

 

La mia carne.

  • Ecco perché
  • si è fatto carne.
  • Per darti
  • la sua carne.
  • Ecco come
  • si fa carne ora.
  • Con il pane
  • che diventa carne.
  • Ecco come
  • si fa carne ancora.
  • Con il pane
  • che diventa carne
  • ancora.

 

Chi mangia la mia carne.

  • Se  la carne di Dio
  • entra in te.
  • È   Dio
  • che entra in te. 
  • Se  la carne di Dio
  • entra in te.
  • Sei  tu
  • che entri in lui.
  • Sei  tu
  • che stai in lui.
  • Sei  tu
  • che vivi in lui.
  • Sei  tu
  • che fai parte di lui.
  • Sei  tu
  • che sei parte di lui.

Avrà la vita eterna.

  • Se  sei in lui.
  • Ti   dà la sua vita.
  • La  vita eterna.
  • E   hai la vita eterna.
  • Già  da ora.

E io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

  • E   anche al tuo corpo
  • gli  dà la vita eterna.
  • E   anche il tuo corpo
  • ha  la vita eterna.
  • Alla fine dei tempi.
  • Viene   a prendere
  • anche  il tuo corpo.
  • Ti   fa risorto.
  • Anche  con il corpo.
  • Lo  vuole il Padre.
  • Lo  ha chiesto il Padre.
  • Lo  fa con il Padre.
  • Ti  aspetta il Padre.

Il piano di Dio.

  • Ecco   lo scopo del piano.
  • Ecco   il fine del piano.
  • Ecco   la fine del piano.
  • Ecco   come si compie il piano.
  • Ecco   dove si compie il piano.
  • Ecco   dove arriva il piano.
  • Tornare  a casa.
  • Alla   casa del Padre.
  • Da    dove sei venuto.
  • Vivere  con il Padre.
  • E   con la Trinità.
  • Tutto  intero.
  • Per  l’eternità.

 

  • Ecco   che fa   il corpo del Signore.
  • Ecco   perché ci sta    il corpo del Signore.

 

 

 

 

 

 

 

Se qualcuno vuole venire dietro a me

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In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.  Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.  Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?  Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

 

 

 

E tu,    lo sgridi, Gesù?

 

Non è  quello che vuoi,  tu.      Non dice quello che vuoi tu.    Non fa quello che vuoi tu.  Non deve andare così.  Non può andare così.        La croce  non ci deve stare.

 

Ti senti tradito.    Ti senti abbandonato.  Ti senti oscurato.       La strada non è la tua.      Va per un altro verso.     Un verso che non conosci. Che non hai pensato.

 

Non è  la tua strada.    È la strada di Dio.     Non è la tua volontà. È la volontà del Padre. È quella che conta.    È quella che ti aspetta.    È quella che devi fare.

Fino in fondo.  Fino alla meta.   Con lui vicino.     Lui sa perché. Lui sa come.

 

E tu,   lo saprai  alla fine.

Quando tutto  è compiuto.

E vedrai   il suo Volto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché  mi cercavate?

 okI genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.  Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.  Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

 

 

Dove lo cerchi Gesù?    Dove lo trovi?    Perché lo cerchi?

Lo cerchi nella tua casa.   Lo vuoi nella tua casa.   Lo vuoi a tua disposizione.            Come vuoi tu.

Lui deve stare,  dove vuoi tu.    Dove  lo hai messo tu.   Come  lo hai messo tu.              Non si deve spostare.  Non se ne deve andare.

Deve stare  alle tue regole.   Come ci stai tu.   Deve stare dentro le tue regole.              Che hai stabilito tu.     Non è più grande delle tue regole.

 

Ecco Gesù,  il Figlio di Dio,    è Dio.     Lui sta con il Padre.    Lui va dal Padre.                    Il suo posto è il Padre.    Le cose del Padre,  la volontà del Padre.

E questo,  è anche il tuo posto.     Li, devi stare.    Insieme a lui.

Il tempio,   la casa del Padre, le cose del Padre,    sono la tua casa, le tue cose.               Li, trovi tutto.    Li, trovi anche il Figlio.

 

Solo allora lo trovi Gesù.   Quello che cercavi.  Il tuo Signore. Il tuo Salvatore.

Che ti salva,   dall’ansia   e dall’angoscia.      Dal timore di averlo perduto.                     Dalla paura di esserti perduto.

E  non lo perdi  più.

 

 

 

 

 

 

 

 

La vite e i tralci

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.  Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

 

 

Gesù,  sono diventata   io la vite,   io il tralcio,  io l’uva.   Ho fatto diventare mia,  l’uva.  Sono diventa   anche l’agricoltore.   Mi sono gestita,  mi sono curata,  mi sono potata,        a mio uso e consumo,  a mio comodo.  A modo mio.   Ho sbagliato tutto.

Tu sei la vite. Io sono il tralcio.  Tu sei l’albero, io sono il ramo.

Ecco,  come tralcio, come ramo,  in te devo stare. Innestata in te.  Le mie radici sono in te.  Le mie origini sono in te.  Sono parte di te.

Senza di te,  non ci posso stare.  Senza di te,  non mi posso tenere.  Senza di te,  non mi posso nutrire.

La linfa viene da te.   Sei tu.   È il tuo corpo e il tuo sangue,  nell’eucaristia.   È il tuo Spirito.  È lo Spirito Santo che viene da te,  e passa in me.  Se lo lascio passare,  se lo lascio fare, se mi faccio fare,  diventa frutto.  Diventa uva.  Diventa opera,  opera di Dio.

Senza di te,  posso seccare.  Posso marcire.  Posso morire.  Non posso fare niente. Nessun frutto.   Nessun fatto,  nessuna opera  vera di Dio.   Tutto è solo  opera mia.   Tutto è finto,  tutto è falso,  tutto è vuoto.   L’uva  è rovinata.  Gli acini  acerbi.  Seccati, inariditi, deformati.  Avvelenati.

L’agricoltore non sono io.  È il Padre. È lui che ha piantato la vite. È lui che mi ha dato te, suo Figlio. È lui che ha voluto me, con te, in te.   È lui che conosce  il quando, il come e il perché della cura.  È lui che fa la potatura.

Lui taglia, leva,  quello che mi blocca, quello che mi frena, quello che mi ostacola.  Quello che impedisce alla linfa di passare. Lo leva e mi fa portare  frutti  nuovi e più di prima.

Ecco cosa  devo fare.  Devo  stare, rimanere, in te.  E tu rimani in me.

E insieme rimaniamo nei frutti,  nei fatti,  nelle opere.

Le opere del Padre,  per i suoi figli.