Venite a me

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In quel tempo Gesù disse:  «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

 

 

Gesù,   lo dice anche a te.     Vieni a me.

 

Sei piccolo.   Vai da lui.      Sei oppresso. Vai da lui.     Non ce la fai più, sei stanco.    Vai da lui.  Ti aspetta.

 

Il suo giogo.      Sono le sue braccia aperte.      Lasciati tenere.  Lasciati portare. Lasciati fare.

 

E non sei più piccolo.    La piccolezza fa posto a Dio.    E più sei piccolo,  e più  c’è posto,  per Dio.                                                                                                                    E non sei più debole.          Sei riempito,  della potenza di Dio.                                          E non sei più semplice.     Sei riempito,   della sapienza di Dio.

 

E  in lui,     trovi   ristoro.

 

 

 

 

 

 

 

Giuseppe

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Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».  Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.  Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

 

 

 

E tu,   dormi?

 

Come Giuseppe, ti addormenti.    Ti lasci andare.        Sei stanco, sfinito, provato.          Non ce la fai.  Non te la senti.   Non puoi.

Hai paura di sbagliare.     Non sai cosa fare.  Non sai come fare.

 

Anche per te,  viene un angelo.      Anche a te,  parla  l’angelo.

Non temere.  Non avere paura.        Ecco,   chi ti può aiutare.   Ecco,  chi ti può salvare.    Quel bambino,  viene  dallo Spirito Santo.    È Gesù,   il Dio che salva.

Lui  e Maria.      Non li lasciare.  Non te ne andare.     Non stare senza di loro.     Non li ripudiare.  Non li rinnegare.     Non dire di no.

 

Svegliati !   Alzati!      Vai da loro.  Corri da loro.

E prendili,   con te.

È  il tuo  Si.

 

 

 

 

 

 

 

Mite e umile di cuore

Cristo-Comunione-02 - Copia - Copia

In quel tempo Gesù disse:  «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

 

 

Il grande. Il sapiente. Il potente. Ti domina. Ti imprigiona. Ti stringe. Ti costringe. Ti usa.  Non entra Dio, in uno così. Non c’è posto per Dio.

Il piccolo, è il posto di Dio.  Il semplice, l’umile, il povero, è il posto di Dio.  Il piccolo è figlio.  Il figlio è il posto del Padre.  A lui sono rivolti gli occhi del Padre. A lui si rivela.  Gesù lo conosce. Gesù te lo porta.

Tu che si stanco,  sfinito, oppresso. Tu che non ce la fai. Tu che non puoi. Tu che non sai. Vai da Gesù.  Vai da lui che ti chiama.  Vai da lui che ti apre le braccia.

Vai  dalle sue braccia. Tra le sue braccia.  Il suo giogo, è quello che lui è,  quello che lui dice, quello che lui fa.  Il suo giogo, sono le sue braccia.  Che ti contengono, ti portano, ti tengono.  Ti guidano. Ti proteggono.

Entra dentro.  Prendile su di te.  Sono umili, perché ti rispettano.  Sono leggere, perché ti amano.  Sono dolci, perché vengono dal suo cuore.

Li,  trovi il ristoro che cercavi.  La consolazione, la tenerezza, che cercavi.

Li, trovi  il sollievo dal peso che ti schiaccia. Dagli schemi che ti chiudono. Dai calcoli e dalle misure che ti dividono.

Li,  trovi la risposta,  il senso, il significato.  Perché lì trovi la Sapienza vera, la Sapienza di Dio. Dio. Il tuo Signore.

E trovi la forza per rialzarti dalla caduta.  La dignità perduta.

 

 

 

 

 

Se non ce la fai

 

 

 

 

 

Come  Elia,  se  non ce la fai più, se sei stanco, sfinito, deluso, rifiutato, negato,  allontanato,   allora fermati  e abbandonati nelle braccia di Dio.  Metti il tuo cuore nel suo cuore, senza ragionare, senza programmare, senza controllare.  Fidati,  dormi tra le sue braccia.

Il Padre ha cura di te e ti dà il nutrimento, ti dà il pane del cielo, il pane vivo.  Solo quel pane riesce a darti la forza di percorrere la strada di Dio, la strada della sua volontà, del progetto di salvezza che ha preparato per te,  per farti arrivare a Lui.

Sei stato chiamato da Dio. È il Padre che ti ha scelto. Se  hai  intrapreso una strada verso  Dio e perché Lui lo ha voluto.  È Dio che ti ha chiamato e ti attira  a sé.

Ha mandato il Figlio,  perché attraverso di Lui tu possa incontrare il Padre.  È il Figlio il suo pane. Il pane vivo disceso dal cielo. Il pane è la sua carne  e la sua vita, è la vita stessa del Padre,  di Dio.  E’  l’Eucarestia.

Lascia che entri in te, nel tuo mondo, nella tua storia, nelle tue radici e lascia che ti salvi.