Non hanno pastore

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.  Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.   Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

 

“ Vide una grande folla,   ebbe compassione di loro,   perché erano come pecore  che   non hanno pastore.”      E tu,   hai un pastore ?

 

Senza pastore.

Te li hanno levati,    i pastori.      Se li sono presi loro,   i pastori.    Se li tengono loro.          Li hanno fatti diventare loro,   i pastori.        E non li trovi più.    E non ci sono più.

Li hanno bendati ,   i pastori.     Li hanno mascherati,  i pastori.    Li hanno legati.  Li hanno stretti.   Li hanno costretti.       E non possono più parlare.      E non ci possono più  stare. Per te.

Hanno bendato,   pure Gesù.       Si sono presi pure Gesù.    E ti hanno levato pure Gesù.  Ti hanno levato la messa.    Ti hanno mascherato la messa.  Ti hanno cambiato la messa.   Ti hanno preso la chiesa.    Ti hanno chiuso la chiesa.    Si sono presi la chiesa,  di Gesù.   Ma Gesù è Dio.      E non ce la fanno.  E non ci riescono.      Sono loro,  che si sono levati.  Sono loro,   che si sono tolti.    Sono loro,   che se ne sono andati.     Sono loro,   che si sono cacciati.        Ancora. Ora.    Per sempre.

 

 

Hai Gesù.

Hai Gesù,  come pastore.    Gesù è il tuo pastore.      È lui l’unico, vero pastore.  Solo lui sa dove andare.   Solo lui conosce la strada.     È lui,  la strada.     Che ti porta al Padre.

 

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù.      Sei pastore.   Se vai da Gesù. Se torni da Gesù. Se ritorni da Gesù.    Se stai attorno a lui.    Lui al centro, e  tutti gli altri intorno.    Attorno.

Venite in disparte.      Sei pastore.   Se vai in disparte con Gesù.   Se ti ritiri in disparte con Gesù.  Se stai in disparte,  con Gesù.     Per sentire lui . Per provare lui.  Per vivere di lui.

Voi soli.      Non ci devi andare,  con chi ti porta via.    Non ci devi portare chi,  ti porta via. Non ci devi portare,  quello che ti porta via,  da lui.    Gesù vuole incontrare te.   Solo te.   Tu e lui.

In un luogo deserto.     Lo trovi Gesù.   In un luogo deserto.    Dove non ci sta,  quello che ti ha portato via.   Dove non ci sta,   quello che ti ha strappato via.   Dove non ci sta quello, che ti ha buttato via.   E lo ha buttato via.

E riposatevi un po’.      Sei pastore.  Se ti metti nelle braccia di Gesù.   Se ci stai,  nelle braccia di Gesù.   Solo lì,  puoi riposare.   Solo lì, ti puoi ritrovare.   Solo lì, ti puoi rifare. Cuore a cuore, con lui.

 

Ebbe compassione di loro.     Sei pastore.   Se hai il cuore di Gesù.   Se senti, con il cuore di Gesù.    Se ti batte dentro,   il cuore di Gesù.      E allora ce la fai,   a sentire il loro dolore. E allora ce la fai,  a tenere il loro dolore.     E allora ce la fai  a soffrire,   con il loro dolore.

Erano come pecore che non hanno pastore.  E glielo ridai il pastore. Perché gli porti Gesù. Gli riporti Gesù.   Gli riporti il pastore.    Il pastore che gli serviva.     Il pastore che avevano perduto.    Il pastore,  che gli avevano levato.

E si mise a insegnare loro molte cose.         E lasci parlare,  a Gesù.    E lasci insegnare, a Gesù.    E lasci dire, a Gesù.     Solo Gesù,  li può portare.    Solo Gesù,  gli apre il cuore. Solo Gesù,  li fa sentire.    Solo Gesù,  li fa capire.

 

Sei pastore.                                                                                                                           Se Gesù,   è il tuo pastore.

 

 

 

Io sono la porta

In quel tempo, Gesù disse:  «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.  Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».  Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.  Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

 

 

 

Gesù disse:  Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.   Io sono la porta:   se uno entra attraverso di me,  sarà salvato.   E tu,    da quale porta  entri ?

 

Da un’altra parte.

Per te  la porta,  è un altro.      Da lui devi passare.  A lui ti devi inchinare.   Lui devi seguire. Non Gesù.

Per te.  la porta,  sei tu.     Da te,  devono passare.    A te, si devono inchinare.  Te, devono seguire.  Non Gesù.

E la chiudi,   la porta principale.    E la sbarri.  E la muri.     Così  non ci possono passare. Così devono entrare,  da un’altra parte.     Che hai scelto tu.    Non Gesù.

 

Da Gesù.

Tu  Gesù,   sei  la porta.     La mia porta.

Io sono la porta.         Tu mi apri  la tua porta.    Le tue braccia.  Il tuo cuore.                          Io sono la porta.         E mi chiami.   Mi chiami per nome.   Tu lo conosci.  Tu mi conosci. Tu sai chi sono.    Nel profondo.  Fino infondo.

Io sono la porta.         E mi conduci fuori.   E mi tiri fuori.    Da tutte le mie prigioni.                Io sono la porta.         E cammini davanti a me.   Tu sai dove andare.  Tu mi puoi portare.  Io sono la porta.         E ti seguo. E vengo dietro a te.    E mi faccio portare da te.

Io sono la porta.         La conosco la tua voce. La riconosco la tua voce.   È la voce di Dio. Stampata nel mio cuore.

Io sono la porta.           Solo tu sei la porta.    Solo se passo  da te.    Mi posso salvare.        Io sono la porta.           Solo se passo da te.   Posso entrare  nel Regno di Dio.                   Io sono la porta.           Solo se passo da te.   Trovo ristoro,  nel Regno di Dio.

 

Io sono la porta.     Solo se passo da te.    Gli altri,   ti riconoscono.

Tu sei la nostra porta.    Solo se passiamo da te.   La viviamo.                                             La tua voce.                          

 

 

 

 

 

 

I frutti dell’albero

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:  «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.  Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

 

 

Ogni albero,  si riconosce   dal suo frutto.                                                                                 E il tuo albero,   su chi   si  tiene ?

 

Gli altri.

Sono gli altri,   le tue radici.     Ti ci appoggi,  ti ci aggrappi.   Ti ci attacchi.

Ad occhi chiusi.     Ti fai portare da loro.   Ti fai condurre da loro.  Dove vogliono loro.         E cadi  con loro.   Come loro.   Per  loro.

 

Dio.

E’ Dio,  la tua radice.     Vieni da lui.   Sei fondato in lui. Radicato in lui.    Attaccato a lui, appoggiato a lui.   Impiantato  in lui.

Se c’è lui,    i frutti  ci sono.    Sempre.                                                                                   Se c’è lui,    i frutti  ci sono.   Tanti.                                                                                            Se c’è lui,    i frutti  ci sono.   Concreti.

I frutti sono i fatti.    I fatti che fai.                                                                                             Dai fatti  si vede,   chi sei.                                                                                                        Dai fatti  si vede,   che vuoi.                                                                                                    Dai fatti  si vede    chi hai,   nel cuore.

Se c’è Dio,    i fatti ci sono.                                                                                                        I suoi.