Un altro cieco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:  «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.  Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

 

 

“Può forse un cieco guidare un altro cieco?  Non cadranno tutti e due in un fosso?”        E tu,   da chi  ti fai guidare ?

 

Da un altro cieco.

Ti hanno fatto cieco,  loro.    Ti vogliono cieco, loro.   Non vogliono che vedi.  Non vogliono che sai.  Non vogliono, che sei.     Altro che guida.

Ti hanno messo in fila,  con altri ciechi.    Ci hanno fatto una fila, con altri ciechi.  Ti fanno andare in fila, con altri ciechi.     E quando cadono,  cade tutta la fila.   E pure tu, con loro.

Non lo vedono, a Gesù.   Sono loro i ciechi.  I più ciechi dei ciechi.      E ti tirano,  dietro a loro.  E ti trascinano, dietro a loro.     E ti portano con loro,  nel burrone.   Sono loro il burrone.  Il tuo burrone.      Nel quale sei cascato. Con gli occhi chiusi.    Nel quale sei finito. Ad occhi chiusi.     Nel quale sei precipitato.  Per gli occhi chiusi.    Ancora. Ora. Per sempre.

 

 

Da Gesù.

Apri gli occhi.   E guarda  il tuo Signore.    E lasciati portare da lui.   Solo lui lo sa fare.   Solo lui  lo può fare.     Solo lui,  sa dove andare.

 

Può forse un cieco.       Sei cieco.    Sei cecato.    Sei accecato  da quello che vuoi.      Da quello che non puoi.    Non ci vedi più.  Dall’invidia. Per l’invidia.    E non  vedi. Manco Gesù.

Guidare un altro cieco?       Sei cieco.    E ti appoggi a un altro cieco.   Così come te. Così non ti senti solo.     E ci fai una fila.   Così siete insieme.  Così state insieme.         A non vedere. Gesù.

Non cadranno tutti e due in un fosso?        Siete ciechi. Tutti insieme.   Una fila di ciechi. Tutti insieme.     E non lo vedete il fosso.  E ci andate dentro. Tutti insieme.  E ci finite dentro. Tutti insieme.    Senza Gesù.

Un discepolo non è più del maestro.    Sei discepolo.    Se Gesù è il tuo maestro.  Se non sei tu il maestro.   Se Gesù è di più. Di te.   Se Gesù conta di più.  Di te.

Un discepolo non è più del maestro.      Sei discepolo.     Se Gesù è  l’unico maestro.  Se non ci sta un altro, al posto suo.   Se non ci metti un altro, al posto suo.    Se non hai un altro.  Al posto suo.

 

Non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio.        Sei tanto cieco.   E tanto accecato. Che manco la vedi la trave che sta nel tuo occhio.   Che si è preso tutto l’occhio.   E non ti fa vedere.   Il tuo Signore.

La trave che sta nel tuo occhio.      Non sei discepolo.   Se non la levi. Se non la togli.  Se ce la lasci.  Se ce la tieni. Se te la tieni.  Se la vuoi.    Se conta di più.   Del tuo Signore.

Togli prima la trave dal tuo occhio.     Sei discepolo.     Se la togli.  Se la stacchi.  Se la strappi.    E la butti via. E la getti via.     E getti via il male,  che si è conficcato nei tuoi occhi.  E nel tuo cuore.    E che ti ha preso gli occhi. E il cuore.    E che ti ha levato gli occhi.  E il cuore.

E allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza.   Sei discepolo.   Se lo fai prima su di te. Se lo fai prima con te.   Se lo fai in te.      E allora ce la fai.  A farlo nell’altro. Con l’altro.  A levargli quello che gli fa male.   Negli occhi e nel cuore.

 

Ora ci vedi.  Non sei più cieco.     E non ci caschi più  nel burrone.    E non ci finisci più  nel burrone.  E non ci sta più il burrone.     Hai gli occhi in Dio. Pieni di Dio. Colmi di Dio. Brillano di Dio.

E sei discepolo.

 

 

 

 

 

 

 

Non hanno pastore

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.  Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.   Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

 

 

“ Vide una grande folla,   ebbe compassione di loro,   perché erano come pecore  che   non hanno pastore.”      E tu,   hai un pastore ?

 

Senza pastore.

Te li hanno levati,    i pastori.      Se li sono presi loro,   i pastori.    Se li tengono loro.       Li hanno fatti diventare loro,   i pastori.        E non li trovi più.    E non ci sono più.

Li hanno bendati ,   i pastori.     Li hanno mascherati,  i pastori.    Li hanno legati.  Li hanno stretti.   Li hanno costretti.       E non possono più parlare.      E non ci possono più  stare. Per te.

Hanno bendato,   pure Gesù.       Si sono presi pure Gesù.    E ti hanno levato pure Gesù.  Ti hanno levato la messa.    Ti hanno mascherato la messa.  Ti hanno cambiato la messa.   Ti hanno preso la chiesa.    Ti hanno chiuso la chiesa.    Si sono presi la chiesa,  di Gesù.   Ma Gesù è Dio.      E non ce la fanno.  E non ci riescono.      Sono loro,  che si sono levati.  Sono loro,   che si sono tolti.    Sono loro,   che se ne sono andati.     Sono loro,   che si sono cacciati.        Ancora. Ora.    Per sempre.

 

 

Hai Gesù.

Hai Gesù,  come pastore.    Gesù è il tuo pastore.      È lui l’unico, vero pastore.  Solo lui sa dove andare.   Solo lui conosce la strada.     È lui,  la strada.     Che ti porta al Padre.

 

Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù.      Sei pastore.   Se vai da Gesù. Se torni da Gesù. Se ritorni da Gesù.    Se stai attorno a lui.    Lui al centro, e  tutti gli altri intorno.    Attorno.

Venite in disparte.      Sei pastore.   Se vai in disparte con Gesù.   Se ti ritiri in disparte con Gesù.  Se stai in disparte,  con Gesù.     Per sentire lui . Per provare lui.  Per vivere di lui.

Voi soli.      Non ci devi andare,  con chi ti porta via.    Non ci devi portare chi,  ti porta via. Non ci devi portare,  quello che ti porta via,  da lui.    Gesù vuole incontrare te.   Solo te.   Tu e lui.

In un luogo deserto.     Lo trovi Gesù.   In un luogo deserto.    Dove non ci sta,  quello che ti ha portato via.   Dove non ci sta,   quello che ti ha strappato via.   Dove non ci sta quello, che ti ha buttato via.   E lo ha buttato via.

E riposatevi un po’.      Sei pastore.  Se ti metti nelle braccia di Gesù.   Se ci stai,  nelle braccia di Gesù.   Solo lì,  puoi riposare.   Solo lì, ti puoi ritrovare.   Solo lì, ti puoi rifare. Cuore a cuore, con lui.

 

Ebbe compassione di loro.     Sei pastore.   Se hai il cuore di Gesù.   Se senti, con il cuore di Gesù.    Se ti batte dentro,   il cuore di Gesù.      E allora ce la fai,   a sentire il loro dolore. E allora ce la fai,  a tenere il loro dolore.     E allora ce la fai  a soffrire,   con il loro dolore.

Erano come pecore che non hanno pastore.  E glielo ridai il pastore. Perché gli porti Gesù. Gli riporti Gesù.   Gli riporti il pastore.    Il pastore che gli serviva.     Il pastore che avevano perduto.    Il pastore,  che gli avevano levato.

E si mise a insegnare loro molte cose.         E lasci parlare,  a Gesù.    E lasci insegnare, a Gesù.    E lasci dire, a Gesù.     Solo Gesù,  li può portare.    Solo Gesù,  gli apre il cuore. Solo Gesù,  li fa sentire.    Solo Gesù,  li fa capire.

 

Sei pastore.                                                                                                                           Se Gesù,   è il tuo pastore.

 

 

 

Il buon pastore

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In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.  Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.  Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

 

 

Ti fanno credere  di essere loro,  i pastori.  Ti incantano  con le loro luci,  i loro suoni.  Come pifferai.  Ti vengono a rubare,  a portare dove vogliono loro.   Ti portano nei loro pascoli,  a mangiare la loro erba, avvelenata.

Ma sono mercenari.   Non gli stai a cuore tu.  Non sei suo,  non gli appartieni.  Solo l’interesse gli appartiene, il suo.  E quando non c’è più, ti abbandonano, ti lasciano da solo.

Sono lupi.  Ti rapiscono e ti disperdono.  Ti confondono, ti usano.  Ti dividono, ti isolano,  ti spezzano.  Così ti perdi.

Cristo risorto,  lui  è il buon pastore.   È l’unico, vero, buon pastore.  Perché ci tiene a te. Gli stai a cuore.   Lui ti ha fatto.   È il tuo Signore e  il tuo Creatore.  Lui solo  ti conosce fino in fondo,  e tu lo riconosci.  Perché lui ti ha voluto, pensato, amato da sempre, dall’eternità,  nella Trinità.

Cristo risorto  è  lui  il buon pastore,  perché ti ha dato la vita.   È morto per darti la vita.   La sua morte,  è la sua vita donata,  a te.

Nessuno gliela  può levare.  Lui la dona,  e lui la riprende.  Lui è la risurrezione.

Cristo risorto  ora ti dona la sua vita, risorta.  Per farti risorgere con lui e in lui.

Nel Padre. E per il Padre.