Amerai il Signore, tuo Dio

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In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». 
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

 

 

 

E tu,    ami Dio ?

 

Nessuno mi ama.   Non è vero.       Ti ama Dio.     E ti sembra, poco?   Di più non c’è. Più di quello che pensi.   Più di quello che speri.  Più di quello che vuoi.     Di più.

 

Ama Dio.

Amalo anche tu.    Con quell’amore. Di quell’amore. In quell’amore.    E ti fa battere  il cuore.    E ti fa palpitare il cuore. Per lui.       E ti fa rinascere il cuore.   In lui.

 

Ama il prossimo.

E  Dio ti porta  all’altro.     E lo porti all’altro, che ti sta vicino.   Quando non lo lasci solo. Quando lo sorreggi,  lo consoli, lo ripari.    Quando non ce la fa.  Quando non sa. Quando non può.

Quando è malato.   Quando è debole. Quando è calpestato.     Quando  è  scartato.       Ti prendi cura di lui.  Come parte di te.     Perché  fa parte di te.

 

Perché,  fa parte di Dio.

 

 

 

 

 

 

 

Pentecoste

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La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.  Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

 

 

 

 

Lo Spirito Santo  viene,   da Gesù  risorto.

Come un soffio,  come un vento.  Come un turbine.

 

Viene,   e ti sposta,    ti muove, ti porta.    Ti fa andare.   Ti fa fare.   E non ce la fai  a stare fermo.

Viene,   e ti colma.     E non ce la fai  a tenerlo per te.    Non ce la fai a tenerlo  dentro.  Non ce la fai a tenerlo  chiuso.    È lui che esce da solo.   Traborda.  Passa dal tuo cuore all’altro cuore.

Viene,  e ti porta.   Ti porta verso l’altro.     È il ponte che ti unisce.   È la forza che ti lega.  È la potenza   che cambia te,  e l’altro.     E tutto non è più, come prima.

 

È  la voce di Dio.      Il  sigillo di Dio.    Lo Spirito di Dio.

È  lo Spirito di Verità.       È la terza persona,  della Trinità.

Con  il Padre e il Figlio,    è  l’  Amore di Dio.

 

L’  Amore  al cubo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Amatevi gli uni gli altri

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Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.  Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.  Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

 

 

 

 

Da che si capisce   che sei suo discepolo?       Da come ami.

 

Non con lo sforzo,    non con l’impegno,    non con i sorrisi stampati.       Non  con i gesti programmati.      Non per finta,    non per forza,    non per forma.         Non per regola,    non per convenienza,    non per apparenza.

Con quale amore?       Non con il tuo amore.     Ma con l’amore con cui,  ti ha amato Gesù.    Con  il suo amore.     Con l’amore di Dio.    Lo Spirito Santo.   

 

Solo quell’amore,    supera ogni barriera.   Passa attraverso i muri,   infiamma i cuori.

Solo quell’amore,    abbassa l’orgoglio,  scioglie la fatica,  risana la ferita.

Solo quell’amore,      non si chiude.       Non si  perde,   non si  rompe,   non finisce.      Solo quell’amore unisce.

 

E da come   vi amate.

Se ti fai portare da quell’amore.   Se lo lasci passare,    se lo lasci  andare,   verso l’altro. Non  sei più  tu.     Sei un cuore nuovo.  Che batte insieme  all’altro cuore .  Un cuore solo.  Che batte insieme al cuore di Dio.

 

E tutti lo vedono.   E tutti lo sentono.    L’amore di Dio,  tra di voi.     Lo Spirito Santo.          È  lui,   che rivela Gesù.    Che porta Gesù risorto e glorificato.

Con quell’amore,   lo annunci  e lo testimoni.

E tutti  lo vedono.     E tutti  lo sentono.    E tutti   ti riconoscono.

Che sei suo discepolo.

E ti ascoltano.

 

 

 

 

 

 

 

 

Amore

Chi è Dio.

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È  Amore.

Poteva starsene da solo, Dio.   Ma è Amore,  e l’amore non sta chiuso.  Si apre e si dona.

Il Padre ama il Figlio.   Il Figlio è l’Amato,  e  lo Spirito Santo  è   l’Amore che li unisce.

Si dona, anche fuori di sé.     E  ha fatto te,  per darti il suo amore.   E aspetta che lo ami anche tu.

 

                                                                          1°    ____________________________

  • Per te, chi ti ama più di tutti ?                  2°    ___________________________

Fai un elenco:                                                     3°   _____________________________

                                                                         4°  _____________________________

( Es. Dio Amore. Chi da la propria vita per te. Chi diventa povero, per te. Chi viene da te per primo. Chi  ti ama gratis. L’amico che ti dice che ti vuole bene, ma poi ti tradisce. L’amico che fa finta di volerti bene. Quello che ti da il bene, ma vuole in cambio delle cose. Quello che ti usa. Quello che ti compra. Quello che vuole bene solo a se stesso. ecc…)

 

  • Chi, è l’Amore?
  • Dove lo trovi?
  • Quanto è grande?
  • Quanto ti costa?
  • Quanto dura?

 

 

  • Prima scrivi la risposta da solo.
  • Poi con i tuoi compagni ne parlate insieme, e poi scrivete la risposta  per tutti.

Sul quaderno  del  catechismo,  fai un disegno libero,  di quello che hai capito.

Madre di Dio

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In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

 

 

 

Non i sapienti, non i saccenti, non gli scienziati, hanno visto.  Non potevano vedere loro, che si mettono al posto di Dio.  Loro, che giudicano Dio.  Loro, che pesano e usano Dio.

I pastori hanno visto.   L’Angelo ha annunziato a loro il Salvatore del mondo.  Hanno visto il segno, i cieli aperti e tutti gli angeli che glorificavano Dio e l’amore di Dio per gli uomini.

Hanno portato a Maria queste cose.  Come loro,  lasciati prendere dallo stupore.  Rimani nello stupore.

Come Maria,  custodisci  queste cose nel tuo cuore.   Tienile, contienile,  conservale nel tuo cuore.  Non misurarle con la tua logica, non pesarle con i tuoi calcoli,  non incatenarle ai tuoi schemi.   Proteggile, riparale,  anche da te stesso.

Come Maria,  medita queste cose nel tuo cuore.  Affidale allo Spirito Santo.  Lascia fare allo Spirito Santo.   Lascia che sia lui a parlarti,  a rivelarti le cose di Dio.

In Maria,  madre del  Figlio di Dio,  tempio di Dio,  ci sei anche tu,   tra le cose di Dio.  Anche  te,  custodisce nel suo cuore.

È  lei la madre che cerchi.  È lei la madre che sogni.  È lei la madre che speri.  La madre per sempre.   La madre di Gesù, di Dio che salva,   la madre che ti salva.

La madre dell’Amore incarnato.  Che ti ama con quell’amore.  Che ti ama veramente, realmente,  totalmente.

È sempre vicino a te,  non ti lascia mai.

Perché  lei   è tua madre,

e  tu sei  suo figlio.

 

 

 

 

 

 

Il Re della gloria

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?. E il re risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?. Allora egli risponderà loro: In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

 

 

 

Il  Re della gloria  viene ora,  nascosto nei piccoli.   Viene a trovarti sulla tua strada,           e  ti viene incontro, quando incontri  i piccoli.

È li che ti aspetta.  È li che ti vuole.  In una relazione di amore.  Per farti entrare nella relazione di amore tra il Padre e lui.   Nell’amore che si incarna.

L’amore vero  è concreto.  Si manifesta.  Si vede.

Non gli dai solo il pane,  all’affamato.   Lo guardi negli occhi  e senti la sua privazione,       la sua umiliazione,  il suo vuoto.   Riempi il suo cuore .  Nutri il suo cuore.  E anche il tuo.

Non gli dai solo da bere,  all’assetato.  Il tuo amore entra nelle crepe  del suo cuore inaridito.   Irriga,  ricolma,  riempie le crepe  del suo cuore spaccato.  Privato. Isolato, asciugato, corroso.   Gli ristori l’anima.  Anche la tua.

Non gli dai solo i vestiti.  Ricopri la nudità della sua anima. Riporti dignità,  nella sua anima.  Ridai calore, onore, al suo corpo e alla sua anima.  Anche alla tua.

Non gli dai  solo un riparo,  allo straniero.  Sei le braccia di Dio che lo accolgono. Che abbracciano il suo cuore solo, escluso, abbandonato.  Lo fai sentire a casa.   Diventi suo fratello, in Dio.   E lui per te.

Non lo vai solo a visitare,  se è malato.  Lo fai sentire vivo.  Lo fai sentire sano.  Se guardi  il suo cuore,   se metti i tuoi occhi nei suoi,  se sorridi con lui.   Gli guarisci il cuore.        Gli risani l’anima.  Anche la tua.

Non lo vai  solo a trovare,  se è carcerato.   Apri  il suo cuore imprigionato.  Metti il suo cuore, al di sopra della colpa.   Lo fai diventare più importante della colpa.  E lo liberi dalle  catene del suo male.   E anche dal tuo.

Non  lo dai  solo a lui.   Lo dai a Dio,  al Re dei Re,  al Re della gloria.   È lui che ti guarda con i suoi occhi.  È lui che mette i suoi occhi nei tuoi.  È lui che ti tende  la mano e prende la tua mano  nella sua.   È lui che si lascia portare,  ma porta te,  su di lui  e con lui,  nel  regno del Padre.  Fin da ora.

Rimani fuori  dal regno di Dio,  fin da ora.  Se incontri  l’altro  solo con l’intenzione,  con il pensiero, con la parola.

Se il piccolo lo scansi, lo eviti, lo elimini. Se per te è un impiccio, un fastidio, un inciampo.

Se lo ascolti solo per forza, per forma, per norma. Se non ti riguarda, se non entra nel tuo cuore.

Se lo curi con fatica, con insofferenza, per apparenza.

Non è lui,  che non vuoi, che non sopporti, che non ami.  È il Re dei Re che rifiuti,  che neghi,  che umili.  È il Re dei Re che elimini dalla tua vita.   Ed elimini la tua vita  dalla sua, e dal suo regno.

Ma sei ancora in tempo.  Muoviti ora.  Gesù te lo chiede adesso.  Vai a cercare il Re, tra i piccoli.

È lì, nei nascosti, in quelli che nessuno vede, che nessuno considera, che nessuno vuole.

Nei  deboli che non hanno voce, che non hanno forza.  Che non hanno posto.

Nei fragili,  malati.   Scartati,  umiliati,  dimenticati.

Negli indifesi,  manipolati, usati, calpestati.

Negli  esclusi,   emarginati, isolati.   Relegati,  rifiutati.

Nascondono  il Re dei Re.   Se li ami,  li curi,  li  difendi,  con i fatti,  con il cuore e con l’anima,   hai amato   il Re dei Re.

E lui,  già da ora ti dice:  Vieni benedetto dal Padre mio,  ed entra nel regno di Dio.

Già da ora.

 

 

 

 

Riuniti nel mio nome

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.  In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

 

Che c’entro io?  Perché ci devo parlare?  È sua la colpa!   È meglio lasciare stare. Tanto non mi ascolta

Non sei da solo.  Quando c’è Dio,  ti escono le parole per l’altro.  Ti vengono fuori da sole,  te le suggerisce lui.  Quando c’è Dio,   sopra a tutto, prima di tutto, dentro a tutto,  la divisione,  non c’è più.

Non c’è più il motivo,  il perché,  il quando,  il dove,  c’è solo l’altro e il suo cuore ferito. E  il tuo cuore ferito,  dalla sua ferita.

Quando c’è Dio, la frattura con l’altro,  si scioglie, svanisce, scompare.  Non c’è più.

Ecco questo è il perdono.   Non è chiedere scusa.   Perdono è immergere  tutto,   anche il rapporto con l’altro,   nell’amore di Dio.   Non ci sei più tu e lui da soli,  c’è la Trinità.   È Dio,  è la Trinità che  unisce,  che guarisce,  che perdona .  Non sei tu.  Tu dici di si. Tu ci stai.  Tu approvi. Tu ti  fidi.  E la Trinità guarisce.

Non sei da solo.  Non stare da solo.  Unito a  due o tre   fratelli,    chiedi  al Padre.   Allora viene,  e  ti ascolta.

Uniti,  non nel nome di qualche altro. Ma solo nel nome di Gesù. Allora viene il Figlio di Dio.

Viene e ti porta l’amore del Padre.  L’amore che lui ha per il Padre.  Se lo vivi con lui  e come lui,   solo allora il tuo amore per il fratello sarà vero.

Viene e ti porta  l’unione del Padre.  L’unione che c’è tra lui e il Padre.  Se lo vivi con lui e in  lui,  solo allora l’unione con il fratello,  sarà vera.   Sarà  comunione.

E lo riconosci dagli occhi di chi vi guarda.

Attirati,  incantati,  amati,  chiamati.

Illuminati  dalla presenza di  Dio.

 

 

 

 

 

L’ amore

 

 

Dai «Discorsi sul Cantico dei Cantici» di san Bernardo, abate

(Disc. 83, 4-6; Opera omnia, ed. Cisterc. 2 [1958] 300-302)

 

 

 L’amore è sufficiente per se stesso, piace per se stesso e in ragione di sé. È a se stesso merito e premio. L’amore non cerca ragioni, non cerca vantaggi all’infuori di sé. Il suo vantaggio sta nell’esistere. Amo perché amo, amo per amare. Grande cosa è l’amore se si rifà al suo principio, se ricondotto alla sua origine, se riportato alla sua sorgente. Di là sempre prende alimento per continuare a scorrere. L’amore è il solo tra tutti i moti dell’anima, tra i sentimenti e gli affetti, con cui la creatura possa corrispondere al Creatore, anche se non alla pari; l’unico con il quale possa contraccambiare il prossimo e, in questo caso, certo alla pari. Quando Dio ama, altro non desidera che essere amato. Non per altro ama, se non per essere amato, sapendo che coloro che l’ameranno si beeranno di questo stesso amore. L’amore dello Sposo, anzi lo Sposo-amore cerca soltanto il ricambio dell’amore e la fedeltà. Sia perciò lecito all’amata di riamare. Perché la sposa, e la sposa dell’Amore non dovrebbe amare? Perché non dovrebbe essere amato l’Amore?

Giustamente, rinunziando a tutti gli altri suoi affetti, attende tutta e solo all’Amore, ella che nel ricambiare l’amore mira a uguagliarlo. Si obietterà, però, che, anche se la sposa si sarà tutta trasformata nell’Amore, non potrà mai raggiungere il livello della fonte perenne dell’amore. È certo che non potranno mai essere equiparati l’amante e l’Amore, l’anima e il Verbo, la sposa e lo Sposo, il Creatore e la creatura. La sorgente, infatti, dà sempre molto più di quanto basti all’assetato.

        Ma che importa tutto questo? Cesserà forse e svanirà del tutto il desiderio della sposa che attende il momento delle nozze, cesserà la brama di chi sospira, l’ardore di chi ama, la fiducia di chi pregusta, perché non è capace di correre alla pari con un gigante, gareggiare in dolcezza col miele, in mitezza con l’agnello, in candore con il giglio, in splendore con il sole, in carità con colui che è l’Amore? No certo. Sebbene infatti la creatura ami meno, perché è inferiore, se tuttavia ama con tutta se stessa, non le resta nulla da aggiungere. Nulla manca dove c’è tutto. Perciò per lei amare così è aver celebrato le nozze, poiché non può amare così ed essere poco amata. Il matrimonio completo e perfetto sta nel consenso dei due, a meno che uno dubiti che l’anima sia amata dal Verbo, e prima e di più.

 

 

Se lo ami

 

 

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.”

Prima di tutto c’è l’amore. Quando l’amore è vero, non si fa lo sforzo di pensare all’altro, non ci si impone di doverlo incontrare, non ci si sente in dovere di telefonargli. Quando si ama veramente è spontaneo, naturale,  conseguente vivere nel concreto quell’amore. Fare entrare nel proprio cuore  il cuore dell’altro, vivere  la sua vita, sentire i suoi sentimenti, amare le sue cose. La fatica e la sofferenza è nel non poter fare quello che detta il cuore.

Se ti fai  amare da Gesù, anche tu cominci ad amarlo veramente. E lo ascolterai e la sua parola diventerà la tua vita. Allora anche il Padre ti amerà, perché il Padre è in Lui e con Lui. E verranno a te e prenderanno dimora presso di te.

Ma ci pensi? In te è presente Dio in persona! Anzi in tre persone, il Figlio, il Padre e l’amore che li unisce: lo Spirito Santo.

Non pensare quindi di non valere niente, di non contare niente, di essere una nullità. Dio è il tesoro più prezioso. Un valore più grande non esiste  ed è dentro di te e nessuno potrà mai togliertelo.

Non pensare di non essere degno di amore, di essere solo, abbandonato, dimenticato.  L’Amore stesso, l’essenza dell’Amore  è in te, autentico, totale, eterno e mai nulla te lo porterà via. Ora non devi più mendicare l’attenzione degli altri, non  devi più servire per farti considerare, non devi più vendere la tua anima per esistere. Dio ti ama come un figlio e Dio in persona si compiace di te.

Non pensare di essere finito, distrutto, fallito perché  tante cose sono andate male, perché non sei riuscito, perché non ti è rimasto nulla in mano. Non permettere che il dolore e la disperazione ti  spezzino il cuore e la vita. Hai  Dio in te e con te!!!  Hai  l’essenza della vita in te!!! Lui è la Vita. Nessuno può farti più morire!!

Allora, potrai  lasciarti andare nelle braccia del Padre, donargli il tuo cuore e farlo riposare al sicuro.