Sii purificato

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.  E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».  Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

 

 

 

 

Se lo vuoi,  puoi purificarmi.   Gesù lo vuole.

Ma tu,   lo vuoi?

 

Non lo vuoi.

La lebbra dell’anima.    Ti ha bucato il cuore.  Ti ha sfigurato il cuore.   Ti ha mangiato    il cuore.     Lo ha fatto diventare  un moncone.

Ti ha  sporcato l’anima.     L’ha  piagata, infangata, impregnata,   il fango del male.          L’ha spezzata, separata, isolata.      E tu glielo lasci fare.  E tu la lasci andare.                 E tu non la vuoi salvare.      E la lasci morire.

 

Lo vuoi.

Vai da Gesù.   Ti getti ai suoi piedi.     Metti ai suoi piedi  tutti i buchi del tuo cuore.    Tutti i vuoti.  Tutti i bubboni del tuo cuore.

Apri le braccia della tua anima,  e lo fai entrare.    E  glielo dici:  solo tu mi puoi salvare.   Solo tu,   mi puoi  purificare.   Solo tu  mi fai  tornare puro, vero. Intero.         Se lo vuoi.

Gli tocchi il cuore.   E lui tocca  il tuo.     E ti tende la mano.

 

È il tuo si.

È il suo si.

E  sei guarito.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cieco di Gèrico

christ-healing-the-blind-man-carl-heinrich-bloch - Copia

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».  Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».  Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.  Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».    (  Aveva chiesto la stessa cosa a quei due discepoli)  E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

 

 

 

Anche tu,   sei lì,   accecato, abbagliato,   da luci finte, da luci false, da luci vuote.

Anche tu  sei lì,   seduto sulla tua strada.  Bloccato, fermato, sfinito.

Sei lì a mendicare attenzione, consolazione, sicurezza, da chiunque, comunque, ovunque.

Sei lì,  abbandonato, dimenticato, isolato dagli altri,    e anche da se stesso.

 

Sta passando Dio.     È la tua occasione.   È la tua unica occasione.    E tu che fai?           Lo lasci passare, lo lasci andare,  lo lasci?

Gridi.    Lo chiami con tutta la voce,  con tutto il cuore,  con tutto te stesso.    Figlio di Dio, Gesù tu,  abbi pietà di me.   Consolami, risanami, riparami.

Hai i tuoi occhi malati,  rivolti a lui.    Non li distogli più da lui.   Non te li fai più portare via da lui.

 

Ecco Dio,  ti chiama.   Ti vuole presso di lui,  ti vuole con lui.    Occhi negli occhi,  mano nella mano,  cuore nel cuore.

Cosa vuoi?    “Che io veda di nuovo!”     Dammi gli occhi nuovi.   Dammi gli occhi veri .  Dammi  i  tuoi occhi Signore.   Non lasciarmi nell’oscurità.   Dammi la tua luce.  Dammi  i  tuoi colori.

Hai creduto,   hai sentito che   lui è il Signore.    Che lui può tutto.   Che lui ti può salvare.    Che solo lui  lo può fare.

E allora,   vedi.

E allora,   lo segui.

 

 

 

 

 

 

 

 

Apriti

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In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.  E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

 

 

 

Sei tu,  il sordomuto.   Hai chiuso gli orecchi,  hai chiuso la bocca.  Non vuoi ascoltare.  Non puoi ascoltare.  Non sai ascoltare.

Non vuoi parlare.  Non puoi dire.  Non sai cosa dire.  Meglio non dire.

Ti sei fatto sordomuto.   Ti sei isolato, deprivato, allontanato.  Non vuoi essere toccato.  Per non essere ferito.

 

Vai  dal Figlio di Dio.   Lascia che le sue mani tocchino le tue orecchie  e la tua bocca.      E anche a te dice:  Apriti.

Apriti.   E sentirai cose,  che orecchio umano non ha mai udito.

Apriti.   E dirai cose,  che non hai mai saputo.

Apriti.   E il tuo cuore si riempirà di cose,  che non hai mai sperato.

 

Entra il tuo Dio.    Il tuo Signore.  Il tuo Creatore.

Entrano i tuoi fratelli,  in lui.

E anche tu,  con lui.