Ecco viene

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.  Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.  Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.  State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

 

 

Tanta violenza.    Tanto terrore.   Tanto dolore.     Tanta incoscienza.

Ti invade.   Ti schiaccia.   Ti distrugge.  Ti spezza.       Ti leva il respiro.

E sei lì abbattuto.    Caduto.   A terra.     Il tuo cuore è a terra.   Pieno di ansia e angoscia. Pieno di paura.   Morto di paura.       Chi ti può salvare?

 

Solo un Dio lo può fare.   Solo un Dio può arrivare  a tanto.    È un Dio viene.  Viene per te.   Viene a liberarti.   Viene a salvarti.

 

Alzati.   Tirati su.   Risollevati.   Rialza il capo.      Guarda il cielo,  e attendi.

Attendi , non più la paura.     Attendi la gioia.   Attendi il volto di chi sta per venire a liberarti.   Il volto del Signore.     Il volto del Figlio di Dio.

 

Ecco il Natale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alzati !

ok - Copia (3)

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In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.  Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

 

 

 

Non tanto le parole. Contano le intenzioni e i fatti.

Come la donna,  anche tu hai sofferto.   Un dolore  ti ha piegato,  ripiegato,  schiacciato.   Ti ha svuotato, levato, portato via il sangue, le forze, le energie.  Hai chiesto aiuto, invocato, supplicato,  ma nessuno lo ha placato.  Nessuno lo ha fermato.  Vai da Gesù.

Vai, con il cuore proteso e con la mano tesa, per toccare il suo mantello. Per toccare lui. Lo devi fare, per entrare in un rapporto vivo e vero con lui.  Lo puoi fare, nell’eucarestia.

E la forza di Dio, lo Spirito di Dio,  esce da lui, ed entra in te.  E tocca  te.  E ti guarisce.

È un incontro profondo. È un fatto.   Gesù si ferma,  e ti vuole vedere in viso.   Il suo volto, nel tuo.   I suoi occhi,  nei tuoi.  Ecco la fede.

 

Come la figlia di Giàiro.   Una persona, una parte di te,  la tua anima,   è sfinita,  finita,     sta per morire.

Vai da Gesù.  Con tutto  il cuore,  ti getti ai suoi piedi.   Lo supplichi di imporre le sue mani sulla tua anima, su di te.  Di toccare  con le sue mani, la tua anima,  perché sia salvata.

Gli altri ti portano via. Ma dove vai. Ma che fai. Da chi vai. Tanto non c’è niente da fare. Non si può fare più nulla, è morta.  Ma tu,  non temere.

Gesù viene da te.  Viene lo stesso.   Perché  piangi?   Ti prende per mano.  E ti dice: “Alzati”.   La sua mano, nella tua.  La sua mano con la tua.    Dio,  ti ha preso per mano.     E ti ridà  la vita.

Ecco chi è Gesù.

È colui che ti salva,  dalla morte.

È colui che ti rialza,  dalla caduta.

 

Ecco cosa è,  la fede.

È tendere la mano a Dio,  e ai fratelli.

E farsi prendere per mano da Dio,  e dai fratelli.

È un incontro,  di mani.

 

 

 

 

 

 

 

Dico a te, alzati!

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.  Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.  Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre. Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

 

 

Quando sei nella morte.  Quando ti hanno spezzato, distrutto, usato, dominato.  Quanto ti senti sfinito, diviso, ferito.  Quando il tuo cuore si è chiuso. Si è seccato, inaridito, indurito. Quando il tuo cuore non ha più vita. Quando non lo senti più. Quando non lo cerchi più. Quando non lo trovi più.  Quando  lo hai perso.  Quando è morto.  Rimani solo,  vedovo di te stesso.

È allora che il Signore passa.  Il Signore passa nella tua vita. In quel momento, su quella strada.  Lui c’è. Ti viene incontro e ti guarda.  Il Signore conosce e guarda il tuo dolore. Lui è l’unico che lo conosce fino in fondo. Lui è l’unico che può guardarlo fino in fondo.

Ti viene incontro. E ti dice: “Non piangere!”. Non avere paura, non ti disperare. Perché ora c’è lui che può raccogliere quelle lacrime,  c’è lui che può asciugare quelle lacrime.  Ora c’è lui che può raccogliere quel dolore.

Il Signore tocca quella bara, tocca il tuo cuore, tocca quelle parti chiuse in te, tocca quella parte nascosta, dispersa, persa, morta in te. Il signore tocca la tua morte.  Il Signore la tocca. Dio in persona.

E ti dice: “Ragazzo, dico a te, alzati!”.    Dico a te!. Propongo a te.  A te e non a un altro. Sei  chiamato in prima persona. Sei riconosciuto, sei convocato da Dio. Proprio tu.  “A te dico, alzati!”   Alzati,  riprendi a vivere, respira di nuovo, rialzati da dove sei caduto.  Sveglia il tuo cuore, fai battere il tuo cuore, riscalda il tuo cuore.  Esci dalla  morte ed entra nella vita.  È il Signore che parla e la sua parola si realizza.  In lui e con lui,  tutto è possibile. Lui è Dio.

Hai  incontrato Dio. Quel dolore è servito ad incontrare Dio.  Ti ha fatto sentire la sua presenza,  la sua tenerezza.   Ti ha fatto scoprire che lui vince la morte. Che solo lui vince la morte. Che solo lui ti fa risorgere.  Perché lui è il Signore.

Ora puoi lodarlo, glorificarlo. Puoi annunciare a tutti che Dio è  venuto tra noi.